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	<title>Movielicious &#187; Christopher Plummer</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Tutti i soldi del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jan 2018 11:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ridley Scott mette da parte la fantascienza per raccontare a modo suo il rapimento di Paul Getty.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(All the Money in the World, USA 2017)<br />
Uscita: 4 gennaio 2018<br />
Regia: Ridley Scott<br />
Con: Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris<br />
Durata: 2 ore e 12 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tutti_i_Soldi_del_Mondo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57035" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tutti_i_Soldi_del_Mondo.jpg" alt="Tutti_i_Soldi_del_Mondo" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Chissà perché quando i film americani raccontano realtà italiane (o comunque fatti avvenuti nel nostro Paese), il rischio di scadere nel ridicolo e nella macchietta diventa quasi sempre una certezza. È accaduto tante volte, anche a registi come di Woody Allen (<em><a href="http://www.movielicious.it/2012/04/18/to-rome-with-love/" target="_blank">To Rome with Love</a></em> è il suo film peggiore in assoluto), o Ryan Murphy (avete presente Julia Roberts che incontra Luca Argentero in <em>Mangia, prega, ama</em>?). Perfino Ron Howard nei vari adattamenti ai romanzi di Dan Brown è caduto in questo fastidioso stereotipo. E <strong>Ridley Scott</strong>, che già nel 2001 aveva diretto <em>Hanniba</em>l, portando quel mostro di Hannibal Lecter a Firenze circondato da un cast di improbabili comparse italiane &#8211; da Francesca Neri a Enrico Lo Verso &#8211; non sembra aver imparato la lezione e, con <em><strong>Tutti i soldi del mondo</strong></em>, cade nuovamente nel cliché.</p>
<p>Neanche a dire che il film non abbia dovuto far fronte a problemi ben più seri, come la scelta di <a href="http://www.movielicious.it/2017/11/09/kevin-spacey-cancellato-dal-nuovo-film-di-ridley-scott-tutti-i-soldi-del-mondo/" target="_blank">cancellare, a un mese dall&#8217;uscita nelle sale, uno dei protagonisti</a> (<a href="http://www.movielicious.it/2017/10/30/il-coming-out-di-kevin-spacey-ho-deciso-di-vivere-apertamente-da-gay/" target="_blank"><strong>Kevin Spacey</strong></a>, a seguito delle numerose accuse di molestie ai danni di colleghi e collaboratori). Così ai 40 milioni di dollari di budget se ne sono aggiunti altri dieci, per chiedere a un veterano come <strong>Christopher Plummer</strong> di rigirare, in nove giorni, le ventidue scene in cui appariva Spacey, al ritmo di diciotto ore al giorno di set: un impegno notevole per l&#8217;ottantasettenne attore canadese e una vera e propria corsa contro il tempo per Ridley Scott e la troupe, per rispettare le date di uscita del film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tutti_i_Soldi_del_Mondo_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57036" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tutti_i_Soldi_del_Mondo_2-1024x576.jpg" alt="Tutti_i_Soldi_del_Mondo_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Basata sul libro <em>Painfully Rich: The Outrageous Fortune and Misfortunes of the Heirs of J. Paul Getty</em> scritto da John Pearson, <em><strong>Tutti i soldi del mondo</strong></em>, almeno su carta, aveva le caratteristiche per poter essere un interessante film-inchiesta su uno dei rapimenti che, negli anni Settanta, sconvolse l&#8217;opinione pubblica. Si racconta infatti di Jean Paul Getty (Christopher Plummer), magnate del petrolio noto per essere l’uomo più ricco al mondo e al tempo stesso il più avido. A Roma nel 1973 suo nipote, Paul Getty III (<strong>Charlie Plummer</strong>), viene rapito dalla ’Ndrangheta. Ma quanto accaduto a uno dei membri della sua famiglia non sembra essere per il vecchio, una ragione valida per rinunciare a parte delle sue fortune, tanto che si rifiuta di pagare il riscatto chiesto dai sequestratori. Toccherà quindi alla madre del ragazzo Gail (<strong>Michelle Williams</strong>) e a Fletcher Chase (<strong>Mark Wahlberg</strong>), un ex-agente della CIA diventato faccendiere di Getty Senior, cercare di raccogliere i 17 milioni di dollari necessari al rilascio di Paul, in a una sfrenata corsa contro il tempo.</p>
