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	<title>Movielicious &#187; A Most Wanted Man</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La spia &#8211; A Most Wanted Man</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 12:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'uscita di scena di Philip Seymour Hoffman passa attraverso questa spy story di stampo classico nata]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(A Most Wanted Man, Germania &#8211; U.K. 2014)<br />
Uscita: 30 ottobre 2014<br />
Regia: Anton Corbijn<br />
Con: Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Willem Dafoe<br />
Durata: 2 ore e 2 minuti<br />
Distribuito da: Notorious</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/a-most-wanted-man_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39457" title="a-most-wanted-man_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/a-most-wanted-man_slide.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Una volta tanto, partiamo dalla tagline che campeggia sulla locandina italiana del film: &#8220;L&#8217;ultima magistrale interpretazione di <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/03/philip-seymour-hoffman-se-ne-andato-il-migliore-della-sua-generazione/"><strong>Philip Seymour Hoffman</strong></a>&#8220;. Iniziamo da qui peché si tratta di uno dei pochissimi casi in cui su un manifesto c&#8217;è una scritta veritiera. E non lo diciamo perché l&#8217;attore in questione non c&#8217;è più. Sarebbe davvero troppo facile. Ma perché ci piace pensare che la sua vita sia stata un po&#8217; come molti dei personaggi che ha interpretato, magnificamente eccessivi, fragili, emotivi e incredibilmente reali. Come la spia tedesca Günther Bachmann. A lui tocca il lavoro sporco, a lui e alla sua squadra che si muove nell’ombra di una gelida Amburgo, in attesa che abbocchi il pesce piccolo che li porterà allo squalo. Il pesciolino in questione è un giovane ceceno Yssa Karpov (<strong>Grigoriy Dobrygin</strong>), arrivato nella città per riscuotere un’eredità e che nasconde un passato doloroso. Insieme all’aiuto del banchiere Tommy Brue (<strong>Willem Dafoe</strong>) e ad Annabel (<strong>Rachel McAdams</strong>), l’avvocatessa del giovane, compito di Bachmann e collaboratori è capire per che cosa verranno usati i soldi che Yssa devolverà ad un gentleman che secondo le loro teorie usa aziende e associazioni benefiche come copertura di passaggi finanziari per attività terroristica. Naturalmente, ci si metterà in mezzo anche la CIA, nella persona dell’agente Martha Sullivan, una <strong>Robin Wright</strong> di ferro e insolitamente bruna.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/a_most_wanted_man_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39460" title="a_most_wanted_man_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/a_most_wanted_man_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Tratto dal romanzo di <strong>John Le Carré </strong><em>Yssa il buono</em>, uno spy-thriller di quelli gelidi e geometrici che segue perfettamente lo stile a cui lo scrittore inglese ci ha abituati, <strong><em>La spia</em></strong> è una storia semplice, tutto sommato poco intricata se consideriamo gli altri romanzi del suo autore e il genere a cui appartiene, con dialoghi radi e attori che colpiscono nel segno come una squadra di cecchini.<br />
Esattamente come il romanzo, la pellicola cerca poco l&#8217;azione, preferendo l&#8217;introspezione tipica dello spionaggio classico fatto di elucubrazioni e ponderatezza. Privo di banalità come di colpi di scena (anche se un coup de théâtre finale avrebbe fatto bene al film) <strong>Anton Corbijn</strong> &#8211; fotografo e regista di celebri videoclip oltre che di <em>Control</em>, film su Ian Curtis, leader dei Joy Divisions, e del thriller <em>The American</em> &#8211; si sofferma sull&#8217;immigrazione in Germania, su ciò che del mondo islamico arriva in occidente, sui servizi segreti europei ed americani e sugli animi dei personaggi chiamati a prestare il volto a ciascuna di queste realtà.</p>
<p>Ma la spia è lui, Seymour Hoffman, e la macchina da presa di Corbijn lo segue per le strade di una città frigida, che non sembra accorgersi della sua presenza, delle mille sigarette, dei caffè corretti e della sua totale mancanza di vita privata. Quello della spia è uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare e lui lo fa al meglio. Anche in questo caso dell&#8217;attore grassoccio dagli occhi sottili non rimane traccia: scompare tra la scenografia. Rimane solo Günther Bachmann con le sue strategie, illuminato da gelidi neon.<br />
