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	<title>Movielicious &#187; Emily Watson</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Una notte con la regina</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 12:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Una notte con la regina]]></category>

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		<description><![CDATA[ Julian Jarrold al timone di questa delicata commedia in costume con Sarah Gadon e Rupert Everett.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(A Royal Night Out, UK, 2015)<br />
Uscita: 7 aprile 2016<br />
Regia: Julian Jarrold<br />
Con: Sarah Gadon, Bel Powley, Jack Reynor, Rupert Everett, Emily Watson<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52596" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out.jpg" alt="A_Royal_Night_Out" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Curioso come <strong>Julian Jarrold</strong> abbia fatto del<strong> &#8220;</strong>normale&#8221; che si trova ad affrontare il &#8220;diverso&#8221; un elemento caratteristico del suo cinema, soprattutto se inserito in una storia di rivalsa sociale. Un elemento ben presente in <em>Kinky Boots</em>, stravagante commedia su una fabbrica di scarpe vecchio stampo che si salva dal fallimento iniziando a produrre eccentrici stivali per drag queen, e anche in <em>Becoming Jane</em>, pellicola nella quale il regista inglese ha inserito, un po&#8217; forzatamente, i tormenti e le ambizioni presenti in <em>Orgoglio e Pregiudizio</em> nella vita privata di Jane Austen, nella realtà ben più monotona. Ed è presente anche in <em><strong>Una notte con la regina</strong></em>, garbata commedia che prende spunto da un episodio realmente accaduto, su cui Jarrold ricama un po&#8217; su,  confezionando un prodotto godibile ed estremamente british.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52597" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out_2.jpg" alt="A_Royal_Night_Out_2" width="1000" height="667" /></a></p>
<p>Londra, 8 maggio 1945. In tutta Europa si celebra la giornata della Vittoria. Gli Alleati accettano la resa incondizionata dell&#8217;esercito nazista e nella capitale inglese esplode la gioia della gente che si riversa nelle strade per festeggiare la fine della Seconda Guerra Mondiale. Le due giovani principesse Elizabeth (<strong>Sarah Gadon</strong>) e Margaret Windsor (<strong>Bel Powley</strong>), affascinate da quel brulichio di persone, riescono a strappare a Re Giorgio VI (<strong>Rupert Everett</strong>) e alla Regina (<strong>Emily Watson</strong>) il permesso di uscire, a patto che accettino la scorta di due ufficiali, che non lascino l&#8217;Hotel Ritz e che rientrino entro mezzanotte. Ma Margaret riesce a sgattaiolare via dall&#8217;hotel, costringendo Elizabeth a inseguirla per tutta Londra.</p>
<p>Lo spunto da cui prende il via <em><strong>Una notte con la regina</strong></em> è buono e l&#8217;idea delle due principesse in giro per Londra in incognito non fanno che rafforzarlo. Naturalmente Julian Jarrold si è divertito anche qui, come nel caso di <em>Becoming Jane</em>, a romanzare molto una storia vera ma di cui non si conoscono i dettagli, soprattutto quelli più squisitamente romantici: nello specifico l&#8217;incontro tra la futura regina Elisabetta e il giovane aviere Jack <strong>(Jack Reynor</strong>) che ignora chi la ragazza sia in realtà, così come tutte le persone incontrate in quella folle, magica notte. Commedia vivace e ingenua che si fregia di un cast notevole (Rupert Everett è perfetto nei panni del re balbuziente, così come Sarah Gadon, attrice feticcio di David Cronenberg, in quelli della giovane Elisabetta) che trova nell&#8217;interpretazione di Bel Powley, una principessa Margareth un po&#8217; goffa e alla costante ricerca di attenzione, un concentrato di freschezza e vivacità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Ian McKellen e Anthony Hopkins nel trailer di The Dresser</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 12:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Hopkins]]></category>
		<category><![CDATA[Emily Watson]]></category>
		<category><![CDATA[Ian McKellen]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Eyre]]></category>
		<category><![CDATA[The Dresser]]></category>

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		<description><![CDATA[I due attori inglesi per la prima volta insieme nel film TV di Richard Eyre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/The_Dresser.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52516" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/The_Dresser.jpg" alt="The_Dresser" width="600" height="400" /></a></p>
