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	<title>Movielicious &#187; Cristiana Capotondi</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>7 minuti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 07:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[7 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[Ambra Angiolini]]></category>
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		<category><![CDATA[Michele Placido]]></category>
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		<category><![CDATA[Violante Placido]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 3 novembre 2016<br />
Regia: Michele Placido<br />
Con: Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Ottavia Piccolo<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuzione: Koch Media</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/7_Minuti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54459" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/7_Minuti.jpg" alt="7_Minuti" width="990" height="465" /></a></p>
<p>Ispirato a una storia realmente accaduta in Francia, a Yssingeaux, e tratto dall&#8217;omonimo testo teatrale di Stefano Massini, <em><strong>7 minuti</strong></em> segna il ritorno alla regia di <strong>Michele Placido</strong> ad appena un anno dal deludente <a href="http://www.movielicious.it/2015/04/01/la-scelta/" target="_blank"><em>La scelta</em></a>.<br />
Ed è un ritorno all’insegna del cinema civile, con questo cupo kammerspiel dichiaratamente ispirato a La parola ai giurati di Sidney Lumet ma con gli occhi ben puntati anche sugli ‘ultimi mohicani’ del sociale al cinema, Ken Loach e i Dardenne.<br />
La storia è quella di un’azienda tessile come tante, una di quelle dal passato glorioso e da un presente segnato da una crisi economica che non fa sconti, nel giorno della firma di un accordo che la consegnerà nelle mani di una multinazionale francese salvandola da una chiusura certa.<br />
La paura delle molte dipendenti di perdere il posto di lavoro viene subito messa a tacere dalla notizia che non ci saranno licenziamenti, ma il consiglio di fabbrica composto da undici impiegate si ritrova comunque a dover decidere se accettare o meno l’unica condizione imposta dalla nuova dirigenza. Si tratta, in sostanza, di rinunciare a sette dei quindici minuti di intervallo tra un turno e l’altro.<br />
Una condizione che sulle prime sembra irrisoria quasi a tutte ma che agli occhi esperti della più anziana tra loro (<strong>Ottavia Piccolo</strong>, già protagonista della pièce teatrale) appare come l’ennesimo passo indietro in un processo di lenta erosione dei diritti del lavoratore che parte da lontano. Da lì ha inizio un lento gioco al massacro in cui ognuna delle partecipanti alla riunione cerca di portare avanti le proprie istanze.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/7_minuti_1.png"><img class="alignnone wp-image-54460" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/7_minuti_1-1024x441.png" alt="7_minuti_1" width="650" height="280" /></a></p>
<p>Il principale problema di <em><strong>7 minuti</strong> </em>inizia più o meno qui. Dopo l’incipit in cui un montaggio incrociato tesissimo ci mostra l’attesa per la firma dell’accordo dagli antitetici punti di vista della dirigenza e delle 300 operaie radunatesi sin dalle prime luci dell’alba davanti allo stabilimento, Placido passa infatti alla descrizione delle undici rappresentanti di fabbrica e cade nell’unico vero errore che una pellicola del genere non dovrebbe mai commettere. Ciascuna delle protagoniste aderisce infatti in maniera fin troppo pedissequa ad un preciso stereotipo umano: a partire dalla pacata saggezza old school della rappresentante sindacale per arrivare alle insicurezze della ventenne neoassunta per un futuro che appare negato, il film è una passerella di figurine idealtipiche talmente prive di sfumature da apparire, per forza di cose, posticce.<br />
Ecco dunque la rumena che porta sul viso i segni della violenza domestica, l’albanese insidiata da uno dei titolari della fabbrica e la vittima di un incidente sul lavoro (<strong>Violante Placido</strong>) che, oltre a condannarla ad una vita su una sedia a rotelle, le ha consentito il passaggio da operaia a impiegata. Se a queste aggiungiamo <strong>Maria Nazionale</strong> chiamata a urlare isteriche frasi in dialetto napoletano anche laddove non ce ne sarebbe alcun bisogno e un’<strong>Ambra Angiolini</strong> incazzata boxeur che definire fuori ruolo non rende affatto l’idea, il quadro è già più completo.</p>