Siamo lontani dal rigore formale de <a href="http://www.movielicious.it/2012/01/15/la-talpa/"><em>La talpa</em></a>, di Tomas Alfredson, di cui questo <em><strong>A Most Wanted Man</strong></em> è una sorta di fratellino minore, per virtuosismi registici e soprattutto per la storia da cui è tratto, decisamente meno densa e consistente. Ma è anche vero che se le cose fossero andate in modo differente, se Hoffman non fosse scomparso<a href="http://www.movielicious.it/2014/02/04/eroina-e-siringhe-nellappartamento-di-hoffman/"> in quel modo</a> lo scorso febbraio, avremmo percepito questo film in modo diverso, sicuramente con meno coinvolgimento. E forse uscendo dalla sala, dopo aver trascorso due ore a guadare una pellicola discreta, ci saremmo interrogati sul prossimo personaggio del caro vecchio Phil. Un personaggio che, ora lo sappiamo, non vedremo mai.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; Giorno 10</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2014 15:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[A Most Wanted Man]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiusura affidata a Ficarra e Picone, alla rivelazione The Road Within, all'atteso A Most Wanted Man]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>THE ROAD WITHIN di GREN WELLS</strong></p>
<div id="attachment_39400" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the-road-within.jpg"><img class="size-full wp-image-39400" title="the-road-within" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the-road-within.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">The Road Within</p></div>
<p>L&#8217;ultimo film presentato all&#8217;intero di Alice nella Città è stato anche quello che si è aggiudicato il premio come <strong>miglior pellicola del Concorso Young/Adult</strong>, assegnato questa mattina. Opera prima della regista e scrittrice americana <strong>Gren Wells</strong>, <strong><em>The Road Within </em></strong>è un piccolo gioiello interpretato da un cast di attori giovanissimi e talentuosi: <strong>Zoë Kravitz </strong>(figlia di Lenny e Lisa Bonet), <strong>Dev Patel </strong>(The Millionaire) e<strong> Robert Sheehan </strong>(Misfits e Shadowhunters), accompagnati da due star navigate come <strong>Robert Patrick</strong> e<strong> Kyra Sedgwick</strong>.<br />
Protagonista della storia è Vincent (il superlativo Robert Sheehan), che vediamo seduto in prima fila al funerale della madre. Il ragazzo, affetto dalla sindrome di Tourette, è schiavo di continui spasmi fisici e verbali che si manifestano sotto forma di imprecazioni. Affidato dal padre (Robert Patrick), un politico che non ha tempo da dedicargli, alle cure di una clinica sperimentale guidata dalla dottoressa Mia Rose (Kyra Sedgwick), Vincentinizierà una nuova fase della vita. Conoscerà infatti Alex (Dev Patel), un ragazzo germofobico con un disturbo ossessivo conpulsivo e Marie (Zoë Kravitz), una ragazza anoressica: con loro partirà alla volta dell&#8217;Oceano per disperdere le ceneri di sua madre.</p>
<div id="attachment_39401" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/gren_wells.jpg"><img class="size-full wp-image-39401" title="gren_wells" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/gren_wells.jpg" alt="Gren Wells" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Gren Wells</p></div>
<p>Remake statunitense del film tedesco del 2010 <em>Vincent will Meer</em>, molto fedele all’originale, <em>The Road Within</em> affronta il tema del viaggio come fuga. Da tutto e, prima ancora, da se stessi. Un&#8217;azione che acquista ancor più valore se a compierla sono tre ragazzi affetti da gravi patologie mentali. Ce ne fossero di pellicole in grado di trattare con delicatezza e tenacia temi del genere, tanto scomodi quanto necessari, e capaci di sensibilizzare in modo divertente e educativo, un pubblico giovane. La biondissima e appariscente Gren Wells riesce in questa impresa titanica:<em> The Road Within</em> è un atto di coraggio, una pellicola toccante e dal forte impatto emotivo portata avanti con una freschezza e una sensibilità davvero rari.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><strong>ANDIAMO A QUEL PAESE di SALVATORE FICARRA E VALENTINO PICONE</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/ficarra-e-picone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39404" title="ficarra-e-picone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/ficarra-e-picone.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A <strong>Ficarra e Picone</strong> e al loro quinto film insieme <strong><em>Andiamo a quel paese</em></strong> il compito di chiudere questa nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.<br />