<p>Il risultato finale, però, non è all&#8217;altezza delle intenzioni iniziali e <em><strong>Tutti i soldi del mondo</strong></em> non solo è poco credibile, ma risulta poco fedele ai fatti, eccessivamente romanzati senza un&#8217;effettiva necessità (spostando il rapimento di Paul da Campo de&#8217; Fiori a Porta Maggiore e non attenendosi alla verità storica neanche quando mette in scena la morte del vecchio Getty). Scott mescola in un calderone un po&#8217; di <em>Dolce Vita</em> e di <em>Vacanze Romane</em> (è evidente la sua conoscenza limitata e piuttosto circoscritta del cinema italiano), per finire, quando i ritmi si fanno più serrati, ai toni di una fiction dalla dubbia riuscita (il covo delle Brigate Rosse è un appartamento al cui interno campeggia uno striscione con la scritta dell&#8217;organizzazione e la stella a cinque punte ben in vista, con Mark Wahlberg che li chiama &#8220;Comunisti di merda!&#8221;). Scricchiolano non poco le interpretazioni degli attori italiani (<strong>Nicolas Vaporidis</strong> che fa il bandito calabrese, la prostituta <strong>Francesca Inaudi</strong>, il medico legale <strong>Giulio Base</strong> e <strong>Maurizio Lombardi</strong> sadico macellaio della ’Ndrangheta), fortunatamente compensate dal cast internazionale. Il francese <strong>Romain Duris</strong> che veste i panni di uno dei sequestratori, conferisce una discreta credibilità al suo personaggio, ma soprattutto una <strong>Michelle Williams</strong> sempre più matura ed equilibrata e, paradossalmente, un <strong>Christopher Plummer</strong> che, con tutte le difficoltà del caso, è riuscito a restituire un ritratto dell&#8217;avido magnate ricco di sfumature.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Tutti i soldi del mondo, il primo teaser con Christopher Plummer al posto di Kevin Spacey</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 14:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[All The Money In The World]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Plummer]]></category>
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		<category><![CDATA[Ridley Scott]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nuovo  Jean Paul Getty nel film di Ridley Scott ha il volto di Christopher Plummer.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/AllTheMoneyInTheWorld_Plummer.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56839" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/AllTheMoneyInTheWorld_Plummer-1024x1024.jpg" alt="AllTheMoneyInTheWorld_Plummer" width="1024" height="1024" /></a></div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><strong>Ridley Scott</strong> è senza dubbio l&#8217;uomo dei record. Terminate le riprese aggiuntive di <em><strong>Tutti i soldi del mondo</strong></em> in tempi ridottissimi , il regista britannico ha rilasciato le primissime immagini di <b>Christopher Plummer </b>nei panni di John Paul Getty, <a href="http://www.movielicious.it/2017/11/09/kevin-spacey-cancellato-dal-nuovo-film-di-ridley-scott-tutti-i-soldi-del-mondo/" target="_blank">interprete sostitutivo</a> (ma sappiamo ormai che si trattava della prima scelta di Scott) per il ruolo dopo lo scandalo sessuale che ha coinvolto il premio Oscar <b>Kevin Spacey</b> (<strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/11/09/kevin-spacey-cancellato-dal-nuovo-film-di-ridley-scott-tutti-i-soldi-del-mondo/" target="_blank">QUI</a></strong> il link alla vecchia versione del teaser).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/eeUAcXI7a1k" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<div>Al momento, l&#8217;uscita americana di <em><b>Tutti i soldi del mondo </b></em>è rimasta fissata per il 22 Dicembre, mentre in Italia la release del film, distribuito da Lucky Red, è stata posticipata dal 21 dicembre all&#8217;<b>11 Gennaio 2018</b>.</div>
