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	<title>Movielicious &#187; Abbie Cornish</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Premonitions</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 07:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abbie Cornish]]></category>
		<category><![CDATA[Afonso Poyart]]></category>
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		<category><![CDATA[Jeffrey Dean Morgan]]></category>
		<category><![CDATA[Premonitions]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista brasiliano Afonso Poyrat dirige un cast di stelle in un thriller in affanno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Solace, USA 2015)<br />
Uscita: 12 novembre 2015<br />
Regia: Afonso Poyart<br />
Con: Anthony Hopkins, Jeffrey Dean Morgan, Abbie Cornish, Colin Farrell<br />
Durata: 1 ora e 41 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Premonitions_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50727" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Premonitions_1.jpg" alt="Premonitions_1" width="745" height="483" /></a></p>
<p>L&#8217;agente speciale dell&#8217;FBI Joe Merriweather (<strong>Jeffrey Dean Morgan</strong>) riesce a collegare tra di loro una serie di delitti privi di movente ma accomunati dall&#8217;identico modus operandi. La natura degli omicidi lo spinge a chiedere l&#8217;aiuto del dottor John Clancy (<strong>Anthony Hopkins</strong>), un anziano psicanalista ritiratosi anni prima in seguito alla prematura scomparsa dell&#8217;amata figlia.<br />
Clancy è in possesso di capacità sensitive che gli consentono di avere flash del futuro attraverso il semplice contatto con persone o oggetti.<br />
Sulle prime restio a lasciarsi coinvolgere dall&#8217;indagine, Clancy scioglie qualsiasi riserva quando capisce che a correre il pericolo maggiore è Catherine (<strong>Abbie Cornish</strong>), la giovane collega di Merriweather che, fin da subito, l&#8217;uomo identifica con sua figlia. Il medico capirà ben presto che anche il serial killer con cui hanno a che fare è in possesso di poteri paranormali, forse addirittura di entità superiore ai suoi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Premonitions.jpg"><img class="size-full wp-image-50728" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Premonitions.jpg" alt="_C6A7768.CR2" width="655" height="436" /></a></p>
<p>E&#8217; dai tempi di <em>Seven</em> (A.D. 1995) che la quasi totalità dei film che abbiano come oggetto le gesta di un serial killer finiscono con il riciclare suggestioni e idee visive già ben presenti in quel caposaldo del genere, con l&#8217;unico risultato di andare a sbattere giocoforza contro l&#8217;indistruttibile muro del già visto. Immagino sia anche per questo motivo che David Fincher, inizialmente interpellato come possibile regista di questo <strong><em>Premonitions</em></strong>, si sia guardato bene dall&#8217;andare oltre la semplice lettura dello script.<br />
Resta da capire se l&#8217;incapacità di creare qualcosa che perturbi senza fare ricorso a un immaginario ormai ampiamente stereotipo sia più il frutto di una grave forma di pigrizia da parte di chi il cinema lo scrive &#8211; piaga che, del resto, affligge un po&#8217; tutto il cinema di area mainstream &#8211; o se il problema risieda invece nell&#8217;incapacità della finzione di tenere il passo con una cronaca che, con cadenze quasi quotidiane, offre al pubblico realtà ben più agghiaccianti sulle quali non dormire la notte.<br />
<em>Premonitions</em>  &#8211; ma l&#8217;originale <em>Solace</em> (Conforto), seppure meno immediato, è molto più calzante &#8211; sceglie la strada dell&#8217;accumulo per cui, nel tentativo di accrescere il fascino di un sottogenere abusato come quello a tema serial killer, decide semplicemente di giustapporvene un altro: il paranormale.<br />
Oltre allo scegliere come protagonista un attore talmente schiavo dell&#8217;eredità di quello che è forse l&#8217;esempio più alto di film sull&#8217;argomento (<em>Il silenzio degli innocenti</em>) da aver impiegato metà della propria carriera nel tentativo &#8211; in verità molto poco riuscito &#8211; di scrollarsela di dosso, onde poi abdicare di fronte a un ruolo che, di fatto, rappresenta una variante buona di Hannibal Lecter.</p>
<p>A ogni modo <em>Premonitions</em> si mostra fin da subito esattamente per quel che è, un mix di atmosfere lugubri à la <em>Seven</em> opportunamente ibridate con<em> La zona morta</em>,<em> Il sesto senso</em> e qualsiasi altro film su gente con poteri paranormali che abbia avuto fortuna al cinema negli ultimi vent&#8217;anni. Il giovane regista brasiliano <strong>Afonso Poyart</strong> poi, dimostrandosi oltremodo voglioso di far vedere quanto sia bravo, gestisce i due generi di riferimento quasi come se stesse girando contemporaneamente due film, un noir e un thriller soprannaturale. Per il primo si rifà evidentemente al genio di Michael Mann e alle sue vedute aeree di autostrade di notte, spogliandole però di qualsiasi portato semantico queste potessero avere in <em>Heat</em> o <em>Collateral</em>.<br />
