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	<title>Movielicious &#187; Charlie Hunnam</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Triple Frontier: il trailer dell&#8217;action thriller in arrivo su Netflix</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 16:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Affleck]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hunnam]]></category>
		<category><![CDATA[Garrett Hedlund]]></category>
		<category><![CDATA[J. C. Chandor]]></category>
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		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Isaac]]></category>
		<category><![CDATA[Triple Frontier]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/Triple-Frontier-film-netflix.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58045" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/Triple-Frontier-film-netflix-1024x592.jpg" alt="Triple-Frontier-film-netflix" width="1024" height="592" /></a></p>
<p>Dal 13 marzo, su <strong>Netflix</strong>, arriva <em><strong>Triple Frontier</strong></em> action thriller diretto da <strong>J.C. Chandor</strong> (<em>All is Lost</em> e <em>Margin Call</em>), scritto da<strong> Mark Boal</strong> (<em>The Hurt Locker</em>, <em>Zero Dark Thirty,</em> <em>Detroit</em>) e con un cast di tutto rispetto: <strong>Ben Affleck</strong>,<strong> Oscar Isaac</strong>, <strong>Charlie Hunnam</strong> e <strong>Garrett Hedlund</strong>.</p>
<p>Qui in basso il trailer italiano di <em><strong>Triple Frontier</strong></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/_s9wrIpHTZk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ambientato nei territori del “triplo confine” tra Paraguay, Argentina e Brasile, dove si incontrano i fiumi Igazu e Parana, <em><strong>Triple Frontier</strong></em> segue cinque ex agenti delle Forze Speciali che uniscono le loro energie per pianificare una rapina ai danni di un cartello della droga. Per la prima volta in vita loro, agiscono per fini personali e non per la sicurezza nazionale. Quando però gli eventi prendono una piega inaspettata, saranno costretti a un&#8217;epica battaglia per la sopravvivenza che metterà a dura prova le loro abilità, la loro lealtà e la loro morale.</p>
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		<title>Civiltà perduta</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/06/22/civilta-perduta-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 05:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hunnam]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà perduta]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Pattinson]]></category>
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		<category><![CDATA[The Lost City of Z]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Holland]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la presentazione a Berlino, arriva in sala il magnifico film di James Gray con Charlie Hunnam e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(The Lost City of Z, USA 2016)<br />
Uscita: 22 giugno 2017<br />
Regia: James Gray<br />
Con: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland<br />
Durata: 2 ore e 21 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Civiltà_perduta_1.jpg"><img class="size-full wp-image-56331" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Civiltà_perduta_1.jpg" alt="LCOZ_4545.CR2" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Non capita certo tutti i giorni – e purtroppo neanche tutti gli anni – di imbattersi in un pezzo di cinema purissimo come quello messo in atto  da <strong>James Gray</strong> in questo <em><strong>Civiltà perduta</strong></em>.<br />
Un racconto di ossessione e imprese impossibili che finisce inevitabilmente con il coincidere con le proprie vicissitudini produttive.<br />
Sì, perché il sesto film di Gray era già sulla carta destinato ad essere il più classico dei disastri annunciati. Una di quelle pellicole in cui le ambizioni di un autore assai poco incline al compromesso si scontrano per forza di cose con le rigide logiche commerciali degli Studios da un lato e, dall’altro, con la pigrizia dei gusti di un pubblico ormai abituato più alla coccola che non alla sfida e di cui I cancelli del cielo rappresenta solo il caso più eclatante.<br />
Anche se, parlando di Michael Cimino, è ad un altro suo capolavoro che Gray paga pegno in una delle scene di apertura.<br />
