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	<title>Movielicious &#187; Carla Signoris</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Lasciati andare</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 13:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un Toni Servillo psicanalista è l'anomalo protagonista della commedia brillante di Francesco Amato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 13 aprile 2017<br />
Regia: Francesco Amato<br />
Con: Toni Servillo, Verònica Echegui, Carla Signoris, Luca Marinelli<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Lasciati_Andare_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55874" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Lasciati_Andare_1.jpg" alt="Lasciati_Andare_1" width="633" height="350" /></a></p>
<p>Non ce ne vorrà <strong>Francesco Amato</strong> se l’impressione è che questo <em><strong>Lasciati andare</strong></em> più che per il suo ritorno dietro la macchina da presa a cinque anni da <em>Cosimo e Nicole</em>, si faccia notare – e un minimo si discosti dall’impressionante quantità di commedie nostrane che si vorrebbero brillanti ma la cui opacità ormai va di pari passo coi tiepidi risultati al box office  –  per l’adesione di un interprete come <strong>Toni Servillo</strong> ad un registro leggero lontano anni luce dalle sue corde abituali.<br />
Di fatto lo sconfinamento dell’attore feticcio di Paolo Sorrentino verso lidi più dichiaratamente ridanciani travalica l’effettivo valore di un’opera che, a conti fatti, non fa quasi nulla per allontanarsi da un pattern che è quanto di più classico si possa immaginare in termini di medietà drammaturgica.<br />
Sì, perché l’effetto comico viene in fondo ricercato nella solita giustapposizione forzosa di due idealtipi umani all’apparenza inconciliabili: da un lato il monolite borghese, rappresentato in questo caso da un irreprensibile e abitudinario psicanalista ebreo, e dall’altro questa scheggia impazzita/personal trainer che irrompe a stravolgere l’ordinarietà del primo e la cui carica esotica dovrebbe essere garantita già dal semplice fatto di essere spagnola.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Lasciati_Andare_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55875" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Lasciati_Andare_2.jpg" alt="Lasciati_Andare_2" width="633" height="350" /></a></p>
<p>Per quanto quest’ultimo elemento potrebbe facilmente far pensare al peggio – e quindi al primo Pieraccioni – la sceneggiatura (opera dello stesso Amato, insieme a <strong>Francesco Bruni</strong> e<strong> Davide Lentieri</strong>) si adagia in realtà fin da subito su stilemi molto più vicini a quelli di un Verdone minore.<br />
Così, fatta eccezione per un’ambientazione ebraica inusuale per i nostri standard, tutta la prima parte del film è giocata sull’incontro/scontro tra un mondo così intellettualizzato da aver perso quasi ogni traccia di spontaneità e, al suo esatto opposto, la fisicità più pura e libera da sovrastrutture mentali di sorta.<br />
Va da sé che i momenti in cui vediamo un imbolsito Servillo affannarsi tra flessioni e jogging strappano pure qualche risata, ma lo fanno in un modo amaro, che va ben oltre i limiti della loro cornice e trova la sua esemplificazione massima nella scena in cui lo stesso attore fa il suo primo ingresso in un affollatissimo fitness center per la sua lezione di prova.<br />
Lo spaesamento sul volto di Elia di fronte a quel trionfo di bilancieri, muscoli e sudore andrebbe infatti letto in chiave metanarrativa, ossia come il palesarsi di un gap per lo più  incolmabile tra un corpo filmico che siamo abituati ad associare ad altri (e più alti) contesti e un ambiente che, molto semplicemente, riconosce non essere il suo.<br />
In quel preciso istante è come se la commedia popolare si prendesse  la sua rivincita sul cinema d’autore fagocitandone uno dei suoi massimi significanti.</p>
<p>Per comprendere appieno questo concetto basterebbe sostituire mentalmente l’immagine di Servillo con quella di un attore meno decontestualizzato: chessò, Marco Giallini.<br />
Vedreste a quel punto salire a galla tutti i limiti di uno script che basa buona parte della sua ragion d’essere esclusivamente sulla natura aliena del suo protagonista.<br />
Che, essendo anche un mostro di bravura, regala comunque al film il valore aggiunto ricercato.<br />
Discorso simile anche per i notevoli comprimari <strong>Carla Signoris</strong>, <strong>Pietro Sermonti</strong> e il più sacrificato <strong>Giacomo Porett</strong>i.<br />
L’asticella, poi, sale ulteriormente quando sullo schermo appare un altro mostro: <strong>Luca Marinelli</strong> che, in un sol colpo, cortocircuita Monicelli e Caligari nello stesso personaggio riuscendo, allo stesso tempo, nell’impresa di rubare parte della scena al capocomico.<br />
