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	<title>Movielicious &#187; Emir Kusturica</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>On the Milky Road – Sulla Via Lattea</title>
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		<pubDate>Thu, 11 May 2017 10:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Amore, guerra, animali e danze balcaniche: Emir Kusturica e Monica Bellucci amanti in una storia poetica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(On the Milky Road,  Serbia, Messico, USA, Gran Bretagna 2016)<br />
Uscita: 11 maggio 2017<br />
Regia: Emir Kusturica<br />
Con: Emir Kustirica, Monica Bellucci, Predag Manojlovic, Sloboda Micalovic<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: Europictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/On_The_MIlky_Road.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56091" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/On_The_MIlky_Road.jpg" alt="On_The_MIlky_Road" width="650" height="370" /></a></p>
<p>A quasi dieci anni dal suo ultimo film <em>Promettilo!</em> e a più di venti da Underground, <strong>Emir Kusturica</strong> torna a raccontare con <em><strong>On the Milky Road – Sulla Via Lattea</strong></em> il conflitto che per anni – e a più riprese – ha insanguinato la sua terra. Lo fa con una storia che svela la propria natura favolistica sin dall’epigrafe posta in apertura in cui avverte il pubblico che ciò a cui sta per assistere è tratto “da tre storie vere e molta fantasia”.<br />
E se, a un livello più superficiale, il principale motivo di interesse dell’opera è senza dubbio l’ingresso di un corpo “alieno” come quello di <strong>Monica Bellucci</strong> all’interno del folle circo dell’autore serbo, il suo vero fulcro semantico si situa dichiaratamente altrove.<br />
Ad esempio in una natura che, attraverso l’inconsapevole purezza dell’animalità, agisce da ideale controcanto a una guerra della quale non è neanche così importante spiegare le ragioni, e men che meno capirle.<br />
D’altronde nei film di Kusturica la guerra c’è e basta.<br />
È il rumoroso sfondo a una serie di azioni che, pur nella loro quotidianità, hanno ben poco di ordinario.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/On_The_Milky_Road_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56092" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/On_The_Milky_Road_2-1024x681.jpg" alt="On_The_Milky_Road_2" width="1024" height="681" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>L&#8217;INTERVISTA A EMIR KUSTURICA E MONICA BELLUCCI</h4>
<p>Perché al contrario della vita – che è straordinaria, o “un miracolo” come recitava il titolo italiano di uno dei suoi ultimi film – qui è la guerra ad essere ordinaria, parte integrante di quella parte del mondo di cui la storia è scritta con il sangue.<br />
Gli unici esseri immuni alla follia della guerra, per Kusturica, sembrano essere gli amanti e gli animali.<br />
Come il falco pellegrino che apre il film, in una sequenza di notevole lirismo, per poi accompagnare i protagonisti lungo tutto il loro viaggio e il serpente che, avvinghiandoli tra le proprie spire, li salva dal fuoco nemico.<br />
Di certo ne sono immuni Kosta e la Sposa, anime ferite poste dal caso l’uno di fronte all’altra proprio quando credono di non avere più nulla da perdere.<br />
Lui che ogni giorno schiva pallottole in sella al suo somaro pur di consegnare il latte ai soldati e lei   costretta a sposare un uomo che nemmeno conosce per sfuggire a un passato che non le dà tregua iniziano così una storia di passione e amore proibito che li fa precipitare in una serie di fantastiche e pericolose avventure.</p>
<p><em><strong>On the Milky Road – Sulla Via Lattea</strong></em> è un film diviso in due.<br />
A un incipit più corale e rumoroso si contrappone infatti una seconda parte in cui i due protagonisti fuggono dall’orrore della pulizia etnica e il ritmo si fa più etereo.<br />
E se Kusturica maneggia quasi a occhi chiusi lo strambo materiale umano, comprensivo di musica bandistica e momenti di sfrenata comicità chapliniana, presente nella prima metà, mostra meno dimestichezza quando si tratta di destreggiarsi con i mezzi toni e, soprattutto, con i sentimenti.<br />
Così, nel momento in cui l’ironia viene a scemare, finisce col farsi avanti anche un po’ di noia. Fino ad un finale che, paradossalmente, rimette insieme i pezzi grazie a una deflagrazione.<br />
