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	<title>Movielicious &#187; Anna Bonaiuto</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Mamma o papà?</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/13/mamma-o-papa-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 17:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Bonaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Buccirosso]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma o papà?]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Cortellesi]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Milani]]></category>

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		<description><![CDATA[Paola Cortellesi e Antonio Albanese genitori bizzarri nella commedia di Riccardo Milani.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 14 febbraio 2017<br />
Regia: Riccardo Milani<br />
Con: Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Carlo Buccirosso, Anna Bonaiuto<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuzione: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma_o-papà_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-55309" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma_o-papà_1.jpg" alt="Mamma_o-papà_1" width="650" height="387" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se c’è una cosa che maggiormente si rimprovera alle (troppe) commedie che il cinema italiano, ogni anno, si ostina a sfornare con ritmi da catena di montaggio, è senz’altro l’eccessivo ricorso ad un buonismo che non di rado sfocia nello stucchevole tout court.<br />
I principali problemi sono quindi due e riguardano da un lato un’offerta di molto superiore alla sua stessa domanda e, dall’altro, un utilizzo del genere che, al netto di un continuo riempirsi la bocca di rimandi ai propri padri fondatori, ha perso ormai da tempo ogni capacità di graffiare e di  osservare il quotidiano anche in maniera impietosa. Il motivo cardine del meritato successo di film come <em>Smetto quando voglio</em> e <em>Perfetti sconosciuti</em> è più o meno spiegabile già solo con il modo in cui riescono a svicolare da questo pattern.<br />
Spiace dunque che<strong> Riccardo Milani</strong> – regista, poco più di due anni fa, di Scusate se esisto!, una delle poche commedie che, seppur con tutti i limiti strutturali del caso, riusciva in qualche modo a conciliare sorriso e attenzione al sociale – cada rovinosamente proprio nel tentativo di invertire la tendenza di cui sopra.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma-_o_papà_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55310" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma-_o_papà_2.jpg" alt="Mamma _o_papà_2" width="1000" height="600" /></a></p>
<p>Perché in <em><strong>Mamma o papà?</strong></em> (remake del francese <em>Papa ou Maman</em> di Martin Bourboulon) l’autore decide di giocarsi la carta del politically incorrect e lo fa in malo modo, attraverso l’apologo di Valeria (<strong>Paola Cortellesi</strong>) e Nicola (<strong>Antonio Albanese</strong>), moglie e marito in crisi che, una volta presa la decisione consensuale di separarsi, vengono entrambi trasferiti all’estero per lavoro. Ma c’è il problema dell’affidamento dei figli.<br />
Laddove generalmente la notizia scatenerebbe infatti uno scontro da parte di entrambi per aggiudicarsene la custodia, la relativa ingestibilità della prole – nello specifico un odioso no global, una adolescente isterica e un bambino saccente – porta l’uno a spingerli tra le braccia dell’altra, attraverso una serie di comportamenti che definire da irresponsabili è poco.<br />
Ed è qui che emergono le tare maggiori del film con, in primis, questa corsa per apparire come il peggior genitore della coppia che, malgrado mostri quasi subito la corda, viene invece tirata un po’ troppo per le lunghe. Ma, più in generale, è la cattiveria (elemento imprescindibile per un film che si rifà, quasi dichiaratamente, a La guerra dei Roses) ad essere gestita in modo goffo e, soprattutto, a non integrarsi in un contesto che è, al contrario, il più classico si possa immaginare, fino a creare nello spettatore un fastidioso cortocircuito che lo porta non solo a non immedesimarsi affatto con quanto vede sullo schermo, ma addirittura a dubitare fortemente che stia davvero accadendo.</p>
<p>Per dire che una scena in cui una madre, al fine di dimostrare la propria incapacità genitoriale, condisce della pastasciutta con il detersivo dei piatti, rischiando di fatto di uccidere la propria famiglia, può risultare spassosa in una puntata de<em> I Griffin</em> ma non in un’opera che pretenda di avere almeno un piede ancorato al piano della realtà.<br />