<p>Ma non è solo il fatto che queste undici donne così arrabbiate siano anche così tagliate con l’accetta, a gravare come un macigno didascalico su <em><strong>7 minuti</strong></em>, quanto una dicotomia interna al gruppo in cui la rappresentanza straniera finisce con l’essere quella mossa dalle ragioni più egoistiche, in ottemperanza allo stereotipo che vuole la nigeriana in difficoltà economiche sempre a un passo dal marciapiede, mentre il proletariato nostrano alla fin fine cade in piedi. È una falla di natura squisitamente etica che appartiene di certo al testo teatrale prima ancora che al film ma che, irrorata della <strong>demagogia</strong> che il grande schermo per forza di cose amplifica quando si tratta di portare avanti una tesi, crea nello spettatore meno suggestionabile un senso di forte fastidio.<br />
Ed è un peccato perché il film non è affatto esente da pregi, a cominciare dall’indubbio talento di Placido nel costruire tensione (ma che ci sappia fare con la macchina da presa non è affatto una novità e, in tal senso, non stupisce apprendere che al momento sia al lavoro sulla serie TV tratta da <em>Suburra</em>) fino a un paio di azzeccate scelte di cast, tra cui un’inedita <strong>Fiorella Mannoia</strong> e <strong>Cristiana Capotondi</strong> che, con la sua naïveté un po’ burina, incarna forse l’unico personaggio che aspiri in qualche modo alla realtà della vita vera.<br />
Spiace soprattutto per la nobiltà degli intenti, ma è ormai un fatto acclarato che il cinema italiano mostri pericolosamente il fianco alla demagogia quando si tratta di affrontare temi caldi come quello del lavoro. Il pessimo <a href="http://www.movielicious.it/2016/10/15/sole-cuore-amore-recensione/" target="_blank"><em>Sole cuore amore</em> </a>di Vicari (curiosamente presentato all’undicesima Festa del Cinema di Roma insieme a <strong><em>7 minuti</em></strong>) ne è forse l’esempio più lampante.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Tommaso</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/09/06/tommaso-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 15:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Camilla Diana]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Capotondi]]></category>
		<category><![CDATA[Jasmine Trinca]]></category>
		<category><![CDATA[Kim Rossi Stuart]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia73]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
Italia, 2016<br />
Regia: Kim Rossi Stuart<br />
Cast: Kim Rossi Stuart, Cristiana Capotondi, Camilla Diana, Jasmine Trinca<br />
Uscita: 8 settembre 2016<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_Cristiana_Capotondi_Kim_Rossi_Stuart_foto_dal_film_8.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53907" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_Cristiana_Capotondi_Kim_Rossi_Stuart_foto_dal_film_8.jpg" alt="Tommaso_Cristiana_Capotondi_Kim_Rossi_Stuart_foto_dal_film_8" width="650" height="370" /></a></p>
<p>C&#8217;è voluto un decennio netto dall&#8217;esordio registico di <em>Anche libero va bene</em> e dal suo inatteso trionfo per portare <strong>Kim Rossi Stuart</strong> a stendere il bilancio di una carriera fortunatissima ed eclettica costellata di riconoscimenti ed evoluzioni, un irresistibile percorso in crescendo che ha portato l&#8217;imberbe <em>ragazzo dal kimono d&#8217;oro</em> all&#8217;affermazione definitiva fra palcoscenico e cinema d&#8217;essai.</p>
<p>Dopo tre anni di relativa inattività e di semiritiro a vita privata, l&#8217;interprete romano decide di mettersi a nudo con le velleità autobiografiche di <em><strong>Tommaso</strong></em>, annoverando in prima persona un catalogo di paure, idiosincrasie e difficoltà intime e professionali cercando di esorcizzarle con il tono trasparente e schietto della confessione: il risultato, però, al di là dell&#8217;audacia e della buona fede, è uno sfrontato e incontrollato atto di narcisismo ai confini del suicidio artistico e umano con cui, consciamente o meno, Rossi Stuart si espone costantemente agli strali del ridicolo involontario e dell&#8217;irricevibilità, prodigandosi in una sorta di imitazione dei tic morettiani di <em>Sogni d&#8217;oro</em> privati della loro imprescindibile componente autoironica e del modello impossibile del labirintico immaginario femminile felliniano, di cui Rossi Stuart finisce solo per replicare il fondo misogino dimenticandosi di tutto il resto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53908" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_1.jpg" alt="Tommaso_1" width="655" height="437" /></a></p>