Quando poi si concentra sul lato più onirico della storia, Poyart si limita a una serie eccessiva di visioni a metà strada tra la suggestione biblica e l&#8217;arte contemporanea.<br />
L&#8217;attenzione verso la confezione è tale da far passare in secondo piano anche il sottotesto dell&#8217;eutanasia che a un certo punto, da centrale, si riduce a mero pretesto per giustificare le scelte di alcuni dei protagonisti. Fortuna vuole che il cast sia di primissimo ordine e contribuisca comunque a far sì che il risultato non scada nel citazionismo fine a se stesso. Funziona in particolare Jeffrey Dean Morgan, anche in virtù del fatto che l&#8217;excursus del suo personaggio, seppure mutuato in parte da <em>Vivere e morire a Los Angeles</em> di Friedkin, sia l&#8217;unica trovata narrativa degno di nota. Sulle capacità recitative di Hopkins credo non ci sia davvero più nulla da dire da anni, se non che qui sono tali da far soprassedere anche su un&#8217;acconciatura da paggetto poco consona ad un uomo di quasi ottant&#8217;anni. Nulla per cui strapparsi i capelli insomma, ma neanche proprio da buttar via. Tutt&#8217;al più rubricabile alla voce &#8220;visioni da sera di pioggia&#8221;.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p>NdR: Un consiglio. Se proprio si deve prendere esempio da <em>Seven</em>, magari lo si faccia anche in relazione alla scelta di Fincher di non citare il nome dell&#8217;attore che recita la parte del serial killer nei titoli di testa. Capita infatti che, se quell&#8217;attore a metà film non è ancora apparso sullo schermo, lo spettatore possa anche fare due più due.</p>
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		<title>Il teaser italiano di RoboCop</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 17:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Abbie Cornish]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Oldman]]></category>
		<category><![CDATA[Joel Kinnaman]]></category>
		<category><![CDATA[José Padilha]]></category>
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		<category><![CDATA[Samuel L. Jackson]]></category>

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		<description><![CDATA[Prime immagini dal remake del fim di Verhoeven. Con Joel Kinnaman, Gary Oldman e Michael Keaton.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33179" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/robocop.jpg"><img class="size-full wp-image-33179" title="1174829" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/robocop.jpg" alt="Joel Kinnaman in MGM/Columbia Pictures' ROBOCOP." width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Joel Kinnaman in MGM/Columbia Pictures</p></div>
<p>E&#8217; sbarcato in rete il teaser italiano di <em>RoboCop</em>, remake del cult-movie anni Ottanta diretto da <span class="st">Paul Verhoeven e interpretato da Peter Weller. Questa volta alla regia c&#8217;è</span> il brasiliano José Padilha (<em>Tropa de elite &#8211; gli squadroni della morte</em>), mentre nel cast troviamo Joel Kinnaman nel ruolo di Alex Murphy/RoboCop, al fianco di Gary Oldman, Abbie Cornish, Samuel L. Jackson e Michael Keaton. <em>RoboCop</em> sarà nelle sale a febbraio.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/FNaxfFsQJ4g?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/FNaxfFsQJ4g?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>W.E.: Edward e Wallis</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 15:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[W.E.]]></category>

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		<description><![CDATA[Madonna diventa romantica e porta al cinema la love story più chiacchierata degli anni Trenta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(W.E., U.K./USA 2011)<br />
Uscita: 8 giugno 2012<br />
Regia: Madonna<br />
Con: Abbie Cornish, Andrea Riseborough, James D’Arcy<br />
Durata: 1 ora e 59 minuti<br />
Distribuito da: Archibald Enterprise Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/06/slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26897" title="slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/06/slide.jpg" alt="" width="500" height="251" /></a></p>
