<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Ben Whishaw</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/tag/ben-whishaw/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>Il ritorno di Mary Poppins</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/12/18/il-ritorno-di-mary-poppins-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2018/12/18/il-ritorno-di-mary-poppins-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Lansbury]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Whishaw]]></category>
		<category><![CDATA[Colin Firth]]></category>
		<category><![CDATA[Dick Van Dyke]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Emily Blunt]]></category>
		<category><![CDATA[Emily Mortimer Julie Walters]]></category>
		<category><![CDATA[Il ritorno di Mary Poppins]]></category>
		<category><![CDATA[Lin-Manuel Miranda]]></category>
		<category><![CDATA[meryl streep]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Marshall]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=57861</guid>
		<description><![CDATA[L'enigmatica bambinaia senza età che arriva con il vento dell'Est torna a casa Banks, in Viale dei Ciliegi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(USA, 2018)<br />
Uscita: 20 dicembre 2018<br />
Regia: Rob Marshall<br />
Con: Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer Julie Walters, Meryl Streep, Colin Firth<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuzione: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57862" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_slide.jpg" alt="Il_ritorno_di_mary_poppins_slide" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Neanche <strong>Mary Poppins</strong> è riuscita a evitare di cadere nel turbinio della frenesia da remake di cui sembra essere vittima la<strong> Disney</strong> nell&#8217;ultimo periodo. Così, a oltre cinquant&#8217;anni dall&#8217;uscita del film che ha fatto conoscere il personaggio nato dalla fantasia di <strong>Pamela J. Travers</strong> in tutto il mondo, arriva nelle sale un remake temuto dai più, anche da chi scrive. Un timore che però è svanito dopo aver visto le prime scene di questo <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong> </em>diretto da <strong>Rob Marshall</strong>. Il film con <strong>Emily Blunt</strong> nei panni dell&#8217;enigmatica bambinaia senza età che arriva con il vento dell&#8217;Est è infatti un <strong>musical</strong> incantevole, che riesce a essere allo stesso tempo sia un omaggio che una rivisitazione in chiave moderna del classico Disney del 1964.</p>
<p>Ambientato venticinque anni dopo gli eventi di <em>Mary Poppins</em>, nel 1930 durante la Grande Depressione, <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong></em> vede la nanny ritornare dai figli dei Banks, ormai cresciuti, in Viale dei Ciliegi numero 17. L&#8217;esuberante Jane (<strong>Emily Mortimer</strong>) sta seguendo le orme di sua madre ed è diventata una fervente attivista  attivista mentre il cupo Michael (<strong>Ben Whishaw</strong>) prova a tirare avanti dopo la morte della moglie, cercando allo stesso tempo di prendersi cura dei suoi tre figli — Annabel (<strong>Pixie Davies</strong>), John (<strong>Nathanael Saleh</strong>) e Georgie (<strong>Joel Dawson</strong>) — e di risolvere una preoccupante situazione finanziaria. Inutile dire che la presenza di Mary Poppins riporterà la serenità e i giusti equilibri in casa Banks.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57866" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_2.jpg" alt="Il_ritorno_di_mary_poppins_2" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La difficoltà, quando si decide di realizzare il remake di un film entrato nella storia e nell&#8217;immaginario collettivo come <em>Mary Poppins</em>, sta soprattutto nel decidere la strada da intraprendere, ossia se si ha intenzione di puntare a un omaggio o se, invece, si preferisce prendere le distanze dall&#8217;originale per reinterpretare temi e situazioni con occhio nuovo. Rob Marshall sceglie di non scegliere e ripropone situazioni analoghe alla pellicola di Robert Stevenson (lì c&#8217;era una gita nel quadro dipinto da Bert, qui un&#8217;escursione all&#8217;interno di un vaso; lì la ninna nanna &#8220;<em>State svegli ad aspettar.</em>..