Il riferimento è alla caccia al cervo che, omaggiando uno degli incipit più iconici della storia del cinema – quello de<em> Il cacciatore</em> – funge sia da dichiarazione di intenti, per così dire, epici, sia come prima di una lunga serie di suggestioni che rimandano in modo diretto a tutti quegli autori che, prima o poi, si sono trovati a camminare su quella sottile linea d’ombra, oltrepassata la quale, l’uomo, solo di fronte all’incontaminato fascino della natura selvaggia, è costretto di fare i conti con i propri demoni.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Civiltà_Perduta_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-56332" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Civiltà_Perduta_2.png" alt="Civiltà_Perduta_2" width="474" height="290" /></a></p>
<p>L’uomo in questione è il militare Percy Fawcett (<strong>Charlie Hunnam</strong>), inviato ai confini tra Brasile e Bolivia per conto della Royal Geographic Society con lo scopo di mappare un territorio fino ad allora sconosciuto alle carte geografiche: l’Amazzonia.<br />
Qui Fawcett scopre alcuni resti di un’antica civiltà che sembrano confutare ogni teoria dell’epoca sulle sostanziali differenze tra uomini civilizzati e “selvaggi”.<br />
Alcune difficoltà pratiche – non ultima la mancanza di cibo –  lo costringono a tornare a casa prima di aver trovato conferma alle sue ipotesi, ma l’ossessione per ignoto è un germe che da quel momento in poi lo accompagnerà per tutta la vita; un sogno interrotto solo dall’inizio della Prima Guerra Mondiale e da una moglie che, sebbene comprensiva, sopporterà sempre più a fatica le sue assenze pluriennali.<br />
Film volutamente antico sia per impostazione visiva che per struttura narrativa, <em><strong>Civiltà perduta</strong></em> è un capolavoro fuori luogo e fuori tempo.<br />
In primis perché non ha l’appeal di un<a href="http://www.movielicious.it/2016/01/15/revenant-redivivorecensione/" target="_blank"> <em>Revenant</em></a> (in altre parole Hunnam non è Di Caprio) né tanto meno la sua modernità linguistica. Semmai è più vicino all’ultimo (e infinitamente sottostimato) Scorsese di <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/10/silence-recensione/" target="_blank">Silence</a></em> nel suo descrivere l’ostinata incrollabilità di una fede – qui però declinata in forma laicissima – che si spinge fino ai confini dell’autolesionismo.  E, malgrado la giungla amazzonica possa apparire come una relativa deviazione rispetto alle abituali ambientazioni metropolitane di Gray, il fulcro semantico dell’opera è in perfetta continuità con ognuno dei suoi precedenti e magnifici film.</p>
<p>Si parla infatti di mondi in antitesi e di qualcuno che, volente o nolente, vi si trova giusto in mezzo, come il Joaquin Phoenix diviso tra crimine e legalità ne <em>I padroni della notte</em> o la Marion Cotillard tra vecchio e nuovo mondo di <em>C’era una volta a New York</em>.<br />
Qui tra due fuochi c’è la razionalità di un uomo che combatte contro le ristrettezza di vedute di una borghesia vittoriana che sa di stare perdendo terreno e contro la follia di un conflitto bellico al quale si partecipa più per senso del dovere che non per una reale comprensione delle cause.<br />
Fuori dallo schermo si consuma invece un altro conflitto: quello tra un regista nato semplicemente nel decennio sbagliato, con un’idea di cinema troppo più grande di qualsiasi sistema IMAX e un mercato che un talento del genere quasi non sa dove collocarlo.<br />
Nello scontro, quella che poteva essere l’opera più completa di un autore in continua crescita rimane vittima di un eccessivo lavoro di taglio che, nel tentativo di scendere sotto le tre ore di durata per renderla forse più appetibile al grande pubblico, ne riduce in parte l’impatto.<br />
Ciò che però resta intatta è un’elegia dell’esplorazione di rara potenza evocativa, in cui confluisce tutto il cinema “eroico” migliore di sempre, da John Milius a Francis Ford Coppola (tutto il film è un omaggio ad <em>Apocalypse Now!</em> ma il fotogramma tribale che lo apre sembra proprio preso da lì) passando per la contemplazione estetica della natura di Malick.<br />
È un film magnifico <em><strong>Civiltà perduta</strong></em> e, come molte tra le opere più ambiziose, verrà preso sotto gamba per poi essere rivalutato con gli anni.<br />