L’attore romano, oltre a confermare il suo momento d’oro, offre l’ennesima dimostrazione di bravura e versatilità passando dal registro drammatico a quello comico nell’arco di pochi istanti e senza soluzione di continuità.<br />
Ed è curioso ricordare come Servillo e Marinelli si fossero già incrociati proprio ne <em>La grande bellezza</em>, di cui questo <em><strong>Lasciati andare</strong></em> senza volerlo rappresenta una sorta di contraltare semantico.<br />
Se infatti nel capolavoro di Sorrentino l’esposizione prolungata a una realtà che è altro da sé finiva con il corrompere Toni Servillo/Jep Gambardella, qui accade l’esatto contrario e, quello stesso confronto, in qualche modo lo salva.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Toni Servillo e Luca Marinelli nel primo trailer di Lasciati andare</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/03/17/toni-servillo-e-luca-marinelli-nel-primo-trailer-di-lasciati-andare/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 13:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un assaggio della commedia di Francesco Amato, in sala ad aprile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Lasciati_Andare.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55674" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Lasciati_Andare.jpg" alt="Lasciati_Andare" width="670" height="368" /></a></p>
<p>Arriverà nelle nostre sale il prossimo 13 aprile <em><strong>Lasciati andare</strong></em>, la commedia diretta da <strong>Francesco Amato</strong> con <strong>Toni Servillo</strong> e <strong>Veronica Echegui</strong> rispettivamente nei panni di un burbero psicanalista e di una stravagante personal trainer che lo aiuterà a rimettersi in forma. Eccone un assaggio nel primo trailer ufficiale.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/fKcmelrNzUM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prodotto da Cattleya con RaiCinema il film vede nel cast oltre a Servillo (per la prima volta in una <strong>commedia</strong>), anche<strong> Carla Signoris</strong> e <strong>Luca Marinelli</strong>.</p>
<p>La sinossi ufficiale di <strong><em>Lasciati andare</em></strong>: <em>Elia (Toni Servillo) è uno psicanalista, annoiato dalla professione e da un’esistenza in cui tiene tutti a distanza di sicurezza, compresa la sua ex moglie Giovanna (Carla Signoris). Finché un giorno, a causa di un lieve malore, è costretto a mettersi a dieta e a iscriversi in palestra. Ed è così che nella sua vita irrompe Claudia (Veronica Echegui), una personal trainer eccentrica, con il culto del corpo, nessun timore reverenziale per i cervelloni fuori forma come lui e un’innata capacità di trascinare nei suoi casini chiunque le capiti a tiro. Uno di questi casini si chiama Ettore (Luca Marinelli).</em></p>
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		<title>Alla ricerca di Dory</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/09/13/alla-ricerca-di-dory-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 06:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Non chiamatelo sequel di Nemo, perché è molto ma molto di più. La nostra recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Finding Dory, USA 2016)<br />
Uscita: 15 settembre 2016<br />
Regia: Andrew Stanton, Angus MacLane<br />
Con: Carla Signoris, Luca Zingaretti, Gabriele Meoni<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53967" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory.jpg" alt="Finding_Dory" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Raro esempio di sequel che è però anche uno spin-off, <em><strong>Alla ricerca di Dory</strong></em> si svolge tre anni dopo i fatti narrati in <em>Alla ricerca di Nemo</em> e si concentra su un personaggio che, in quel film, assolveva la funzione di puro elemento comico.<br />
Quel pesce chirurgo affetto da continui vuoti di memoria &#8211; Dory per l’appunto &#8211; che un vago quanto improvviso flashback della propria infanzia spinge a intraprendere una nuova avventura nei fondali oceanici alla ricerca dei genitori perduti (e dimenticati) tanti anni prima.<br />
Ad accompagnarla &#8211; in una coraggiosa inversione del rapporto fra protagonisti &#8211; ci sono sempre Merlin e suo figlio <strong>Nemo</strong>, spalla che ha qui il sapore di un adorabile contrappasso emotivo, anche se, questa volta, la disabilità da superare non è più di natura fisica (la pinna atrofica del piccolo Nemo) ma addirittura neurologica.<br />
È assai arduo infatti anche solo pensare di poter cercare qualcuno mentre una serie continua di amnesie ti portano a dimenticare persino chi stai cercando.<br />