<p>E&#8217; stato rilasciato in rete il trailer di <em><strong>The Dresser</strong></em>, film per la TV adattato dall’omonima opera teatrale di Ronald Harwood scritta nel 1979 e conosciuta nel nostro paese con il titolo di <em>Servo di Scena</em>. Protagonisti,<strong> Ian McKellen </strong>e <strong>Anthony Hopkins</strong> affiancati da <strong>Emily Watson</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/xMxByFQ-xXU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>The Dresser</em> è diretto da <strong>Richard Eyre</strong> (<em>Diario di uno scandalo</em>, <em>Iris</em>) e racconta una storia che sis volge dietro le quinte di un teatro della provincia inglese nel gennaio del 1942.<br />
Una compagnia itinerante sta per rappresentare il <strong>Re Lear</strong>, ma l’anziano capocomico (Hopkins), è in preda a una crisi di nervi e non fa altro che piangere. Milady, la prima attrice nonché sua moglie, Madge, la direttrice di scena, e tutti i colleghi sono in grande apprensione, anche perché il teatro è pieno: ma Norman (McKellen), il suo assistente, è convinto di risolvere anche questa situazione.</p>
<p><strong><em>The Dresser</em></strong> andrà in onda  il prossimo 30 maggio negli States sul canale via cavo Starz.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Everest</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 13:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio Fuori Concorso a Venezia 72 Jake Gyllenhaall, Josh Brolin e Jason Clarke affrontano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 24 settembre 2015<br />
Regia:  Baltasar Kormákur<br />
Con: Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, Jason Clarke<br />
Durata:2 ore e 1 minuto<br />
Distribuzione: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44651" title="everest_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_1.jpg" alt="" width="500" height="280" /></a></p>
<p><em>&#8220;Perché scalare l&#8217;Everest? Perché esiste&#8221; &#8211; George Mallory</em></p>
<p>Perché, specie dopo il clamoroso tandem di <em>Gravity</em> e di <em>Birdman</em>, assegnare a un film come <em><strong>Everest</strong></em> il ruolo di pellicola di apertura del più longevo Festival del Cinema del mondo?<br />
Dopo la roboante indifferenza e la gelida accoglienza &#8211; <em>no pun intended</em> &#8211; incassate al termine della première veneziana, viene da credere che l&#8217;eventuale risposta del direttore Alberto Barbera, vistosi &#8220;usurpare&#8221; da New York l&#8217;attesissimo <em>The Walk</em> di Robert Zemeckis, e il laconico commento dello sfortunato alpinista britannico citato in apertura coincidano.</p>
<p>Un conto, però, è il valore squisitamente umano dell&#8217;impresa, requisito indispensabile della secolare ambizione antropica di infrangere le barriere naturali, un altro è la supposta esigenza della sua trattazione artistica, che non solo rischia di essere ridotta a un mero sforzo produttivo privo della benché minima sostanza &#8211; quello, per esempio, che ha portato all&#8217;acclamazione gratuita ed esagerata di un vacuo giocattolone come <em>Mad Max: Fury Road</em> -, ma che, a meno di non essere l&#8217;Herzog di <em>Fitzcarraldo</em> o il Kevin McDonald de <em>La morte sospesa</em>, disinnesca ogni senso di stupore e di coinvolgimento quando l&#8217;artefazione si fa asfissiante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44652" title="everest_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_2.jpg" alt="" width="499" height="266" /></a></p>
<p>L&#8217;esistenza, dicevamo, di un&#8217;operazione come <em>Everest</em> si giustifica esclusivamente con quei pochi metri di passerella stesi ai galà di turno, e, nel caso specifico del Lido, con lo scopo di rimpolpare e internazionalizzare un red carpet non proprio sovrabbondante con un ensemble di divi a fare quadrato (lo stesso principio dell&#8217;altro bluff da box office dell&#8217;edizione, ossia <em>Black Mass</em>): per il resto, carente tanto dal punto di vista biecamente intrattenitivo, quanto &#8211; ma i dubbi erano ben pochi, considerati i modesti precedenti di <em>Contraband</em> e di <em>Cani sciolti</em> &#8211; come occasione per l&#8217;islandese <strong>Baltasar Kormákur </strong>di rivelarsi in veste di autore action ormai collaudato, <em>Everest</em> discende direttamente dal canone desueto del disaster movie corale à la <em>Airport</em>, sovrappopolato di celebrità scarsamente assortite con i cui