&#8221;, qui la notevole ballata &#8220;<em>The Place Where Lost Things Go</em>&#8220;. E ancora, lì c&#8217;era il ballo degli spazzacamini sui tetti di Londra, qui quello dei lampionai) alternandole ad altre inedite e più al passo con i tempi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary§_poppins_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57867" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary§_poppins_1.jpg" alt="Il_ritorno_di_mary§_poppins_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Più che un sequel, allora, <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong></em> è un omaggio appassionato e sincero al film del &#8217;64, una sorta di remake (almeno nella struttura), in cui sono stati introdotti temi e personaggi nuovi al fianco di quelli ormai leggendari, e un contesto storico-sociale difficile che investe i protagonisti e che potrebbe benissimo riflettere quello attuale. Nostalgia e novità, inserite in una cornice impeccabile. A partire dalle scenografie di<strong> John Myhre</strong> e dai costumi di <strong>Sandy Powell</strong> (la Mary Poppins di Emily Blunt è meno austera e più vezzosa di quanto non lo fosse quella di <strong>Julie Andrews</strong>, e gli abiti che indossa lo dimostrano), fino ad arrivare ai disegni animati, alle coreografie e al comparto attoriale (applausi per la Blunt, che riesce nella difficile impresa di non essere schiacciata dal personaggio, per l&#8217;impeccabile <strong>Ben Whishaw</strong> nei panni di un Michael cresciuto, divorato dal passato e per due camei in particolare, quello di una <strong>Angela Lansbury</strong> 93enne, deliziosa venditrice di palloncini e del coetaneo, indimenticabile spazzacamino Bert <strong>Dick Van Dyke</strong>, che qui veste i panni del banchiere ballerino Mr. Dawes Jr.). Peccato però che il doppiaggio non consenta di ascoltare le voci degli attori e i brani cantati in lingua originale.</p>
<p>Ci voleva più audacia? Forse. Difficile dire se <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong> </em>saprà accontentare chi è cresciuto con l&#8217;originale, ma la strizzatina d&#8217;occhio alle nuove generazioni era doverosa e l&#8217;essere riusciti a mantenere intatti lo spirito d&#8217;antan della poetica di Mary Poppins e la formula Disney per eccellenza che combina da sempre spensieratezza e immaginazione a una buona dose di malinconia, non è cosa da poco.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2018/12/18/il-ritorno-di-mary-poppins-recensione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Heart of the Sea &#8211; Le origini di Moby Dick</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/12/02/heart-of-the-sea-le-origini-di-moby-dick-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2015/12/02/heart-of-the-sea-le-origini-di-moby-dick-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 22:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Whishaw]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Walker]]></category>
		<category><![CDATA[Brendan Gleeson]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Hemsworth]]></category>
		<category><![CDATA[Cillian Murphy]]></category>
		<category><![CDATA[Heart Of The Sea – Le Origini di Moby Dick]]></category>
		<category><![CDATA[Herman Melville]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Holland]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=51135</guid>
		<description><![CDATA[Ron Howard svela la genesi dietro al mito del romanzo di Melville.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Heart of the Sea, USA 2015)<br />
Uscita: 3 dicembre 2015<br />
Regia: Ron Howard<br />
Con: Chris Hemsworth, Benjamin Walker, Cillian Murphy<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/In-the-Heart-of-the-Sea.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-51154" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/In-the-Heart-of-the-Sea-1024x576.jpg" alt="In-the-Heart-of-the-Sea" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Nonostante un Oscar in saccoccia e una carriera quasi quarantennale dietro alla cinepresa, viene ancora difficile immaginare <strong>Ron Howard</strong> come qualcosa di più di uno Spielberg dei poveri. Fra gli innocui pruriti <em>fantasy</em> degli esordi (<em>Splash</em>, <i>Cocoon</i>, il disastroso <em>Willow</em>), le parabole sulle varie declinazioni del Sogno Americano (<em>Cuori ribelli</em>, <em>Cinderella Man</em>, ma anche la satira di <em>EdTV</em>) e i fenomeni da box office dai fini prettamente imprenditoriali (gli asfittici adattamenti dell&#8217;opera di Dan Brown), l&#8217;attività dell&#8217;ex-divo televisivo di <em>Happy Days</em> e della sua Imagine Entertainment continua a incarnare l&#8217;emblema di un establishment inseguito, raggiunto e mantenuto a fatica, spesso al prezzo di qualche défaillance al botteghino (il tracollo di <em>The Missing</em>, l&#8217;immeritato insuccesso di <em><a href="http://www.movielicious.it/2009/02/02/frostnixon/" target="_blank">Frost/Nixon</a></em>) e di brutti colpi alla reputazione (lo spudorato <em>sellout</em> de <em>Il Grinch </em>e l&#8217;inspiegabile virata comica de <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/05/20/il-dilemma-la-verita-fa-male/" target="_blank">Il dilemma</a></em>, oltre alle già menzionate indagini esoteriche di Robert Langdon).</p>
