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	<title>Movielicious &#187; Blackhat</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Blackhat</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 15:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Blackhat]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Hemsworth]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Mann]]></category>

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		<description><![CDATA[A sei anni da "Nemico pubblico", Michael Mann aggiorna il suo canone crime al cyber-terrorismo e guarda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 12 marzo 2015<br />
Regia: Michael Mann<br />
Con: Chris Hemsworth, Wei Tang, Viola Davis<br />
Durata: 2 ore e 15 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures Italy</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/blackhat_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41678" title="blackhat_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/blackhat_slide.jpg" alt="" width="500" height="211" /></a></p>
<p>Dal ricettatore in cerca di rivalsa di <em>Strade violente</em> al guerriero pellerossa d&#8217;adozione de <em>L&#8217;ultimo dei mohicani</em>, dalle due facce della medaglia di <em>Heat</em> all&#8217;ultimo degli idealisti di <em>Insider</em>, arrivando alla tragica malinconia del Dillinger del recente <em>Nemico pubblico</em>, le figure portanti dell&#8217;universo di <strong>Michael Mann</strong> sono tutte accomunate da un insanabile senso di alienazione e da un rassegnato destino di desolazione, dal distaccamento progressivo da una realtà diventata ostile e incomprensibile.</p>
<p>Era quindi soltanto questione di tempo che il pessimismo manniano si estendesse alla dimensione tecnologico-informatica, la declinazione più moderna e metafisica di quella solitudine che non è solo componente essenziale della sua concezione dell&#8217;Uomo, ma che riconferma l&#8217;autore di <em>Manhunter</em> come l&#8217;erede più fedele del patrimonio archetipico di genere che rappresenta il nucleo stesso dell&#8217;identità cinematografica statunitense, di quel linguaggio e di quella mitologia definitivamente codificatisi con le fondamenta gettate dai Ford e dagli Hawks, probabilmente l&#8217;unico superstite di una generazione di puri &#8211; quella dei Cimino, dei Milius, dei Carpenter &#8211; spazzata via dagli inevitabili venti di rinnovamento e di decadenza.</p>
<p>A differenza dei suoi tre colleghi di cui sopra, Mann ha però saputo contrapporre alle radici saldamente tradizionali del suo immaginario una costante riflessione sul mezzo e un pionieristico aggiornamento delle tecniche di messinscena che non solo gli hanno permesso di mantenersi in sella all&#8217;establishment, ma che hanno per molti versi anticipato e perfezionato stilemi e formule di molta produzione mainstream contemporanea, provocando quel cortocircuito di fattura avanguardistica e di spirito passatista che ha reso la sua filmografia una sequenza pressoché ininterrotta di classici istantanei.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/blackhat.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41679" title="blackhat" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/blackhat.jpg" alt="" width="500" height="371" /></a></p>
<p>Con il nuovo <em><strong>Blackhat</strong></em>, come detto, lo scenario si fa astratto fino allo sdoppiamento, scisso fra i segni concreti prestabiliti della categoria e un teatro dell&#8217;azione nascosto nell&#8217;incorporeità del virtuale, ma non è la sola bipartizione a costituire il fulcro della pellicola Punti di riferimento dell&#8217;abituale melange di ciò che è stato e di ciò che sarà sono questa volta l&#8217;Occidente, l&#8217;Oriente e il loro modo di concepire il discorso filmico, risultando in una sorta di western decentrato che da un lato rimane ancorato ai tratti canonici del thriller e del noir di matrice euro-americana (il fatalismo di Lang e l&#8217;esistenzialismo di Melville, su tutti) e dall&#8217;altro subisce il fascino &#8211; e il potenziale commerciale &#8211; di quella scuola hongkonghese che, pur vista fino a poco tempo fa con diffidenza da Mann in persona, ha riunito sotto l&#8217;egida della Milkyway Image i più interessanti proseliti di quel particolare modo, crepuscolare e disilluso, di rielaborare l&#8217;action-movie.</p>
