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	<title>Movielicious &#187; Céline Sallette</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Mad Kings &#8211; La recensione dal Festival di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 15:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Céline Sallette]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Cantona]]></category>
		<category><![CDATA[Laurent Laffargue]]></category>
		<category><![CDATA[Les rois du monde]]></category>
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		<category><![CDATA[Romane Bohringer]]></category>
		<category><![CDATA[Sergi Lòpez]]></category>

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		<description><![CDATA[Eric Cantona e Sergi Lòpez protagonisti del mèlo in salsa western di Laurent Laffargue.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Les rois du monde, Francia 2015)<br />
Uscita: &#8211;<br />
Regia: Laurent Laffargue<br />
Con: Sergi Lòpez, Eric Cantona, Céline Sallette, Romane Bohringer<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuzione: &#8211;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/les-rois-du-monde.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-45064" title="les-rois-du-monde" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/les-rois-du-monde.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A Casteljaloux, un paesino dell&#8217;entroterra francese sulla Garonna, le donne non vengono considerate granché. La vita quotidiana viene scandita dall&#8217;amicizia virile e dall&#8217;alcol e gli uomini sono i &#8220;Re del mondo&#8221;. Quando Jeannot (<strong>Sergi Lòpez</strong>) esce di prigione dopo esserci stato tre anni il suo unico pensiero è riconquistare Chantal (<strong>Céline Sallette</strong>), il grande amore della sua vita. Ignora però che, mentre lui scontava la sua pena, la donna ha iniziato una relazione con il macellaio del paese (<strong>Eric Cantona</strong>) e che i due di lì a poco convoleranno a nozze.</p>
<p>L&#8217;attore e regista teatrale <strong>Laurent Laffargue</strong> debutta nel lungometraggio con una tragedia greca dalle tinte mélo, calata però in un angusto paesaggio da film western. E, come in ogni western che si rispetti, ci sono due antagonisti che si contendono una preda che, in questo caso, è rappresentata dalla bellissima e brava Céline Sallette, diventata molto famosa in Francia, lo scorso anno, per la sua partecipazione alla serie TV <em>Les Revenants</em>.<br />
Se scrittura e regia risultano tutto sommato prive di particolari guizzi, il pregio maggiore del film risiede invece proprio nelle interpretazioni dei tre attori protagonisti.<br />
Della bravura dello spagnolo Sergi Lòpez (<em>Piccoli affari sporchi</em>, <em>Il labirinto del fauno</em>) già si sapeva ma, a sorprendere in positivo provvede la performance di un Eric Cantona per la prima volta alle prese con un personaggio più strutturato dei classici ruoli da duro che in genere è chiamato a interpretare.<br />
I due uomini rappresentano due facce della stessa medaglia: due varianti di come il troppo amore, alla lunga, porti a compiere gesti insani.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/les-rois-du-monde_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45065" title="les-rois-du-monde_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/les-rois-du-monde_2.jpg" alt="" width="500" height="209" /></a></p>
<p>In tal senso <em>Mad Kings</em> si rivela un&#8217;opera dalla progressione narrativa piuttosto scontata; il classico film in cui sai già dall&#8217;inizio che qualcosa andrà storto e che presumibilmente si chiuderà con la morte di qualcuno. Non è del tutto chiara, semmai, la necessità dell&#8217;autore di intrecciare le sorti di questo triangolo amoroso con quelle di un altro, molto meno cupo, che coinvolge invece tre ragazzi dello stesso paese, quasi come a voler rendere corale un film che invece dovrebbe concentrarsi tutto sul suo snodo principale. Sia che si tratti di un tentativo di alleggerire i toni o di garantire al tutto un epilogo meno nero, non ce n&#8217;era bisogno, perché l&#8217;accumulo di pathos risulta così interrotto di continuo.<br />
Al netto di ciò però Mad Kings si lascia guardare in virtù della sua atmosfera plumbea e per la descrizione di un&#8217;umanità allo sbando, in totale balia delle passioni e senza neanche l&#8217;illusione di una via d&#8217;uscita.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>French Connection</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 07:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cédric Jimenez]]></category>
		<category><![CDATA[Céline Sallette]]></category>
		<category><![CDATA[French Connection]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Lellouche]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Dujardin]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean Dujardin giudice incorruttibile nella Marsiglia degli anni Settanta in un Romanzo criminale à la]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(La French, Francia, Belgio 2014)<br />
