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	<title>Movielicious &#187; Daniel Auteuil</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Le confessioni</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 20:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Connie Nielsen]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Auteuil]]></category>
		<category><![CDATA[Le Confessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Andò]]></category>
		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., Italia, Francia 2016)<br />
Uscita: 21 aprile 2016<br />
Regia: Roberto Andò<br />
Con: Toni Servillo, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Daniel Auteuil<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52757" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni.jpg" alt="Le_Confessioni" width="650" height="433" /></a></p>
<p>A tre anni da <a href="http://www.movielicious.it/2013/02/08/servillo-e-il-suo-doppio-le-videointerviste/" target="_blank"><em>Viva la libertà</em></a>, <strong>Roberto Andò</strong> torna a riflettere sulle possibili rappresentazioni della <strong>politica</strong> nel cinema con <em><strong>Le confessioni</strong></em>.<br />
E se a tracciare un ideale fil rouge tra le due opere provvede il <strong>Toni Servillo</strong> protagonista di entrambe, qui il processo analitico si fa più sottile, spostandosi dall’altro da sé (il tema del doppio trattato nel film precedente) all’altrove da qui.<br />
Un altrove racchiuso nei corridoi di un hotel di lusso in cui gli otto ministri dell’economia delle maggiori potenze mondiali soggiornano in attesa di un summit durante il quale verranno decise le sorti del mondo occidentale.<br />
Completano il quadro il Direttore del Fondo monetario internazionale Daniel Roché (<strong>Daniel Auteuil</strong>) e un terzetto di ospiti estranei al mondo della politica composto da una scrittrice di best seller per bambini, una matura rockstar e Roberto Salus, un taciturno quanto misterioso monaco.<br />
La morte improvvisa di Roché getta un’ombra sinistra sull’intero consesso e lascia i partecipanti privi di una guida &#8211; morale prima ancora che tecnica &#8211; e di fronte al dilemma di proseguire o meno il varo della manovra in esame. Ago della bilancia sarà proprio il monaco, l’ultimo tra gli ospiti ad aver visto Roché vivo, oltre che il depositario della sua ultima confessione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52758" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni_2.jpg" alt="Le_Confessioni_2" width="655" height="436" /></a></p>
<p>È uno scenario assai cupo quello in cui Andò cala lo spettatore fin dalle prime immagini della pellicola, pieno com’è di possibili letture metafisiche sulla cui pertinenza l’autore sembra lasciare completa libertà allo sguardo altrui. Ci si chiede, in sostanza, se l’hotel sia un luogo reale oppure una sorta di metaforico <strong>purgatorio</strong>, se Roché sia stato vittima di un omicidio mascherato da suicidio o se, in preda ai sensi di colpa per una manovra che lascerà buona parte del mondo in ginocchio, abbia semplicemente deciso di farla finita.<br />
In base a come si scelga di interpretarne la prima mezzora, <em>Le confessioni</em> diventa automaticamente un cupo giallo a chiave in cui il monaco potrebbe avere il ruolo di ipotetico deus ex machina o una metafora di come le leggi della moderna economia globale non possano, in ogni caso, mai prescindere da ciò che Nietzsche definiva “Umano, troppo umano”.<br />
E per quanto molti elementi spingano di più verso la seconda ipotesi &#8211; non ultimi lo stile visivo scelto dall’autore, tendente all’onirico e memore di certe suggestioni sorrentiniane (il resort svizzero che fa da location rimanda sia all’albergo de Le conseguenze dell’amore che alla Spa di <a href="http://www.movielicious.it/2015/05/20/youth-la-giovinezza/" target="_blank"><em>Youth &#8211; La giovinezza</em></a>) e la materia criptica di cui la maggior parte dei dialoghi risultano composti &#8211; c’è da dire però che, indipendentemente dalla strada interpretativa che si scelga di percorrere, il film in buona parte fallisce.</p>
<p>Fallisce innanzitutto come ipotetico giallo, in quanto non sfrutta le infinite possibilità drammaturgiche del canovaccio “gruppo di persone in un interno”, caricando quasi tutto il peso del plot sulle spalle del monaco di Servillo per relegare invece gli otto ministri al ruolo di semplici figurine di contorno.<br />