La sensazione è che Kusturica, come il Fellini più maturo, non possa fare a meno delle caotiche costanti visive che lui stesso a creato. Il che se da un lato può anche essere visto come un limite formale, dall’altro è un chiaro attestato di come il regista di <em>Gatto nero, gatto bianco</em> sia ormai da considerare a tutti gli effetti un classico.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Emir Kusturica e Monica Bellucci a Roma per On The Milky Road</title>
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		<pubDate>Tue, 09 May 2017 10:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Emir Kusturica]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Bellucci]]></category>
		<category><![CDATA[On the Milky Road]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attrice e il regista serbo protagonisti di una storia che racconta l'amore maturo. L'intervista.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Bellucci_Kusturika_On_The_Milky_Road.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56068" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Bellucci_Kusturika_On_The_Milky_Road.jpg" alt="Bellucci_Kusturika_On_The_Milky_Road" width="650" height="370" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo la presentazione In Concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, il prossimo 11 maggio arriva finalmente in sala </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>On The Milky Road</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, sorta di doppio ritorno per </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Emir Kusturica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre a segnare infatti l’atteso </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>comeback</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> del regista serbo dietro la macchina da presa a quasi dieci anni dall’ultimo </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Promettilo!</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, ne rappresenta anche un ritorno a quella guerra che per anni ha insanguinato il suo Paese. Ma – e non ce ne voglia l’autore di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Underground</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Gatto nero, gatto bianco</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> – quando la protagonista femminile del film fa il suo ingresso nella stanza, il baricentro dell’attenzione tende a spostarsi inevitabilmente su di lei.</span></span></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Monica-Bellucci-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56069" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Monica-Bellucci-3.jpg" alt="Monica Bellucci 3" width="512" height="768" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monica Bellucci</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, che è bella proprio come uno si aspetta che possa essere bella, ha la placida grazia di chi sa di avere ormai poco da dimostrare. Gli anni che passano potranno anche essere un dramma per la maggior parte di noi ma, per la diva, sembrano un concetto astratto e il tempo, piuttosto che sottrarle fascino, sembra regalargliene.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><a href="http://www.movielicious.it/2017/05/11/on-the-milky-road-sulla-via-lattea-recensione/" target="_blank">LA RECENSIONE DI ON THE MILKY ROAD</a></h4>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Le prime domande sono per l’autore ma, quando l’attrice fa il suo ingresso nella stanza – leggermente in ritardo come da prassi – non ce n’è più per nessuno. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Emir Kusturica, come nasce questa sua favola d’amore ai tempi della guerra?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>On The Milky Road</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> è l’intreccio di tre storie di cui sono venuto a conoscenza in momenti diversi. La prima è la storia di un uomo che, durante la guerra tra Afghanistan e Unione Sovietica, riforniva di latte una caserma facendo ogni giorno avanti e indietro dal suo villaggio e, in questo percorso, si fermava a dare da bere del latte ad un serpente che poi, una volta cresciuto, lo salvò mentre tutti i soldati della caserma venivano uccisi. La seconda storia invece riguarda la guerra combattuta in Croazia negli anni novanta e parla di una donna bellissima che aveva studiato in Italia e, una volta morto il padre, aveva fatto ritorno in Patria proprio all’inizio della guerra. Diventata una spia, aveva fatto innamorare un generale inglese talmente tanto da spingerlo a uccidere la propria moglie ed era stata costretta a fuggire, vivendo per molto tempo in un campo profughi. Ho messo insieme queste due storie aggiungendovene una terza – la più drammatica – in cui un uomo riesce a salvarsi la vita facendo attraversare un campo minato da un migliaio di pecore. Quindi capisci che, come ogni favola, anche questa poggia su una base di solida realtà.