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	<title>Movielicious &#187; Ed Harris</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Madre! Il trailer dell&#8217;horror di Darren Aronofsky</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 09:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Darren Aronofsky]]></category>
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		<description><![CDATA[Jennifer Lawrence e Javier Bardem nelle prime inquietanti scene del film che sarà a Venezia 74.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/Madre.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56474" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/Madre.jpg" alt="Madre!" width="700" height="300" /></a></p>
<p>A tre settimane dall&#8217;anteprima al 74° Festival di Venezia,<em><strong> Madre!</strong></em> di <strong>Darren Aronofsky</strong> (<em>Requiem for a Dream</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2011/02/18/il-cigno-nero/" target="_blank"><em>Il cigno nero</em></a>, <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/04/09/noah/" target="_blank">Noah</a></em>)si presenta al pubblico con il primo trailer ufficiale, che mette i brividi! Fanno parte del cast dell&#8217;horror <strong>Jennifer Lawrence</strong>, <strong>Javier Bardem</strong>, <strong>Domhnall Gleeson</strong>, <strong>Michelle Pfeiffer</strong>, <strong>Ed Harris</strong> e <strong>Kristen Wiig</strong>.</p>
<div style="position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;"><iframe style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; left: 0;" src="https://www.youtube.com/embed/XpICoc65uh0?ecver=2" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<p>La pellicola debutterà nelle sale americane il 15 settembre, in quelle italiane il 28 settembre.</p>
<p>In <em><strong>Madre!</strong></em>  una coppia vede la propria relazione messa alla prova quando un ospite non invitato si presenta a casa a loro, interrompendo la loro quieta esistenza.</p>
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		<title>Run All Night &#8211; Una notte per sopravvivere</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 07:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ed Harris]]></category>
		<category><![CDATA[Jaume Collet-Serra]]></category>
		<category><![CDATA[Joel Kinnaman]]></category>
		<category><![CDATA[Liam Neeson]]></category>
		<category><![CDATA[Run All NIght]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent D'Onofrio]]></category>

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		<description><![CDATA[Liam Neeson nei panni di un sicario in pensione in un thriller che non regala guizzi né novità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Run All Night, USA 2015)<br />
Uscita: 30 aprile 2015<br />
Regia: Jaume Collet-Serra<br />
Con: Liam Neeson, Ed Harris, Joel Kinnaman, Vincent D&#8217;Onofrio<br />
Durata: 1 ora e 49 minuti<br />
Distribuito da: Warer Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/run-alla_night.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42450" title="run-alla_night" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/run-alla_night.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Basta davvero poco per mandare in rovina la propria reputazione e per farle assumere i connotati di un&#8217;involontaria caricatura: dall&#8217;umiliante buffoneria di Johnny Depp all&#8217;inerzia protezionista di Will Smith, dalla paura di crescere di Jim Carrey all&#8217;evidente masochismo di Nicolas Cage, si possono citare manciate di carriere precipitate inesorabilmente dalla A-list all&#8217;abisso dell&#8217;autoparodia, dal rispetto incondizionato di pubblico e critica allo status di barzelletta vivente.</p>