E io giuro che, quando arriverà quel momento, eviterò di dire cose tipo “ve l’avevo detto”.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>King Arthur &#8211; Il potere della spada</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/05/11/king-arthur-il-potere-della-spada-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 May 2017 09:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Astrid Berges-Frisbey]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hunnam]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Bana]]></category>
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		<category><![CDATA[King Arthur - Il potere della spada]]></category>

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		<description><![CDATA[Guy Ritchie e la sua versione fantasy e fracassona del ciclo bretone, con Charlie Hunnam e Jude Law a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 10 maggio 2017<br />
Regia: Guy Ritchie<br />
Con: Charlie Hunnam, Astrid Berges-Frisbey, Eric Bana, Jude Law<br />
Durata: 2 ore e 6 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/King_Arthur_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56086" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/King_Arthur_1-1024x576.jpg" alt="King_Arthur_1" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Avete presente l&#8217;<em>Excalibur</em> diretto nel 1981 da John Boorman (con una giovane Helen Mirren nei panni di Morgana)? Bene, <strong>Guy Ritchie</strong> ne è sempre stato un estimatore, tanto da avergli dato il la per affrontare il ciclo bretone con questo fracassonissimo <em><strong>King Arthur &#8211; Il potere della spada</strong></em>, primo di una serie di sei film dedicati a Re Artù e alle sue gesta. Nelle mani del regista inglese, il giovane re destinato alla corona d&#8217;Inghilterra è un ragazzaccio proveniente dai bassifondi, uno che è cresciuto in mezzo alle prostitute, spavaldo e sempre con la battuta pronta, un po&#8217; come lo <a href="http://www.movielicious.it/2009/12/17/sherlock-holmes/" target="_blank">Sherlock Holmes </a>interpretato da Robert Downey Jr. e, come lui, conosce le arti marziali e si ritrova ad essere protagonista di numerose gag sia fisiche che verbali.</p>
<h4>La recensione di King Arthur &#8211; Il potere della spada</h4>
<p>Siamo in un&#8217;epoca lontana e nel regno di <strong>Camelot</strong> si combatte una sanguinosa guerra. Quando il padre del piccolo Artù Uther Pendragon (<strong>Eric Bana</strong>) viene assassinato, suo zio Vortigern (<strong>Jude Law</strong>) si impadronisce del trono. Derubato dei diritti che gli spetterebbero per nascita e senza sapere chi è realmente, Artù (<strong>Charlie Hunnam</strong>) riesce a sopravvivere nei vicoli oscuri di Londinium e, solo quando estrae la mitica Excalibur dalla roccia, la sua vita cambia radicalmente ed è costretto ad accettare la sua vera eredità… Quella di futuro Re d&#8217;Inghilterra.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/KIng_Arthur_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56087" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/KIng_Arthur_2.jpg" alt="KIng_Arthur_2" width="640" height="316" /></a></p>
<p>Il confine tra cavalleria e illegalità si fa sempre più sottile in questo ambizioso fantasy costato più di cento milioni di dollari (si vedono tutti), mentre ritroviamo tutto quello che, dal punto di vista stilistico e formale, ha caratterizzato la saga di Holmes, e più in generale tutta la filmografia di Ritchie, sin dai tempi di <em>Lock &amp; Stock</em> e <em>The Snatch</em>: un protagonista irriverente e sfrontato, un montaggio esasperato che enfatizza il processo di svecchiamento della vicenda raccontata, humor e azione a gogò.<br />
Charlie Hunnam è un Artù un po&#8217; troppo figo, col fisico scolpito e la gelatina nei capelli ed è richiesto un certo sforzo per accettare che a quell&#8217;epoca (che poi quale, non si sa bene, visto che parliamo di un periodo indefinito) potessero esistere certe armi, abiti, pettinature, figuriamoci i campioni di kung-fu. Mentre si nota l&#8217;assenza di personaggi chiave del ciclo bretone quali Merlino (spesso citato ma mai mostrato) o Lancillotto. Chissà, forse li vedremo nei prossimi film. Quello che salviamo, di questo <em><strong>King Arthur</strong> </em>in versione coatta, rimane il villain, un perfetto Jude Law nei panni dello zio cattivo, perfetta e credibile controparte al legittimo possessore di Excalibur.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>King Arthur: Jude Law e Charlie Hunnam nelle nuove immagini</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/15/king-arthur-jude-law-e-charlie-hunnam-nelle-nuove-immagini/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 11:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hunnam]]></category>