<p>Si passa così attraverso un caravanserraglio di situazioni che oscillano fra il penoso (gli sbraiti del protagonista, che culminano in quel &#8220;sono un criceto&#8221; urlato a pieni polmoni già diventato cult), il pretenzioso (l&#8217;allucinazione durante il coma del prefinale, che risolve in una botta sola complesso materno negativo e ricerca del bambino interiore con una serie di simbolismi sfrenati) e l&#8217;imbarazzante (i degradanti incontri erotici con la giovane Sonia), trasformando un tentativo di autoanalisi in un risibile soliloquio sui massimi sistemi &#8211; la donna, la coppia, la famiglia, la vecchiaia, e via così &#8211; di cui lo stesso Rossi Stuart sembra essere l&#8217;unico possibile destinatario interessato, un discorso tanto chiuso e avvolto su se stesso da rasentare l&#8217;autismo.</p>
<p>Una spropositata catastrofe, inclassificabile tanto sul piano della scrittura, innaturale fino al nonsense, quanto su quello della messinscena, sciatta, sgraziata e sbrindellata come la peggior fiction, che rischia di gettare l&#8217;autore in un abisso profondissimo di indifferenza e isolamento.</p>
<p>Voto <strong>2</strong></p>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; giorno 1</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 15:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Alice nella città]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Kingsley]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Capotondi]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio De Luigi]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Internazionale del Film di Roma 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Pasotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Base]]></category>
		<category><![CDATA[Guida tascabile per la felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Kodi Smit-McPheen]]></category>
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		<category><![CDATA[Monnezza amore mio]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Meyer]]></category>
		<category><![CDATA[Soap Opera]]></category>
		<category><![CDATA[Tomas Milian]]></category>

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		<description><![CDATA[Partenza all'italiana con Sop Opera, film di apertura di Alessandro Genovesi. Ma sono le parole di Tomas]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39242" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg"><img class="size-full wp-image-39242" title="soap_opera" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg" alt="Il cast di Soap opera" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Soap opera</p></div>
<p>Ci siamo: anche quest&#8217;anno per nove giorni l&#8217;<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> di Roma si trasformerà in un ricettacolo di film di ogni sorta. Ad <strong>Alessandro Genovesi</strong> e al suo <em><strong>Soap Opera</strong></em> l&#8217;arduo compito di aprire le danze della nona edizione del Festival, un&#8217;edizione diversa, come ha ricordato il direttore Marco Müller durante la conferenza stampa di presentazione:  Quest&#8217;anno abbiamo compiuto una virata precisa verso una festa e la cosa migliore era aprire con una commedia italiana diversa dalle altre&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39243" title="cristiana_capotondi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg" alt="" width="289" height="434" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39244" title="fabiodeluigi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg" alt="" width="291" height="436" /></a></p>
<p>Quella che, sulla carta, poteva infatti sembrare l&#8217;ennesima commediola romantica (<strong>Fabio De Luigi</strong>, <strong>Cristiana Capotondi</strong> e <strong>Diego Abatantuono</strong> sono praticamente il cast del dittico <em>La peggiore settimana /Il peggior Natale della mia vita</em> dello stesso autore) in realtà è un&#8217;operazione più raffinata che, rifacendosi a un&#8217;idea di commedia più francese che non nostrana, ricrea personaggi e dinamiche tipiche della tradizione delle soap (quindi zero introspezione) e li fa interagire quasi sempre all&#8217;interno del condominio in cui abitano o, unica eccezione, in quell&#8217;ospedale che è forse il luogo cardine, teatro di quasi tutti i principali snodi narrativi delle soap opera di stampo classico.<br />