<p>Meno appariscente, ma forse più netta, è la metamorfosi subita dal percorso professionale di <strong>Liam Neeson</strong>, passato dalla posizione defilata e dignitosa dei suoi trascorsi autoriali (la Coppa Volpi per <em>Michael Collins</em>, le candidature agli Oscar per <em>Schindler&#8217;s List </em>e per <em>Kinsey</em>) e dalla partecipazione discreta a franchise di enorme riscontro commerciale (la trilogia prequel di <em>Star Wars</em> e i <em>Batman</em> di Nolan) all&#8217;inopinata seconda giovinezza all&#8217;insegna dell&#8217;azione pura inaugurata nel 2008 da <em>Taken &#8211; Io vi troverò </em>e bissata indefessamente da un lustro abbondante di spesso indiscernibili copie carbone costantemente a base di regolamenti di conti, di passati ingombranti e/o di performance muscolari in barba all&#8217;incedere dell&#8217;età.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/run.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42456" title="run" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/run.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Non fa eccezione questo <em>Run all Night</em>, terza collaborazione consecutiva con l&#8217;ex-rivelazione dell&#8217;horror <strong>Jaume Collet-Serra</strong> dopo <em>Unknown</em> e <em>Non-Stop</em>, thriller newyorkese che sogna le faide bostoniane di Dennis Lehane e le atmosfere notturne di Michael Mann (nientemeno che la sequenza della tavola calda di <em>Heat</em>, a un certo punto) ma che si accontenta di replicare le più modeste e formulaiche suggestioni del cinema di Michael Winner (<em>Il giustiziere della notte</em> e, ancor più, <em>Professione: assassino</em>), confermando tristemente e instancabilmente l&#8217;attore sessantaduenne come il corrispettivo contemporaneo di Charles Bronson e come il nuovo simbolo di un filone geriatrico-pistolettaro a prova di ridicolo.</p>
<p>A giustificare questo nuovo pretesto per circa due ore di spari e botti, i soliti ingredienti pescati dal grande libro dei cliché: un sicario sul viale del tramonto e in cerca di tardiva redenzione (Neeson), un sottobosco malavitoso temibile ma sorretto dall&#8217;etica del mos maiorum (incarnato da un distinto, malinconico <strong>Ed Harris</strong>, senza dubbio quanto di meglio la pellicola abbia da offrire), un figlio estraniato e rancoroso (l&#8217;ex-Robocop <strong>Joel Kinnaman</strong>) con cui recuperare i rapporti, l&#8217;ultimo poliziotto puro (l&#8217;invecchiatissimo <strong>Vincent d&#8217;Onofrio</strong><em> </em>di <em>Full Metal Jacket</em>) in una città sepolta dalla corruzione, un killer inarrestabile à la Terminator (il rapper <strong>Common</strong>), e chi più ne ha, più ne metta, protagonisti di una risaputa successione di sparatorie, scazzottate e inseguimenti di routine messi in scena senza creatività né guizzi di regia, se non per alcuni sporadici raccordi in stile Google Earth a dir poco inguardabili e per uno sciagurato prologo in flash-forward sulla scia di <em>Carlito&#8217;s Way</em> che sceglie inspiegabilmente di spoilerare le poche sorprese possibili.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/run_all_night_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42451" title="run_all_night_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/run_all_night_2.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>E anche a causa di certe digressioni che non portano da nessuna parte &#8211; specie il ruolo fulmineo di uno spettrale <strong>Nick Nolte</strong>, quasi certamente sacrificato dal montaggio definitivo e pertanto non accreditato &#8211; <em>Run All Night</em> fallisce nel suo mero intento intrattenitivo e pare fatto apposta per una platea totalmente a digiuno di action movie, aggirandosi fra la prevedibilità dei topoi (le meccaniche familiari, l&#8217;amicizia virile, il riscatto finale) e l&#8217;assurdità degli snodi (l&#8217;implausibile fuga pirotecnica dal condominio popolare, la carneficina nel pub compiuta col minimo sforzo, il tono assolutamente conciliante dell&#8217;epilogo), troppo serioso per tentare un approccio ruspante da b-movie d&#8217;altri tempi e troppo stravisto per potersi dire moderno.</p>
<p>Privo tanto dell&#8217;ostentata, consapevole cafonaggine dei tre <em>Taken</em> quanto della ricercatezza degli appena più definiti <em>The Grey</em> e <em>La preda perfetta</em>, <em>Run all Night</em> si assesta su un rassicurante e scolastico taglio generico da ABC del neo-noir, su una costruzione pigra e ritrita che funge principalmente da giustificazione per la nuova tappa di un fenomeno virale destinato a ripetersi ad nauseam, su un mosaico di convenzioni intercambiabili messe insieme con il solo scopo di regalare al distratto spettatore da multisala l&#8217;ennesimo, indistinguibile film con Liam Neeson che spara in faccia alla gente.</p>