alter ego di cartapesta lo spettatore è chiamato a identificarsi e sulla cui sopravvivenza è cinicamente portato a scommettere, ma c&#8217;è ben poco per cui esaltarsi fra caratterizzazioni antidiluviane (il texano spaccone ma fragile di <strong>Josh Brolin</strong>, lo scapicollato fricchettone di <strong>Jake Gyllenhall</strong>, lo scalognato rachitico di <strong>John Hawkes</strong>, anche se il top restano le mogliettine scalpitanti delle svogliatissime <strong>Keira Knightley</strong> e <strong>Robin Wright</strong>), uno sviluppo tedioso e a rilento che passa dall&#8217;adventure sonnacchioso della prima metà al survivalistico esagitato della seconda, una confezione pulitina che alterna soprattutto estetizzanti panoramiche aeree &#8211; niente che non si possa già trovare nel di gran lunga superiore documentario omonimo del 1998, girato davvero e non, a differenza di questo, soltanto convertito in formato IMAX  &#8211; a sequenze dinamiche male orchestrate (senza tirare in ballo un 3D che più accessorio non si potrebbe), momenti ai confini del trash, come la repentina resurrezione innescata dai flashback a ralenti della famigliola in stile Mulino Bianco, e dialoghi piattissimi a base di pipponi motivazionali e di gradassate assortite (già cult la lapidaria sparata secondo cui &#8220;a contare non è l&#8217;altitudine, ma l&#8217;attitudine&#8221;).</p>
<p>In questo senso, più che all&#8217;anonimo mestiere del regista, la paternità dell&#8217;opera è da ascriversi agli sceneggiatori <strong>William Nicholson</strong> e <strong>Simon Beaufoy</strong>, artefici dei più enfatici e ignoranti calvari del cinema di consumo del nuovo secolo, da <em>Il gladiatore </em>e <em>Unbroken</em> (il primo) a <em>The Millionaire </em>e <em>127 ore</em> (il secondo), di cui il compitino di Kormákur pare la versione innevata e a più voci. Come nel caso dell&#8217;one-man-show con James Franco, anche qui sfugge un punto del discorso diverso dalla semplice, sterile cronaca degli eventi condita da tocchi insistentemente melodrammatici (la fine del povero <strong>Jason Clarke </strong>è puro torture porn), con l&#8217;aggravante di uno studio dei personaggi pressoché inesistente che riduce il nutritissimo cast a un magma indifferenziato di ragioni sommarie (fuga dalla routine, ricerca di rivalsa, volontà di potenza e altre ovvietà) e con un senso dell&#8217;epica che confonde il grandioso &#8211; si pensi all&#8217;arrivo in cima alla montagna, reso con sconsolante assenza di meraviglia &#8211; con il tonitruante.</p>
<p>Peccato, perché dal film sembrava evincere una riflessione sui limiti dell&#8217;Uomo comune alle prese con la Natura e con se stesso, come dimostra lo scontro fra l&#8217;attitudine &#8220;chioccesca&#8221; e possibilista del personaggio di <strong>Jason Clarke</strong>, pronto ad ammettere principianti nelle proprie cordate, con quella elitarista del rivale interpretato da Gyllenhall &#8211; confronto che pure si conclude in parità -, ma <em>Everest</em> si accontenta di un&#8217;indistinta identità di generico blockbuster da schiaffare in multisala senza troppi complimenti.</p>
<p>Voto <strong>4</strong></p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Le stelle sul red carpet. Ma a brillare sono in poche</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 09:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tappeto rosso all'insegna della sobrietà e del rigore (un po' troppo). Ma qualcuno si è salvato. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44164" title="slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/slide.jpg" alt="" width="500" height="203" /></a></p>
<p>I film vanno bene, ma ci vuole anche un po&#8217; di glamour. E ieri sera sul <strong>tappeto rosso</strong> che ha preceduto la <strong>Cerimonia di apertura</strong> e la premiére di <em>Everest</em> si sono visti dei look interessanti, nonostante la serata sia stata decisamente sottotono. Come sempre non tutte hanno fatto centro: ecco i nostri giudizi sugli abiti e su chi li ha indossati.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/elisasednaoui.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44165" title="elisasednaoui" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/elisasednaoui.jpg" alt="" width="267" height="401" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/elisa-sednaoui1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44166" title="elisa-sednaoui1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/elisa-sednaoui1.jpg" alt="" width="267" height="401" /></a></p>