<p>Per la serie, la musica non è tutto, ecco avanzare pretenziosamente nel panorama degli autori hollywoodiani la regina del Pop, Madonna, al suo secondo film da regista (già nel 2008 aveva diretto <em>Sacro e profano</em>, una commedia tanto colorata quanto confusionaria, distribuita in Italia, udite udite, dalla Sacher di Nanni Moretti). Lady Ciccone questa volta ha deciso di riaccendere i riflettori sulla leggendaria love story tra Wallis Simpson ed Eoardo VIII d&#8217;Inghilterra, una delle vicende sentimentali più mondane degli anni Trenta nonché una delle più singolari crisi istituzionali britanniche.</p>
<p><em>W.E.</em> è un film di ossessioni e sulle ossessioni: da un lato quella di Madonna nei confronti di Wallis Simpson, una donna d&#8217;altri tempi, emancipata e passionale, a cui per sua stessa ammissione ha rivelato di essersi ispirata più e più volte; e dall&#8217;altra quella che il personaggio di Wally Winthorp (interpretato da Abbie Cornish), rivolge a tutto ciò che riguarda il Re Edoardo VIII di Inghilterra e la sua amata Wallis Simpson, l&#8217;americana con due divorzi alle spalle e svariati amanti alle calcagna per amore della quale decise di abdicare in favore di suo fratello minore Alberto.<br />
La vicenda si sviluppa dunque su due piani paralleli, uno contemporaneo e l&#8217;altro storico. Nel primo, una giovane ragazza americana è infelicemente sposata con un uomo che la tradisce e la maltratta. Nel secondo c&#8217;è la &#8220;vera&#8221; (secondo lo sguardo della signora Ciccone) storia d&#8217;amore tra Wallis Simpson e il suo bel principe.</p>
<p>Dimenticate quanto veniva scritto sulle pagine dedicate alla cronaca mondana dell&#8217;epoca: per Madonna Wallis Simpson non era affatto un&#8217;arrampicatrice sociale, ma solo una donna appassionata che aveva scelto di seguire i propri sentimenti. Presentato Fuori Concorso alla 68ª Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia, <em>W.E.</em> si crogiola nei toni del melò più patinato di sempre in cui, se da un lato è evidente la meticolosità e la precisione quasi maniacale per tutto quello che riguarda l&#8217;ambientazione d&#8217;epoca (i bellissimi abiti, i gioielli, il trucco e parrucco assolutamente perfetti), dall&#8217;altro lo è altresì la totale incapacità di emozionare, nonostante una storia simile a disposizione. Al film mancano forma e sostanza. Gli attori si limitano a indossare gli abiti di scena e a pronunciare le battute, mentre della forza coesiva che avrebbe dovuto amalgamare i tanti, troppi, ingredienti e far scivolare i due livelli della storia, permettendole di attraversare i due piani temporali senza intoppi, non c&#8217;è neanche l&#8217;ombra.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Limitless</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 08:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Robert De Niro]]></category>

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		<description><![CDATA[Paura e delirio nelle frenetiche sinapsi di Bradley Cooper nel thriller allucinogeno di Neil Burger.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2011)<br />
Uscita: 15 aprile 2011<br />
Regia: Neil Burger<br />
Con: Bradley Cooper, Robert De Niro, Abbie Cornish<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/limitless2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-20182" title="limitless2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/limitless2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Eddie Morra (Bradley Cooper) è uno scrittore che soffre di un un blocco creativo cronico. La casa editrice per cui lavora gli commissiona un libro di cui, a pochi giorni dalla consegna, Eddie non ha scritto neanche una parola. La sua vita cambia improvvisamente quando un vecchio amico gli fa scoprire un nuovo farmaco rivoluzionario che permette di aumentare al massimo le capacità intellettive di chi lo assume. E funziona: Eddie raggiunge il successo e la fama in poco tempo, ma presto scopre che il farmaco che sta assumendo è una vera e propria droga con effetti letali.</p>
<p>In <em>Matrix</em> Morpheus metteva Neo davanti a una scelta:&#8221;Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio&#8221;. In <em>Limitless</em> la scelta di Bradley Cooper si riduce a prendere o meno l&#8217;NZT, questa pillolina trasparente e miracolosa. Il regista Neil Burger, dopo aver diretto l&#8217;ambiguo <em>The illusionist</em>, compie il salto di qualità con questo intrigante e  schizzato thriller fantascientifico, scommettendo sul suo protagonista. In un primo momento a interpretare il personaggio di Eddie doveva essere ShiaShia LaBeouf, ma in seguito a un incidente stradale ha dovuto cedere il suo ruolo. Così l&#8217;affascinante Bradley Cooper, il figo della cricca di <em><a href="http://www.movielicious.it/2009/06/20/una-notte-da-leoni/">Una notte da leoni</a></em> e il tenente Templeton &#8220;Sberla&#8221; Peck di <em><a href="http://www.movielicious.it/2010/06/17/a-team/">A-Team</a></em> ha avuto la sua occasione per essere promosso da protagonista belloccio di pop-corn movie ad attore di un certo livello. E non l&#8217;ha gettata al vento. Carismatico e affascinante quando il suo Eddie Morra è sotto l&#8217;effetto del NZT, squallido e introverso, quando non lo è.</p>