I problemi iniziano però ben prima, con alcune scelte di casting per lo meno discutibili, a partire proprio da una Cortellesi inspiegabilmente impegnata a simulare una forzata cadenza veneta.<br />
Solo che l’attrice, oltre ad essere coautrice della sceneggiatura, è la moglie del regista, mentre diverso è il discorso per quanto riguarda Albanese, la cui fisicità docile semplicemente mal si sposa alla sottile cattiveria che il suo personaggio è chiamato a veicolare.<br />
Come spesso accade, ad alzare un po’ l’asticella provvede il reparto dei comprimari, con un <strong>Carlo Buccirosso</strong> mai meno che ottimo e l’accademica autoironia di <strong>Anna Bonaiuto</strong>.<br />
Il resto è un affannoso e assai poco riuscito tentativo di strappare risate giocando con il concetto di famiglia disfunzionale fino a un epilogo che – inutile a dirsi –  cerca di riportare il tutto su binari più riconciliatori risultando, proprio per questo, ancor più inverosimile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4,5</p>
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		<title>Buoni a nulla</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/23/buoni-a-nulla/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 14:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Bonaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Buoni a nulla]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Di Gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Marzocca]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Messeri]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni Di Gregorio ci spiega come nessun altro perché ogni tanto nella vita bisogna incazzarsi. La nostra]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 23 ottobre 2014<br />
Regia: Gianni Di Gregorio<br />
Con: Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini<br />
Durata: 1 ora e 27 minuti<br />
Distribuito da: BIM</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buoni-a-nulla_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39355" title="&quot;Buoni a Nulla&quot; di Gianni Di Gregorio (2014)" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buoni-a-nulla_1.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a></p>
<p>Presentato<a href="http://www.movielicious.it/2014/10/18/festival-di-roma-2014-giorno-3/"> nei giorni scorsi</a> durante la nona edizione del <em>Festival Internazionale del Film di Roma</em>, l’ultima fatica di <strong>Gianni Di Gregorio</strong>, regista, attore e sceneggiatore romano, sembra essere arrivata giusto in tempo per ricordarci che nella commedia italiana è ancora possibile ridere con garbo ed eleganza. Dopo il successo di <em>Pranzo di Ferragosto </em>e l&#8217;accoglienza più tiepida (chissà poi perché) riservata al successivo <em>Gianni e le donne</em>, Di Gregorio torna a raccontarci una storia piccola con la quale ben sintetizza la delicata situazione che in questo momento stanno vivendo in tanti: quella degli esodati.</p>
<p>Il regista e interprete si cala così nei panni di Gianni, ormai il suo alter ego cinematografico, un impiegato nel settore pubblico che, dopo anni di lavoro, sta per raggiungere la tanto agognata pensione. Una mattina, però, i suoi piani vengono stravolti da una circolare del ministero che lo costringerà a rimanere in servizio per altri tre anni, e per giunta, in un nuovo ufficio lontanissimo da casa sua. Un&#8217;occasione che permetterà a Gianni di cambiare vita, facendo amicizia col vicino di scrivania di Marco (<strong>Marco Marzocca</strong>), ingenuo ed efficiente che, proprio come lui, non sa dire di no ai colleghi tanto incapaci quanto arrivisti che lo riempiono di lavoro. Soprattutto alla morbida Cinzia (<strong>Valentina Lodovini</strong>), che esercita su di lui un fascino particolare. Per Gianni, sarà sufficiente una chiacchierata con il dentista e attuale compagno della sua ex moglie (<strong>Marco Messeri</strong>), per cambiare idea e approcciarsi al mondo in un modo completamente nuovo. E per il suo amico Marco?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buonianulla_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39356" title="buonianulla_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buonianulla_2.jpg" alt="" width="500" height="288" /></a></p>
