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	<title>Movielicious &#187; Fabio Volo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Kung Fu Panda 3</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 08:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Kung Fu Panda 3]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritmo, divertimento e famiglia non tradizionale nel terzo capitolo del franchise DreamWorks.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 17 marzo 2016<br />
Regia: Jennifer Yuh Nelson, Alessandro Carloni<br />
Conle voci di: Fabio Volo, ERos Pagni, Paolo Marchese<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Kung_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52360" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Kung_open.jpg" alt="Kung_open" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Se oggi il cinema d&#8217;intrattenimento in carne e ossa si è piegato in via definitiva al linguaggio seriale del piccolo schermo, sventolando bandiera bianca di fronte a un pubblico sempre più abituato alla semplificazione televisiva e trovando i suoi campioni d&#8217;incasso quasi esclusivamente nell&#8217;ambito del franchise, era soltanto questione di tempo prima che il mondo dell&#8217;animazione occidentale si adeguasse al cambiamento, uscendo dal fallimentare limbo <em>direct-to-video</em><em> </em>&#8211;<em> </em>il pensiero va purtroppo alla micidiale raffica di sequel Disney del decennio scorso &#8211; per concentrare le forze principalmente sui prodotti per le sale. Meno opere autonome, insomma, e un numero di anno in anno maggiore di progetti da considerare in successione, esperimenti da concepire già sulla lunga distanza, verso un repertorio non più di film a loro stanti, ma di veri e propri episodi.</p>
<p>E se un imminente corso all&#8217;insegna della ripetizione sembra essere diventato, nonostante gli incidenti di percorso di <em>Cars 2</em> e di <em>Monsters University</em>, l&#8217;obiettivo prioritario persino di un esempio di integrità come la Pixar, per le minori pretese autoriali dei rivali della Blue Sky, della Illumination e, ancor più, della Dreamworks è un discorso già collaudato e fondativo, responsabile di saghe in debito di ossigeno (quella in inarrestabile declino de <em>L&#8217;era glaciale</em> o quella dal fiato corto di <em>Shrek</em>), o incerte sulle loro possibilità di rinnovamento (<em>Madagascar</em> e <em>Cattivissimo me</em>, spin-off inclusi), premiate senza distinzioni dalla generosa accoglienza dela platea.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Kung_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52361" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Kung_1.jpg" alt="Kung_1" width="680" height="407" /></a></p>
<p>Pur senza raggiungere gli apici formali del ciclo di <em>Dragon Trainer</em> (comunque derivato da una sorgente letteraria, e in quanto tale più disciplinato e oculato nella propria suddivisione in puntate), la trilogia di <em><strong>Kung Fu Panda</strong></em><strong> </strong>rappresenta una delle espressioni più autentiche e genuine dell&#8217;operato degli studios di Jeffrey Katzenberg, un divertissement godibile per tutta la famiglia nobilitato da una resa estetica che non sfocia nella sofisticheria e da una leggerezza di fondo che non trascende nel becerume, un connubio azzeccatissimo di caratterizzazioni e morali elementari che hanno conquistato l&#8217;empatia di grandi e piccini (si pensi solo al tema centrale dell&#8217;adozione) e di suggestioni audiovisive di grande raffinatezza, dalla composizione di un pot-pourri di iconografia orientale forse inaccurato, ma di ammirevole sintesi, al maestoso e aderente apporto musicale di Hans Zimmer e di John Powell &#8211; senza contare certi squisiti tocchi di classe, come le indimenticabili digressioni in 2D dei flashback.</p>
<p>Questo terzo capitolo, smorzando i toni cupi e lo scavo introspettivo del precedente, ripristina il clima giocondo e scanzonato del capostipite, puntando molto meno sul colpo di scena e sull&#8217;afflato drammatico per indugiare su atmosfere più rasserenanti e pacificate, sciogliendo con (fin troppa) spigliatezza il nodo problematico che affliggeva il panda <strong>Po</strong>, restituendogli la figura paterna e il clan di appartenenza in apparenza perduti. È l&#8217;occasione per gli &#8220;storici&#8221; sceneggiatori <strong>Jonathan Aibel</strong> e <strong>Glenn Berger</strong> per approfondire ulteriormente e risolvere la questione identitaria alla base dell&#8217;assunto di partenza, con l&#8217;affermazione di un protagonista che è innanzitutto figlio paritario e indiscriminato di due culture estremamente distanti, tenute insieme dall&#8217;amore per ciò che, per natura e per formazione, hanno contribuito a creare, un aspetto da sempre piuttosto comune per l&#8217;immaginario fiabesco infantile che, perlomeno da noi, tanto i più retrivi fustigatori del costume quanto gli analisti più radicali e smaliziati hanno voluto ricondurre al coevo dibattito sul riconoscimento delle unioni civili.</p>
<p>E nonostante alcune frasi suonino inoppugnabili – “ora Po ha bisogno di tutti e due i suoi papà” – il sodalizio che stabilisce il punto di rottura con il resto della serie, modificando sensibilmente certi elementi del racconto, è un altro: <strong><em>Kung Fu Panda 3</em></strong> è infatti la prima co-produzione sino-americana della storia del lungometraggio animato e il tentativo, evidentemente riuscito, vista l’apertura da record al botteghino locale, con cui la Dreamworks apre al mercato cinese, che ha significativamente distribuito il film, seppur in copie limitate, con una settimana di anticipo rispetto agli Stati Uniti.</p>