<p>E questo, francamente, ci sembra che con il cinema non abbia nulla a che fare.</p>
<p>Voto <strong>4</strong></p>
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		<title>Snowpiercer</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2014 09:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriva nelle sale lo sci-fi postapocalittico del coreano Bong Joon-ho. Un film da non perdere per nessun]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Corea del Sud, 2013)<br />
Uscita: 27 febbraio 2014<br />
Regia: Bong Joon-ho<br />
Con: Chris Evans, Tilda Swinton, John Hurt, Jamie Bell<br />
Durata: 2 ore e 26 minuti<br />
Distribuito da: Koch Media</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/snowpiercer-slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35309" title="snowpiercer-slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/snowpiercer-slide.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Anno 2031. A causa di un errato esperimento meteorologico, la Terra è precipitata in un inverno perenne. I pochi sopravvissuti hanno trovato rifugio su un treno mosso da un motore a moto perpetuo, lo Snowpiercer, che gira attorno al pianeta su una rotaia appositamente costruita. A bordo, tutto ricorda il mondo di prima, suddiviso per classi sociali: nei vagoni di coda ci sono i disperati, reietti che sembrano usciti da un romanzo di Dickens, che vivono ammassati in carrozze fatiscenti. Dai bassifondi è proibito muoversi, motivo per cui nessuno ha mai visto le sezioni di mezzo e di testa del treno. Dopo quasi vent&#8217;anni di viaggio ininterrotto tra lande desolate e innevate, la difficile convivenza ed i delicati equilibri sfociano inevitabilmente nella rivolta, montata proprio dalla coda del convoglio. <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/08/roma-2013-giorno-1/">Film di apertura della scorsa edizione del Festival del Film di Roma</a>, adattato da <strong>Bong Joon-ho</strong> e Kelly Masterson (<em>Onora il padre e la madre</em>) dalla grapic novel francese del 1982 di Jacques Lob, Benjamin Legrand e Jean-Marc Rochette <em><strong>Le Transperceneige</strong></em>, <strong><em>Snowpiercer</em></strong> è un film di svolta nell&#8217;ambito della fantascienza distopica, genere a cui appartiene e che, in parte, riscrive.</p>
<p>Ci troviamo davanti a un gigante dal punto di vista produttivo, alla pellicola più costosa mai realizzata in Corea (39 milioni di dollari di budget), diretta con sapienza da un regista ancora poco conosciuto in Itaia, Bong Joon-ho, senza se e senza ma il più grande autore coreano attualmente su piazza. Nell&#8217;anno in cui i suoi connazionali più noti hanno ceduto al fascino e alle lusinghe hollywoodiane (pensate a <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/31/the-last-stand-lultima-sfida/"><em>The Last Stand</em></a> di Kim Jee-woon, con Arnold Schwarzenegger o a <a href="http://www.movielicious.it/2013/06/19/stoker/"><em>Stoker</em></a>, thriller con Nicole Kidman e Mia Wasikowska diretto da Park Chan-wook), lo ha fatto anche lui, ottenendo un risultato migliore rispetto ai suoi due compatrioti. Se infatti a Kim Jee-woon va riconosciuto un indubbio talento tecnico, apprezzabile soprattutto nelle scene action, e a Chan-wook un innato senso estetico, unito alla capacità di fare cinema estremo che passa sia attraverso le immagini che attraverso i sentimenti, a Bong Joon-ho va attribuita l&#8217;attitudine a confezionare film d&#8217;autore che riescono ad essere anche facilmente esportabili: le sue sono pellicole che strizzano l&#8217;occhio ai macrogeneri hollywoodiani di maggior successo come i thriller (<em>Memories of Murder</em>, <em>Madre</em>) o gli horror (<em>The Host</em>), di cui reinerpreta i canoni, arricchendoli di nuova e inaspettata linfa narrativa. E con <em>Snowpiercer</em> il talento di Bong abbraccia per la prima volta una sceneggiatura e degli attori internazionali, con un risultato sorprendentemente positivo. Probabilmente il migliore auspicabile.