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	<title>Movielicious &#187; Una notte</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gli imperdibili del 2014 secondo Andrea Bosco</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 08:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Due giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Il sale della terra]]></category>
		<category><![CDATA[The Wolf of Wall Street]]></category>
		<category><![CDATA[Top ten 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Una notte]]></category>

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		<description><![CDATA[Stilata nella gelida Mosca, ecco la prima delle le top ten dei redattori di Movielicious.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10) <strong><em>Il sale della terra</em></strong> (Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/il-sale-della-terra.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40272" title="il-sale-della-terra" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/il-sale-della-terra.jpg" alt="" width="500" height="326" /></a></p>
<p>Nuova, straordinaria sortita del ragionamento wendersiano su viaggio e  prospettiva, analisi sofferta di una graduale perdita e riscoperta di  fiducia verso l&#8217;Uomo e la Natura che è anche una brillante riflessione  sul multimediale da parte di un autore sempre sorprendentemente moderno.</p>
<p>9) <strong><em>A proposito di Davis</em></strong> (Joel e Ethan Coen)</p>
<p>Punto di arrivo del pessimismo coeniano, malinconica e dolcissima  parabola sul fallimento e sulla fallibilità dell&#8217;individuo, un piccolo  romanzo universale degno di Updike che gela le ossa e un&#8217;odissea  picaresca fra le più devastanti e profondamente umane del cinema del  nuovo secolo.</p>
<p>8 ) <strong><em>Il regno d&#8217;inverno</em></strong> (Nuri BIlge Ceylan)</p>
<p>Con un linguaggio magniloquente eppure intimissimo, Ceylan affronta  il lato più discorsivo della propria poetica e, a metà fra il teatro  cechoviano e il kammerspiel bergmaniano, mette in atto l&#8217;identificazione  di una coppia che è quanto di più vicino alla grande letteratura.</p>
<p>7) <strong><em>The Wolf of Wall Street</em></strong> (Martin Scorsese)</p>
<p>Dietro la maschera del rampantismo, una delle tragedie scorsesiane più nere, inconciliabilmente e cosmicamente crudele: dopo <em>Quei bravi ragazzi</em> e <em>Casinò</em>, il regista italoamericano chiude il trittico con la tappa più caligolesca e farneticante: un rivoltante, nauseante capolavoro.</p>
<p>6) <strong><em>Il giovane favoloso</em></strong> (Mario Martone)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/il-giovane-favoloso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40270" title="il-giovane-favoloso" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/il-giovane-favoloso.jpg" alt="" width="500" height="302" /></a></p>
<p>Completamento di un dittico sulla preistoria italiana come specchio e  prefigurazione dell&#8217;attuale, inesauribile campionario di evocazioni, di  immagini e, ovviamente, di poesia di abbacinante modernità che parte  dal melodramma viscontiano e approda al dramma della paralisi  contemporanea.</p>
<p>5) <strong><em>Under the Skin</em></strong> (Jonathan Glazer)</p>
<p>Composizione astratta che congiunge l&#8217;assoluto kubrickiano, la  sintesi della videoarte e i tardi malickianismi de-didascalizzati per  l&#8217;occasione, un&#8217;opera totale e sconsiderata che sfida i limiti della  narrazione e diventa pura rappresentazione.</p>
<p>4) <strong><em>L&#8217;immagine mancante</em></strong> (Rithy Panh)</p>
<p>Sconcertante operazione, precedente e parallela al doppio itinerario  di Joshua Oppenheimer che riduce in polvere l&#8217;idea di messa in scena  artistica e che confuta la struttura soltanto in apparenza oggettiva  dell&#8217;apparato non-fiction: un film-elegia estremo, forse l&#8217;ultimo  documentario possibile.</p>
<p>3) <strong><em>Si alza il vento</em></strong> (Hayao Miyazaki)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/si-alza-il-vento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40271" title="si-alza-il-vento" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/si-alza-il-vento.jpg" alt="" width="500" height="270" /></a></p>
<p>Irripetibile pietra miliare dell&#8217;universo anime tutto e rassegnato  testamento poetico con cui Hayao Miyazaki, laicamente e senza elementi  fantastici, si congeda dal mondo con un definitivo, autobiografico volo,  più che pindarico, d&#8217;angelo.</p>
<p>2) <em><strong>The Look of Silence</strong></em> (Joshua Oppenheimer)</p>
