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	<title>Movielicious &#187; Davide</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La luna su Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 17:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2013)<br />
Uscita: 27 marzo 2014<br />
Regia: Davide Ferrario<br />
Con: Walter Leonardi, Manuela Parodi, Eugenio Franceschini<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Academy2</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-luna-su-torino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35945" title="la-luna-su-torino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-luna-su-torino.jpg" alt="" width="500" height="327" /></a></p>
<p>Ugo (Walter Leonardi) è un quarantenne che non ha lavorato un solo giorno in vita sua e passa le giornate tra una lettura di Leopardi ed escursioni in bicicletta per le vie della città.<br />
In seguito alla prematura morte dei genitori, l&#8217;uomo ha infatti ereditato una casa sulle colline torinesi dove ospita Maria (Manuela Parodi), giovane commessa in un&#8217;agenzia di viaggi con ambizioni da attrice, e Dario (Eugenio Franceschini), un universitario ventenne che lavora al bioparco.<br />
Insoddisfatti di ciò che hanno ma, allo stesso tempo, indecisi sulle possibili strade da prendere nella vita, i tre si barcamenano tra divagazioni poetiche e piccole disavventure sentimentali.</p>
<p>Presentato lo scorso autunno al Festival Internazionale del Film di Roma, <strong>La luna su Torino</strong> segna il ritorno di Davide Ferrario (<em>Tutti giù per terra</em>, <em>Guardami</em>) al lungometraggio di finzione e un nuovo omaggio del regista a Torino, città dove era già ambientato <em>Dopo mezzanotte</em>.<br />
E se, da un lato, Ferrario cerca evidentemente di rielaborare le suggestioni di quel riuscito film, partendo ad esempio dalla stessa rigidità di coordinate spaziali (in quel caso la Mole Antonelliana e qui il 45° parallelo), l&#8217;esito in questo caso è però di tutt&#8217;altro valore.<br />
Il film è infatti un pasticcio senza capo né coda, che finisce col rappresentare un corollario di tutto ciò che oggi il cinema italiano dovrebbe evitare di essere.<br />
Su un&#8217;idea di base già di per sé inconsistente, Ferrario costruisce un filmetto colto nelle intenzioni, ma esilissimo nei risultati che sfigurerebbe anche come prova d&#8217;esame in una qualsiasi scuola di cinema.<br />
Con&#8217;un aderenza pressoché perfetta al mood dei personaggi che racconta, La luna su Torino è perennemente indeciso sulla sua ragion d&#8217;essere, in bilico tra la commedia generazionale e l&#8217;amaro apologo esistenziale e si perde ben presto in una ridda di citazioni sterili e di dialoghi ai limiti dell&#8217;inverosimile.<br />
Il tutto poi è appesantito da una recitazione forzata, quasi amatoriale.</p>
<p>Spiace vedere un autore che ricordavamo brillante e a proprio agio con questo stesso genere di tematiche naufragare in questo esercizio di stile pieno di voci off e dissertazioni pseudofilosofiche sul senso della vita.<br />
Non si registra un guizzo che sia uno ne La luna su Torino, nemmeno in uno stile registico che rimane ancorato con pervicacia a quelle inquadrature sghembe &#8211; cifra distintiva di tutto il cinema di Ferrario &#8211; che potevano risultare interessanti giusto fino alla metà degli anni novanta.<br />
E spiace ancora di più perché nel frattempo il cinema italiano qualche passo in avanti lo ha fatto, anche se Ferrario, affetto dal tipico snobismo dell&#8217;intellettuale che rifiuta qualsiasi tipo di aderenza alla realtà, sembra non essersene accorto. Non si spiega altrimenti questa storia di precari che passano intere giornate a interrogarsi sul senso della vita e dell&#8217;amore, senza preoccuparsi mai di faccende magari meno &#8220;alte&#8221;, ma più squisitamente pratiche come, ad esempio, sbarcare il lunario.<br />
Molto meglio allora il divertentissimo <em>Smetto quando voglio</em> di Sidney Sibilia o anche solo il semplicemente onesto<a href="http://www.movielicious.it/2014/03/06/la-mossa-del-pinguino/"> <em>La mossa del pinguino</em></a> di Claudio Amendola che, nella loro totale assenza di velleità colte, riescono comunque a rimanere attaccati a un qualcosa che somigli alla vita reale e, se non altro, a strappare un sorriso.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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