<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Vincent Lindon</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/tag/vincent-lindon/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>I migliori film del 2018 secondo Andrea Bosco</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2019/01/09/i-migliori-film-del-2018-secondo-andrea-bosco/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2019/01/09/i-migliori-film-del-2018-secondo-andrea-bosco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 08:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[A Quiet Place]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo e anima]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori film del 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Il filo nascosto]]></category>
		<category><![CDATA[In guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent Lindon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=57921</guid>
		<description><![CDATA[L'ultima top ten della redazione di Movielicious è la più estrema, come il suo autore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>10.</strong> <em><strong>Untitled: Viaggio senza fine </strong></em><strong>&#8211; Michael Glawogger e Monika Willi</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Untlited-viaggio-senza-fine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57926" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Untlited-viaggio-senza-fine.jpg" alt="Untlited-viaggio-senza-fine" width="867" height="578" /></a></p>
<p>&#8220;Il più bel film che potevo immaginare era un film che non si fermasse mai&#8221;: l&#8217;ultima, definitiva, irreversibile avventura del grande cosmopolita del documentarismo moderno, caduto sul campo nel pieno delle riprese, è uno sconclusionato e fantasmagorico compendio di volti, gesti e civiltà in libera successione, un&#8217;odissea sul Nulla e una sfrenata elegia del movimento che la devota supervisione della montatrice Monika Willi plasma in una dirompente enciclopedia transmediterranea.</p>
<p><strong>9. <em>Corpo e anima </em>&#8211; <span class="st">Ildikó Enyedi</span></strong></p>
<p>Indagando quell&#8217;interferenza e quella convergenza tra la finitezza della carne e la sublimazione dello spirito che costituisce poi la cifra di ciò che ci rende umani, il ritorno al lungometraggio, dopo quasi vent&#8217;anni, della più clamorosa promessa della cinematografia ungherese emersa a cavallo tra i due secoli riassume nelle sue atmosfere diafane, neile sue vite spezzate e nel suo intimo disagio una visione del sentimento che trascende i limiti del reale e del tangibile per gettarsi con cieca fiducia nel sogno e nell&#8217;imperscrutabile.</p>
<p><strong>8.</strong><strong> <em>In guerra</em> &#8211; Stéphane Brizé</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/en-guerre.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57927" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/en-guerre.jpg" alt="en-guerre" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Un nuovo capitolo, complementare al mirabile excursus ottocentesco di <em>Una vita</em>, dello studio esistenziale di <strong>Stéphane Brizé</strong>, un&#8217;immersione nella confusione del contemporaneo che avanza e fagocita, nella stessa Francia in via di deindustrializzazione de <em>La legge del mercato</em>, nelle disperate barricate e negli scontri intestini di un proletariato in via di estinzione, in un&#8217;inguaribile crisi di coscienza di classe, trasfigurata dalla propaganda e dal passaparola: cinema partecipativo, furibondo, irriducibile e lucidamente antagonista.</p>
<p><strong>7. <em>A Quiet Passion </em>&#8211; Terence Davies</strong></p>
<p>Riaffiora dalle tenebre della distribuzione la voce del massimo cineasta britannico in attività: il paradosso della cronaca minuziosa di un&#8217;intera vita all&#8217;insegna dell&#8217;isolamento e della monotonia si risolve nel totale sovvertimento delle regole del biopic e nella capacità di individuare l&#8217;intima straordinarietà nascosta sotto la stasi del quotidiano.<br />
L&#8217;illusione della permanenza, la poesia della routine, la consapevolezza dell&#8217;anima che fa i conti con l&#8217;assenza di Dio: il mondo di Terence Davies e quello di Emily Dickinson convergono fino a farsi l&#8217;uno lo specchio dell&#8217;altro.</p>
<p><strong>6.</strong> <em><strong>Poesia senza fine </strong></em><strong>&#8211; Alejandro Jodorowsky</strong></p>
<p>Il pluridecennale silenzio cinematografico dello sciamano cileno de <em>La montagna sacra</em> si interrompe con un personalissimo dittico, anzi, un &#8220;(auto)ritratto dell&#8217;artista da giovane&#8221; di sconcertante sincerità: limata la ruggine e, grazie a un generoso crowdfunding, colmate le carenze di budget di <em>La danza della realtà</em>, il padre della psicomagia stende l&#8217;immaginifico e torrenziale bilancio della sua preistoria creativa e della rivoluzione intellettuale di tutto un Paese, in una baraonda di ricordi, fantasie, sogni e confessioni che folgora, incanta e commuove.</p>