Il discorso non cambia anche qualora si propenda per una lettura allegorica, resa oltremodo ostica dal ritmo lento &#8211; a tratti quasi pachidermico a dispetto dei suoi cento minuti scarsi di durata &#8211; di un film che, non appena scopre le proprie carte, inizia inesorabilmente ad annoiare.<br />
In definitiva Andò si rivela inadatto a ibridare le proprie velleità autoriali con le suggestioni di genere, e anche le interessanti atmosfere pre apocalittiche da lui costruite nell’incipit finiscono per crollare sotto il peso di una storia perennemente indecisa su quale direzione imboccare.<br />
Non è difficile che, durante la visione, torni alla mente la ben più riuscita rappresentazione del disfacimento morale del potere tratteggiata da Sollima in <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/14/suburra/" target="_blank">Suburra</a></em>, per non parlare poi di <em>Todo Modo</em>, a cui Andò sembra ispirarsi esplicitamente pur senza seguirne l’esempio in termini di distorsione grottesca del reale.<br />
Resta la delusione per quello che, almeno sulla carta, sarebbe potuto essere ben altro film e l’ennesima maiuscola interpretazione di un Toni Servillo che, sebbene ritorni a tratti sui medesimi passi del Titta Di Girolamo de <em>Le conseguenze dell’amore</em>, rappresenta uno dei pochi valori aggiunti di un film per il resto abbastanza prescindibile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Toni Servillo e Pierfrancesco Favino nel trailer di Le confessioni</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 12:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Auteuil]]></category>
		<category><![CDATA[Le Confessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Andò]]></category>
		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo film di Roberto Andò arriverà nelle sale a fine aprile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Le_Confessioni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52408" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Le_Confessioni.jpg" alt="Le_Confessioni" width="1280" height="853" /></a></p>
<p>La <strong>01Distribution</strong> ha rilasciato il teaser trailer ufficiale di <em><strong>Le Confessioni</strong></em>, la nuova pellicola di <strong>Roberto Andò</strong> con protagonisti <strong>Toni Servillo, Daniel Auteuil, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Marie-Josée Croze, Moritz Bleibtreu</strong>. L’uscita è fissata per il 21 Aprile.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/FTOnWuPXLZU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Siamo in Germania, in un albergo di lusso dove sta per riunirsi un G8 dei ministri dell’economia pronto ad adottare una manovra segreta che avrà conseguenze molto pesanti per alcuni paesi. Con gli uomini di governo, ci sono anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Daniel Roché, e tre ospiti: una celebre scrittrice di libri per bambini, una rock star,e un monaco italiano, Roberto Salus. Accade però un fatto tragico e inatteso e la riunione deve essere sospesa. In un clima di dubbio e di paura, i ministri e il monaco ingaggiano una sfida sempre più serrata intorno al segreto. I ministri sospettano infatti che Salus, attraverso la confessione di uno di loro, sia riuscito a sapere della terribile manovra che stanno per varare, e lo sollecitano in tutti i modi a dire quello che sa. Ma le cose non vanno così lisce: mentre il monaco – un uomo paradossale e spiazzante, per molti aspetti inafferrabile – si fa custode inamovibile del segreto della confessione, gli uomini di potere, assaliti da rimorsi e incertezze, iniziano a vacillare…</p>
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		<title>Il cecchino</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/05/03/il-cecchino/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 16:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Foligno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Auteuil]]></category>
		<category><![CDATA[Il cecchino]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Argentero]]></category>
		<category><![CDATA[Mathieu Kassowitz]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Placido]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Le guetteur, 2012)<br />
Uscita: 1 maggio 2013<br />
Regia: Michele Placido<br />
Con: Daniel Auteil, Matthieu Kassovitz, Olivier Gourmet<br />
