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	<title>Movielicious &#187; Una</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Una</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 16:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Mendelsohn]]></category>
		<category><![CDATA[Benedict Andrews]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Riz Ahmed]]></category>
		<category><![CDATA[Rooney Mara]]></category>
		<category><![CDATA[Una]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla Festa di Roma il kammerspiel di Benedict Andrews con Rooney Mara e Ben Mendelsohn.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Regno Unito 2016)<br />
Diretto da: Benedict Andrews<br />
Con: Rooney Mara, Ben Mendelsohn, Riz Ahmed<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54322" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una.jpg" alt="Una" width="650" height="369" /></a></p>
<p>Immaginate se, alla fine del capolavoro di Nabokov <em>Lolita</em>, fosse la piccola Dolores ad andare in cerca del maturo Professor Humbert anni dopo la fine del loro rapporto malato e non viceversa.<br />
Il risultato potrebbe assomigliare a questo <em><strong>Una</strong></em> che, infatti, inizia proprio così. C’è una giovane donna (<strong>Rooney Mara</strong>) che arriva inaspettatamente sul posto di lavoro di un uomo più maturo di lei (<strong>Ben Mendelsohn</strong>). È in cerca di alcune risposte covate in silenzio per quindici anni. Segreti mai confessati e ricordi sepolti riaffiorano in superficie appena i due passano al setaccio le macerie del loro passato.<br />
La visita minaccia di mandare in pezzi la vita dell’uomo e di far vacillare la sua stabilità nell’arco di una sola sera, mentre la donna sarà costretta a guardare nel profondo di una lacerante forma d’amore e chiedersi se c’è ancora la possibilità di una redenzione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54323" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una_2.jpg" alt="Una_2" width="650" height="357" /></a></p>
<p>Tratto da una piéce teatrale di David Harrower del 2005, <em><strong>Una</strong></em> è un finto kammerspiel in perfetto equilibrio tra Polanski e Fassbinder; un’opera assai più complessa di quanto possa sembrare a un primo sguardo. Se quello che ci viene mostrato all’inizio è il ritratto di una giovane donna che porta bene in evidenza alcune ferite dell’anima impossibili da rimarginare, andando avanti ci si rende conto di come il film di Andrews non parli, o almeno non solo, di pedofilia limitandosi a stigmatizzarla come la peggiore delle devianze sessuali.<br />
Il fulcro emozionale di Una è infatti più relativo al dopo che non al durante.<br />
Che tipo di donna diventa una bambina violata? Possono, sia la vittima che il carnefice di quella violenza, riuscire davvero a voltare pagina e rifarsi una vita? Sono queste le domande da porsi e, sebbene la risposta a quest’ultima non possa che essere negativa &#8211; come lo stesso Polanski con La morte e la fanciulla insegna &#8211;  l’autore dissemina tutta una serie di dubbi (ad esempio insinua la possibilità che l’uomo possa davvero aver amato la protagonista da bambina) che spiazzano lo spettatore esautorandolo in più di un’occasione del suo ruolo di giudice morale.</p>
<p>E, bontà dello script a parte, molto del merito della riuscita del film va ai protagonisti. In particolare Ben Mendelsohn, eccezionale interprete australiano che dopo anni spesi a recitare in parti da cattivo tout court, sta finalmente iniziando ad ottenere il successo che merita. L’attore è straordinario nel modulare un personaggio difficilmente identificabile come qualcosa di diverso da un mostro in maniera sottilmente ambigua, un mix di rimorso e paura con, in filigrana, lo spettro di un desiderio che forse non si è mai del tutto sopito.<br />
Brava anche Rooney Mara &#8211; in un ruolo che a teatro è stato affidato ad attrici del calibro di Allison Pill e Michelle Williams &#8211; a lavorare di sottrazione fino ad asciugare la sua Una di tutto il dolore più manifesto per concentrarsi invece su una forma di ossessione amorosa sottopelle, tradita solo in parte dallo sguardo.<br />
Con il suo continuo sdoppiare il punto di vista e la sua lentezza formale, Una è un film non facile ma riuscitissimo, anche in virtù della sensazione di inquietudine che lascia quel suo epilogo, così irrisolto e tutt’altro che chiuso.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>E’ morto Ettore Scola</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 22:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[a particolare]]></category>
		<category><![CDATA[amati]]></category>
		<category><![CDATA[C’eravamo tanto]]></category>
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		<category><![CDATA[Scola]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci lascia uno dei maestri indiscussi del cinema italiano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Ettore-Scola-11.jpg"><img class="alignnone wp-image-51683 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Ettore-Scola-11-e1453242336425.jpg" alt="" width="400" height="231" /></a></p>
<p>È morto questa sera a Roma nel reparto di cardiochirurgia del Policlinico il regista e sceneggiatore <strong>Ettore Scola</strong>. Era entrato in coma domenica sera.</p>
<p>Scola diresse più volte i migliori attori italiani del dopoguerra, da Marcello Mastroianni a Ugo Tognazzi, da Alberto Sordi a Nino Manfredi, senza dimenticare tante star straniere come Bernard Blier e Jean-Louis Trintignant.</p>
<p>Nato a Trevico (Avellino) il 10 maggio 1931 inizia a collaborare con la rivista umoristica <span class="corsivo">Marc’Aurelio</span>, dove gravitavano personaggi come Federico Fellini, Furio Scarpelli e Steno. Poi negli anni ’50 comincia a scrivere sceneggiature con Age e Scarpelli, per film come<em> <span class="corsivo">Un americano a Roma </span></em>(1954), <em><span class="corsivo">La grande guerra</span></em> (1959) e <em><span class="corsivo">Crimen</span></em> (1960).</p>
<p>La regia per lui arriva nel 1964 con il film <em><span class="corsivo">Se permettete parliamo di donne</span> </em>con Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. Ci saranno poi <em><span class="corsivo">Il commissario Pepe</span> </em>(1969) con Tognazzi nei panni di un inedito commissario di polizia poco violento e per niente rozzo e <em>D<span class="corsivo">ramma della gelosia &#8211; Tutti i particolari in cronaca</span></em> (1970), firmato dallo stesso Scola insieme ad Age &amp; Scarpelli.</p>
<p>Tra i suoi film più importanti, nel 1974, <em><span class="corsivo">C’eravamo tanto amati</span></em>, le vicende di tre amici Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores, tutti innamorati di Luciana (Stefania Sandrelli).</p>
<p>Tra i suoi altri capolavori<span class="corsivo"> Brutti, sporchi e cattivi</span> (1976) e <span class="corsivo">Una giornata particolare</span> (1977). Il 1980 è l’anno de <span class="corsivo">La terrazza</span>, crisi e bilanci di un gruppo di intellettuali idealisti. Ottanta anni di storia (1906-1986) racconta invece <span class="corsivo">La famiglia</span> (1987) sempre con Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant.</p>
<p>L&#8217;ultimo suo film risale al 2013, il documentario dedicato a Fellini <em><span class="corsivo">Che strano chiamarsi Federico</span></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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