<p>Tratto dal romanzo di Alan Glynn <em>The Dark Fields</em>, <em>Limitless</em> sorprende non solo per un cast di tutto rispetto (al fianco di Cooper, la bravissima Abbie Cornish, qui alla prova con un altro amore tormentato dopo <em><a href="http://www.movielicious.it/2010/06/11/bright-star/">Bright Star</a></em>, e l&#8217;ultimamente svenduto ma sempre adeguato Bob De Niro), ma per un utilizzo degli effetti visivi funzionale alla vicenda che si dipana senza sosta. Neil Burger adotta uno stile registico dinamico e spettacolare, che connota la pellicola donandole personalità e ironia. Oltre a dotarla di un finale, è proprio il caso di dirlo, plitically uncorrect.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2011/04/05/bradlei-cooper-senza-limiti/">Qui </a>trovate la nostra intervista a Bradley Cooper.</p>
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		<title>Bright Star</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 12:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bright Star]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Campion]]></category>

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		<description><![CDATA[Jane Campion racconta con struggente intensità la storia d'amore tra John Keats e la sua vicina di casa]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., UK/Australia 2009)<br />
Uscita: 11 giugno 2010<br />
Regia: Jane Campion<br />
con: Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider<br />
durata: 2 ore<br />
Distribuito da: 01</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/25.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-15029" title="25" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/25.jpg" alt="" width="500" height="282" /></a></p>
<p><em>&#8220;</em><em>Stella luminosa, fossi ferro come tu lo sei<br />
ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,<br />
a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,<br />
come paziente di natura, insonne eremita,<br />
le mobili acque al loro dovere sacerdotale<br />
di puro lavacro intorno a rive umane,<br />
oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta<br />
della neve sopra i monti e le pianure.<br />
No &#8211; pure sempre fermo, sempre senza mutamento,<br />
vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,<br />
sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,<br />
sempre desto in una dolce inquietudine<br />
a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,<br />
e così vivere in eterno &#8211; o se no venir meno nella morte&#8221;</em>.</p>
<p>Dopo <em>Lezioni di piano</em> e <em>Ritratto di signora</em> Jane Campion torna a cimentarsi con il dramma in costume, dando prova ancora una volta della delicatezza con cui riesce a far parlare le immagini. Utilizzando materiale biografico ed epistolare, la regista neozelandese porta sullo schermo l&#8217;intensa storia d&#8217;amore tra il poeta John Keats e la sua vicina di casa Fanny Brawne. Siamo nel 1818, e il ventitreenne Keats verte in condizioni economiche disperate. Ha un fratello malato e le sue opere sono ancora ben lontane dal successo. John e Fanny si conoscono, iniziano a frequanetarsi e si scrivono appassionate lettere d&#8217;amore, nonostante sia chiaro a entrambi che la condizione economica di Keats non gli permette di chiederla in sposa. Colpito da una grave forma di tubercolosi, John sarà costretto a recarsi in Italia, dove il clima è migliore, separandosì così per sempre dalla sua adorata.</p>
<p>C&#8217;è molto di Isabel Archer (la protagonista femminile di <em>Ritratto di signora</em>, interpretata da Nicole Kidman) nel personaggio di Fanny. Abbie Cornish è una vera e propria rivelazione e riesce a tratteggiare i sentimenti di Miss Brawe in maniera egregia. Struggente e accorata, la sua Fanny emoziona e commuove con un gesto, uno sguardo, un abito che indossa. La Campion si dimostra ancora una volta eccelsa narratrice dei sentimenti femminili, tanto da lasciare il personaggio di Keats (Ben Winshaw) nell&#8217;ombra della luce emanata da Fanny. <em>Bright Star</em> è un film diretto in modo molto personale e delicato, capace di scuotere gli animi in maniera  semplice e toccante e di ingentilire ancor di più i versi di Keats, con immagini di rara delicatezza. Un consiglio: munitevi di fazzoletti prima di entrare in sala.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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