La storia è quella di Salvo e Valentino, due amici disoccupati che, nel tentativo di ridurre le spese, decidono di andar via da Palermo per fare ritorno al paese d&#8217;origine Monteforte.<br />
Qui i due si ritrovano a far parte di una comunità composta per lo più di anziani, quasi tutti imparentati tra loro e accomunati dal fatto di percepire pensioni di anzianità che, ai loro occhi, appaiono come vere e proprie chimere.<br />
Determinati a trarre beneficio da questa situazione, Salvo e Valentino decidono quindi di ospitare in casa alcuni di questi attempati parenti per godere, almeno in parte, dei loro piccoli gruzzoli.<br />
Andiamo a quel paese parte un po&#8217; come <em>Pranzo di ferragosto</em> di Gianni Di Gregorio e, per un attimo, lascia quasi intendere che il duo di Zelig possa aver fatto il colpaccio firmando un&#8217;opera che si discosti dall&#8217;abusato canone dei comici al cinema.<br />
Poi, gradualmente, la piacevole scorrettezza di fondo lascia il campo a (troppo) buoni sentimenti e a una benevolenza che forse, da un prodotto del genere, ci si aspetta pure.<br />
E&#8217; un po&#8217; un peccato perché il film, in alcune sue parti, diverte, soprattutto grazie alla presenza di alcuni ottimi comprimari (un ritrovato <strong>Francesco Paolantoni</strong> su tutti), mentre paradossalmente a strappare meno risate sono proprio le scene in cui Ficarra e Picone vengono lasciati soli, liberi di reiterare i loro flebili tormentoni paratelevisivi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<div class="_5wd9"></div>
<p><strong>A MOST WANTED MAN di ANTON CORBJN</strong></p>
<div id="attachment_39402" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/willem-dafoe-anton-corbjin.jpg"><img class="size-full wp-image-39402" title="willem-dafoe-anton-corbjin" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/willem-dafoe-anton-corbjin.jpg" alt="Willem Dafoe e Anton Corbjin" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Willem Dafoe e Anton Corbjin</p></div>
<p>A restituire un senso a questa ultima giornata festivaliera ci ha pensato un atteso omaggio. E&#8217; stato presentato infatti <strong><em>A Most Wanted Man</em></strong> (che da noi uscirà il 6 novembre col titolo <em>La spia</em>), pellicola di <strong>Anton Corbjin</strong> e ultima performance di <strong>Philip Seymour Hoffman</strong> prima della sua scomparsa.</p>
<div id="attachment_39403" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/willemdafoemostwantedman_1.jpg"><img class="size-full wp-image-39403" title="willemdafoemostwantedman_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/willemdafoemostwantedman_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Willem Dafoe</p></div>
<p>Tratto dal romanzo di John Le Carré,<em> Yssa il buono</em>, il film si svolge tra Amburgo e Berlino, e vede coinvolti un misterioso uomo in fuga, un banchiere britannico, una giovane avvocatessa idealista e il capo di un&#8217;unità segreta di spionaggio tedesca. Il cast è stellare e include, oltre a Seymour Hoffman, anche <strong>Rachel McAdams</strong>, <strong>Robin Wright</strong>, <strong>Nina Hoss</strong>, <strong>Daniel Brühl</strong> e <strong>Willem Dafoe</strong>, che questa mattina era a Roma insieme al regista. L&#8217;attore, visto di recente anche nel<em> Pasolini</em> diretto da Abel Ferrara, ha descritto così com&#8217;è stato lavorare insieme a Philip Seymour Hoffman.</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/-_l0cMgfH3g?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/-_l0cMgfH3g?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p>&#8220;<em>La cosa buffa è che io conoscevo il lavoro di Philip Seymour Hoffman, al cinema come a teatro, ed eravamo anche vicini di casa. Lo conoscevo professionalmente ma non personalmente e con A Most Wanted Man ho avuto modo di lavorarci insieme per la prima volta. Tutto quello che posso dire è che nel momento stesso in cui l&#8217;ho conosciuto, mi sono sentito subito molto vicino a lui. Sapeva essere molto collaborativo, molto intelligente&#8230; Condividere qualcosa con lui era un vero piacere, riusciva a rendere tutto estremamente facile e naturale. Ecco com&#8217;era lavorare con Philip</em>&#8220;.</p>