<p>Non la costola di <em>The Act of Killing</em>, ma il compimento  indispensabile e ancor più disperato di un discorso sulla responsabilità  e sulla visione che è soprattutto una dimostrazione di fede nei  confronti del fare cinema come atto politico e come atto di  preservazione.</p>
<p>1) <em><strong>Due giorni, una notte</strong></em> (Jean-Pierre e Luc Dardenne)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/due-giorni-una-notte.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40280" title="due-giorni-una-notte" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/due-giorni-una-notte.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Un lancinante racconto morale sulla solidarietà, sull&#8217;empatia e sul sacrificio che si risolve in un minuscolo prodigio di trasparenza e di urgenza portato avanti con la potenza disarmante della grammatica di base dell&#8217;espressione filmica: cinema essenziale e diretto come e più dello sguardo umano.</p>
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		<title>Due giorni, una notte</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 08:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Due giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Rongione]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Pierre Dardenne]]></category>
		<category><![CDATA[Luc Dardenne]]></category>
		<category><![CDATA[Marion Cotillard]]></category>
		<category><![CDATA[Pili Groyne]]></category>
		<category><![CDATA[Una notte]]></category>

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		<description><![CDATA[Una parabola sulla solidarietà raccontata con la potenza incontenibile della grammatica di base dell’espressione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Deux Jours, Une Nuit, Belgio 2014)<br />
Uscita: 13 novembre 2014<br />
Regia: Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne<br />
Con: Marion Cotillard, Fabrizio Rongione, Pili Groyne<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: BIM</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/due-giorni-una-notte-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39665" title="due-giorni-una-notte-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/due-giorni-una-notte-1.jpg" alt="" width="499" height="279" /></a></p>
<p>Rigenerante antidoto ai tonitruanti, bulimici sermoni di <em>Interstellar</em> e al tanto insistito quanto artificioso &#8220;effetto-verità&#8221; di <em>Boyhood</em>, dalla line-up di Cannes2014, dal cui Palmares è stato clamorosamente escluso, approda finalmente in sala il ritorno dietro la macchina da presa di <strong>Jean-Pierre e Luc Dardenne</strong>, quel <strong><em>Due giorni, una notte</em></strong> che, dopo un paio di ottime opere di transizione come <em>Il matrimonio di Lorna</em> e<em> Il ragazzo con la bicicletta</em>, ritrova lo stato di grazia e di finitezza formale dei loro imprescindibili capolavori a cavallo a fra i due secoli. Risultato di abbacinante, fulgida purezza, la peregrinazione suburbana dell’operaia Sandra (<strong>Marion Cotillard</strong>) e i suoi incontri con i colleghi che dovrebbero garantirle la permanenza sul posto di lavoro è una mini-odissea individuale di insostenibile partecipazione, non un bieco studio sull&#8217;avidità e sull&#8217;egoismo fatto di manicheismi fasulli, ma una parabola sulla solidarietà, sull’empatia e sul sacrificio raccontata con la potenza incontenibile della grammatica di base dell’espressione filmica.</p>
<p>Rinunciando come di consueto all’uso del primo piano, all’alternanza di campi e controcampi e a qualsiasi altra forma di “mistificazione” registica, i fratelli valloni catturano l’essenza del quotidiano con l’eccezionale naturalezza che contraddistingue la loro produzione dai tempi de <em>La promesse</em> in poi, mettendo in scena una specie di <em>La parola ai giurati</em> sottoproletario dell’epoca della crisi, riuscendo a trasporne la medesima tensione e il medesimo tormento nei limiti dell’ordinaria miseria della periferia, lungo un percorso, lontanissimo da ogni ostentazione calvarica, nel quale al centro di tutto rimane sempre e comunque la dignità e al termine del quale un lieto fine per riconquistare il piacere di vivere è solo grasso che cola.