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	<title>Movielicious &#187; Timothy Spall</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The Party</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 07:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Ganz]]></category>
		<category><![CDATA[Cillian Murphy]]></category>
		<category><![CDATA[Kristin Scott Thomas]]></category>
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		<category><![CDATA[Timothy Spall]]></category>

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		<description><![CDATA[Le inquietudini dell' upper-middle class inglese incarnate da sette personaggi brillanti nell'irriverente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., UK 2017)<br />
Uscita: 8 febbraio 2018<br />
Regia: Sally Potter<br />
Con: Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Patricia Clarkson, Bruno Ganz, Cillian Murphy<br />
Durata: 1 ora e 11 minuti<br />
Distribuito da: Academy Two</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/The_Party_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57194" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/The_Party_1.jpg" alt="The_Party_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Siano benedetti i film che durano meno di un&#8217;ora e mezza. Soprattutto se sono anche irriverenti, cinici e divertenti come questo <em><strong>The Party</strong></em>, undicesima regia dell&#8217;inglesissima <strong>Sally Potter</strong> presentata lo scorso anno a Berlino. Partendo da uno degli assunti più adoperati e abusati nel cinema e nel teatro, ovvero rinchiudere un piccolo gruppo di persone in uno spazio ristretto, l&#8217;autrice mette in scena facendo affidamento su un solido impiento narrativo in un funzionale e accattivante bianco e nero, la storia di Janet (<strong>Kristin Scott Thomas</strong>), esponente di spicco del partito Laburista britannico, che decide di festeggiare la nomina a Ministro della salute nel neonato governo ombra insieme con il marito (<strong>Timothy Spall</strong>) e qualche amico. Durante la cena, però, una serie di rivelazioni personali da parte dei vari invitati trasformerà la festa in una vera e propria tragedia.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/cLZ5ba88pDQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>È un gioco al massacro <strong>The Party</strong>, una pochade, esattamente come lo era il polanskiano <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/" target="_blank"><em>Carnage</em></a> e si percepisce in ogni momento quel divertimento e quella sottile goduria da parte della Potter, di giocare con lo spettatore, a cominciare dal doppio senso del titolo (il riferimento è sia alla festa che al Partito Laburista di cui i protagonisti rappresentano le varie facce). Con l&#8217;intento di ironizzare sulla sinistra borghese radical-chic, le cui fila pullulano di intellettuali da salotto aggrappati a una manciata di ideali liberali e progressisti, <em><strong>The Party</strong></em> ne inscena il funerale politico e sociale, complice un cast di primissimo livello tra cui spiccano un immenso Timothy Spall, professore universitario distrutto dalla depressione e dall’alcol, una <strong>Patricia Clarkson</strong> in versione suffragetta nostalgica e disillusa e un <strong>Bruno Ganz</strong> life coach alternativo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/The_Party_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57195" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/The_Party_2-1024x428.jpg" alt="The_Party_2" width="1024" height="428" /></a></p>
<p>Sally Potter, dal canto suo, orchestra alla perfezione entrate e uscite di questa improbabile compagine, calibrandone umorismo e sarcasmo, così come le rivelazioni e il valzer di tradimenti che si mostrano pian piano, di pari passo con il deteriorarsi delle relazioni all&#8217;interno del gruppo. L&#8217;unità di luogo e di tempo e i dialoghi ironici e taglienti fanno il resto, incorniciando egregiamente questa black comedy sagace e fulminante.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>La verità negata</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/10/17/la-verita-negata-recensione-anteprima/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 12:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Scott]]></category>
		<category><![CDATA[Denial]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[History on Trial: My Day in Court with a Holocaust Denier]]></category>
		<category><![CDATA[La verità negata]]></category>