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		<title>Festival di Mosca &#8211; Giorno 4</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/06/22/festival-di-mosca-giorno-4/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 15:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[A Most Wanted Man]]></category>
		<category><![CDATA[Adieu au langage]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Luc Godard]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Seymour Hoffman]]></category>

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		<description><![CDATA[Adieu au langage di Godard e l'atteso A Most Wanted Man con Philip Seymour Hoffman i titoli più interessanti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_37501" style="width: 490px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/adieu_au-_angage.jpg"><img class="size-full wp-image-37501 " title="adieu_au-_angage" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/adieu_au-_angage.jpg" alt="Adieu au langage" width="480" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Adieu au langage</p></div>
<p>Ci si riaffaccia sul 67° Festival di Cannes con l&#8217;ultimo (e per  molti versi definitivo) lavoro di <strong>Jean-Luc Godard</strong>,  quell&#8217; <em><strong>Adieu au langage</strong></em> che qualifica l&#8217;autore di <em>La cinese</em> come l&#8217;unico  possibile epigono postmoderno della poetica di Méliès, se non  addirittura dell&#8217;indagine pioneristica dei Lumière: suscita ancora  stupore la facilità con cui Godard approccia la materia cinema  destrutturandola e negandola a partire dalle sue componenti più basilari  e, oggi, scontate con la stessa sicurezza di un Picasso o di uno Steve  Reich: <em>Adieu au langage</em> è una di quelle opere che  mette tutto in discussione, a cominciare dall&#8217;uso della terza  dimensione, tecnica che il cineasta francese &#8211; similmente a quanto fatto  da Lynch con il digitale nel suo Inland Empire &#8211;  sfregia e violenta sottoponendo l&#8217;occhio dello spettatore a drastiche,  programmatiche scomposizioni (assolutamente da manifesto sono i momenti  in cui le due immagini sovrapposte non coincidono in nulla, provocando  una sensazione di disorientamento totale).</p>
<div class="mceTemp">
<p><em>&#8220;Il presente è morto&#8221;</em>, esclama uno dei personaggi, e lo  smascheramento a opera di Godard del carattere fasullo della  rappresentazione, simile a una coltellata di Fontana, non potrebbe  risultare più chiaro, fra canali audio abbandonati a loro stessi,  stacchi di scena repentini, dialoghi composti in grandissima parte da  citazioni &#8211; scelta irrinunciabile dai tempi di <em>Nouvelle vague</em> &#8211; e il ricorso a un numero infinito di formati video, quasi tutti rigorosamente in bassa qualità.<em> Adieu au langage</em>, oltraggioso cine-poema, è anche un elogio della  nudità, artistica e antropologica, un invito a ripartire da zero  cancellando decenni di auto-suggestione (la prima didascalia recita, in  fin dei conti: <em>&#8220;Se l&#8217;immaginazione ha fallito, non resta che rifugiarsi nella realtà&#8221;</em>)  e avvicinandosi al mondo con primitiva curiosità. Alter ego del  regista, pertanto, non può che essere il cane Roxy, che si aggira per la  pellicola inconsapevole delle mistificazioni sociali e beatamente  all&#8217;oscuro della distinzione fra Natura e Metafora (i due capitoli in  cui il film è diviso), e la sua fuga finale oltre lo schermo ci fa  intendere che l&#8217;opera di contestazione di JLG è tutt&#8217;altro che giunta al  termine.</p>
<div id="attachment_37502" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/hardkor_disko.jpeg"><img class="size-full wp-image-37502" title="hardkor_disko" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/hardkor_disko.jpeg" alt="Hardkor Disko" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Hardkor Disko</p></div>
</div>
<div class="mceTemp">
<p>Il concorso riprende con la rabbiosa scarica antiborghese di <strong><em>Hardkor Disko</em></strong>,  ritratto asettico e nichilistico della Polonia del ventunesimo secolo e  del suo clima intriso di neo-edonismo post-sovietico e di corruzione  latente.<br />
Il tema dell&#8217;intruso che si infiltra con fini demolitivi all&#8217;interno  dell&#8217;istituzione familiare non è sicuramente nuovo e viene da pensare  che tanto <em>Teorema </em>di Pasolini, quanto <em>Visitor Q</em> di Miike e, ovviamente, <em>Funny Games</em> di Haneke, la più evidente fonte di ispirazione, abbiano affrontato  l&#8217;argomento con maggior coraggio e criterio dell&#8217;esordiente <strong>Krzysztof  Skonieczny</strong>, che abbastanza furbescamente lascia il pubblico senza  risposte sulle origini e sulle ragioni del male.</p>
