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	<title>Movielicious &#187; A Bigger Splash</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>A Bigger Splash</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 09:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[A Bigger Splash]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Guadagnino]]></category>
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		<description><![CDATA[Luca Guadagnino e il suo poker d'assi hollywoodiano in un mélo che gira a vuoto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2015)<br />
Uscita: 26 novembre 2015<br />
Regia: Luca Guadagnino<br />
Con: Ralph Fiennes, Dakota Johnson, Matthias Schoenaerts, Tilda Swinton<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/A_Bigger_Splash.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51010" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/A_Bigger_Splash.jpg" alt="A_Bigger_Splash" width="670" height="368" /></a></p>
<p>Se c&#8217;è un leitmotiv nel retroterra umano e culturale della produzione di <strong>Luca Guadagnino</strong>, dalla coppia assassina di <em>The Protagonists</em> all&#8217;adolescente infoiata di <em>Melissa P.</em>, dagli industriali repressi di <em>Io sono l&#8217;amore</em> ai <i>maudits </i>invecchiati e abulici di <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2015/09/06/venezia-72-giorno-5/" target="_blank">A Bigger Splash</a></strong></em>, questo è di sicuro il ritratto di una borghesia, preferibilmente alta, trascinata dai propri impulsi più inconfessabili e da una combinazione letale di tedio e fregola.</p>
<p>Il regista palermitano, smaltita la sbornia di consensi oltreoceanici della sua fortunatissima fatica precedente, compie un ulteriore passo verso un cinema di ricercata, studiata internazionalizzazione e, con il pretesto di aderire alla struttura caotica e indisciplinata del film conviviale, trasforma l&#8217;apparato di frivole morbosità assortite del già modesto <em>La piscina</em> di Jacques Deray in una girandola ostentatamente autocelebrativa atta esclusivamente a compiacere una platea meticolosamente selezionata di estimatori e a indispettire i suoi detrattori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/A_Bigger_Splash_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51011" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/A_Bigger_Splash_2.jpg" alt="A_Bigger_Splash_2" width="640" height="423" /></a></p>
<p>Grattando la patina trendy del tourbillon erotico di lusso, accuratamente inserito nella cornice cartolinesca di Pantelleria, ciò che resta, dalle ordinarie variazioni sul tema dell&#8217;incomunicabilità (a partire dall&#8217;afonia della rock star <strong>Tilda Swinton</strong>) allo scotto da pagare, sociologicamente <em>en passant</em>, alla questione immigrazione fino all&#8217;immagine di un&#8217;Italia arlecchinesca e ossequente riassunta dall&#8217;inettitudine del consueto macchiettone di <strong>Corrado Guzzanti</strong>, è piegato con pressapochismo allo sguardo assolutorio e simpatizzante di un cineasta abbagliato dalle luci del jet set e dall&#8217;alternativa, anacronisticamente divistica, alla stagnazione nostrana: così come <em>Io sono l&#8217;amore</em> poteva dirsi la riduzione in chiave pruriginosa di <em>Gruppo di famiglia in un interno</em>, <em>A Bigger Splash</em> sembra rifarsi all&#8217;esempio di <em>Io ballo da sola</em>, fraintendendone lo spirito voyeuristico e identificandosi nell&#8217;indole snob del suo microcosmo &#8211; al contrario del distacco operato da Bertolucci -, disseminando qua e là riferimenti più o meno gratuiti e pretenziosi, a cominciare dalla tela di Hockney da cui deriva il titolo, e piegando il tutto, intreccio compreso, che si spappola in un epilogo che gira a vuoto, a sterile giochino intellettuale.</p>
<p>Più che alla Capri del malessere ancestrale de <em>Il disprezzo</em> di Godard, poi, la Pantelleria sullo sfondo assomiglia alla Costa Azzurra di certe sciocchezzuole mondane à la <em>Piace a tutti</em>, con tanto di ninfetta perturbante a smuovere i bassi istinti (una <strong>Dakota Johnson</strong> di svogliata cagneria), più location da divertissement vacanziero fra amici &#8211; cosa che, alla fin fine, il progetto in sè è &#8211; che presenza incombente e specchio della natura animalesca e sensuale che anima i quattro protagonisti: in questo modo Guadagnino si allontana dai suoi modelli più altisonanti per inscriversi nelle assai più dozzinali coordinate del bel mondo di Roger Vadim, sfoggiando sì un&#8217;indubbia energia, personificata da un esuberante, spassoso <strong>Ralph Fiennes</strong> che &#8211; ci mancherebbe altro &#8211; dà l&#8217;impressione di spassarsela un mondo, ma anche la solita rozzezza esecutiva (l&#8217;uso sincopato dello zoom, l&#8217;abbondanza di panoramiche a schiaffo) spacciata per stile.</p>