<div>Nel cast anche i candidati all&#8217;Oscar <b>Michelle Williams</b>, <b>Mark Wahlberg </b>e il giovane <b>Charlie Plummer</b>.</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<div>La sinossi ufficiale di<em><strong> Tutti i soldi del mondo</strong></em>: <i> Nel 1973 a Roma viene rapito dalla &#8216;ndrangheta il giovane John Paul Getty III, nipote del petroliere Jean Paul Getty, l&#8217;uomo più ricco del mondo. Mentre il nonno si rifiuta di pagare il cospicuo riscatto, la madre Gail è costretta dalle circostanze a fare squadra con Fletcher Chase, un ex negoziatore della Cia.</i></div>
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		<title>Kevin Spacey cancellato dal nuovo film di Ridley Scott Tutti i soldi del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 10:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le scene in cui compariva saranno rigirate e interpretate da Christopher Plummer.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/christopher-plummer-all-the-money.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56782" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/christopher-plummer-all-the-money.jpg" alt="christopher-plummer-all-the-money" width="656" height="343" /></a></p>
<p><span id="singleBody"><strong>Kevin Spacey</strong> è stato letteralmente eliminato dal nuovo film di <strong>Ridley Scott</strong> <strong><em>Tutti i soldi del mondo</em></strong>, le cui riprese erano state completate e la cui uscita è prevista per fine dicembre. Tutte le scene con Spacey – che interpretava il ricchissimo petroliere americano Jean Paul Getty –verranno girate nuovamente dall’attore <strong>Christopher Plummer</strong>. La notizia è stata confermata da Ridley Scott e dalla Sony, che sta producendo il film.</span></p>
<p>Si tratta di una cosa mai avvenuta prima d&#8217;ora: è uno tusnami senza precedenti quello che sta annientando l&#8217;uomo che fino a pochi giorni fa era considerato uno dei più grandi attori di Hollywood degli ultimi anni, con le denunce per molestie che continuano a crescere e i progetti in uscita che vengono via via cancellati da produzioni e distribuzioni.</p>
<div>
<p>La Sony Pictures aveva già ritirato <span id="singleBody"><strong><em>Tutti i soldi del mondo </em></strong></span>da un festival cinematografico di Los Angeles in seguito alle accuse di molestie ricevute dall&#8217;attore, ma ha annunciato che la pellicola uscirà nelle sale, come previsto, a dicembre.</p>
<div>Il problema sarà ora rispettare la scadenza, visto che mancano solo sei settimane alla prevista uscita del film.</div>
</div>
<div></div>
<div>Il trailer di <em><strong>Tutti i soldi del mondo</strong></em> era stato già diffuso diversi mesi fa online.</div>
<div></div>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/WgzHK-54eGo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Remember</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 10:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Remember]]></category>

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		<description><![CDATA[Christopher Plummer a caccia ai nazisti nel nuovo film di Atom Egoyan.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Canada-Germania 2015)<br />
Uscita: 4 febbraio 2016<br />
Regia: Atom Egoyan<br />