Completano il cast un <strong>Ricky Memphis</strong> in un ruolo più mesto del solito e i comici <strong>Ale e Franz</strong> a cui sono affidati i momenti più divertenti del film.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<div id="attachment_39245" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg"><img class="size-full wp-image-39245" title="guida" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg" alt="Guida tascabile per la felicità" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Guida tascabile per la felicità</p></div>
<p>Sempre questa mattina, la sezione autonoma e parallela del Festival <strong>Alice nella città</strong> ha debuttato con la prima regia di<strong> Rob Meyer</strong>, <strong><em>Guida tascabile per la felicità</em></strong>. La storia è quella di David, quindicenne che ha perso la mamma, dalla quale ha ereditato una grande passione: quella per il birdwatching. La vita del ragazzo subisce una scossa quando avvista un&#8217;anatra siberiana estinta. David e i suoi amici partono così all&#8217;inseguimento dell&#8217;esemplare. Filmetto young adult molto semplice, nella narrazione e nei dialoghi, che ha come unico elemento di interesse una discreta prova del giovanissimo protagonista <strong>Kodi Smit-McPhee</strong> (visto nel 2009  al fianco di Viggo Mortensen in <em>The Road</em>, di John Hillcoat,) e la partecipazione del Premio Oscar <strong>Ben Kingsley</strong> nei panni di un veterano del birdwatching. Le battute riuscite si contano sulle dita di una mano e la mancanza di ogni tipo di guizzo rende <em>Guida tascabile</em> una delle tante pellicole che raccontano storie di formazione.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
<div id="attachment_39247" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg"><img class="size-full wp-image-39247" title="giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg" alt="Il cast di Mio papà" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Mio papà</p></div>
<p>Delusione piena invece per il ritorno alla regia cinematografica di <strong>Giulio Base</strong>, dopo anni di film televisivi su santi e papi, con un campionario di tutti i luoghi comuni nei quali ci piacerebbe che il cinema italiano non cadesse mai. Retorico, didascalico, telefonatissimo in tutti i suoi scarti narrativi, <em><strong>Mio papà</strong></em> è la storia di Lorenzo (<strong>Giorgio Pasotti</strong>) che, spaventato dall&#8217;idea stessa di un legame amoroso, finisce per capitolare con Claudia (<strong>Donatella Finocchiaro</strong>) che lo ricambia ma porta in dote un figlio di sei anni che, sulle prime, è assai recalcitrante all&#8217;idea che la madre frequenti un estraneo. Nel tentativo di descrivere la trasformazione di Lorenzo, agli occhi del bambino, da &#8220;fidanzato di mamma&#8221; a &#8220;papà&#8221;, Giulio Base ci mostra una serie interminabile di facce assorte, dialoghi scritti con la mano sinistra (perfino la bravissima Finocchiaro ha il fiato corto nel rendere vive e credibili certe frasi) e buoni sentimenti un tanto al chilo. Si salvano giusto Giorgio Pasotti che, per quanto smarrito, cerca di salvare il salvabile e <strong>Ninetto Davoli</strong> per il semplice fatto che è sempre bello vederlo in un film.<br />
<strong>Voto</strong> 4</p>
<div id="attachment_39246" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg"><img class="size-full wp-image-39246" title="tomas-milian" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Tomas MIlian</p></div>
<p>E poi è arrivato lui, più romano di tanti romani: <strong>Tomas Milian</strong>. L&#8217;attore cubano ha incontrato la stampa questa mattina prima di ricevere, alle 19:00, il <strong>Marc’Aurelio Acting Award alla carriera</strong>, nel corso della serata d’apertura del Festival. Dopo l&#8217;uscita in libreria di un volume a lui dedicato<em><strong> Monnezza amore mio</strong></em>, scritto dallo stesso Milian con la collaborazione di <strong>Manlio Gomarasca </strong>e pubblicato l’8 ottobre con Rizzoli, l&#8217;attore torna in Italia da protagonista per raccontare la sua giovinezza, le audizioni all&#8217; Actors Studio e gli esordi nel cinema nel nostro paese, dopo che Mauro Bolognini lo notò e lo volle come protagonista de <em>La notte brava</em>. Una vita dura, la sua, nonostante la famiglia benestante alle spalle: &#8220;Mio padre era un militare, un violento che voleva insegnare a me e a mia sorella l&#8217;educazione con il suo bastone.  