<p>La misteriosa vendetta del giovane Marcin, compiuta come intermezzo  fra squallidi rave casalinghi e stordimenti assortiti, procede con  precisione sistematica, quasi chirurgica, in un bizzarro equilibrio di  dilatazioni smodate e di furibonde accelerazioni. Ed è proprio  nell&#8217;impostazione registica, più che nel soggetto, il motivo di  interesse di <em>Hardkor Disko</em>, nobilitato da una messinscena  straniante e radicale che ricorda le più recenti invenzioni della New  Wave greca: il distacco della cinepresa, che indugia ipnoticamente in  lentissime panoramiche e in lunghe inquadrature fisse, sa infatti trasmettere un  palpabile senso di inquietudine, grazie anche alla spettrale presenza  del protagonista Marcin Kowalczyk, e infonde notevole fascino a molte  sequenze (l&#8217;interminabile conversazione a tavola, che potrebbe andare  avanti per ore, e l&#8217;omicidio del padre, decisamente anticlimatico), e,  pur se a volte si ha l&#8217;impressione che Skonieczny debba ancora lavorare  un po&#8217; per affrancarsi da certi canoni estetizzanti derivanti dalla sua  carriera nel videoclip, ciò che rimane a fine visione è comunque una  discreta variazione su un assunto ormai cristallizzatosi  nell&#8217;immaginario contemporaneo.</div>
<div id="attachment_37500" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/a-most-wanted-man.jpg"><img class="size-full wp-image-37500" title="a-most-wanted-man" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/a-most-wanted-man.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">A Most Wanted Man</p></div>
<p>La giornata si chiude con l&#8217;attesissimo clou della sezione competitiva, la coproduzione anglo-americana <strong><em>A Most Wanted Man</em></strong>, che sancisce il ritorno al lungometraggio, dopo il disastroso <em>The American</em>, del film-maker olandese <strong>Anton Corbijn</strong> e forse l&#8217;unica parentesi autenticamente internazionale a una rassegna finora sedimentatasi sul Vecchio Continente. Il film segue fedelmente gli sviluppi del romanzo <em>Yssa il buono</em> di John Le Carré e imbastisce un complesso di intrighi e di doppi giochi che vede coinvolti agenzie di intelligence europee e statunitensi, ambigui fuggitivi ceceni, presunti terroristi islamici e varia cospirante umanità.</p>
<p>Corbijn smussa i difetti e i toni pretenziosi della sua fatica precedente e affida l&#8217;adattamento al commediografo australiano Andrew Bowell, concentrandosi sulla meccanicità dell&#8217;intreccio evitando di sbrodolare e ponendosi invisibilmente al servizio della storia e del suo importante stuolo di attori, praticamente tutti costretti a sfoggiare accenti improbabili, da cui è capace &#8211; un po&#8217; insospettabilmente &#8211; di ottenere il meglio del loro potenziale. <strong>Rachel McAdams</strong> dimostra di avere un limite alla propria connaturata cagneria, <strong>Willem Dafoe</strong> tiene a bada le smorfie e sfodera una prova per una volta non sopra le righe, <strong>Robin Wright</strong> ripropone il ruolo di subdola macchinatrice che in <em>House of Cards</em> l&#8217;ha vista rinascere artisticamente, ma è soprattutto <strong>Philip Seymour Hoffman</strong>, mai così appesantito e affannato, a risplendere con una performance crepuscolare e fisicissima degna dell&#8217;Al Pacino degli anni Novanta. Certo, siamo pur sempre nell&#8217;ambito di un onesto prodotto mainstream con poche particolari pretese e a tratti inamidato, alcune sbavature si notano (in primis, l&#8217;effettivo protagonista Yssa, che il russo Grigoriy Dobrygin interpreta senza mai alzare nemmeno un sopracciglio) e la localizzazione amburghese, fondamentale sulla pagina scritta, non lascia il segno e non assurge mai, come invece accadeva alla Londra de <em>La talpa</em>, a vero personaggio di primo piano come vorrebbe. Restano però due ore abbondanti di spettacolo intelligente e ricco di sfumature, nella speranza che Corbijn ritrovi un tocco più personale con la sua imminente pellicola sul fotografo Dennis Stock.</p>
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		<title>36° Festival cinematografico internazionale di Mosca: il programma</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 12:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[36° Festival Cinematografico Internazionale di Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[A Most Wanted Man]]></category>