Con: Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Remember_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51909" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Remember_1.jpg" alt="Remember_1" width="700" height="413" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cinema di <strong>Atom Egoyan</strong> ha sempre avuto a che fare con la persistenza della memoria, con la sua fragilità e con la necessità di rimaneggiarla per accettare il presente: dal passaggio traumatico della dimensione mnemonica verso la sua ricostruzione finzionale che costituiva il fulcro &#8211; privatissimo &#8211; di <em>Mondo virtuale</em> e &#8211; storiografico &#8211; di <em>Ararat</em>, alla rielaborazione pantomimica delle dinamiche di coppia di <em>Calendar</em>, fino allo sconfinamento metatestuale di <em>False verità</em> e di <em>Adoration</em>, la produzione del cineasta canadese assomiglia a una riflessione ininterrotta sul potere e sui limiti dell&#8217;affabulazione, coniugata ora con il linguaggio sofisticato del dramma dell&#8217;alienazione, ora con l&#8217;approdo ai territori del thriller puro.</p>
<p>Questa seconda attitudine, sintetizzata irripetibilmente da un capolavoro dimenticato come <em>Il viaggio di Felicia</em>, ha finito per risolversi in un&#8217;eccessiva, superficiale concessione ai meccanismi del cinema di genere a scapito di quell&#8217;originalità e di quella questione etica, già al centro di <em>Ararat</em>, che qualificavano Egoyan come uno degli autori più integri e giudiziosi della sua generazione, cui sicuramente non ha giovato la scelta di partecipare meno alla fase di scrittura dei propri progetti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Remember_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51911" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Remember_2.jpg" alt="Remember_2" width="600" height="338" /></a></p>
<p>Non fa eccezione, dopo le delusioni di <em>Chloe</em>, di <em>Devil&#8217;s Knot </em>e di <em>The Captive</em>, neanche questo <b><i>Remember</i></b>, nuova tappa di quella &#8220;ricerca della verità&#8221; che dagli esordi sottende il suo cinema e che oggi appare piegata agli stratagemmi e ai mezzucci della suspense, dell&#8217;intrigo e del ricatto, aspetto ancora più discutibile se a venire tirati in ballo con cinica disinvoltura e quasi esclusivamente in virtù della loro funzione narrativa sono temi da prendere con le pinze, dall&#8217;incubo della depersonalizzazione provocata dalla demenza degenerativa alla rievocazione dei fantasmi della Seconda Guerra Mondiale (e il fatto che l&#8217;uscita in sala cada a ridosso di quella de <em>Il figlio di Saul</em> e, in generale, delle commemorazioni del 27 gennaio non fa che acuire le perplessità).<i></i></p>
<p>Perché a parte richiedere una dose notevole di sospensione dell&#8217;incredulità, tale da immaginare un novantenne reduce di Auschwitz (un <strong>Christopher Plummer</strong> commovente e degno di miglior causa) a scorrazzare per l&#8217;America in cerca dell&#8217;aguzzino che gli sterminò la famiglia, l&#8217;operazione di Egoyan non esita a colpire basso, come nel miserabile incontro con lo sceriffo neo-nazista, ma anche con le costanti reminiscenze, fra cani abbaianti, docce e vagoni, degli orrori del lager, a banalizzare &#8211; si pensi alla facilità con cui viene scagionato ciascuno dei papabili oggetti della ricerca del protagonista, uno perché &#8220;troppo effeminato&#8221;, un altro perché &#8220;troppo ebreo&#8221; &#8211; e soprattutto a giocare sporco con un rovesciamento finale che vorrebbe dirsi dirompente e sconcertante ma che, oltre a essere intuibile già dall&#8217;inizio, è soltanto un atto di disonestà e di cinismo nei confronti dello spettatore, costretto a reinterpretare quanto visto allargando ulteriormente i buchi di logica.</p>
<p>Più che alla declinazione ottuagenaria di <em>Memento</em>, quindi, <em>Remember</em> fa pensare a un aggiornamento incoerente de <em>Lo straniero</em> di Welles &#8211; senza nemmeno l&#8217;alibi dell&#8217;urgenza storica &#8211; o a una variazione de <em>I ragazzi venuti dal Brasile</em> deprivata di quei consapevoli eccessi <em>camp</em> che rendevano quest&#8217;ultimo un piccolo film di culto, e se la colpa di Egoyan consiste principalmente nell&#8217;aver barattato da tempo il proprio linguaggio scrupoloso in cambio di un tocco decisamente più grossolano, il carico è tutto sulle spalle del giovane sceneggiatore <strong>Benjamin August</strong> &#8211; oltretutto all&#8217;opera prima -, incapace di maneggiare la materia con la dovuta delicatezza e sfoggiando una sensibilità da tv-movie per le reti generaliste, distraendosi solo di rado, con qualche timida notazione sociologica (l&#8217;acquisto, assurdamente semplice, della pistola, come in un qualsiasi discount), dalla costruzione dell&#8217;enigma e dalla sua dissimulazione.</p>
