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	<title>Movielicious &#187; Carnage</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>I nostri ragazzi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 07:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassman]]></category>
		<category><![CDATA[Barbora Bobulova]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornate degli Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri ragazzi]]></category>
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		<category><![CDATA[Luigi Lo Cascio]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 71]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia alle Giornate degli Autori, arriva anche in sala la pellicola diretta da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 5 settembre 2014<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38687" title="i_nostri_ragazzi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Paolo (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>) e Massimo (<strong>Alessandro Gassman</strong>) sono due fratelli con caratteri molto diversi, quasi agli antipodi.<br />
Il primo, chirurgo pediatra, ha una visione della vita in cui bene e male sono distinti in maniera piuttosto manichea, mentre l&#8217;altro è più abituato alle scale di grigi e dotato di tutto il cinismo necessario per svolgere al meglio il mestiere di avvocato.<br />
Nonostante abbiano così poco in comune, Paolo e Massimo conservano ormai da anni l&#8217;abitudine di cenare una volta al mese, nello stesso ristorante, insieme alle rispettive consorti (<strong>Giovanna Mezzogiorno </strong>e <strong>Barbora Bobulova</strong>) che a stento riescono a celare la reciproca antipatia.<br />
Questo fragile equilibrio implode la sera in cui la trasmissione &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; manda in onda le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, che mostrano due ragazzi molto simili ai loro figli adolescenti, mentre picchiano selvaggiamente una senzatetto fino a ridurla in coma.<br />
Dopo l&#8217;iniziale e comprensibile incredulità, le due coppie cercano di affrontare, ognuna a suo modo, le conseguenze che quel gesto sconsiderato potrebbe avere sulle loro vite, ritrovandosi a interrogarsi su quanto poco conoscano le rispettive realtà familiari.</p>
<p><strong>Ivano De Matteo</strong>, già autore degli interessanti <em>La bella gente</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/30/winona-ryder-e-valerio-mastandrea-al-lido/"><em>Gli equilibristi</em></a>, adatta liberamente il romanzo di Herman Koch <em>La cena</em> per il grande schermo e produce un&#8217;opera ambiziosa e complessa, anche se imperfetta.<br />
Sin dalle prime scene è infatti evidente come l&#8217;attenzione del regista sia molto più focalizzata sulla descrizione dei contesti sociali e umani in cui i due fratelli si trovano ad agire che non sul plot vero e proprio.<br />
De Matteo, che ha presentato il film alle <strong>Giornate degli Autori</strong> a Venezia 71 nei giorni scorsi, inizia col mostrarci due famiglie solo apparentemente perfette per poi divertirsi a intaccarne dall&#8217;interno la patina, evidenziandone le numerose crepe, fatte di cene sul divano e frasi smozzicate, pronunciate da adolescenti di ritorno da scuola e ormai in totale balìa dei social network.<br />
La tazza sbeccata di cui parlava Moretti ne La stanza del figlio è diventata, a distanza di pochi anni, una voragine incolmabile che si riflette nell&#8217;amara rassegnazione con cui questi &#8220;giovani&#8221; genitori osservano i propri figli come se fossero piccoli sconosciuti con cui è impossibile comunicare, ma di cui andare comunque sempre orgogliosi.<br />
E, in maniera simile, De Matteo è talmente innamorato dei suoi personaggi da dilungarsi forse un po&#8217; troppo ad osservarli vivere, parlare, lavorare per poi rendersi conto, quando il film è ormai quasi finito, di non avere più il tempo necessario a chiudere la storia in modo netto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38690" title="i_nostri_ragazzi_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg" alt="" width="500" height="234" /></a></p>
<p>Ciò non toglie che <em>I nostri ragazzi </em>sia in buona parte riuscito, soprattutto nel suo porre una domanda assai scomoda (sostanzialmente: che faremmo se una cosa del genere accadesse a noi?) e rispondere come in pochissimi sarebbero disposti a fare.<br />
Piace della pellicola lo stile visivo elegante e, al tempo stesso, freddo come gli ambienti in cui abitano i personaggi e pieno di guizzi citazionisti, dal potente prologo che ricorda la scena iniziale de <em>Il maratoneta</em> di John Schlesinger fino a un finale che, senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, rimanda direttamente a <strong>Roman Polanski</strong> e al suo <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/09/luomo-nellombra/"><em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em></a>.<br />
E non appaia peregrino il riferimento al regista polacco in quanto, in più di un&#8217;occasione, il confronto tra i quattro protagonisti del film (tutti molto bravi, con Alessandro Gassman una spanna sopra gli altri) può in effetti riportare alla mente, pur senza toccarne le vette, gli scontri verbali di <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/"><em>Carnage</em></a>.<br />