<p><em>A Bigger Splash</em>, in definitiva, è puro glamour travestito da cinema, l&#8217;operazione cinica e calcolata di un autore che si bea del proprio status di &#8220;incompreso&#8221; e, più che un oggetto filmico in senso stretto, un irricevibile, molesto atto di vanità.</p>
<p>Voto <strong>4</strong></p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 5</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 18:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[A Bigger Splash]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Vincent]]></category>
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		<description><![CDATA[Ralph Fiennes e Tilda Swinton mattatori per A Bigger Splash di Guadagnino e un sorprendente Fabrice Luchini]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44296" title="fabrice_luchini_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_2.jpg" alt="" width="242" height="363" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44295" title="fabrice_luchini_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_1.jpg" alt="" width="255" height="363" /></a></p>
<p>Si esaurisce nell&#8217;arco di nemmeno 48 ore la rappresentanza transalpina a <strong>Venezia 72,</strong> perlomeno nella sezione principale, una selezione esigua e senza pretese capace non solo, per una volta, di venire risparmiata dagli abituali e spesso immeritati fischi di noi rancorosi cugini d&#8217;Oltralpe ma, anzi, di rappresentare in questa finora sfuocata edizione l&#8217;unica di mettere positivamente d&#8217;accordo tutti, critica e pubblico, spettatori smaliziati e occasionali.</p>
<p>Dopo gli applausi sinceri e per molti versi inaspettati ricevuti da Xavier Giannoli e dal suo <em>Marguerite</em>, a passare indenne al giudizio della Sala Darsena è il compatriota <strong>Christian Vincent</strong>, che con il suo <em><strong>L&#8217;hermine</strong></em> supera brillantemente quella fase d&#8217;impasse &#8211; ma di notevole rendimento commerciale &#8211; culminata con i deboli <em>Amore a cinque stelle </em>e <em>La cuoca del presidente</em>, non riacquistando a tutti gli effetti quella piena forma autoriale che, con il notevole esordio de <em>La timida</em>, aveva fatto parlare di un possibile secondo Rohmer, ma girando comunque un inattaccabile, delizioso esempio di cinema medio nobilitato tanto da una scrittura serrata e brillante quanto dall&#8217;umiltà di mettersi al servizio delle interpretazioni del proprio cast. Insostituibile fulcro di questo curioso e discreto melange di <em>courtroom drama </em>e di commedia romantica di carattere è infatti il veterano <strong>Fabrice Luchini</strong>, già protagonista del debutto e preziosissimo elemento ricorrente di tanti Racconti Morali, che qui, più sornione che mai, si produce in una travolgente performance da papabile Coppa Volpi alle prese con le idiosincrasie, i tic e l&#8217;insanabile senso di solitudine di un severo Presidente di Corte d&#8217;Assise, fotografato tanto nel suo ambito pubblico &#8211; un processo per infanticidio &#8211; quanto in quello privato &#8211; la sua impacciata infatuazione per una vecchia conoscenza capitatagli casualmente come giurata. Il risultato è un lieve e agrodolce ritratto sottilmente impertinente nei confronti dei generi di riferimento (tant&#8217;è che sia il chiaro scioglimento procedurale quanto quello sentimentale ci sono negati) la cui inclusione In Concorso sarà stata forse un po&#8217; eccessiva, ma che brilla come garbato meta-esercizio sulla coincidenza Arte-Vita (si suggerisce che il Giudice stia al suo tribunale come un regista stia al palcoscenico) e come saggio di bravura per una delle più inestimabili e sottostimate figure della cinematografia francese.</p>
<div id="attachment_44297" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/luca-guadagnino-tilda-swinton-ralph-fiennes1.jpg"><img class="size-full wp-image-44297" title="luca-guadagnino-tilda-swinton-ralph-fiennes1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/luca-guadagnino-tilda-swinton-ralph-fiennes1.jpg" alt="Luca Guadagnino,Tilda Swinton e Ralph Fiennes - A Bigger Splash" width="500" height="331" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Guadagnino,Tilda Swinton e Ralph Fiennes - A Bigger Splash</p></div>
<p>In tutt&#8217;altra direzione si muove il primo concorrente della mattinata e il secondo emissario italiano della comitiva, ma tutto sommato, in nome di una consacrazione internazionale ricevuta a dispetto degli spernacchiamenti di casa, non si direbbe. <strong><em>A Bigger Splash</em></strong> è per l&#8217;appunto il progetto con cui <strong>Luca Guadagnino</strong>, inguaribile <em>&#8220;</em>chiagni e fotti&#8221; della produzione nostrana, tenta il grande lancio internazionale dopo l&#8217;acclamazione tutta d&#8217;Oltreoceano del precedente <em>Io sono l&#8217;amore</em>: rispetto alla patina pseudoviscontiana del precedente, Guadagnino sembra voler adottare la struttura caotica e indisciplinata del film conviviale girato fra amici (quello, con risultati ben diversi, di <em>Io ballo da sola</em> di Bertolucci, per citare il modello più prossimo) e usa come pretesto l&#8217;idea di riadattare il già non eccelso <em>La piscina </em>di Jacques Deray per stendere un fatuo, cadaverico e altezzoso intreccio di morbosità, di seduzioni e di gelosie dalle finalità prettamente commerciali che suona più che altro come un presuntuoso atto di vanità e di autoaffermazione.</p>