<p><strong>5. <em>Ex Libris: The New York Public Library </em>&#8211; Frederick Wiseman</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Ex_Libris.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57929" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Ex_Libris.jpg" alt="Ex_Libris" width="835" height="437" /></a><br />
</strong><br />
Il decano della non-fiction statunitense completa la sua trilogia dedicata ai più importanti patrimoni del sapere anglo-americano aperta dall&#8217;universo accademico di <em>At Berkeley</em> e proseguita con la tappa londinese di <em>National Gallery</em>: con il suo consueto occhio ravvicinatissimo ma distaccato, il suo resoconto partecipe ma fattuale e la sua impressionante vastità di azione, <strong>Wiseman</strong> celebra le aule, le sale di lettura, gli archivi, gli uffici e gli altri meandri dell&#8217;istituzione bibliotecaria come l&#8217;espressione più lampante dell&#8217;uguaglianza e il fondamento più necessario della democrazia.</p>
<p><strong>4.</strong><em><strong> La stanza delle meraviglie </strong></em><strong>&#8211; Todd Haynes<br />
</strong><br />
Una nuova dimostrazione, forse la più vertiginosa e arrischiata, dello smisurato talento trasformistico di Todd Haynes, un racconto a doppia elica, sospeso fra le atmosfere trasognate dell&#8217;era del muto e la grana grezza dei seventies, che assume i connotati della grande sinfonia urbana e che ristabilisce il primato dell&#8217;immagine nel linguaggio cinematico: tra un contributo musicale di Carter Burwell che assomiglia a una co-regia e il montaggio parallelo di Affonso Gonçalves, un viaggio denso e trascinante ad altezza di bambino dentro un intricatissimo labirinto audiovisivo che conduce dritti al più puro stato di stupefazione.</p>
<p><strong>3. <em>Still Recording </em>&#8211; <span class="st">Said Al Batal e Ghiath Ayoub</span></strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;immagine filmica è l&#8217;ultima linea di difesa contro il tempo&#8221;: la più frastornante, eclatante e necessaria testimonianza di cinema diretto degli ultimi anni è un&#8217;autentica passeggiata all&#8217;inferno, tra le azioni di guerriglia, gli scontri a fuoco, la quotidiana resilienza e gli sprazzi di tregua del conflitto siriano, affrontato da un&#8217;équipe di giovani cineasti dilettanti &#8220;armati&#8221; di videocamera e impegnati in una missione che, prima di essere bellica, è soprattutto etica. Un reportage crudo, sporco e demistificante in cui la costruzione della memoria e il bisogno di &#8220;continuare a riprendere&#8221; travalicano la percezione dell&#8217;orrore e l&#8217;incombenza della morte.</p>
<p><strong>2. <em>Il filo nascosto </em>&#8211; Paul Thomas Anderson</strong></p>
<p>Fra compulsione e devozione, sopraffazione e simbiosi, senso del possesso e dolore dell&#8217;assenza, <strong>Paul Thomas Anderson</strong> definisce, perfeziona ed estremizza quel dialogo fra Amore e Potere che è alla base della sua poetica e firma un esempio irripetibile di opera postmoderna in grado di acquisire immediatamente il rango di classico: un oggetto sontuoso e respingente, gelido e incandescente, monolitico e pulsante, un complesso di contrasti e di contraddizioni a metà fra il melodramma hitchcockiano e il gigantismo wellesiano che appaga equamente gli occhi, la mente e il cuore.</p>
<p><strong>1. <em>Mektoub, My Love: Canto uno </em>&#8211; Abdellatif Kechiche</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/mektoub.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57930" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/mektoub-1024x611.jpg" alt="mektoub" width="1024" height="611" /></a></p>
<p>Esuberante, eccessivo, euforico e palesemente fuori controllo: il nuovo romanzo di formazione del cineasta franco-tunisino è un&#8217;esperienza sensuale che sospende la narrazione per cogliere, con una libertà espressiva travolgente e un&#8217;empatia contagiosa, la duplicità dell&#8217;apollineo e del dionisiaco, una celebrazione della giovinezza, delle sue scoperte, dei suoi palpiti e dei suoi errori, immortalata in un assolato profluvio di corpi, danze, sguardi e baldorie che si vorrebbe non finisse mai.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2019/01/09/i-migliori-film-del-2018-secondo-andrea-bosco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La legge del mercato</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/10/29/la-legge-del-mercato/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2015/10/29/la-legge-del-mercato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 08:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Karine Petit de Mirbeck]]></category>
		<category><![CDATA[La legge del mercato]]></category>