<p>La prima a sfilare è stata, come da tradizione, la <strong>madrina</strong> del festival <strong>Elisa Sednaoui</strong> che, fasciata da un <strong>Armani Privé</strong>, ha optato per un look sobrio ed elegante. Ad illuminarle il volto, un collier Buccellati in oro bianco e diamanti. Promossa a pieni voti, nonostante la gente si domandi ancora: &#8220;Elisa chi?&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/diane-kruger.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44167" title="diane-kruger" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/diane-kruger.jpg" alt="" width="274" height="412" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/elizabethbanks.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44168" title="elizabethbanks" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/elizabethbanks.jpg" alt="" width="275" height="413" /></a></p>
<p>Promosse anche le giurate <strong>Diane Kruger</strong> ed <strong>Elizabeth Banks</strong>. La prima nel suo abito bianco e argento <strong>Prada</strong> e la seconda, che ha tenuto a precisare su Instagram che il suo fondoschiena non era aiutato da <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/04/a-hollywood-tutte-pazze-per-lo-spanx/" target="_blank">spanx o cose simili</a>, in un basico e lineare <strong>Dolce&amp;Gabbana</strong>, sempre bianco, impreziosito qua e là da elementi metallici.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/smutniak_procacci_salvatores.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44169" title="smutniak_procacci_salvatores" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/smutniak_procacci_salvatores.jpg" alt="" width="500" height="751" /></a></p>
<p>Ha osato decisamente di più <strong>Kasia Smutniak </strong>che per l&#8217;occasione ha indossato un accollatissimo <strong>Valentino </strong>color rosa antico con un&#8217;infinità di balze in pizzo. Look eccessivo che non le donava affatto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/emilywatson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44170" title="emilywatson" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/emilywatson.jpg" alt="" width="400" height="600" /></a></p>
<p>Niente da fare nemmeno per <strong>Emily Watson</strong>, con un abito di raso color petrolio assolutamente anonimo, abbinato a delle décolleté nere del tutto impersonali che facevano a pugni sia con il vestito che con la pochette gioiello. Look da sciura di provincia per un&#8217;attrice tanto impeccabile sullo schermo  quanto impermeabile allo stile.<br />
<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/jake_gyllenhaal_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44171" title="jake_gyllenhaal_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/jake_gyllenhaal_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Velluto nero firmato <strong>Salvatore Ferragamo</strong> per<strong> Jake Gyllenhaal</strong>, protagonista del film di apertura <a href="http://www.movielicious.it/2015/09/02/venezia-72-giorno-1/" target="_blank"><em><strong>Everest</strong></em> </a>e di certo il più atteso ieri sera sul red carpet. Forse il solo che sarebbe stato acclamato anche se fosse arrivato in pigiama.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/pazvega.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44172" title="pazvega" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/pazvega.jpg" alt="" width="269" height="406" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/paz_vega_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44173" title="paz_vega_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/paz_vega_2.jpg" alt="" width="271" height="406" /></a></p>
<p>Alla fine è stata la giurata e attrice spagnola <strong>Paz Vega</strong> a portare una ventata di freschezza e di brio su un red carpet tutto sommato piuttosto contenuto. Capelli cortissimi e un prezioso abito lungo tempestato di perle firmato <strong>Ralph &amp; Russo</strong>: forse è stata l&#8217;unica nota frizzante in una serata poco briosa.</p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 1</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 15:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Apre il fiacco Everest di Baltasar Kormakur]]></category>