		<category><![CDATA[Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Huppert]]></category>
		<category><![CDATA[Kirill Razlogov]]></category>
		<category><![CDATA[Red Army]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie a La ritournelle con Isabelle Huppert: ecco che cosa ci]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/conferenza_festival_mosca_2014.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37257" title="conferenza_festival_mosca_2014" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/conferenza_festival_mosca_2014.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Accolto da un nutrito stuolo di corrispondenti locali ed esteri nella sala conferenze dell&#8217;agenzia di stampa ITAR-TASS e alla presenza del direttore artistico Kirill Razlogov, il programma del <strong>36° Festival Cinematografico Internazionale di Mosca</strong> (in programma dal <strong>19 al 28 giugno</strong>) viene descritto come il più potente e onnicomprensivo dall&#8217;inizio del secolo: l&#8217;apertura è affidata, decisamente a sorpresa e con una certa dose di ironia, al documentario USA <em><strong>Red Army</strong></em>, dedicato alla stella dell&#8217;hockey sovietico Slava Fetisov e firmato nientemeno che da quel Gabe Polsky che, in coppia con il fratello Alan, assestò un notevole colpo di coda al 7° Festival Internazionale del Film di Roma con il beniamino del pubblico <em>The Motel Life</em>; la chiusura, un autentico colpaccio per la rassegna patrocinata da Nikita Mikhalkov e l&#8217;ambizioso tentativo di bissare il successo della presentazione in pompa magna del (pessimo) blockbuster <em>World War Z</em>, è l&#8217;anteprima mondiale di <em><strong>Apes Revolution &#8211; Il pianeta delle scimmie</strong></em><em>, </em>secondo, annunciatissimo capitolo del reboot della saga inaugurata nel 1968 da Franklin J. Schaffner.</p>
<div id="attachment_37258" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/apes_revolution.jpg"><img class="size-full wp-image-37258 " title="apes_revolution" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/apes_revolution.jpg" alt="" width="500" height="261" /></a><p class="wp-caption-text">Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie</p></div>
<p>Alla giuria capitanata dal veterano Gleb Panfilov, punto di riferimento dell&#8217;industria filmica URSS che con l&#8217;indimenticabile <em>Tema</em> sbancò il Festival di Berlino, e composta, fra gli altri, da Abderrahmmane Sissako, fra gli autori più celebrati di Cannes 2014 grazie al suo <em>Timbuktu</em>, e dalla tedesca Franziska Petri, protagonista di quell&#8217;<em>Izmena</em> presentato in competizione a Venezia69, spetterà il compito di valutare una nutritissima selezione di concorrenti provenienti, a dispetto della scarsa pooolarità di cui oggi gode la Russia, dai quattro angoli del globo, dalla curiosa fantascienza etiope in salsa coloniale di <em><strong>Beti and Amare</strong> </em>al claustrofobico kammerspiel israeliano <em><strong>Ir mikalat</strong> (Rifugio)</em><em>, </em>dal noir nipponico <em><strong>Watashi no Otoko</strong></em> <em>(Il mio uomo) </em>al crime-movie greco <em><strong>Oi aisthimaties</strong> (I sentimentalisti)</em>, senza dimenticare la Germania di Doris Dörrie (in concorso al Lido nel 2002) e del suo corale <em><strong>Alles Inklusive</strong> </em>e la Corea del Sud di <em><strong>Joryu Ingan</strong></em> <em>(La razza aviaria</em><em>), </em>pellicola data per favorita.</p>
<p>La Turchia, campionessa uscente con l&#8217;ottimo <em>Zerre (Particella)</em>, confida nel bis con lo sperimentale, autobiografico diario di convalescenza <em><strong>Eye Am</strong></em>, mentre i padroni di casa schierano Vladimir Tumayev il titolare di cattedra del corso di regia del VGIK &#8211; il più importante ente di istruzione cinematografica russo &#8211; con la sua fiaba folkloristica <em><strong>Belyj Yagel&#8217;</strong> </em><em>(Lichene bianco)</em> e puntano nuovamente sull&#8217;effetto polemica, come fu per l&#8217;edizione scorsa con il bellissimo <em>Iuda, </em>con <em><strong>Da i da </strong>(Sì e ancora sì)</em>, storia d&#8217;amore bohemien diretta dalla scandalosa monella del nuovo cinema moscovita Valeriya Gay Germanika, che già si aggiudicò giovanissima una menzione per la Caméra d&#8217;Or a Cannes 2008 con la sua opera prima <em>Vse umrut, a ya ostanus&#8217; </em> <em>(Tutti muoiono, io resto)</em>; c&#8217;è spazio, nonostante l&#8217;alta tensione diplomatica, anche per un partecipante ucraino, la parabola parabiblica <em><strong>Braty: Ostannya spovid </strong>(Fratelli: Confessione finale</em>), debutto nel lungometraggio per la cortista Victoria Trofimenko.</p>