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Da Omero a Esopo, il film tradisce un forte interesse per la mitologia greca. Da cosa nasce?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Diciamo che artisticamente ho sempre cercato di creare un punto d’incontro tra la complessità della realtà che osservo e certi archetipi narrativi che, ovviamente, fanno riferimento anche alla mitologia. Il mio cinema è quindi un mix tra la mitologia e certe mie idee particolarmente folli. Ad esempio ho sempre pensato che l’Arca di Noè non riguardasse per forza il Vecchio Testamento, ma potesse anche trasportare persone e animali nella New York odierna. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>On The Milky Road</b></i></span></span> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>in Italia esce in appena 30 sale. Le sembrano poche o è comunque soddisfatto.</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Più che soddisfatto. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare il distributore (l’indipendente </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Europictures</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">) che si è preso il rischio di lanciare il mio film in un periodo in cui il cinema sembra non avere più nulla a che vedere con quello che ho sempre creduto dovesse essere. <i><b>On The Milky Road</b></i></span></span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">è infatti un film che non può essere visto sullo schermo di uno smartphone e che, per poter essere fruito appieno, ha bisogno dell’emozione che si genera solo quando si è di fronte al grande schermo. Ed è per questo che sono particolarmente grato a questo distributore che, con coraggio e passione per il cinema, ha scelto di fare uscire questo film, anche se in poche sale. Del resto, quando il produttore del mio prossimo film &#8211; che è cinese &#8211; mi ha detto che verrà distribuito in 4.000 sale gli ho risposto “ma sono troppe!”</span></span></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/IMG_20170508_153232960.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56070" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/IMG_20170508_153232960-1024x576.jpg" alt="IMG_20170508_153232960" width="1024" height="576" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monica, cosa ti ha colpito di più in questo ruolo, per interpretare il quale hai dovuto affrontare anche una serie di prove fisiche non indifferenti.</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">È vero,</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b> </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> ho dovuto mettermi alla prova anche fisicamente. pur non essendo una persona molto fisica, ma l’incontro con Emir mi ha letteralmente cambiato la vita. Grazie a lui ho trovato il coraggio di fare cose che non avrei mai pensato di poter fare, perché essendo sia regista che scrittore, attore e musicista, è un artista capace di farti entrare in un’altra dimensione trasmettendoti tutto il suo entusiasmo. Un entusiasmo che, nei quattro anni di riprese, non è mai scemato. Ovviamente, per lavorare con lui, un attore deve mostrare grande capacità di adattamento. Per dire, quando mi ha detto che avrei dovuto recitare in serbo, sulle prime, mi sono chiesta se ce l’avrei mai fatta. Un altro dei motivi per cui tengo molto a questo film riguarda il fatto che racconti una storia d’amore tra due persone adulte. Se ci pensi l’amore adulto è molto poco rappresentato al cinema; come se, a un certo punto della vita, l’amore e la sessualità smettessero di essere centrali nella vita delle persone. Io trovo questa tendenza molto triste – oltre che ingiusta – perché l’amore e la sessualità sono concetti legati più all’energia che non al tempo che passa. Ed è bello vedere queste due persone che credono di non poter chiedere più niente alla vita e invece, nell’esatto momento in cui si incontrano, hanno questo slancio vitale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>A breve sarai per la seconda volta a Cannes in qualità di madrina del Festival.