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/snowpiercer-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35310" title="snowpiercer-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/snowpiercer-2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Rieccoci sul treno, su quel surrogato di (in)civiltà che rappresenta. Incredibile come Bong sia riuscito a racchiudere un mondo in quei pochi vagoni intrisi di speranza, vendetta, violenza, carità, incastrando i personaggi in una spietata coreografia dicotomica di lusso e povertà, privilegio e ingiustizia, assolutismo e desiderio di democrazia. Ancora più incredibile è come il regista coreano abbia reinventato e sfruttato appieno quegli spazi angusti. La prima parte del film fa mancare l&#8217;aria. Il tanfo stantio che si respira in terza classe, putrido e palpabile, ti arriva ditto al naso. Poi gli ambienti iniziano a dilatarsi, se non materialmente almeno idealmente, man mano che monta la rivolta e che i ribelli, capitanati da Curtis (un Chris Evans barbuto piuttosto efficace nel ruolo dell&#8217;eroe), tentano l&#8217;ardua impresa di raggiungere la testa del treno. Con lui, una gang variegata di disperati e reietti che va da <strong>Jamie Bell</strong> a <strong>Octavia Spencer</strong>, passando per <strong>John Hurt</strong>. E poi, il tocco coreano che non poteva mancare: <strong>Song Kang-ho</strong>, attore feticcio di Bong, qui nei panni dell&#8217;esperto di sistemi di sicurezza perennemente strafatto di Kronol, una potente droga sintetica; accompagnato da <strong>Ah-sung Ko</strong>, la bambina di<em> The Host</em>, che interpreta sua figlia. Dalla parte dei &#8220;cattivi&#8221;, invece, il regista ha scierato una sensazionale <strong>Tilda Swinton</strong> e un composto <strong>Ed Harris</strong>.</p>
<p>Mantenendo la propria visione autoriale, quella che ha caratterizzato il suo cinema fino ad ora, l&#8217;autore coreano è riuscito a tenere il punto e a rendere Snowpiercer chiaramente un film con il suo marchio, nonostante qualche scivolone negli stereotipi che la produzione a stelle e strisce gli deve aver imposto. Ma Bong, con un&#8217;abilità felina, è riuscito ad aggirare quei paletti e a trasformarli in opporunità narrative che alla finiscono per arricchire la pellicola anziché svilirla. <em>Snowpiercer </em>è un film in cui il suo stile è riconoscibilissimo, nonostante sia anche il suo lavoro più americano, ma non poteva essere altrimenti. Tradotto, troviamo sparsi qua e là qualche ralenty che sottolineano le scene più epiche e la volontà di renderlo un prodotto universalmente comprensibile, a costo di qualche dialogo di troppo (in realtà ci sono dei veri e propri spiegoni) che non riescono a non incidere sul serrato ritmo narrativo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/snowpiercer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35311" title="snowpiercer" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/snowpiercer.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Ma i veri problemi per <em>Snowpiercer </em>e per Bong, sono arrivati in fase di distribuzione, nelle mani del re Mida di Hollywood, il produttore <strong>Harvey</strong> &#8220;mani di forbice&#8221; <strong>Weinstein</strong>.  Il rischio di vedere la pellicola, girata in Repubblica Ceca e prodotta dalla <strong>Moho Films</strong> di Park Chan-wook, mutilata e in parte rimontata secondo i dettami della weltanschauung weinsteiniana per un attimo è divenuto realtà, ma alla fine il pericolo è stato scongiurato. Almeno in parte.</p>
