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	<title>Movielicious &#187; Tutto parla di te</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Tutto parla di te</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 06:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alina Marazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Charlotte Rampling]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto parla di te]]></category>

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		<description><![CDATA[Alina Marazzi dirige una storia toccante su un argomento trascurato e controverso: l'ambivalenza del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. Ita 2012)<br />
Uscita: 11 aprile 2014<br />
Regia: Alina Marazzi<br />
Con: Charlotte Rampling, Elena Radonicich, Valerio Binasco<br />
Durata: 1 ora e 23 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/tutto-parla-di-te.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36321" title="tutto-parla-di-te" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/tutto-parla-di-te.jpg" alt="" width="499" height="346" /></a></p>
<p>Gioie e dolori dell’essere madri. Ma soprattutto dolori, difficoltà, dubbi, ansia e oppressione: tutto quanto avremmo voluto sapere su quanto è difficile essere madri e su come molte donne non reggono questa esperienza, e non abbiamo mai osato chiedere o guardare davvero. Eppure il coraggio e la forza di parlare &#8220;al femminile&#8221; – senza scadere nel retorico o nel banale – di un evento complesso come la maternità che può dare sì enorme gioia ma anche cupa angoscia, fino al punto di non ritorno, qualcuno l’ha avuto, e si potrebbe aggiungere finalmente, in un panorama stereotipato di mamme perfette e felici di rinunciare a tutto per i figli.</p>
<p>Si tratta della regista e documentarista milanese <strong>Alina Marazz</strong>i (già nota per <em>Un’ora sola ti vorrei</em>, bellissimo ed intimo omaggio dedicato alla madre, e <em>Vogliamo anche le rose</em>), selezionata al Festival Internazionale del Film di Roma 2012 nella sezione CinemaXXI con <strong><em>Tutto parla di te</em></strong>, suo primo lungometraggio con incursioni documentaristiche, genere a lei caro, ed archivistiche. &#8220;Ero con mio figlio appena nato – ha raccontato la regista – quando una donna mi avvicinò dicendomi con un sorriso: Che belli i bambini quando sono in braccio agli altri”.</p>
<p>&#8220;Questa frase mi fece riflettere sulla conflittualità che può manifestarsi in questo rapporto. Ogni madre conosce quel sentimento in bilico tra l’amore e il rifiuto per il proprio bambino. Una tensione dolorosa da vivere e difficile da confessare, perché va contro il senso comune di quel legame primordiale&#8221;. La Marazzi si avvicina con discrezione al tema scottante delle difficoltà e dei traumi derivanti alle neo-mamme dalla maternità, dalle responsabilità e sottrazioni di libertà che l’avere figli comporta. L’indagine psicologica e la ricerca di significati è affidata, nella parte di fiction, alla magnifica <strong>Charlotte Rampling</strong>, nei panni di Pauline, la protagonista del film, che torna dopo molti anni a Torino nella casa di famiglia: tra i ricordi emergenti di tragedie vissute in prima persona, gli incontri con l’amica psicologa che dirige un Centro maternità e le incredibili storie personali raccontate da donne che hanno vissuto esperienze  di maternità difficili (tratte da interviste fatte realmente dalla regista), si dipana una trama sottile, il cui scopo ultimo è quello di portare alla luce un tema forte e spesso tenuto sotto silenzio.</p>
<p>Essere madre non è sempre una gioia, per molte è un trauma insuperabile, che può portare fino all’omissione di cure ed al tentato o compiuto infanticidio. I racconti autobiografici delle donne intervistate, sia pur trattati con pudore, appaiono nella loro verità spesso cruda e drammatica, complessi come la vita, e sfatano il tabù della madre necessariamente amorevole e felice. L’incontro della protagonista, Rampling/Pauline, con Emma (l’attrice <strong>Elena Radonicich</strong>), una giovane madre in crisi perché costretta a lasciare la danza dopo la nascita del figlio e oppressa dal senso di responsabilità fino a voler allontanare fisicamente da sé il neonato, farà nascere una complicità che aiuterà entrambe le donne a fare i conti con la propria fragilità. I filmati d’archivio, i filmini in Super8 e le foto di famiglia, molto utilizzati nel film, segnano in modo inconfondibile la cifra stilistica della regista, che continua a fare i conti con il rapporto madre-figlia, con i suoi fantasmi di figlia e le sue paure di madre, restituendo un prodotto originale, fra fiction e realismo.</p>
<p>“Con questo film – ha affermato la Marazzi – ho voluto raccontare l’ambivalenza del sentimento materno e la fatica che si fa ancora oggi ad accettarla ed affrontarla. Per restituire la complessità di questo sentimento ho voluto integrare la fiction con materiali diversi: filmati d’archivio, animazioni, elementi documentari, con i quali evocare i vari livelli emotivi che questa tensione muove in chi la vive”. Coprodotto da Italia e Svizzera, Tutto parla di te ha vinto, tra i premi paralleli al Festival Internazionale del Film di Roma 2012, il Premio Taodue La Camera d’Oro 2012, che ha designato Alina Marazzi miglior regista emergente.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><em>Recensione a cura di Elisabetta Colla</em><br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/"><em>www.binarioloco.it</em></a>)</p>
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