Uscita: 26 marzo 2015<br />
Regia: Cedric Jimenez<br />
Con: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Céline Sallette<br />
Durata: 2 ore e 15 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41830" title="french-connection_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Alla fine degli anni Settanta Marsiglia si ritrova ad essere il centro nevralgico di un contrabbando di eroina che, dal Vecchio Continente, arriva fino agli Stati Uniti.<br />
La città è letteralmente in mano a un gruppo mafioso (la French Connection del titolo appunto) che controlla il business della droga in maniera pressoché incontrastata, grazie anche al posizionamento strategico di alcuni suoi uomini all&#8217;interno delle istituzioni.<br />
Il giovane e integerrimo magistrato Pierre Michel (<strong>Jean Dujardin</strong>) sembra essere l&#8217;unico disposto a opporsi in maniera decisa allo strapotere dell&#8217;intoccabile padrino Gaëtan Zampa (<strong>Gilles Lellouche</strong>) e a pagarne le conseguenze.<br />
Inviso a colleghi e superiori per lo zelo con cui persegue il suo obiettivo, l&#8217;uomo arriva a sacrificare, trascurandoli, anche gli affetti familiari in nome di una missione che non considererà compiuta fino a quando Zampa non verrà assicurato alla Giustizia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41831" title="french-connection" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Progetto ambizioso questa opera seconda di <strong>Cédric Jimenez </strong>, qui anche autore della sceneggiatura insieme alla sua compagna Audrey Diwan.<br />
Il regista infatti, forte di un budget importante (circa 21 milioni di euro) e di due star (con questo film Dujardin fa il suo ritorno in patria dopo le trasferte americane con Scorsese e Clooney seguite al trionfo di <em>The Artist</em>) prova a rinverdire i fasti del polar classico di Melville e Deray premurandosi però di ibridarlo sia con suggestioni mutuate dal moderno noir a stelle e strisce &#8211; basti pensare al confronto a distanza tra i due protagonisti e al loro incrociarsi fisicamente solo un paio di volte che non può non riportare alla mente <em>Heat</em> di Michael Mann &#8211; che con il cinema cosiddetto civile.<br />
Quest&#8217;ultimo elemento, in particolare, è assicurato dal fatto che le vicende narrate siano basate su eventi realmente accaduti e che il Giudice Michel rappresenti, per i nostri cugini d&#8217;oltralpe, un simbolo di rettitudine morale molto vicino a quanto incarnato in Italia da figure come Falcone e Borsellino.<br />
L&#8217;idea &#8211; vincente, seppur rischiosa, sulla carta &#8211; si rivela però più insidiosa del previsto una volta trasferita su pellicola e il film palesa, quasi subito, alcune crepe.<br />
Al netto di una perfetta ricostruzione storica della Marsiglia dell&#8217;epoca e delle ottime performance degli attori coinvolti, il principale problema di <em><strong>French Connection</strong></em> è uno script che, forse un po&#8217; schiavo del crossover di generi di cui si parlava poc&#8217;anzi, si mostra perennemente indeciso su quale strada prendere, finendo col diluire troppo la tensione sul versante noir per offrire allo spettatore una cronistoria, a tratti anche avvincente ma nel complesso un po&#8217; anodina, dei fatti.<br />
Non aiuta una regia priva di guizzi che cade spesso in lungaggini di stampo para-televisivo e che sembra adagiarsi troppo sulla presenza scenica dei suoi due magnifici protagonisti, elemento quest&#8217;ultimo che serve al film per portare a casa il risultato.</p>
<p>Perché sarebbe ingeneroso parlare di <em>French Connection</em> come di un progetto non riuscito in toto.<br />
Il rapporto dicotomico tra eroe e villain, ad esempio, funziona bene, grazie a una caratterizzazione molto poco stereotipata dei due antagonisti nel suo mettere in evidenza luci e ombre di entrambi (la sete di giustizia di Michel diventa ben presto un&#8217;ossessione che lo aliena del tutto dalla dimensione familiare mentre il boss Zampa viene, in più di una scena, descritto come un padre amorevole e attento) così come funziona Marsiglia, protagonista quasi assoluta del film.<br />
Jimenez è bravo a trasferire in immagini quel senso di romantico pericolo che da sempre connota il capoluogo della Provenza come una delle città francesi più iconiche da un punto di vista cinematografico e letterario e che si respirava appieno, ad esempio, nella trilogia marsigliese di Jean-Claude Izzo.<br />
Laddove invece il regista riesce meno bene è nel combinare cinema di genere e pretese autoriali con la stessa fluidità mostrata nel recente passato da Olivier Marchal negli ottimi<em> 36 Quai des Orfèvres</em> e <em>L&#8217;ultima missione</em> o, per guardare un po&#8217; anche a casa nostra, da Michele Placido in <em>Romanzo criminale</em> e nel bellissimo e sottovalutato <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/21/vallanzasca-gli-angeli-del-male/" target="_blank"><em>Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male</em></a>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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