Ecco, semmai spiace che De Matteo non abbia lavorato maggiormente sulla dimensione orrorifica del racconto (perché in fin dei conti di horror si tratta) e non abbia permesso alle correnti interne al film di deflagrare liberamente piuttosto che ripiegare su un intimismo che, di fatto, contribuisce ad appesantire la seconda parte dell&#8217;opera.<br />
I nostri ragazzi paga inoltre il prezzo di arrivare dopo il bellissimo<em><a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/"> Il capitale umano</a> </em>di Virzì che, partendo da tematiche tutto sommato similari, riusciva a osare di più sia in termini di cattiveria che di critica sociale pura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Carnage</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 15:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Carnage]]></category>
		<category><![CDATA[Christoph Waltz]]></category>
		<category><![CDATA[Jodie Foster]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Winslet]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>

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		<description><![CDATA[Signori, il massacro è servito. Polanski firma un altro capolavoro e porta in scena il nichilismo che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(God of Carnage USA 2011)<br />
Uscita: 16 settembre 2011<br />
Regia: Roman Polanski<br />
Con: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. Reilly<br />
Durata: 1 ora e 19 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/24.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22818" title="24" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/24.jpg" alt="" width="500" height="305" /></a></p>
<p>Non è la prima volta che Roman Polanski si cimenta nella realizzazione di un film girato in uno spazio ristretto. Anzi, a pensarci bene i suoi film migliori hanno questa caratteristica: da <em>Rosemary&#8217;s Baby</em>, con le pareti della casa in cui si movono Mia Farrow e John Cassavetes che sembrano stringersi man mano che la storia avanza, a <em>Repulsion</em> o al più recente <em>La morte e la fanciulla</em>, pellicola ambientata tutta (tranne un paio di scene) in un appartamento. E&#8217; come se il regista franco-polacco riuscisse a rendere più autentici e credibili i suoi personaggi limitando loro lo spazio vitale e costringendoli entro un luogo ben circoscritto. Accade lo stesso anche in <em>Carnage</em>, tratto dalla pièce teatrale <em>Le Dieu Du Carnage</em> (in italiano <em>Il Dio della Carneficina</em>) di Yasmina Reza, che firma assieme a Polanski la sceneggiatura. Presentato In Concorso all&#8217;ultimo Festival di Venezia, da cui è uscito a bocca asciutta ma con il plauso di pubblico e critica, Carnage racconta in tempo reale la storia, amara e divertente insieme, di due famiglie che si incontrano per parlare di una rissa che ha coivolto i rispettivi figli durante l&#8217;ora di ricreazione. I quattro interpreti, (tre premi Oscar, Kate Winslet, Christoph Waltz e Jodie Foster e il più volte candidato John C. Reilly) sono perfetti nel rendere l&#8217;iniziale perbenismo borghese con cui si apre la vicenda, e sono altrettanto bravi a far sì che, con il passare del tempo, il loro volto muti espressione e lasci spazio a nevrosi e tensioni che elimineranno, una dopo l&#8217;altra, le sovrastrutture che la società gli impone.</p>
<p>Al di là dei fatti giudiziari che hanno coinvolto Polanski, c&#8217;è poco da discutere su quanto sia enorme il suo modo di dirigere un film. Impossibile, vedendo <em>Carnage</em>, non pensare a Hitchcock e al suo <em>Nodo alla gola </em>che il regista frencese evidentemente si è studiato nei minimi dettagli. Entrambi i film sono girati in tempo reale e all&#8217;interno di un appartamento, ma mentre il maestro del brivido era alle prese con un innovativo (per l&#8217;epoca, siamo nel 1948) esercizio di stile (il film è un insieme di undici piani sequenza, alcuni dei quali collegati tra loro, in modo da apparire come un&#8217;unica ripresa), Polanski gioca col montaggio (e Hervé de Luze è un vero maestro) e con le superfici ridotte per spogliare i suoi quattro protagonisti delle loro maschere sociali, portandone alla luce le ipocrisie, le invidie e i pregiudizi di cui sono schiavi.</p>
<p>Gli spazi angusti angusti dell&#8217;appartamento in cui si svolge l&#8217;azione vengono sfruttati al massimo e indagati minuziosamente grazie ai frequenti cambi di inquadratura, risultando ampliati, mentre la quarta parete crolla inesorabilmente dopo i minuti iniziali e porta lo spettatore direttamente nel salotto in cui il massacro borghese ha luogo. La verosimile gradualità con cui la situazione tra le due coppie precipita (fra quella composta da Waltz-Winslet e quella formata da Reilly-Foster abbiamo un debole per la prima, non ce ne vogliate) è sorprendentemente sottile e viene resa attraverso punzecchiature e battute al vetriolo che si scambiano, frenetici, i personaggi. Se all&#8217;inizio i membri di ciascuna coppia tendono a spalleggiare il proprio partner, man mano che passano i minuti le alleanze si disfano, se ne creano altre (le due donne contro i due uomini), e altre ancora, fino a far emergere i diversi tipi di solitudine di cui soffrono i quattro personaggi. Le musiche di Alexandre Desplat e i costumi di Milena Canonero rappresentano l&#8217;ennesima scelta azzeccata nella realizzazione di questo piccolo grande film che profuma d&#8217;autore.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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