		<category><![CDATA[Rachel Weisz]]></category>
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		<category><![CDATA[Tom Wilkinson]]></category>

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		<description><![CDATA[Rachel Weisz, Tom Wilkinson e Timothy Spall in un teso legal-thriller sull'Olocausto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Denial USA, UK 2016)<br />
Regia: Mick Jackson<br />
Cast: Rachel Weisz, Tom Wilkinson, Timothy Spall, Andrew Scott<br />
Uscita: 17 dicembre 2016<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuzione: Cinema</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Denial.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54312" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Denial.jpg" alt="Denial" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Tra il 1941 ed il 1944 circa, sei milioni di ebrei furono uccisi, nell’attuazione di un programma di sterminio su larga scala che aveva come scopo l’eliminazione definitiva di un’intera razza. Quello che per la maggior parte delle persone è un fatto storico del tutto inconfutabile, per qualcuno è invece una menzogna o comunque non una verità innegabile, bensì qualcosa di liberamente interpretabile. <strong>David Irving</strong> autore di numerosi libri sull&#8217;argomento, da <em>Hitler’s War</em> (1977) a <em>Goebbels: Mastermind of the </em><em>Third Reich</em> (1996), è uno di questi. Per lui l&#8217;<strong>Olocausto</strong> non è mai esistito e le camere a gas di <strong>Auschwitz</strong> erano adibite ad altro. Il non facile compito di smentirlo è toccato alla scrittrice e storica americana di origini ebree <strong>Deborah E. Lipstadt</strong>, citata in giudizio per diffamazione nei confronti di Irving. La legislazione britannica in materia di diffamazione, però, prevede che l&#8217;imputato sia presunto colpevole fino a che non ha modo di dimostrare la propria innocenza. La Lipstadt si è così trovata incriminata in un processo in cui in ballo c&#8217;era molto più di un giudizio di colpevolezza o di innocenza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Denial_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-54313" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Denial_2-1024x512.jpg" alt="Denial_2" width="650" height="325" /></a></p>
<p>Basato sul libro di Lipstadt <em>History on Trial: My Day in Court with a Holocaust Denier</em> nel quale l&#8217;autrice ha raccontato la battaglia legale contro Irving, <strong><em>Le verità negate</em></strong> è un legal-thriller di stampo classico con un cast di prim&#8217;ordine (una convincente <strong>Rachel Weisz</strong> nei panni della protagonista, un dimagrito e volutamente insopportabile <strong>Timothy Spall</strong> in quelli del negazionista David Irving e un superbo <strong>Tom Wilkinson</strong> in toga e parrucca che interpreta l&#8217;avvocato che tutti vorrebbero avere). Nonostante la vicenda sia ambientata alla fine degli anni Novanta, la pellicola di <strong>Mick Jackson</strong> punta un nuovo faro su come il tentativo di riscrivere la storia per un uso strumentale e politico sia tuttora una pratica di stretta attualità.<br />
Pur non spiccando dal punto di vista registico, <em><strong>La verità negata</strong></em> può far leva invece su una sceneggiatura perfettamente calibrata ad opera di quel di <strong>David Hare</strong> (autore di film come <em>The Hours</em> e <em>The Reader</em>), che riesce a far rivivere nei dialoghi e soprattutto negli scontri verbali in tribunale, tutta la tensione e l&#8217;inquietudine che un processo del genere deve essersi inevitabilmente portato dietro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turner</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/01/29/turner/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 11:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Dorothy Atkinson]]></category>
		<category><![CDATA[Marion Bailey]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Leigh]]></category>
		<category><![CDATA[Timothy Spall]]></category>
		<category><![CDATA[Turner]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Mr.Turner Gran Bretagna 2014)<br />
Uscita: 29 gennaio 2015<br />
Regia: Mike Leigh<br />
Con: Timothy Spall, Dorothy Atkinson, Marion Bailey<br />
Durata: 2 ore e 29 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/turner_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40866" title="turner_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/turner_1.jpg" alt="" width="500" height="256" /></a></p>