<p>Perché Mr. Weinstein distribuirà il film di Bong in tutto il mondo, portandolo fuori dai confini della Corea sel Sud (dove <em>Snowpiercer</em> è uscito ad agosto del 2013 e ha già incassato la cifra record di 60 milioni di dollari) e dell&#8217;Asia, mercato in cui il regista va già fortissimo, ma non senza compromessi. Secondo i desideri del produttore, <em>la pellicola</em> sarebbe dovuta arrivare nelle sale americane con venti minuti in meno (la versione integrale dure due ore e 6 minuti) ed epurata delle scene più violente. Il taglio era stato giustificato in modo poco garbato dallo stesso Weinstein: &#8220;necessario per far sì che il film venga capito anche dagli abitanti dell’Oklahoma, o dell’Iowa&#8221;, che avranno ringraziato sentitamente per l&#8217;attestato di stima nei loro confronti. In principio si era parlato persino di una voce fuori campo per rendere più chiara la storia, ma per fortuna Bong su questo è riuscito a tenere duro. Alla fine la situazione si è risolta con una mezza vittoria da parte di entrambi: <em>Snowpiercer</em> avrà un tipo di distribuzione platform e non più wild. Questo vuol dire che, almeno negli States, uscirà con meno copie e solo in alcune città selezionate. Ma chi lo vedrà potrà godere della versione integrale. Anche qui da noi <em>Snowpiercer </em>arriverà nella versione integrale in circa 150 copie. E il nostro consiglio è di non lasciarvelo sfuggire, perché se c’è un’opera in grado aprire nuove strade e prospettive produttive, quella è proprio il film di Bong.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Nuovo film per Peter Weir</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 11:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Colin Farrell]]></category>
		<category><![CDATA[Ed Harris]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Weir]]></category>
		<category><![CDATA[The Way Back]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/peter-weir.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2269" title="peter-weir" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/peter-weir.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p>Dopo una pausa di qualche anno, il regista di <em>The Truman Show</em> è finalmente tornato sul set: hanno infatti preso il via le riprese del suo nuovo film, <em>The Way Back</em>.</p>
<p>La pellicola è basata su un libro di Slavomir Rawicz, <em>Tra noi e la libertà,</em> e racconta del trasferimento dell’autore in un gulag siberiano nel 1939 e della  successiva fuga. Insieme a lui, altri sei compagni attraversarono la transiberiana, compiendo oltre 6.500 chilometri a piedi.<br />
Ricco di nomi illustri, il cast. Ci saranno Colin Farrell, Jim Sturgess, Ed Harris. Bentornato al lavoro, Peter.</p>
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		<title>Appaloosa</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 18:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ed Harris]]></category>
		<category><![CDATA[Jeremy Irons]]></category>
		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ritorno del cinema di frontiera, con tutti gli ingredienti che lo caratterizzano. Ottima prova di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(id., USA 2008)<br />
Uscita: 16 gennaio 2009<br />
Regia: Ed Harris<br />
Cast: Ed Harris, Viggo Mortensen, Jeremy Irons<br />
Durata: 1 ora e 56 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/01/appaloosa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-500" title="appaloosa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/01/appaloosa.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Ultimamente il filone western sembra conoscere una seconda giovinezza a Hollywood. E dopo <em>Terra di confine</em> e il più recente <em>Quel treno per Yuma</em>, ecco sbucare un&#8217;altra piccola perla di quello che da molti viene considerato il genere per antonomasia.</p>
<p>Regista e interprete ne è Ed Harris, che porta in scena un personaggio col volto sempre accigliato, un burbero dal cuore tenero insomma, Virgil Cole. Al suo seguito, un soldato in congedo interpretato da un sempre convincente Viggo Mortensen. Il loro compito è quello di vigilare sulla sperduta cittadina di Appaloosa, tenuta in pugno dal villain di turno, Bragg (Jeremy Irons). Ma la vita di questi tre uomini, che sono di quelli che non devono chiedere mai, viene stravolta dall&#8217;arrivo in città della deliziosa quanto volubile<br />
Miss French (Renée Zellwegger).</p>
<p>Gli incastri ci sono tutti, così come il sottofondo musicale enfatico e i dialoghi brillanti e sincopati. Una sottolineatura: quanto donano a Jeremy Irons gli abiti che indossa in questo film!</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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