<p>Si finisce in questo modo per dimenticarsi del lato più genuino e meno pretenzioso di una galleria così variegata e incongrua, ossia quello capace di applicare all&#8217;impianto dell&#8217;epica e della tradizione hollywoodiane un focus caratterizzante sull&#8217;azione e sulle sue dinamiche, senza spingersi &#8211; per ovvie cause e lacune &#8211; alle vette della poesia zemeckisiana, ma traducendosi in risultati impeccabili come l&#8217;ancora oggi imponente <em>Fuoco assassino</em> e, soprattutto, il recentissimo <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/" target="_blank">Rush</a></em>, probabilmente l&#8217;apice della sua produzione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Heart_Of_The_Sea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51155" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Heart_Of_The_Sea.jpg" alt="Heart_Of_The_Sea" width="800" height="400" /></a></p>
<p>È in questo filone, fortunatamente, che va a inserirsi <em><strong>Heart of the Sea</strong></em>, nuova peripezia action a rotta di collo che, insieme ai due progetti di cui sopra e all&#8217;avventura spaziale di <em>Apollo</em><em> 13</em>, arriva a comporre un&#8217;ideale tetralogia elementale sui limiti del coraggio e sull&#8217;ansia della perdita. Dopo pompieri &#8220;cavallereschi&#8221;, cosmonauti alla deriva e temerari delle quattro ruote, completa il quadro l&#8217;equipaggio della baleniera Essex, fonte di ispirazione &#8211; come inopportunamente svelato dal sottotitolo italiano &#8211; del capolavoro letterario di <strong>Herman Melville</strong> e ulteriore teatro di quel discorso sul dualismo e sull&#8217;antitesi che Howard pare aver assimilato dalle sue precedenti collaborazioni con lo sceneggiatore <strong>Peter Morgan</strong>.</p>
<p>Come nel caso della rivalità Lauda-Hunt (e pure, in un certo senso, del confronto fra l&#8217;ex-presidente USA e il giornalista britannico), a rappresentare il fulcro drammatico della storia è prima di tutto uno scontro di natura sociale e archetipica, qui personificato dalla freddezza aristocratica del capitano Pollard (<b>Benjamin Walker</b>) e dall&#8217;impeto proletario del primo ufficiale Chase (<strong>Chris Hemsworth</strong>, in un ruolo pressoché speculare a quello di <em>Rush </em>e ancora una volta valorizzato in una performance tutta muscolare), due prospettive uguali e contrarie sulla sfida Uomo-Natura analogamente impotenti e fragili di fronte all&#8217;ignoto</p>
<p>Li circonda un inventario marinaresco mutuato fedelmente, oltre al riferimento diretto, da molta memoria ottocentesca, dal paesaggismo romantico di Turner (la scena della burrasca) e di Danby (l&#8217;affondamento, forse il picco immaginifico del film) all&#8217;umanità dei libri di Kipling (<em>Capitani coraggiosi</em>, nella fattispecie), con il giovanissimo mozzo Nickerson (<b>Tom Holland</b>, futuro Spider-man) a fungere da ago della bilancia e da perno narrativo delle vicende, e nella scelta di impostare come cornice del tutto il colloquio fra il ragazzo ormai fattosi anziano (<strong>Brendan Gleeson</strong>) e lo stesso Melville (<strong>Ben Whishaw</strong>) in cerca di un nuovo soggetto per la stesura del suo romanzo si intravede quell&#8217;apologo &#8211; già reso con troppa leggerezza nel per alcuni versi affine <em>Mr. Holmes</em> &#8211; sull&#8217;etica della dissimulazione e sulle responsabilità di chi racconta (si pensi anche al problema giuridico del prefinale), che costituisce la ragion d&#8217;essere di <i>Heart of the Sea</i>, non la banale <em>origin story </em>di <em>Moby Dick</em>, bensì una riflessione sullo storytelling di gran lunga più lucida e meno consolatoria di molti suoi contemporanei (torna alla mente in particolare, specie per il secondo atto, la fiaba new age <em>Vita di Pi</em>).</p>
<p><em>Heart of the Sea</em> è quindi un&#8217;operazione che conferma l&#8217;abilità, purtroppo sottoutilizzata, di Howard di misurarsi con la grammatica del Mito, cinema virile &#8211; come quello di Walsh e di Curtiz, di cui Hemsworth sarebbe potuto essere efficacissimo interprete &#8211; orgogliosamente vecchio stampo che non si lascia vampirizzare dalle moderne tecnologie ma che ne fa uso, seguendo l&#8217;esempio virtuoso degli infiniti, impossibili punti macchina di <em>Rush</em>, per realizzare un&#8217;odissea dello sguardo (cui gioverebbe la visione non tanto in 3D, quanto in IMAX) di grande coinvolgimento e di immediata classicità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2015/12/02/heart-of-the-sea-le-origini-di-moby-dick-recensione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