<p>Con una storia così, come si fa a non pensare a Fantozzi? Un ufficio pubblico, un protagonista che non sa dire di no e un altro che non ha la forza di ribellarsi alle angherie dei colleghi. In realtà però ci sono diversi aspetti per cui Gianni e Marco non sono affatto simili al ragionier Ugo. Innanzitutto perché la &#8220;sfiga&#8221; di Gianni (ma anche quella di Marco), smette di essere tale nel momento in cui il personaggio si rende conto che è il suo atteggiamento remissivo e sempre accomodante a far sì che il mondo lo percepisca come &#8220;sfigato&#8221; e lo tratti di conseguenza. In Fantozzi questa presa di coscienza non c&#8217;è, anzi: è proprio la mancanza di sviluppo di questo aspetto che ha consentito la realizzazioni di dieci film il cui vero punto di forza sta nella mancanza di crescita del personaggio. Poi c&#8217;è un&#8217;altra profonda differenza. Mentre  nella saga fantozziana sono il cinismo e l&#8217;aggressività a farla da padroni, rimarcando il messaggio per cui sono i furbetti e gli scaltri a vincere e a cavarsela nella vita, <strong><em>Buoni a nulla</em></strong> lascia da parte l&#8217;arroganza:  Gianni imparerà a dire di no, e Marco a farsi rispettare dai colleghi, ma questo non farà certo di loro dei cattivi e non li trasformerà in personaggi parzialmente negativi, anzi.</p>
<p>Similitudini a parte, l&#8217;ultimo film di Di Gregorio è una vera e propria boccata d&#8217;aria fresca per il nostro cinema per il modo in cui riesce a raccontare, in modo semplice, quello che ciascuno di noi potrebbe trovarsi ad osservare dalla finestra di casa: una storia minuta, portata avanti senza virtuosismi ma con buongusto e leggerezza. Dopo una prima parte fluida e impeccabile, il ritmo rallenta un po&#8217;, è vero, ma le performance di un ormai rodato Di Gegorio e di un divertentissimo Marzocca, fanno dimenticare qualche innocente intoppo nello script.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Io, loro e Lara</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 11:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Bonaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Verdone]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Chiatti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Verdone come non lo si vedeva da tempo: tornato missionario della Commedia all'Italiana. La nostra]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2009)<br />
Uscita: 5 gennaio 2010<br />
Regia: Carlo Verdone<br />
Con: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Angela Finocchiaro<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/carlo-laura.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10755" title="carlo-laura" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/carlo-laura.jpg" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p>Padre Carlo è un missionario che vive in un villaggio nel cuore dell&#8217;Africa. I sintomi di una crisi spirituale si fanno sentire già da un po&#8217;. Per questo decide di tornare a Roma, per cercare di arginarla col supporto della famiglia. Ma ciò che Carlo ha lasciato anni fa, non è rimasto immune dai cambiamenti, tanto da trovare una realtà completamente diversa da quella in cui cercava rifugio. Suo padre ha un aspetto decisamente ringiovanito e ha appena sposato Olga, la sua badante ucraina ventenne. I suoi fratelli, Bea e Luigi, hanno dichiarato guerra alla nuova matrigna. Gli avvenimenti della famiglia Mascolo finiranno per intrecciarsi con quelli di Lara (Laura Chiatti), personaggio misterioso quanto enigmatico, che porterà un&#8217;altra buona dose di scompiglio nella vita dei tre fratelli, in particolare in quella di Carlo.</p>
<p>Siamo davanti a un Verdone cresciuto, a un film corale e maturo che non sfrutta più il personaggio dell&#8217;italiano fedifrago alle prese con ex mogli, divorzi e crisi di mezza età. Padre Carlo è un personaggio nuovo, che ci riporta indietro con la memoria a quando Verdone era il re degli sketch, circondato da comprimari tutti molto validi (da Anna Bonaiuto a Sergio Fiorentini e Angela Finocchiaro). Anche Laura Chiatti qui sembra essersi ripresa dal vortice dei &#8220;personaggi sbagliati&#8221; (<em>Iago</em>, <em>Il caso dell&#8217;infedele Klara</em>) e ritrova una dignità artistica che aveva lasciato chiusa nel personaggio di Rosalba ne <em>L&#8217;amico di famiglia</em> di Paolo Sorrentino.</p>
<p><em>Io, Loro e Lara</em> alterna momenti divertenti ad altri più amari ed emotivamente molto intensi. Verdone questa volta utilizza il suo cinema come strumento di critica sociale, indagando con l&#8217;occhio di un puro (il suo alter ego Padre Carlo) il malcostume contemporaneo, costruendo un&#8217;opera decisamente personale e appassionata rispetto agli ultimi film che ha realizzato. Se a questo si aggiunge una sceneggiatura ben scritta, farcita di meccanismi e tempi comici perfettamente oliati, il risultato è un film godibilissimo, divertente e amaro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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