<p>Poteva trattarsi dell&#8217;occasione giusta, visto l&#8217;esaurimento ormai prossimo delle testimonianze dirette, per scrivere l&#8217;ultima pagina sull&#8217;impatto della Shoah nel contemporaneo o per ritrovare il filo di quell&#8217;amara dissertazione sul ricordo di cui l&#8217;artefice de <em>Il dolce domani</em> è stato fine dicitore &#8211; e, per restare in tema, rimandiamo al bellissimo <em>I nostri anni</em> di Gaglianone, che all&#8217;Olocausto sostituisce la Resistenza -, ma a predominare è stata più che altro l&#8217;intenzione di puntare sulle emozioni e sui brividi da due soldi.</p>
<p>Voto <strong>4.5</strong></p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 9</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Commuove Laurie Anderson, compagna di Lou Reed, con Heart of a Dog, come il Christopher Plummer protagonista]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_44419" style="width: 409px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/laurie-anderson.jpg"><img class="size-full wp-image-44419 " title="laurie-anderson" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/laurie-anderson.jpg" alt="Laurie Anderson" width="399" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Laurie Anderson per Heart of a Dog</p></div>
<p>Come già accadde lo scorso anno con il dolcissimo <em>Le dernier coup de marteau</em>, si fa strada tra gli sbraiti degli stracultisti impegnati ad acclamare i bluff di Kaufman e di Skolimowski il candidato più piccolo, dimesso ed emozionalmente spiazzante del Concorso, antidoto salvifico e necessario a quella cappa di cinismo scesa nelle sale del Lido nel corso degli ultimi giorni. Trascinato dalla sua disarmante naïveté, <em><strong>Heart of a Dog</strong></em> di <strong>Laurie Anderson</strong> avvolge la platea in un tenero e caloroso abbraccio free-form fatto di suggestioni poetiche e di libere associazioni, di rimembranze personalissime e di memoria comune, di cordoglio e di ironia, compiendo una sorta di percorso di meditazione autogena che parte dall&#8217;elaborazione di un lutto recentissimo e privato (quello per la scomparsa dell&#8217;amatissima cagnetta del titolo e, per estensione, del compagno Lou Reed) per coinvolgere tutto e tutti in una seduta collettiva fuori e dentro la Morte, toccando precetti del Buddhismo tibetano (la struggente fantasia sullo stadio pre-reincarnativo del Bardo), citazioni a briglia sciolta (da Wittgenstein a David Foster Wallace), sprazzi di sdrammatizzante assurdità (la &#8220;carriera&#8221; musicale e pittorica dell&#8217;animale) e un approccio audiovisivo di totale anarchia, fra repertorio, home movies, installazioni e animazioni, che rivela non solo una nudità così sincera da farsi disorientante, ma anche un&#8217;insospettabile leggerezza di fondo che concilia tanto emotivamente con il senso di perdita quanto artisticamente con il linguaggio dell&#8217;avanguardia.</p>
<p>Secondo alcuni il cinema è un&#8217;altra cosa, secondo altri la beata ingenuità dell&#8217;insieme rischia di scadere in una sequela di banalità new age, ma la verità è che il film, mantenendosi in bilico fra l&#8217;una e l&#8217;altra degenerazione, raggiunge un perfetto equilibrio formale e contenutistico, e il fatto che la riflessione provenga da una performer sperimentale che ha fatto dell&#8217;algidità e dell&#8217;asetticità la propria maschera rende <em>Heart of a Dog</em> un&#8217;opera ancor più sorprendente.</p>
<div id="attachment_44420" style="width: 409px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/lorenzo-vigas.jpg"><img class="size-full wp-image-44420 " title="lorenzo-vigas" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/lorenzo-vigas.jpg" alt="Lorenzo Vigas per Desde Allà" width="399" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Lorenzo Vigas per Desde Allá</p></div>