</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">A Cannes ho detto sì per la seconda volta principalmente perché è un Festival senza il quale il mio percorso cinematografico non sarebbe stato lo stesso. Oltre ad essere uno dei più importanti Festival del mondo, amo che Cannes permetta a tutte le voci di potersi esprimere, spaziando dal mainstream a film più indipendenti. Per quanto mi riguarda, sono stata a Cannes con due film diversi tra loro ma ugualmente intimisti come </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Irreversible</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Le meraviglie</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> che devono, in parte, il loro successo proprio al passaggio a Cannes.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>A un certo punto del film il tuo personaggio dice “la bellezza è la mia condanna: fa uscire il peggio delle persone”. E’ qualcosa che ti è capitato di pensare anche nella vita reale?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Io ho sempre visto la bellezza come un regalo della vita, come la salute. Però un po’ credo che sia vero: la bellezza, come ogni cosa che provoca curiosità, attira sempre a sé qualcuno che abbia voglia di distruggerla. Fu proprio Garpar Noè che, ai tempi di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Irreversible</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, mi disse di voler mostrare come la bellezza spesso venga distrutta. Ed è bello che a raccontare questo tipo di violenza degli uomini siano proprio dei registi uomini. Poco tempo fa leggevo che, ogni tre giorni, c’è una donna che muore per mano di un uomo, che sia un marito o un ex compagno e amo che ci siano registi che hanno voglia di mettere in risalto questo aspetto della vita delle donne, anche in modo poetico come fa Emir quando parla dell’amore su uno sfondo di guerra e violenza. E’ un mix di poesia e violenza, due elementi contraddittori ma anche complementari.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gli ultimi film a cui hai partecipato sono tutti stranieri. E l’Italia?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Io ho con l’Italia un rapporto d’amore che immagino tutti conoscano, avendoci fatto nascere anche le mie due figlie. Per me Roma è casa, così come l’Umbria che è la mia regione d’origine. Quando all’estero mi chiedono dello stato del cinema italiano in genere rispondo che il problema è più di natura politica e produttiva che non reale di mancanza di talenti. Se pensi ad autori come Sorrentino, Garrone, </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Alice Rohrwacher</span></span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">e Maria Sole Tognazzi capisci che il problema non riguarda il talento, ma il fatto che si facciano pochi “primi film”. In questo modo scovare il talento di nuovi attrici o nuovi registi risulta molto più difficile. Ed è un problema che non colpisce solo il cinema ma tutto il mondo dell’arte, che sia danza o teatro. Sostanzialmente c’è bisogno di più soldi per la cultura in genere.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Una parola sull’elezione di Macron in Francia?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Beh, considera che io non voto in Francia. La Francia è una delle mie basi ma per loro resto straniera. Poi un giorno uno psicologo mi spiegherà i motivi per cui tuttora sono straniera all’estero e troppo poco italiana in patria. Detto ciò mi preme sottolineare l’enorme coraggio dei francesi come popolo. Malgrado i numerosi attacchi terroristici degli ultimi anni hanno la forza di continuare a vivere la normalità, che vuol dire frequentare i cinema, i teatri e i ristoranti. Quasi come a dire “non abbiamo paura e non vogliamo essere nutriti dall’odio”. Allo stesso tempo credo che avessero bisogno di un grande cambiamento, rappresentato in questo caso proprio da <strong>Macron</strong>.</span></span></p>
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		<title>Venezia 73: svelato il programma</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 11:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[73° edizione della Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Malick a Tom Ford, da Giuseppe Piccioni a Pablo Larraín: tutti i film della kermesse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Venezia_73.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53630" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Venezia_73.jpg" alt="Venezia_73" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Si è svolta questa mattina a Roma la conferenza stampa di presentazione della <strong>73° edizione della Mostra internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</strong>, che si svolgerà al Lido dal <strong>31 agosto al 10 settembre</strong>. Il direttore artistico <strong>Alberto Barbera</strong> ha svelato i titoli del Concorso e, a giudicare dai nomi in ballo, non c&#8217;è dubbio che quest&#8217;anno la giuria presieduta da <strong>Sam Mendes</strong>, avrà un bel da fare.</p>