Durata: 1 ora e 29 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/il-cecchino-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-31856" title="il-cecchino-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/il-cecchino-2.jpg" alt="" width="500" height="230" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2012/11/12/roma-2012-giorno-4/"><strong>QUI </strong></a><strong>trovate le videointerviste a Michele Placido e a Luca Argentero</strong></p>
<p>Parigi. Il capitano Mattéi (Daniel Auteuil)è finalmente sul punto di arrestare una famigerata banda di rapinatori di banche, quando un cecchino appostato sul tetto di un edificio spara contro i poliziotti per permettere ai suoi complici di fuggire. Nella sparatoria uno di loro viene gravemente ferito e si vedono costretti a cambiare i propri piani, rifugiandosi presso lo studio di un medico corrotto che opera clandestinamente e rimandando la spartizione della refurtiva. Nel frattempo il capitano Mattei si mette sulle loro tracce e organizza una spietata caccia all&#8217;uomo per catturare il cecchino: la ricerca diventa una sfida tra i due, un duello implacabile e silenzioso, che lentamente lascia emergere verità sepolte nel loro passato&#8230;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2012/11/12/roma-2012-giorno-4/">Presentato Fuori Concorso al Festival del Cinema di Roma</a> lo scorso autunno, il nuovo film di Michele Placido vuole essere, secondo le dichiarazioni del regista stesso, il suo Romanzo criminale francese: ancora una volta l&#8217;autore torna ad immergersi nel mondo della criminalità e della violenza contemporanee, cercando di restituirne un ritratto vero e profondo, che vada oltre la superficie alla ricerca dei moventi, della sostanza umana ed esistenziale che si nasconde sotto la maschera di criminali &#8220;illustri&#8221;.</p>
<p>Tutta la storia ruota intorno al duello all&#8217;ultimo colpo tra il capitano Mattéi e il cecchino Kaminski (Mathieu Kassovitz), come nella migliore tradizione poliziesca-noir-western: il buono e il cattivo che si rincorrono, si cercano, si ritrovano faccia a faccia per scoprire di essere l&#8217;uno il doppio dell&#8217;altro, l&#8217;uno lo specchio deformante dell&#8217;esistenza dell&#8217;altro. La caccia all&#8217;uomo diventa quindi una ricerca interiore, un&#8217;operazione quasi psicoanalitica di scavo tra le pieghe della propria vita e soprattutto del proprio passato. Intorno a questa polarità protagonista-antagonista orbitano una serie di personaggi sofferenti e sconvolti, nessuno escluso, ma tutti macchiati da una colpa o da un dolore, tutti segnati da una dimensione tragica dell&#8217;esistenza: tra loro spicca per complessità la figura del dottor Franck (Olivier Gourmet), un vero e proprio Jekyll-Hyde, medico corrotto e avido, che nasconde una vita sadica e mostruosa sotto le sembianze di piccolo medico di provincia.</p>
<p>Nelle intenzioni del regista, la storia avrebbe dovuto rappresentare quel cosiddetto &#8220;polar&#8221; (ne fanno parte i film francesi a cavallo tra tra poliziesco e noir) reso celebre da Luc Besson o da Olivier Marchal, segnato dalla decadenza occidentale, dall&#8217;ambiguità e la duplicità degli uomini contemporanei, dai rapporti interpersonali e della società intera, segnata dalla tragedia e dal dolore, dalla violenza e dal male.<br />
Ma a differenza delle sue prove precedenti, soprattutto Romanzo criminale e Vallanzasca, questa volta la personale riflessione di Placido si ferma  in superficie, resta ingabbiata nelle convenzioni di genere, un genere per di più assai standardizzato e invariante, proprio basato sulla ripetizione di certi schemi e di certe soluzioni: la violenza, per quanto si tenti di giustificarla o analizzarla lucidamente, resta a volte gratuita o comunque spettacolarizzata; l&#8217;azione, per quanto sorretta da una sceneggiatura articolata e secca, resta scostante e poco fluida, alternando momenti volutamente concitati ad altri che rasentano la noia, soprattutto quando la macchina da presa si focalizza sui volti dei protagonisti in sequenze che vogliono essere introspettive, di approfondimento psicologico. Nemmeno una personalità registica forte e passionale come quella di Placido riesce quindi nel tentativo di giocare con le convenzioni, sovvertirle e scardinarle dall&#8217;interno, e il film non va molto oltre l&#8217;orizzonte di una pellicola d&#8217;azione passabile. Unico aspetto che getta una luce positiva su tutta l&#8217;operazione, che per il resto odora solo di commerciale, è la direzione degli attori, in cui Placido si conferma ancora una volta un maestro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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