<p>Si ritorna in Sud America e nel brodo di cottura degli esordienti per accogliere l&#8217;uruguayano <em><strong>Desde allá</strong></em>, un&#8217;ulteriore passo della sezione principale fuori dalla palude delle certezze disilluse: <strong>Lorenzo Vigas</strong>, pupillo di Guillermo Arriaga, recupera i temi archetipici dell&#8217;infatuazione, del desiderio di possesso e del distacco (gli stessi trattati molto più superficialmente da <em>Anomalisa</em>, in fin dei conti), tratteggiando la dinamica servo/padrone e i capovolgimenti gerarchici alla base della relazione fra un solitario adescatore di mezza età (<strong>Alfredo Castro</strong>, eccelso, che torna in un ruolo molto simile a quello di <em>Post mortem </em>e che conferma la sua eccezionale abilità di rendere umano il mostruoso e mostruoso l&#8217;umano) e il delinquentello dei sobborghi oggetto della sua ossessione (il debuttante <strong>Luis Silva</strong>, bravissimo).</p>
<p>Vigas ritrae con sensibilità e con delicatezza la personalità di un inadatto a vivere capace di affrontare la realtà e i sentimenti soltanto &#8220;da lontano&#8221; (come recita il titolo), il legame fra i due protagonisti assume sfumature inconsuete e spiazzanti sovvertimenti di ruolo, la messinscena è sobria, rigorosa e &#8211; programmaticamente, viste le premesse &#8211; lucidamente distaccata, e anche se non si respira quella grande aria di novità e certi passaggi risultano un po&#8217; forzati (la risoluzione cruenta del conflitto edipico, per esempio) si tratta comunque di un&#8217;opera prima di insolito coraggio e di indubbio spessore.</p>
<div id="attachment_44421" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/atom-egoyan-bruno-ganz1.jpg"><img class="size-full wp-image-44421" title="atom-egoyan-bruno-ganz1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/atom-egoyan-bruno-ganz1.jpg" alt="Atom Egoyan e Bruno Ganz per The Remember" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Atom Egoyan e Bruno Ganz per The Remember</p></div>
<p>Se la Settimana della Critica si conclude incassando la sufficienza abbondante di <em><strong>The Return</strong></em>, rassegnato e gelido ritratto delle contraddizioni e delle metamorfosi di Singapore attraverso la storia dell&#8217;impossibile riadattamento alla società di un prigioniero politico dopo decenni di detenzione, testimonianza toccante e senza compromessi di sorta, ma anche penalizzata da sbavature evitabili (le superflue scene oniriche), il Concorso va a toccare i tasti dolenti della questione ebraica e dell&#8217;Olocausto con il thriller ottuagenario <em><strong>Remember</strong></em>, ma la superficialità e il calcolo con cui essi (ed altri massimi sistemi, come la persistenza della memoria e l&#8217;ambiguità della retribuzione) vengono piegati alla costruzione di un enigma a metà fra <em>I ragazzi venuti dal Brasile</em> e <em>Memento</em> impediscono di prendere davvero sul serio l&#8217;assunto. Resta l&#8217;impressione di un meccanismo ben congegnato ma pieno di cadute di tono (il confronto con lo sceriffo neo-nazista su tutti) e di ridondanze (i suoni e gli oggetti circostanti che, fra cani abbaianti, docce, vagoni piombati e altro ancora, rievocano costantemente l&#8217;orrore del lager), culminante in un finale che si vorrebbe di effetto dirompente ma che è già intuibile dall&#8217;inizio.</p>
<p><strong>Christopher Plummer</strong>, ormai sulla soglia dei novant&#8217;anni,<strong> </strong>è comunque notevolissimo (e nelle scene seduto al piano tocca vertici di assoluta magia) e regge la pellicola interamente sulle sue spalle, ma l&#8217;<strong>Atom Egoyan</strong> dei brividi autentici de <em>Il viaggio di Felicia</em> e della dimensione etica di <em>Ararat</em> resta oggi soltanto un ricordo.</p>
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