<p>Nel suo ultimo film, <strong>Mike Leigh</strong> ci mostra il pittore Joseph Mallord William Turner (<strong>Timothy Spall</strong>), uno dei massimi esponenti del romanticismo inglese, nell&#8217;arco degli ultimi vent&#8217;anni della sua vita.<br />
Estremamente burbero e refrattario alle relazioni sociali, che pure pratica con malcelato fastidio, Turner vive una vita solitaria, con la sola compagnia della devota governante Hannah (<strong>Dorothy Atkinson</strong>) e dell&#8217;anziano padre che gli fa da assistente.<br />
Alla morte di quest&#8217;ultimo, il carattere del pittore diventa, se possibile, ancora più ispido e spigoloso e lo spinge ad allontanarsi ulteriormente dalle persone, con l&#8217;unica eccezione di Mrs. Booth, matura locandiera di Chelsea, con cui instaura, forse per la prima volta nella sua vita, un rapporto di grande complicità e rispetto, seppure in incognito.</p>
<p>Leigh, solitamente più a suo agio con piccole storie riguardanti gente comune, approccia lo spinoso genere del biopic senza rinunciare a nulla del suo stile fatto di tempi lunghi e basso profilo, finendo così col firmare un potentissimo e visivamente splendido elogio della normalità.<br />
Seppure animalesco per modi e fattezze, <em>Turner</em> rappresenta infatti una delle rarissime incarnazioni cinematografiche di artista in cui, ad essere in primo piano, non sono gli eccessi o comunque l&#8217;artata amplificazione, a fini strumentali, di quel maledettismo in genere insito in ogni personaggio bigger than life.<br />
Da un punto di vista tecnico invece, l&#8217;intuizione più felice di Leigh risiede nella scelta di descrivere il rivoluzionario apporto di Turner all&#8217;arte moderna senza mai focalizzarsi in maniera didascalica sui processi che ne hanno definito lo stile &#8211; di fatto il film racconta di un artista già ampiamente risolto &#8211; bensì costruendo ogni singola scena come se fosse essa stessa un quadro, attraverso un uso suggestivo e pittorico del digitale e della (straordinaria) fotografia,  giustamente candidata all&#8217;Oscar.<br />
Ecco dunque irradiarsi dallo schermo la medesima luce che ha reso immortali le opere dell&#8217;artista inglese (soprannominato, non a caso, il pittore della luce) in un delicato e riuscito processo di osmosi tra cinema e pittura, ribadita anche dalla profonda fascinazione, mostrata nel film, di Turner per il mezzo fotografico allora agli albori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/turner_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40867" title="turner_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/turner_2.jpg" alt="" width="500" height="269" /></a></p>
<p>Altro aspetto fondamentale della pellicola è l&#8217;estrema cura con cui Leigh osserva le dinamiche sociali tipiche della quotidianità dell&#8217;epoca, passando al setaccio la vacuità dell&#8217;alta borghesia londinese dei primi dell&#8217;Ottocento e che trova il suo climax in una scena che descrive una tipica conversazione altoborghese da &#8216;ora del tè&#8217;, in cui tutti i partecipanti &#8211; incluso un riluttante Turner &#8211;  sono chiamati, a turno, a conversare su un argomento di interesse pressoché nullo.<br />
Tutto il film, sebbene a tratti fiaccato da una lunghezza eccessiva, è costruito sulla sottrazione, come una serie di quadretti di vita minima che, una volta giustapposti, concorrono a formare un quadro più ampio.<br />
Motore dell&#8217;operazione e perno su cui fa leva la riuscita dell&#8217;opera è l&#8217;interpretazione &#8220;totale&#8221; di un Timothy Spall (Palma d&#8217;oro come miglior attore a Cannes per questo ruolo) che, smessi i panni abituali del caratterista, lavora di cesello su un personaggio complesso e, per molti versi, sgradevole.<br />
La fisicità con cui l&#8217;attore si dona alla macchina da presa è impressionante così come la raffinatezza con cui riesce a illuminare il &#8220;suo&#8221; Turner con improvvisi e sparuti squarci di umanità che ne stemperano l&#8217;irsuta antipatia e, al tempo stesso, consentono allo spettatore il minimo sindacale in termini di processo empatico.<br />
Di tutte le stranezze insite nella scelta dei candidati all&#8217;Oscar di quest&#8217;anno, quelle che risultano più inspiegabili sono proprio le mancate nomination di Mike Leigh come miglior regista e quella di Spall per l&#8217;interpretazione maschile.<br />
Quest&#8217;ultima, in particolare, grida abbastanza vendetta.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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