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/duegiorniunanotte_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39666" title="duegiorniunanotte_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/duegiorniunanotte_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>A servizio della pellicola, e, miracolosamente, non viceversa, Marion Cotillard è una protagonista impagabile e mimetica, coraggiosissima nel suo anti-divismo a mettersi nelle mani di due già comprovati direttori di attori di estrema sensibilità &#8211; si pensi alla <strong>Émilie Dequenne</strong> di <em>Rosetta</em> e all’<strong>Olivier Gourmet</strong> de <em>Il figlio</em> (loro personale feticcio che, per la gioia degli affezionati, torna nell&#8217;epilogo nei panni del “villain” Jean-Marc), interpretazioni entrambe premiate sulla Croisette -, l&#8217;incarnazione esemplare di un ritratto al femminile complesso e coinvolgente come Almodóvar solo si sogna. Una performance affiancata dall’altrettanto insostituibile <strong>Fabrizio Rongione</strong>, altra figura ricorrentissima nella filmografia dei due cineasti belgi, con cui innesca una delle storie d’amore più trascinanti e autentiche del cinema contemporaneo, un &#8220;soli contro tutti&#8221; di epica normalità che culmina con quel gioco di sguardi, sorrisi e silenzi in auto con <em>La nuit n&#8217;en finit plu</em> di Petula Clark in sottofondo &#8211; un momento di purissima commozione &#8211; e che non può non far pensare alla coppia Gary Cooper/Grace Kelly di <em>Mezzogiorno di fuoco</em>, classico di cui ricalca a grandi linee lo svolgimento e il tono concitato, ma, forse un po&#8217; sorprendentemente, non il senso di sfiducia e di scoramento nei confronti del prossimo, sostituito da quel moderato ottimismo e da quell&#8217;inno alla vita che persino nello squallore di <em>Rosetta</em> finivano per emergere.</p>
<p>Perfettamente compiuto nella sua ripetitività e nel suo minimalismo come solo certe composizioni di Steve Reich o certe installazioni di Sol LeWitt riescono a essere (e non da essi zavorrato, come la stampa statunitense, in vista degli Oscar, va zoticamente cianciando), <em>Due giorni, una notte</em> è, in sostanza, un minuscolo prodigio che restituisce alla Settima Arte la sua trasparenza e la sua urgenza, un’ora e mezza di assoluta, disarmante onestà artistica e umana che, pur riportandoci anche duramente alla realtà fuori dalla sala, ci ricorda ancora una volta le proprietà salvifiche ed entusiasmanti del grande schermo.</p>
<p>Dovendo scegliere un solo film da vedere in tutto il 2014, con buona pace di astronauti, di donne scomparse e di altri zuccherini per l&#8217;Academy e per le multisale, con <em>Due giorni, una notte</em> si va sul sicuro.</p>
<p>Voto <strong>9</strong></p>
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		<title>Due giorni, una notte: la videointervista a Marion Cotillard</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 10:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Due giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli Dardenne]]></category>
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		<category><![CDATA[Una notte]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attrice francese nelle sale da giovedì con lo splendido film dei fratelli Dardenne.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/due_giorni__una_notte_marion_cotillard.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39626" title="due_giorni__una_notte_marion_cotillard" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/due_giorni__una_notte_marion_cotillard.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Un Oscar vinto nel 2008 per la sua interpretazione di Edith Piaf ne <em>La Vie en Rose</em> e una carriera in costante ascesa, tra film mainstream e pellicole d&#8217;autore. Nel weekend <strong>Marion Cotillard</strong> tornerà nelle sale come protagonista del nuovo film dei fratelli <strong>Dardenne</strong>, <strong><em>Due giorni, una notte</em></strong>, pellicola presentata lo scorso anno a Cannes e in arrivo nelle sale di Roma e Milano il 13 novembre e il 20 nel resto d&#8217;Italia, dove interpreta una donna che in un solo weekend dovrà fare l&#8217;impossibile per cercare di mantenere il posto di lavoro.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/wMRW78EqYT0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/wMRW78EqYT0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sandra è un&#8217;operaia sull&#8217;orlo del licenziamento perché l’azienda per cui lavora la considera poco utile e con un rendimento insoddisfacente. L’unica possibilità che la donna ha di mantenere il posto di lavoro è convincere i colleghi a rinunciare a mille euro di benefit. E così tra sabato mattina e domenica sera, accompagnata dal marito, Sandra comincia il suo pellegrinaggio porta a porta a chiedere: per favore, potresti fare a meno di quei soldi?</p>
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