<div id="attachment_37259" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/la_ritournelle.jpg"><img class="size-full wp-image-37259" title="la_ritournelle" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/la_ritournelle.jpg" alt="La Ritournelle" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">La Ritournelle</p></div>
<p>Se purtroppo non ci sarà posto nella sezione principale per un&#8217;opera del Belpaese, i nostri cugini d&#8217;Oltralpe saranno rappresentati dalla commedia <em><strong>La ritournelle</strong> (Il ritornello)</em>, che &#8211; si spera &#8211; regalerà alla manifestazione un red carpet sopra la media grazie alla diva <strong>Isabelle Huppert</strong>, mentre la Svizzera, dopo la calorosa accoglienza riservata al dolcissimo <em>Rosie</em>, tornerà con l&#8217;<em>ensemble-movie </em><em>Traumland </em><em>(La terra dei sogni)</em>, che annovera nel cast (e, incrociando le dita, nella delegazione) l&#8217;almodovariana Marisa Paredes.</p>
<p>Sarà lecito aspettarsi molto dalla tragedia suburbana polacca <em>Hardkor Disko</em>, dal dramma neorealista iraniano <em><strong>Aran haye naras </strong>(Melograni acerbi) </em>e dal thriller olandese <em>Reporter</em>, ma a catalizzare l&#8217;attenzione di tutti sarà il componente americano della compagine, <strong><em>A Most Wanted Man</em> </strong>di Anton Corbijn, il ritorno sulle scene del principe del videoclip rivelatosi regista di vaglia con il suo esordio <em>Control</em> e, escluso il postumo <em>Hunger Games: Il canto della rivolta</em>, l&#8217;ultima, attesissima interpretazione di Philip Seymour Hoffman.</p>
<p>E se, dritti dritti da Cannes, sono già dati per certi fra gli ospiti <em>Adieu au langage</em> di Jean-Luc Godard, <em>Deux jours, une nuit</em> dei Dardenne e, prevedibilmente, <em>Timbuktu</em> del giurato Abderrahmmane Sissako &#8211; ma non la Palma d&#8217;Oro <em>Winter Sleep, </em>almeno per ora &#8211; il quadro che ne esce è quello di un evento ancora una volta assolutamente competitivo e affacciato su tutte le multisfaccettate realtà del cinema contemporaneo.</p>
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		<title>A Most Wanted Man, ecco il trailer</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2014 06:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[A Most Wanted Man]]></category>
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		<description><![CDATA[La spy story tratta dal romanzo di John le Carré. Una delle ultime pllicole interpretate da Philip Seymour]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/a-most-wanted-man.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36344" title="a-most-wanted-man" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/a-most-wanted-man.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>È stato diffuso in rete il trailer di <strong><em>A Most Wanted Man</em></strong>, uno degli ultimi film interpretati da <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/03/philip-seymour-hoffman-se-ne-andato-il-migliore-della-sua-generazione/"><strong>Philip Seymour Hoffman</strong>,</a> l’attore americano <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/02/e-morto-philip-seymour-hoffman/">scomparso prematuramente lo scorso 2 febbraio</a>. Diretto dal fotografo e regista Anton Corbijn (Control, The American) e basato sull&#8217;omonimo romanzo di <strong>John le Carré</strong>,<strong> </strong><em>A Most Wanted Man</em> racconta la storia di un gruppo di terroristi residenti in Europa coinvolti negli attentati dell’11 settembre, e dei tentativi di catturarli da parte dell’intelligence tedesca e americana. Insieme a Hoffman fanno parte del cast <strong>Rachel McAdams</strong>, <strong>Robin Wright</strong>, <strong>Willem Dafoe</strong> e <strong>Daniel Brühl</strong>. La pellicola è stata presentata al Sundance Film Festival poche settimane prima della morte dell&#8217;attore, e uscirà nelle nostre sale ad agosto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/u3nIeRy5qHw?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/u3nIeRy5qHw?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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