		<category><![CDATA[La loi du marché]]></category>
		<category><![CDATA[Matthieu Schaller]]></category>
		<category><![CDATA[Stéphane Brizé]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent Lindon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=45208</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(La loi du marché, Francia 2015)<br />
Uscita: 29 ottobre 2015<br />
Regia: Stéphane Brizé<br />
Con: Vincent Lindon, Karine Petit de Mirbeck, Matthieu Schaller<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuzione: Academy Two</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/la-legge-del-mercato-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45211" title="la-legge-del-mercato-3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/la-legge-del-mercato-3.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p>Presentato In Concorso al 68° Festival di Cannes, il dramma sociale di <strong>Stéphane Brizé</strong> arriva nelle sale in un momento in cui i giornali titolano che la più lunga crisi economica dalla seconda metà del &#8216;900 ce la siamo ormai lasciata alle spalle, che i segnali di ripresa sono inequivocabili e bla bla bla. Sarà, ma a vedere quello che si trova ad affrontare Thierry (un gigantesco <strong>Vincent Lindon</strong>), cinquantenne disoccupato, che conosciamo nel suo percorso di reintegrazione lavorativa, ci fa ripiombare nella crisi più nera già dalla prima inquadratura. Con una famiglia alle spalle, un figlio disabile e intelligentissimo cui garantire un percorso di studi completo, un mutuo da pagare e il salario sociale da disoccupato che giunge al termine, l&#8217;uomo non lavora da venti mesi. Dopo essersi sottoposto a colloqui estenuanti, da l vivo e via Skype e aver seguito corsi di formazione del tutto inutili, trova posto come guardia di sicurezza in supermercato. La sua vita sembra prendere una piega migliore, fin quando si trova di fronte a un dilemma morale, perché gli viene chiesto di spiare colleghi e clienti, molti dei quali disperati come e più di lui.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/la_legge_del_mercato_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45212" title="la_legge_del_mercato_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/la_legge_del_mercato_2.jpg" alt="" width="500" height="269" /></a></p>
<p>Dopo <em>Mademoiselle Chambon</em> e <em>A few hours of spring</em> Vincent Lindon torna a lavorare con Stéphane Brizé e i tempi in cui appariva più sulle riviste di gossip che sul grande schermo sembrano davvero lontanissimi. Film piccolo dal budget quasi ridicolo (1,5 milioni di euro), soprattutto se paragonato alle mega produzioni hollywoodiane, <em><strong>La legge del mercato</strong></em> punta tutto sulla veridicità di una storia interpretata da attori non professionisti e su un unico professionista, un Lindon giustamente premiato a Cannes per la sua interpretazione, capace di annullarsi completamente e di rinascere dalle ceneri di un divismo mai tanto bieco e inutile, portando in scena un personaggio capace di silenzi strazianti. Senza mai cadere nel patetismo e nel sentimentalismo spiccio, il suo Thierry racconta un mondo in cui si è continuamente sotto osservazione, perennemente giudicati, valutati e soppesati in tutto.</p>
<p>Le luci al neon e le inquadrature strette, volutamente prive di respiro rendono perfettamente questo senso di oppressione, insieme a tutte quelle terminologie, situazioni e regole che disciplinano la ricerca di un lavoro e che fanno parte di un sistema che indirettamente autorizza l&#8217;aggressione psicologica ai danni del singolo, obbligandolo a scambiare dignità e moralità con un impiego che serva a garantirgli una qualche forma di sostentamento.<br />
Il significato del titolo con cui il film è stato venduto sul mercato internazionale,<em> The Measure of a Man</em> (letteralmente La misura di un uomo), complementare rispetto a quello originale, appare allora come un elemento chiarificatore: la legge del mercato è quell&#8217;ordinamento che crea dei meccanismi attraverso i quali è possibile misurare il &#8220;valore&#8221; del singolo, non un valore assoluto, ma relativo al Sistema che ne mostrifica e annulla l &#8216;individualità. Brizé firma così la sua opera più raffinata e sensibile, che approfondisce i temi già illuminati dai Dardenne di <a href="http://www.movielicious.it/2014/11/13/due-giorni-una-notte/" target="_blank"><em>Due giorni, una notte</em></a> e che ha il raro pregio di osservare e riportare una realtà senza tentare di spiegarla, tantomeno di giustificarne i rituali mortiferi, guadagnandosi un posto d&#8217;onore sullo scaffale del cinema sociale più asciutto, laconico e imprescindibile.</p>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Voto </strong>7,5</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2015/10/29/la-legge-del-mercato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