Ecco dunque che il viaggio, da ricerca di qualcuno, si trasforma ben presto in una tenera e rocambolesca ricerca di sé e del proprio tempo perduto di cui è sinceramente difficile non innamorarsi all’istante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory_2.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-53968" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory_2-1024x576.jpeg" alt="Finding_Dory_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p><em><strong>Alla ricerca di Dory</strong></em> rappresenta così il terzo centro pieno in poco meno di un anno per la Disney (dopo due capolavori come <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/09/14/inside-out/" target="_blank">Inside Out</a></em> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/zootropolis-recensione/" target="_blank">Zootropolis</a></em>) oltre a essere un autentico colpo al cuore per chiunque.<br />
Un film <strong>tecnicamente magnifico</strong>, che finge di adagiarsi su uno dei maggiori successi commerciali della casa madre per spingersi in realtà ben oltre. Laddove infatti <em><strong>Alla ricerca di Nemo</strong></em> rappresentava l’ennesima, sebbene riuscitissima, declinazione di un coming of age di cui ormai alla Disney sono maestri indiscussi, con questo sequel si ha la netta impressione di trovarsi al cospetto di un’opera ben più complessa e concettuale, in cui il discorso sull’accettazione e il conseguente superamento dei propri limiti cede ben presto il passo a una riflessione nient’affatto scontata sull’importanza della <strong>memoria</strong>.<br />
L’impianto drammaturgico è quasi sperimentale, con la storia che procede per ellissi e i personaggi di contorno (occhio allo scorbutico polpo Hank e al beluga con problemi di geolocalizzazione, due classici istantanei) a fungere da stampella mnemonica per la protagonista e, al contempo, da asse temporale all’intero film.</p>
<p>Un film che punta dritto al cuore, dispensando in maniera chirurgica risate e commozione fin dalla sua primissima e toccante scena. Pur mancando dell’elemento di novità del primo film, <em><strong>Alla ricerca di Dory</strong></em> gli risulta alla fine addirittura superiore, e non solo grazie alle  innumerevoli innovazioni tecnologiche intercorse negli ultimi tredici anni, ma soprattutto perché figlio della maggiore e più sottile sofisticazione con cui ormai da anni la <strong>Disney</strong> costruisce meccanismi a più livelli, perfettamente fruibili sia da un pubblico adulto che bambino. Perché, sotto la superficie dichiaratamente pedagogica di un’opera che è comunque un gioioso inno all’accettazione di sé e dei propri difetti, c’è anche un chiaro invito a perdersi (onde poi ritrovarsi, è ovvio) che non può lasciare indifferenti e che fa il paio con la nascita della malinconia così mirabilmente descritta in <em>Inside Out</em>.<br />
A quel punto l’oceano coi suoi abissi smette la sua funzione di mero fondale per diventare  un vero e proprio luogo dell’anima, in cui il mostro peggiore in cui ci si possa imbattere non è neanche fisico ma ben più subdolo e immateriale e più o meno coincide con l’incapacità di mettersi in gioco, di uscire dall’acquario in cui si è immersi e provare un senso di appartenenza che vada oltre il colore delle proprie squame.<br />
Ecco, forse il torto maggiore che si potrebbe fare a questo film non è nemmeno il non andare a vederlo, quanto il valutarlo come semplice sequel di un blockbuster.<br />
Perché <em><strong>Alla ricerca di Dory</strong> </em>è senza alcun dubbio molto di più.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Le leggi del desiderio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 12:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Silvio Muccino guru del comportamento e maestro di casi umani firma, dirige e interpreta una storia prevedibile]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 26 febbraio 2015<br />
Regia: Silvio Muccino<br />
Con: Silvio Muccino, Nicole Grimaudo, Maurizio Mattioli<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/le-leggi-del-desiderio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41341" title="le-leggi-del-desiderio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/le-leggi-del-desiderio.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Curioso come, nel giro di appena una settimana, ci si trovi a scrivere di due opere terze di registi italiani entrambi impegnati a scrivere, dirigere e interpretare. Figure diametralmente opposte nel panorama cinematografico italiano che con i loro lavori tentano, chi in un modo chi in un altro, di raccontare la crisi economica (ma anche psicologica e degli affetti) e i danni da essa causati. Il primo è Edoardo Leo, che con <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/17/noi-e-la-giulia/"><em>Noi e la Giulia</em></a> affronta il tema da varie angolazioni (l&#8217;agriturismo come utopia per reinventarsi un lavoro, insoddisfacente o addirittura mancante, l&#8217;importanza dei diritti del lavoratore che la crisi sembra aver definitivamente calpestato, portati avanti dal personaggio di Claudio Amendola e il problema occupazionale <em>n</em>el meridione, dove la malavita locale fa proseliti tra più e meno giovani). L&#8217;altro è <strong>Silvio Muccino</strong>. Il piccolo di casa ce la sta mettendo proprio tutta per farsi notare e, a quattro anni da <em>Parlami d&#8217;amore</em>, si è imbarcato di nuovo in una storia in cui passione e desiderio rappresentano i due fuochi di un ellisse che abbraccia anche il suo essere attore.