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		<description><![CDATA[Apre il fiacco Everest di Baltasar Kormakur, a conquistare è il cileno Un monstruo de mil cabezas di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/jake-gyllenhaal-baltasar-kormakur.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44154" title="jake-gyllenhaal-baltasar-kormakur" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/jake-gyllenhaal-baltasar-kormakur.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A film di apertura concluso, resta chiaro che la migliore passeggiata sul vuoto di inizio stagione se l&#8217;è prevedibilmente aggiudicata New York: vistosi &#8220;usurpato&#8221; l&#8217;attesissimo <em>The Walk</em> di Robert Zemeckis, Venezia ha ripiegato così su un&#8217;entree a tratti inesplicabile per una manifestazione del suo calibro, specie dopo il clamoroso tandem di <a href="http://www.movielicious.it/2013/10/02/gravity/" target="_blank"><em>Gravity</em></a> e di <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank"><em>Birdman</em></a>.</p>
<p>Se non per il semplice scopo di rimpolpare un red carpet non proprio sovrabbondante con qualche faccia nota, sfugge il motivo alla base della scelta di un prodotto da multisala come <em><strong>Everest</strong></em> come pellicola di inaugurazione, carente tanto dal punto di vista biecamente intrattenitivo, quanto &#8211; ma i dubbi erano ben pochi &#8211; come occasione per l&#8217;islandese <strong>Baltasar Kormakur</strong> di rivelarsi in veste di autore action ormai collaudato.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/gyllenhaal.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44155" title="gyllenhaal" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/gyllenhaal.jpg" alt="" width="500" height="341" /></a></p>
<p>Il film infatti sembra appartenere al genere desueto del disaster movie corale à la<em> Airport</em>, sovrappopolato di celebrità scarsamente assortite con cui lo spettatore è chiamato a identificarsi, ma c&#8217;è ben poco per cui esaltarsi fra caratterizzazioni antidiluviane (il texano spaccone ma fragile di<strong> Josh Brolin</strong>, lo scapicollato fricchettone di <strong>Jake Gyllenhall</strong>, lo scalognato in cerca di rivalsa di<strong> John Hawkes</strong>, ma il top sono le mogliettine scalpitanti delle svogliatissime <strong>Keira Knightley</strong> e <strong>Robin Wright</strong>), uno sviluppo tedioso che passa dall&#8217;adventure sonnacchioso della prima metà al survivalistico esagitato della seconda.  Una confezione pulitina che alterna soprattutto estetizzanti panoramiche aeree a sequenze action male orchestrate (senza tirare in ballo un 3D che più accessorio non si potrebbe), momenti al limite del brutto come la repentina resurrezione innescata dai flashback a ralenti della famigliola in stile Mulino Bianco e dialoghi piattissimi a base di pipponi motivazionali e di gradassate assortite.</p>
<p>Peccato, perché dal film sembrava evincere una riflessione sui limiti dell&#8217;uomo comune alle prese con la Natura e con se stesso, come dimostra lo scontro fra l&#8217;attitudine &#8220;chioccesca&#8221; e possibilista del personaggio di <strong>Jason Clarke</strong>, pronto ad ammettere principianti nelle proprie cordate con quella elitarista di quello di Gyllenhall &#8211; che pure si conclude in parità -, ma <em>Everest</em> non riesce ad andare oltre alla propria identità di semplice blockbuster.</p>
<div id="attachment_44156" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/un-monstruo-de-mil-cabezas.png"><img class="size-full wp-image-44156" title="un-monstruo-de-mil-cabezas" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/un-monstruo-de-mil-cabezas.png" alt="Un Monstruo de Mil Cabezas" width="500" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Un Monstruo de Mil Cabezas</p></div>
<p>Ben altro discorso per <em><strong>Un monstruo de mil cabezas</strong></em>, che dà il via alla sezione <strong>Orizzonti</strong> con il ritorno in Laguna di <strong><span class="st">Rodrigo Plá</span></strong>, già Premio DeLaurentiis con l&#8217;eccellente <em>La zona</em>.</p>
<p>Come allora, il giovane cineasta cileno torna a scavare nel clima di ingiustizia sociale, di prepotenza e di malversazione del Messico dei nostri tempi, focalizzandosi questa volta sul settore burocratico-sanitario e riducendo lo stile levigato e morbido (ancorché usato per raccontare ancora una volta episodi di pura violenza) dell&#8217;esordio a un linguaggio molto più spigoloso e respingente, abbondando con sfocature deumanizzanti, inquadrature sghembe, destrutturazioni narrative e lunghi piani fissi: il risultato è un minuscolo thriller proletario di deflagrante potenza che conferma la maturazione avvenuta nel percorso artistico di Plà e le prime speranze nei confronti della nutritissima comitiva sudamericana.</p>
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