<div id="attachment_53631" style="width: 660px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jackie.jpg"><img class="wp-image-53631" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Jackie.jpg" alt="Jackie" width="650" height="325" /></a><p class="wp-caption-text">Natalie Portman in Jackie</p></div>
<p>Tre i film italiani in gara per il Leone d&#8217;oro: <em><strong>Piuma</strong></em> di Roan Johnson, il documentario <em><strong>Spira Mirabilis</strong></em> di Massimo D&#8217;Anolfi e Martina Parenti e <em><strong>Questi giorni</strong> </em>di Giuseppe Piccioni. Oltre al film d&#8217;apertura, <em><strong>La La Land</strong></em>, confermata la la presenza In Concorso del preannunciato <em><strong>Jackie</strong></em>, biopic di Pablo Larrain che vede Natalie Portman nel ruolo di Jackie Kennedy. Tra le le anticipazioni della vigilia che trovano conferma c&#8217;è anche Tom Ford che, dopo A Single Man, presenta la sua opera seconda da regista, <em><strong>Animali notturni</strong></em> con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Isla Fisher e Armie Hammer.</p>
<div id="attachment_53632" style="width: 680px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/I_Magnifici_7.jpg"><img class="wp-image-53632 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/I_Magnifici_7.jpg" alt="I_Magnifici_7" width="670" height="368" /></a><p class="wp-caption-text">I magnifici 7</p></div>
<p>Ampio spazio anche ai blockbuster: a rappresentare la categoria, <em><strong>I Magnifici sette</strong></em> di Antoine Fuqua e <em><strong>Hacksaw Ridge</strong></em> di Mel Gibson con Andrew Garfield protagonista.</p>
<p>E poi, i grandi nomi: <strong>Wim Wenders</strong> tornerà in competizione con <strong><em>Les Beaux Jours d&#8217;Aranjuez</em></strong>, insieme a <strong>Terrence Malick</strong> che ha finalmente ultimato il documentario <em><strong>Voyage of Time</strong></em>, in lavorazione da oltre vent&#8217;anni. Ma ci saranno anche <strong>Emir Kusturica</strong> che concorrerà con <strong><em>On the Milky Road</em></strong>, il russo <strong>Andrej Kon?alovskij</strong> e il francese François Ozon.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ECCO IL PROGRAMMA COMPLETO DI VENEZIA 73</strong></p>
<p><strong>FILM IN CONCORSO</strong></p>
<p>The Bad Batch di Ana Lily Amirpour – Keanu Reeves, Jim Carrey, Suki Waterhouse<br />
Une Viè di Stephan Brize – Judith Chemla<br />
La La Land di Damien Chazelle – Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend<br />
The Light Beetween Oceans di Derek Cianfrance – Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz<br />
El Ciudadano Illustre di Mariano Cohn e Gastòn Duprat – Oscar Martinez, Andrea Frigerio<br />
Spira Mirabilis (documentario) di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti<br />
The Woman Who Left di Lav Diaz<br />
La rejon salvaje di Amat Escalante –  Ruth Ramos, Simone Bucio<br />
Nocturnal Animals di Tom Ford – Jake Gyllenhaal, Amy Adams, Isla Fisher<br />
Piuma di Rohan Johnson – Luigi Fedele, Sergio Pierattini<br />
Rai (Paradise) di Andrei Konchalovsky – Christian Klauss, Peter Kurt<br />
Brimstone di Martin Koolhoven – Dakota Fanning, Guy Pierce<br />
On the milky road di Emir Kusturica – Monica Bellucci, Emir Kusturica<br />
Voyage of Time di Terrence Malick – Cate Blanchett (voce)<br />
El Cristo ciego di Christopher Murray – Michael Silva<br />
Frantz di Francois Ozon – Paula Beer, Pierre Niney<br />
Questi giorni di Giuseppe Piccioni – Margherita Buy, Filippo Timi<br />
Arrival di Denis Villeneuve – Amy Adams, Forest Withaker<br />
Les beaux jours d’Aranjuez di Wim Wenders – Nick Cave<br />
Jackie di Pablo <span class="st">Larraín</span> – Natalie Portman, Greta Gerwig, Peter Sarsgaard</p>
<p><strong>FILM FUORI CONCORSO</strong></p>
<p>The Young Pope (ep. 1 e 2) di Paolo Sorrentino<br />
The Bleeder di Philippe Falardeau<br />
The Magnificent Seven di Antoine Fuqua<br />
Hacksaw Ridge di Mel Gibson<br />
Planetarium di Rebecca Zlotowski – Natalie Portman, Lily-Rose Depp<br />
The Journey di Nick Hamm<br />
A jamais di Benoit Jaquot<br />
Gantz:O di Kawamura Yasushi<br />
The age of Shadows di Kim Jee woon<br />
Monte di Amir Naderi<br />
Tommaso di Kim Rossi Stuart</p>
<p><strong>SEZIONE ORIZZONTI</strong></p>