<div id="attachment_44298" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/matthias-schoenaerts-luca-guadagnino-dakota-johnson-tilda-swinton-and-ralph-fiennes.jpg"><img class="size-full wp-image-44298" title="matthias-schoenaerts-luca-guadagnino-dakota-johnson-tilda-swinton-and-ralph-fiennes" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/matthias-schoenaerts-luca-guadagnino-dakota-johnson-tilda-swinton-and-ralph-fiennes.jpg" alt="Matthias Schoenaerts, Luca Guadagnino, Dakota Johnson, Tilda Swinton e Ralph Fiennes" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Matthias Schoenaerts, Luca Guadagnino, Dakota Johnson, Tilda Swinton e Ralph Fiennes</p></div>
<p>Pur con qualche alleggerimento autoironico e con un cast a targhe alterne (ottimi <strong>Tilda Swinton</strong> e, soprattutto, un irrefrenabile <strong>Ralph Fiennes</strong>, decisamente più modesti <strong>Matthias Schoenaerts</strong> e, manco a dirlo, <strong>Dakota Johnson</strong>), il cinema di Guadagnino resta in ogni caso ostinatamente irricevibile e a beneficio di una platea (soprattutto estera) accuratamente selezionata, e nel suo tentativo di mitigarsi e di dimostrare un&#8217;anima meno rigida scivola su una resa estetica piena di sbavature (i goffi movimenti di macchina a schiaffo, in particolare), di analisi sociologiche appiccicate con lo sputo (la questione dei migranti come capri espiatori di tutto) e di sguaiatezze assortite.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ralph_fiennes_5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44299" title="ralph_fiennes_5" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ralph_fiennes_5.jpg" alt="" width="400" height="600" /></a></p>
<p>Insomma, se lo scopo di Guadagnino era, ancora una volta e con maggiore preterintenzione, indisporre i suoi detrattori e coccolare i suoi estimatori, c&#8217;è da dire che in questo senso <em><strong>A Bigger Splash</strong> </em>sia un&#8217;operazione perfettamente riuscita.</p>
<div id="attachment_44312" style="width: 410px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/peter-lanzani-pablo-trapero-and-guillermo-francella.jpg"><img class="size-full wp-image-44312" title="peter-lanzani-pablo-trapero-and-guillermo-francella" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/peter-lanzani-pablo-trapero-and-guillermo-francella.jpg" alt="Peter Lanzani, Pablo Trapero and Guillermo Francella - El clan" width="400" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Peter Lanzani, Pablo Trapero and Guillermo Francella - El clan</p></div>
<p><span class="_5yl5"><span>A soddisfare pienamente è invece il primo membro dell&#8217;agguerrito bastimento sudamericano,   un&#8217;iniezione di adrenalina assimilata nella quiete generale: <em><strong>El clan</strong></em> di <strong>Pablo Trapero</strong> è un   solidissimo studio del mostro che si annida nel quotidiano e nella normalità dei valori   fondativi (lo Stato, la Giustizia, ma soprattutto la Famiglia), una storia di violenza e di   omertà che trova nell&#8217;apparente risveglio dell&#8217;Argentina post-peronista un&#8217;ambientazione da inferno e il teatro di un&#8217;ascesa sociale e politica che nasconde in realtà lo stesso irrespirabile clima di barbarie. I sequestri e gli omicidi compiuti &#8211; davvero &#8211; da Arquimedes Puccio (il comico televisivo   Guillermo Francella, qui in un&#8217;inedita, travolgente performance glaciale e luciferina degna del Palmares) e dai suoi congiunti diventano così l&#8217;occasione per riflettere sulla deformazione dei meccanismi familiari &#8211; il punto di vista è quello del figlio Alejandro (<strong>Peter Lanzani</strong>) &#8211; e istituzionali (a giustificare e a tutelare l&#8217;operato dei Puccio sta la necessità da parte del governo centrale di mantenere la strategia della tensione), e Trapero, pur conducendo il gioco con occhio a tratti compiaciuto (i rapimenti accompagnati da hit più o meno dell&#8217;epoca, l&#8217;indugiare piuttosto gratuito sulle torture inflitte alle vittime), riesce a ottenere l&#8217;effetto di un romanzo criminale malsano di grande potenza, spietato e senza sbocchi, gettando nel baratro indistintamente chiunque, dai carnefici alle prede, dai committenti agli gnorri.</span></span></p>
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