Era uscito dalla clinica psichiatrica quando avevo 6 anni e si è suicidato davanti a me quando ne avevo 12. Poco prima del gesto disperato mi disse: Tu ormai sei grande, puoi badare a tua madre ed alla tua sorellina. Ricordo però che non  ho provato dolore, nonostante assistetti a quella terribile scena&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39248" title="tomas_milian_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8220;Me ne sono andato da Cuba per fare l’attore dopo che rimasi folgorato dal personaggio di James Dean ne <em>La valle dell&#8217;Eden</em> . Preparai i documenti per partire come un emigrante qualunque, non come un benestante qual ero&#8221; racconta un commosso Milian. Da allora la sua carriera non si è più fermata: la sua filmografia conta oltre cento pellicole, i nomi dei più grandi registi della seconda metà del Novecento (Luchino Visconti, Francesco Maselli, Alberto Lattuada, Nanni Loy, Umberto Lenzi, Sergio Corbucci, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Tony Scott, Sydney Pollack, Steven Spielberg e Steven Soderbergh) e dei più noti volti del cinema internazionale (da Orson Welles a Robert Redford e Anthony Quinn). E a chi gli chiede come avvenne l&#8217;incontro col mitico personaggio del <strong>Monnezza</strong>, dall&#8217;alto dei suoi 82 anni risponde così:</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
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		<title>Un ragazzo d&#8217;oro</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/17/un-ragazzo-doro/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 15:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Pupi Avati]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Scamarcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sharon Stone]]></category>
		<category><![CDATA[Un ragazzo d'oro]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 18 settembre 2014<br />
Regia: Pupi Avati<br />
Con: Riccardo Scamarcio, Sharon Stone, Cristiana Capotondi<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/un-ragazzo-doro_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38911" title="un-ragazzo-doro_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/un-ragazzo-doro_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Possono, le colpe dei padri, ricadere sui figli fino ad influenzarne in negativo le intere esistenze?<br />
Questo sembra chiedersi Davide Bias (<strong>Riccardo Scamarcio</strong>) mentre si divide tra il suo mestiere di creativo pubblicitario, una fidanzata (<strong>Cristiana Capotondi</strong>) con un piede in due scarpe e le velleità da scrittore che sembra a un passo dall&#8217;abbandonare.<br />
Alla morte del padre Achille, storico sceneggiatore di film di serie B, Davide è infatti costretto a mettere in standby questo precario equilibrio, per tornare da Milano a Roma e affrontare i demoni di un rapporto padre-figlio a cui imputa le responsabilità maggiori dei propri fallimenti.<br />
Qui incontra Ludovica (<strong>Sharon Stone</strong>) affascinante ex diva del cinema e oggi editrice di successo, che lo coinvolge, suo malgrado, nella ricerca di un misterioso romanzo autobiografico attraverso il quale pare che il padre stesse cercando di riscattarsi da una carriera fatta esclusivamente di facili successi commerciali.<br />
Rovistando tra i segreti di una figura paterna per lo più sconosciuta, Davide perde gradualmente contatto con la realtà fino a decidere di scrivere egli stesso quel libro che il padre non ha avuto il tempo, o forse il talento, di portare a termine.</p>
<p>Strano film l&#8217;ultimo di <strong>Pupi Avati</strong>.<br />
E&#8217; strano già per il semplice fatto di uscire dopo una pausa (se escludiamo la parentesi televisiva di <em>Un matrimonio</em>, sono infatti tre gli anni che separano questo <strong><em>Un ragazzo d&#8217;oro</em></strong> dall&#8217;ultimo Il <em>cuore grande delle ragazze</em>) piuttosto lunga per gli standard a cui ci ha abituato il regista bolognese.<br />
E poi è strano che un film che parla di un rapporto così sofferto tra un padre assente e un figlio problematico, segni anche l&#8217;inizio della collaborazione, in sede di scrittura, tra Pupi e suo figlio Daniele, con quest&#8217;ultimo investito del compito di ibridare la malinconia &#8211; topos irrinunciabile di tutta la frastagliata filmografia di Avati senior &#8211;  che fa da cornice alla storia, con uno sguardo inedito.<br />