<p>Tarde para la ira, Raul Arevalo (Spain)<br />
King of the Belgians, Peter Brosens, Jessica Woolworth (Belgium, Netherlands, Bulgaria)<br />
Through the Wall, Rama Burshtein (Israel)<br />
Liberami, Federica Di Giacomo (Italy, France)<br />
Big Big World, Reha Erdem (Turkey)<br />
Gukuroku, Ishikawa Kei (Japan)<br />
Maudit Poutine, Karl Lemieux, (Canada)<br />
Sao Jorge, Marco Martins (Portugal, France)<br />
Dawson City: Frozen Time, Bill Morrison (U.S., France)<br />
Reparer les vivants, Katell Quillevere (France, Belgium)<br />
White Sun, Deepak Rauniyar (Nepal, U.S., Qatar, Netherlands)<br />
Malaria, Parviz Shahbazi (Iran)<br />
Kekszakallu, Gaston Solnicky (Argentina)<br />
Home,” Fien Troch (Belgium)<br />
Die Einsiedler, Fien Troch (Germany, Austria)<br />
Il più grande sogno, (Italy)<br />
Boys in the Trees, Nicholas Verso (Australia)<br />
Bitter Money, Wang Bing (China)</p>
<p><strong>SETTIMANA DELLA CRITICA</strong></p>
<p>Akher Wahed Fina (The Last of Us)<br />
di Ala Eddine Slim<br />
Tunisia-Qatar-UAE-Libano, 2016 – World Premiere</p>
<p>Drum<br />
di Keywan Karimi<br />
Francia-Iran, 2016 – World Premiere</p>
<p>Jours de France (Four Days in France)<br />
di Jérôme Reybaud<br />
Francia, 2016 – World Premiere</p>
<p>Los nadie (The Nobodies)<br />
di Juan Sebastián Mesa<br />
Colombia, 2016 – International Premiere</p>
<p>Prank<br />
di Vincent Biron<br />
Canada, 2016 – World Premiere</p>
<p>Singing in Graveyards<br />
di Bradley Liew<br />
Malesia-Filippine, 2016 – World Premiere</p>
<p>Le ultime cose<br />
di Irene Dionisio<br />
Italia-Svizzera-Francia, 2016 – World Premiere</p>
<p>Eventi speciali fuori concorso</p>
<p>Film di apertura<br />
Prevenge<br />
di Alice Lowe<br />
Regno Unito, 2016 – World Premiere</p>
<p>Film di chiusura<br />
Are We Not Cats<br />
di Xander Robin<br />
USA, 2016 – World Premiere</p>
<p><strong>GIORNATE DEGLI AUTORI</strong></p>
<p>FILM DI APERTURA</p>
<p>The War Show di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon<br />
Danimarca / Finlandia, 2016, prima mondiale</p>
<p>CONCORSO</p>
<p>Hjartasteinn (Heartstone) di Guðmundur Arnar Guðmundsson<br />
Opera prima<br />
Islanda / Danimarca, 2016, prima mondiale</p>
<p>Hounds of Love di Ben Young<br />
Opera prima<br />
Australia, 2016, prima mondiale</p>
<p>Indivisibili (Indivisible) di Edoardo De Angelis<br />
Italia, 2016, prima mondiale</p>
<p>Ne Gledaj Mi U Pijat (Quit Staring At My Plate) di Hana Juši?<br />
Opera prima<br />
Croazia / Danimarca, 2016, prima mondiale</p>
<p>Pamilya Ordinaryo di Eduardo Roy, Jr.<br />
Filippine, 2016, prima internazionale</p>
<p>Pariente (Guilty Men) di Iván D. Gaona<br />
Opera prima<br />
Colombia, 2016, prima mondiale</p>
<p>Polina, Danser Sa Vie (Polina) di Valérie Muller e Angelin Preljocaj<br />
Opera prima<br />
Francia, 2016, prima mondiale</p>
<p>La ragazza del mondo (Wordly Girl) di Marco Danieli<br />
Opera prima<br />
Italia, 2016, prima mondiale</p>
<p>Sameblod (Sami Blood) di Amanda Kernell<br />
Opera prima<br />
Svezia / Danimarca / Norvegia, 2016, prima mondiale</p>
<p>Zai Jian Wa Cheng (The Road To Mandalay) di Midi Z<br />
Myanmar / Taiwan Cina / Francia / Germania, 2016, prima mondiale</p>
<p>MIU MIU WOMEN’S TALES</p>
<p>#11 Seed di Naomi Kawase<br />
Italia / Giappone, 2016<br />
#12 That One Day di Crystal Moselle<br />
Italia / Stati Uniti, UK, 2016, prima mondiale</p>
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		<title>La foresta di ghiaccio</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 09:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano Giannini]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Noce]]></category>
		<category><![CDATA[Emir Kusturica]]></category>
		<category><![CDATA[Ksenija Rappoport]]></category>
		<category><![CDATA[La foresta di ghiaccio]]></category>

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		<description><![CDATA[Claudio Noce dirige questo noir ad alta quota visivamente interessante ma poggiato su una storia incerta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 13 novembre 2014<br />
Regia: Claudio Noce<br />
Con: Emir Kusturica, Ksenija Rappoport, Adriano Giannini<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Fandango</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/la_foresta_di_ghiaccio_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39647" title="la_foresta_di_ghiaccio_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/la_foresta_di_ghiaccio_1.jpg" alt="" width="500" height="280" /></a></p>