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/le-leggi-del-desiderio2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41343" title="le-leggi-del-desiderio2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/le-leggi-del-desiderio2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Partendo dall&#8217;assunto secondo cui il desiderio rappresenta il motore dell’esistenza di ciascun individuo, ne<em> Le leggi del desiderio</em> si fa crescere i capelli, si veste da hippie ripulito che vive in una vecchia casa al centro di Roma con pavimenti antichi, frigo vintage e i mobili necessari e diventa Giovanni Canton, coach motivazionale sicuro di sé che insegna alla gente come realizzare i propri sogni, semplicemente facendogli cambiare atteggiamento nei confronti della vita. Per lui il lusso, il potere, il successo e l’amore sono obbiettivi racchiusi in un formulario utilizzabile attraverso modifiche basilari dell’esistenza di ciascun individuo. Dovrà dimostrare di non essere un ciarlatano, portando alla realizzazione tre persone: Luciana (<strong>Carla Signoris</strong>), scrittrice di libri erotici che non ha mai avuto il coraggio di confessare la sua personalità nascosta, Ernesto (<strong>Maurizio Mattioli</strong>), disperato e tenace disoccupato sessantenne che vuole lavorare ad ogni costo e Matilde (<strong>Nicole Grimaudo</strong>) affascinante e insicura editor innamorata dell&#8217;uomo sbagliato.</p>
<p>Anche <em>Le leggi del desiderio </em>(scritto insieme a Carla Vangelista) se lo si guarda da una certa prospettiva, parla di crisi, tanto economica quanto delle coscienze collettive o, se si scende più nel particolare, di individui che si autoposizionano ai margini della società benché alla ricerca di un posto nel mondo. Ma mentre nel film di Leo la vena ironica e dissacrante pervade ogni aspetto della storia, in quello di Muccino è tutto troppo pretenzioso per funzionare. In particolar modo personaggio che Silvio ha ritenuto opportuno poggiare su di sé: come trainer motivazionale malinconico è davvero poco credibile, non tanto perché cerca di imitare nemmeno tanto velatamente il Tom Cruise di <em>Magnolia </em>(ma per favore, di che cosa stiamo parlando?), quanto perché il suo personaggio ha uno sviluppo scontato e ai limiti del credibile. A fronte di questo problema strutturale, il resto del cast (principalmente quello femminile) ce la mette tutta per risollevare le sorti di una storia che non sembra voler mostrare nulla che non sia stato immaginato ben prima che accada.<br />
Persino le capriole della brava Nicole Grimaudo non sono sufficienti a trascinare volentieri chi guarda in  una vicenda tanto ingenua e priva di ogni benché minima, semplice complessità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4,5</p>
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		<title>Le leggi del desiderio, il trailer del film diretto e interpretato da Silvio Muccino</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 15:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Silvio Muccino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista e attore romano questa volta sarà un trainer motivazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/le-leggi-del-desiderio-silvio-muccino-2014.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40288" title="le-leggi-del-desiderio-silvio-muccino-2014" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/le-leggi-del-desiderio-silvio-muccino-2014.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>E&#8217; disponibile il teaser trailer de <em><strong>Le leggi del desiderio</strong></em>, il nuovo film di <strong>Silvio Muccino</strong> scritto a quattro mani con la sceneggiatrice <strong>Carla Vangelista</strong>, che uscirà il 26 Febbraio 2015.</p>
<p>Il desiderio? Il lusso? Il potere? Il successo? Il piacere? L&#8217;amore? Pensa a tutto Giovanni, il trainer motivazionale che per dimostrare la veridicità delle sue teorie accetta la sfida di portare tre fortunate persone al successo realizzando così i loro più profondi desideri. Solo che con Matilde, una dei suoi tre allievi, l&#8217;incontro prenderà una via inaspettata che cambierà la vita di entrambi.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="//www.youtube.com/embed/gho0O6gUrfc?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel cast, accanto a Silvio Muccino nel doppio ruolo di regista e interprete, ci sono anche <strong>Nicole Grimaudo</strong>, Maurizio Mattioli, Carla Signoris, Paola Tiziana Cruciani e Luca Ward.</p>
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