<p>E a rendere <em>Blackhat</em> una grande occasione sprecata è forse proprio quella consueta, smisurata ambizione mal supportata da un progetto non all&#8217;altezza, la disparità fra un lavoro di regia che vorrebbe &#8211; riuscendoci in buona parte &#8211; ristabilire l&#8217;integrità formale del cinema di consumo e un soggetto sostanzialmente debole e generico alla base, come una melodia banale che tale resta pur se rivestita da un arrangiamento straordinario, uno spunto blando che evolve in uno sviluppo appesantito da spiegoni e chiacchiere tecnicistiche che finiscono per annacquare la potenza immaginifica dell&#8217;insieme e, specie nel corso dei frequenti, tediosi duelli di fronte al monitor, per frenarne l&#8217;incedere dinamico, esasperato e intensificato dall&#8217;impiego stavolta integrale e allo stato dell&#8217;arte del formato digitale.</p>
<p>Se i temi ricorrenti della filosofia di Mann, dall&#8217;amicizia virile che scavalca le convenzioni alla centralità del codice morale, dall&#8217;inesorabilità della sconfitta &#8211; suggerita con intelligenza nel bell&#8217;epilogo &#8211; alla passione romantica come unico, fragilissimo riparo, riescono ancora a commuovere, non sono sorretti da personificazioni memorabili, da un antieroe,<strong> </strong>più che enigmaticamente stoico, semplicemente legnoso affidato al fisico granitico di <strong>Chris Hemsworth</strong> a un love interest, la cinese <strong>Tang Wei</strong>, vittima della propria ininfluenza nell&#8217;economia della storia e della totale mancanza di chimica con la sua controparte maschile, dal melting pot di supporto capitanato da <strong>Viola Davis</strong>, un corollario piuttosto elementare e formulaico di rimpianti e di debolezze, al deludente villain (il belga <strong>Yorick van Wageningen</strong>), certo più credibile del mitomane di derivazione bondiana di turno, ma non per questo abbastanza degno di nota.</p>
<p>Spesso e volentieri, soprattutto in corrispondenza dei silenzi dei personaggi e dello spalancamento degli spazi, si torna a respirare autentico spettacolo (la resa dei conti nel bel mezzo del capodanno balinese è senza dubbio la migliore scena di massa che Mann abbia mai realizzato), ma sorge il sospetto che l&#8217;artefice di tanti capolavori del <em>crime</em> a questo giro si sia ritrovato ben poco su cui mettere le mani e su cui impostare la sua usuale, perfetta convergenza di etica e di estetica (quella, per fare un esempio, di un&#8217;opera affine ma assai più riuscita come <em>Drug War</em> di Johnnie To): non è affatto del disastro per cui, considerato anche il flop al botteghino, gran parte della stampa USA si è battuta il petto, ma per lo standard stellare del creatore di <em>Miami Vice</em> si tratta senz&#8217;altro di un rimediabile passo indietro.</p>
<p>Voto <strong>6.5</strong></p>
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		<title>Primo trailer per Blackhat, il nuovo film di Michael Mann</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 17:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Blackhat]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Hemsworth]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Mann]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Davis]]></category>

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		<description><![CDATA[Il thriller interpretato da Chris Hemsworth ambientato nel mondo degli hacker.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/blackhat.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38980" title="blackhat" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/blackhat.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>E&#8217; una delle pellicole più attesedel 2015, <a href="http://www.movielicious.it/2013/04/09/michael-mann-girera-il-suo-nuovo-film-a-hong-kong/"><em><strong>Blackhat</strong></em></a>, girata prevalentemente in Oriente che segna il ritorno alla regia di <strong>Michael Mann </strong>a distanza di cinque anni da <a href="http://www.movielicious.it/2009/11/06/nemico-pubblico/"><em>Nemico Pubblico</em></a>.  Atteso il 16 gennaio negli Stati Uniti, <em>Blackhat</em> racconta le vicende di un detenuto a caccia di una rete criminale informatica di alto livello, che spazia tra Chicago, Los Angeles, Giacarta e Hong Kong. Protagonisti: <strong>Chris Hemsworth</strong>, <strong>Viola Davis</strong>, <strong>John Ortiz</strong> e <strong>Tang Wei</strong>.</p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/eUF3MhPKhv4?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/eUF3MhPKhv4?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
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