Se infatti l&#8217;autore aveva già in passato raccontato alcune pessime figure paterne (La cena per farli conoscere e Il figlio più piccolo su tutti) qui il punto di vista privilegiato diventa, per la prima volta, quello del figlio, mentre è interessante la scelta di non mostrare mai questo padre così ingombrante se non in un flashback che, più che appartenere al passato reale, sembra il frutto di una rielaborazione romantica della memoria di Davide.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/un-ragazzo-doro_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38912" title="un-ragazzo-doro_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/un-ragazzo-doro_2.jpg" alt="" width="499" height="234" /></a></p>
<p>Proprio dal succitato flashback ha inizio questa storia di progressiva e, a tratti, quasi volontaria perdita della lucidità che, in più di una scena, rimanda al Polanski de <em>L&#8217;inquilino del terzo piano</em>, capolavoro col quale condivide, se non altro, il suo essere un thriller dell&#8217;anima, in cui poco o nulla c&#8217;è da scoprire (non c&#8217;è, in buona sostanza, un intrigo) se non l&#8217;estrema complessità dei sentimenti e come questi, spesso, possano portare ai sacrifici più estremi.<br />
E&#8217; bello e intenso il cammino di Davide (interpretato da un Riccardo Scamarcio molto presente da un punto di vista emotivo) che, nel tentativo di riappropriarsi del suo ruolo di figlio, arriva ad annullare quasi del tutto la sua individualità di persona.<br />
La tanto strombazzata partecipazione di Sharon Stone al film invece non produce gli effetti sperati.<br />
L&#8217;attrice, altrove eccezionale, appare qui abbastanza svogliata, quasi come mossa da istanze puramente alimentari, e non riesce a portare in dote al suo personaggio molto altro se non l&#8217;innegabile fascino di una maturità portata con stile.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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		<title>Sharon Stone a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 08:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Capotondi]]></category>
		<category><![CDATA[Pupi Avati]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Scamarcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sharon Stone]]></category>
		<category><![CDATA[Un ragazzo d'oro]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attrice arriva nella capitale domani per girare il prossimo film di Pupi Avati. Nel cast anche Scamarcio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/sharon-stone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32620" title="sharon-stone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/sharon-stone.jpg" alt="" width="500" height="361" /></a></p>
<p>La donna con l&#8217;accavallamento di gambe più sexy della storia del cinema arriverà domani a Roma, e vi rimarrà per una settimana per girare il film di Pupi Avati <em>Un ragazzo d&#8217;oro</em>. Con lei sul set, ci saranno Riccardo Scamarcio e Cristiana Capotondi. Terminata alcune settimane fa la sua relazione con il ventisettenne <a href="http://expoitalyonline.it/wp-content/uploads/2012/06/Sharon-Stone-Martin-Mica.jpg">modello brasiliano Martin Mica</a>, Sharon ora avrebbe un nuovo amore, naturalmente miliardario: Michael Wudyka, un affascinante imprenditore del ramo alberghiero. L&#8217;attrice alloggerà in una suite all&#8217;Hotel Hassler, a Trinità dei Monti, e ha già richiesto tè verde in quantità industriale e cibi biologici nel suo frigo da diva.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/sharon-stone-005.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32621" title="sharon-stone-005" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/sharon-stone-005.jpg" alt="" width="350" height="525" /></a></p>
<p>L&#8217;inizio riprese per <em>Un ragazzo d&#8217;oro</em>, nel quela la Stone interpreterà un&#8217;editrice pronta a tutto, è fissato per giovedì in Piazza del Popolo all&#8217;interno di una delle due chiese gemelle, per girare la scena di un funerale e poi si passerà in una non meglio identificata villa sul Lungotevere per alcune scene in interno. Infine il cast si trasferirà a Milano per un paio di giorni.</p>
<p>La storia raccontata da Avati è quella di un pubblicitario milanese (Scamarcio) che tenta di pubblicare il romanzo autobiografico del padre &#8211; un giornalista e sceneggiatore morto suicida &#8211; che parla del mondo cinematografico romano, da cui è stato respinto. Per terminare l&#8217;opera, rimasta incompiuta, il figlio si trasferisce a Roma, dove perderà la testa per un&#8217;ex attrice americana divenuta titolare di una casa editrice (Stone). La Capotondi interpreterà invece la fidanzata tradita del protagonista.</p>
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