		<category><![CDATA[Jude Law]]></category>
		<category><![CDATA[Knights of the Roundtable: King Arthur]]></category>

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		<description><![CDATA[La pellicola, diretta da Guy Ritchie, uscirà negli USA a marzo 2017.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/king-arthur-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53536" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/king-arthur-2.jpg" alt="king-arthur-2" width="612" height="380" /></a></p>
<p>Sono state pubblicate su <em>Entertainment Weekly</em> le nuove immagini ufficiale di<em><strong> Knights of the Roundtable: King Arthur</strong></em>, il nuovo film di <strong>Guy Ritchie</strong> con <strong>Charlie Hunnam</strong> nei panni di Re Artù e <strong>Jude Law</strong> in quelli del villain Vortigen. La pellicola, che arriverà nelle sale americane il 24 marzo 2017, sarà il primo episodio di una nuova esalogia e trarrà ispirazione da <em>Le Morte d’Arthur</em> di Thomas Mallory pubblicato nel 1485.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/king-arthur-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53537" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/king-arthur-1.jpg" alt="king-arthur-1" width="612" height="380" /></a></p>
<p>La sinossi ufficiale: <em>Questa coraggiosa nuova storia presenta un giovane ragazzo di nome Artù che con la sua gang di fuorilegge vive per le strade di Londonium, senza sapere nulla della vita alla quale è destinato finché non mette le mani su Excalibur – e con essa, sul suo futuro.</em></p>
<p><em>Istantaneamente messo alla prova dal potere di Excalibur, Artù è costretto a fare delle scelte difficili. Unendosi alla Resistenza e a una misteriosa giovane donna di nome Ginevra, dovrà imparare a tirare di spada, affrontare i suoi demoni e unire il popolo per sconfiggere il tiranno Vortigern, ladro della sua corona e assassino dei suoi genitori, per diventare Re.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crimson Peak</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 12:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hunnam]]></category>
		<category><![CDATA[Crimson Peak]]></category>
		<category><![CDATA[Guillermo Del Toro]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Chastain]]></category>
		<category><![CDATA[Mia Wasikowska]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hiddleston]]></category>

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		<description><![CDATA[Ambientazioni suggestive e atmosfere perfette, ma il melodramma gotico di Guillermo del Toro non convince.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 22 ottobre 2015<br />
Regia: Guillermo del Toro<br />
Con: Mia Wasikowska, Tom Hiddleston, Jessica Chastain, Charlie Hunnam<br />
Durata: 1 ora e 59 minuti<br />
Distribuzione: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/crimson_peak_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44942" title="crimson_peak_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/crimson_peak_1.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Con una filmografia che spazia in modo insolitamente vario e che prende spunto da fumetti e videogiochi come dal dramma storico e sociale, dai classici della letteratura gotica e dal cinema di genere, risulta più che compresibile la febbrile attesa che si viene a creare prima di ogni nuovo film di <strong>Guillermo del Toro</strong>, se non altro per la curiosità di vedere fin dove può ancora spingersi l&#8217;immaginazione di un autore tanto bulimico e fantasioso. Ma meglio togliersi subito il sassolino dalla scarpa: <em><strong>Crimson Peak </strong></em>difficilmente consacrerà in via definitiva il regista messicano che con La spina del <em>diavolo e</em> <em>Il labirinto del fauno </em>era riuscito a fondere perfettamente il macabro e il favolistico, la gothic novel e il thriller. Perché con il suo ultimo lavoro del Toro si limita a prendere un classico racconto gotico e a contaminarlo, creando una sorta di horror che poi horror non è, ma è più una fiaba dark, in grado di distinguersi per atmosfere e resa visiva, ma non per contenuti.</p>