<p>A cinque anni da <em>Good Morning, Aman</em>, suo primo lungometraggio su un adolescente di origine somala rifugiatosi a Roma per scampare alla guerra, <strong>Claudio Noce</strong> alza il tiro e per il suo secondo film si lascia alle spalle la città per spostarsi in montagna, ai confini con la Slovenia. E&#8217; da qui che la storia ha inizio quando, tra le nevi, viene ritrovato il cadavere di una giovane donna originaria di Tripoli. In quello stesso momento Pietro Fanin (Domenico Diele), un giovane tecnico specializzato arriva in paese per riparare un guasto alla centrale elettrica che fornisce energia all&#8217;intera valle. Pietro stringe immediatamente amicizia con Lorenzo (Adriano Giannini), che sogna di lasciare le montagne e il clima gelido per aprire un bar in Brasile, e con Lana (Ksenija Rappoport), poliziotta slovena che si finge zoologa e che tenta di infiltrarsi all&#8217;interno del microcosmo di questo paesino per scoprire qualcosa in più sul cadavere della donna.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/la_foresta_di_ghiaccio_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39648" title="la_foresta_di_ghiaccio_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/la_foresta_di_ghiaccio_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2014/10/24/festival-di-roma-2014-giorni-7-e-8/">Presentato all&#8217;ultimo Festival Internazionale del Film di Roma</a>, <em><strong>La foresta di ghiaccio</strong></em> è un thriller fatto di indugi e di attese che mai ricompensano lo spettatore, chiamato dal regista ad armarsi di santa pazienza sin dal principio. La pellicola, girata interamente tra i boshi del Trentino, vorrebbe portare sullo schermo una storia sporca e torbida, con personaggi da noir (purtroppo solo nelle intenzioni dell’autore), con un passato da dimenticare e loschi traffici su cui indagare. Tutto è accennato, dai dialoghi alle interazioni tra i protagonisti e tu stai lì, ad aspettare che prima o poi tutti questi bisbigli sia sonori che visivi, ti portino da qualche parte: ma niente. Si salva la fotografia,  che gioca sapientemente sui contrasti offerti da paesaggi alpini che levano il fiato e che nei primi dieci minuti di visione ci aveva lasciato ben sperare;  ma di certo non è elemento sufficiente a dare consistenza a una storia tirata avanti a fatica per quasi due ore e infarcita di fastidiosi trucchetti narrativi che mirano a disorientare chi guarda e che non portano a nulla di così eclatante.<br />
Lo spunto sì, sarà anche interessante e drammaticamente legato all’attualità (se vedrete il film capirete il perché), ma a parte la sempre brava <strong>Ksenija</strong> <strong>Rappoport</strong> &#8211; qui alle prese con un personaggio legnosetto &#8211; e un convincente <strong>Adriano Giannini</strong> (c&#8217;è anche un <strong>Emir Kusturica</strong> alle prese con una performance non pervenuta), <em>La foresta di ghiaccio</em> è un brodino insipido che aspira ad essere una pietanza da chef stellato. Pretenzioso senza motivo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Una statua per Johnny</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 09:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Emir Kusturica]]></category>
		<category><![CDATA[Johnny Depp]]></category>
		<category><![CDATA[Kustendorf Film Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/johnny-depp.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11111" title="johnny-depp" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/johnny-depp.jpg" alt="" width="480" height="480" /></a></p>
<p>In quel di Mokra Gora, esattamente a Drvengrad, una località di villeggiatura della Serbia occidentale, è stata inaugurata ieri la terza edizione del Kustendorf Film Festival. Magari il nome non vi dirà nulla, ma si tratta di una manifestazione internazionale che unisce cinema e musica, ideata dal regista bosniaco Emir Kusturica (<em>Gatto nero, gatto bianco</em>).</p>
<p>Ad aprire il festival, Kusturica ha chiamato addirittura Johnny Depp, che girerà con lui il film dedicato al rivoluzionario americano Pancho Villa. E lui ci è andato. Circondato da una folla di ammiratori increduli, Johnny (che è strafamoso anche qui) ha scherzato con un&#8217;enorme statua a lui dedicata. Secondo voi gli somiglia? Secondo noi mica tanto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/johnny-i.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11110" title="johnny-i" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/johnny-i.jpg" alt="" width="480" height="611" /></a></p>
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