<p>Veniamo immediatamente catapultati nella Buffalo del diciannovesimo secolo, dove l&#8217;eterea Edith Cushing (<strong>Mia Wasikowska</strong>), giovane benestante con il sogno nel cassetto di diventare un&#8217;affermata scrittrice, conosce e si innamora di Sir Thomas Sharpe (<strong>Tom Hiddleston</strong>), misterioso rampollo di una famiglia inglese di nobili origini con il pallino per le invenzioni. In seguito ad una serie di drammatici eventi, Thomas porterà la novella sposa Edith a vivere con sé e con sua sorella l&#8217;affascinante ed enigmatica, Lady Lucille Sharpe (<strong>Jessica Chastain</strong>), nella fatiscente e lugubre magione di famiglia infestata da oscure presenze, costruita su una cava di argilla rossa in cui sta lentamente sprofondando. Tra i fantasmi del passato e il mistero che avvolge i fratelli Sharpe, ben presto la vita di Edith si trasformerà in un incubo. Ma dimenticate il terrificante bimbo fantasma pallido e triste con la testa squarciata da una ferita da cui continua a uscire sangue che gli fluttua intorno come un nube rossa, in quella meraviglia di ghost story politica, racconto di formazione e metafora della guerra e dell’oppressione insieme che era <em>La spina del diavolo</em>. Perché i fantasmi di <em>Crimson Peak</em> saranno anche belli, ma non fanno paura neanche un po&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/crimson_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44943" title="crimson_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/crimson_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Attingendo a piene mani dai classici degli anni Quaranta, dalla hitchcockiana <em>Rebecca</em> passando per il <em>Jane Eyre</em> di Robert Stevenson e <em>il Grandi speranze</em> di Lean, ma anche da pellicole successive che hanno avuto un ruolo fondamentale nel definire dei dettami del cinema di genere (molti film della Hammer, <em>Operazione paura</em> di Bava o il <em>Changeling</em> di Peter Medak), del Toro si avvale di straordinari collaboratori &#8211; lo scenografo <strong>Tom Sanders</strong>, la costumista <strong>Kate Hawley</strong> e il direttore della fotografia <strong>Dan Laustsen</strong> &#8211; per dar vita sullo schermo a quello che la sua ingorda immaginazione ha concepito. Ma mentre visivamente è tutto un trionfo di colori saturi e funzionali all&#8217;andamento della storia, di splendidi costumi e di trovate immaginifiche (la spettrale magione senza un tetto che sembra uscita da un racconto di Poe, il cui salotto è alla mercé di quello che cade dal cielo, che siano fiocchi di neve o farfalle in punto di morte, è un dettaglio estremamente suggestivo), dal punto di vista della storia e del suo sviluppo, la sceneggiatura scritta dallo stesso del Toro e dal suo storico collaboratore <strong>Matthew Robbins</strong> (<em>Mimic</em>, <em>Le Concert</em>) presenta non pochi problemi. Appurato che ci si stia muovendo nel territorio della fiaba dark più che in quelli strettamente horror, accettiamo di buon grado l&#8217;assenza di quel turbamento psichico forte e improvviso che va sotto il nome spavento, ma rinunciare alla tensione narrativa e alla suspense e subire passivamente una vicenda sì semplice, ma anche dai risvolti eccessivamente scontati, è chiedere un po&#8217; troppo. Si fa fatica a empatizzare con personaggi, drammaturgicamente privi di spessore e che si esprimono in modo inadeguato al contesto: una Mia Wasikowska che si aggira per i corridoi della casa con un candelabro in mano e un&#8217;espressione da statua di cera e persino con un Tom Hiddleston insolitamente ingessato. L&#8217;unica a convincere è una sempre perfetta Jessica Chastain, qui alle prese con un ruolo malizioso astuto e crudele che le calza a pennello.</p>
<p>Ecco allora che <em>Crimson Peak</em>, spogliato degli orpelli, si mostra per quello che è:  un melodramma gotico stilisticamente impeccabile, ma anche estremamente prevedibile. Intrappolata da un estetismo totalizzante a scapito di uno script che non sfrutta a dovere elementi potenzialmente detonanti come l&#8217;immoralità dei due fratelli contrapposta all&#8217;ingenuità di Edith, tutta la vicenda perde di emotività e si avvia verso l&#8217;unica conclusione possibile, senza puntare minimamente su svolte improvvise o colpi di scena. Peccato davvero.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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