<p><span class="_5yl5">Alla luce di ciò, Po prende coscienza di sé come frutto dell’incontro fra la propria civiltà di appartenenza (l’Oriente/Li Shan) e quella putativa (l’Occidente/Mr. Ping), e il risultato è una pellicola maggiormente calibrata sulla sensibilità figurativa e narrativa del pubblico asiatico.</span> Ne viene fuori un intreccio assai più conciliante dal quale, se si eccettua quella dell’antagonista di turno già comunque incorporeo &#8211; lo spirito guerriero Kai – è, contrariamente a prima, del tutto assente la morte, e nel quale, in confronto all’impostazione da <em>training movie</em> del primo episodio e a quella da pura avventura del secondo, prevale un andamento più lasco e disteso, incentrato soprattutto sulla routine quotidiana della comunità dei panda e sulla definizione dei nuovi personaggi, nessuno dei quali, dalla ballerina Mei Mei, che nelle fasi iniziali di scrittura era stata pensata come la sposa promessa di Po per poi venire ridotta a un ruolo pressoché ininfluente ai fini della trama, allo stesso padre biologico Li Shan, particolarmente eccezionale, e tutti contraddistinti appena dalla loro, a tratti anche insistita, leziosità.</p>
<p>E se il film finisce per perdere in intensità, scegliendo ogni volta le soluzioni più rassicuranti, e in memorabilità, con i Cinque Cicloni a fare perlopiù da tappezzeria, il divertimento non cala praticamente mai – davvero spassosa la sequenza della baldoria iconoclasta nel Palazzo di Giada, ma pure l’epica difesa del villaggio è un fuoco di fila di gag fisiche  – e il piacere per gli occhi, specie nella cura degli ambienti, resta immutato (davvero pregevole, in questo senso, lo scontro finale nell’aldilà, fra scenografie impossibili e astrazioni cromatiche.</p>
<p>In conclusione, <strong><em>Kung Fu Panda 3</em></strong> gioca sul sicuro, tasta il terreno e rimanda a un futuro di seguiti – per ora tre – già lungimirantemente annunciati il vero cambio di rotta del franchise, accontentandosi di essere, in contemporanea all&#8217;ottimo <em>Zootropolis</em>, un prezioso, innocente e coloratissimo antidoto ad altezza di bambino alla barbarie che lo circonda.<br />
E, vista la situazione, non è poco.</p>
<p>Voto <strong>6</strong></p>
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		<title>Studio illegale</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/02/05/studio-illegale/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 14:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Duchesne]]></category>
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		<category><![CDATA[Studio Illegale]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Riccioni Carteni]]></category>
		<category><![CDATA[Zoé Félix]]></category>

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		<description><![CDATA[Come da un blog divertente che diventa un libro di successo, si possa anche realizzare un film poco riuscito.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2012)<br />
Uscita: 7 febbraio 2013<br />
Regia: Umberto Riccioni Carteni<br />
Con: Fabio Volo, Zoé Félix, Ennio Fantastichini<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/studio-illegale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30555" title="studio-illegale" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/studio-illegale.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p>Tutto ha inizio da un blog, nato nel 2007, in cui Federico Baccomo, sotto lo pseudonimo di Duchesne, racconta una serie di vicende ispirate allo studio legale in cui lavorava e dal quale si è appena licenziato. Le sue storie iniziano ada avere successo, tanto che nel 2009 Marsilio pubblica il romanzo di <em>Studio illegale</em>, che diventa un piccolo caso editoriale. Dagli scaffali di una libreria al cinema, poi, il passo sembra essere davvero breve, ed ecco che il romanzo diventa una pellicola, con Fabio Volo protagonista. Ci siamo fermati a leggere il blog, carino e ben scritto, probabilmente molto più interessante e rivelatorio per un avvocato o praticante tale, proprio per il quotidiano che di quel mondo viene raccontato. Il libro lo abbiamo saltato a piè pari, ma purtroppo abbiamo visto il film. Purtroppo perché tutta quella leggerezza con cui Baccomo raccontava episodi anche apparentemente di poco conto come una pausa alla macchinetta del caffè, nella pellicola di Carteni (<a href="http://www.movielicious.it/2009/03/18/diverso-da-chi/"><em>Diverso da chi?</em></a>) si perde, trasformandosi inesorabilmente in banalità.</p>
<p>La sinossi in due parole: protagonista della commedia è Andrea Campi (Volo che per l&#8217;occasione si è anche fatto crescere degli insulsi baffetti), giovane e rampante avvocato di un affermato studio legale milanese, incaricato dal suo socio (Ennio Fantastichini) di occuparsi di una trattativa che potrebbe dare una svolta alla sua carriera. Tutto va come previsto fino a quando Andrea non incontra Emilie Chomand (Zoé Félix), avvenente avvocatessa francese della controparte. Indovinate un po&#8217; come va a finire?</p>
<p>A cominciare da un sottotitolo di cui ci sfugge il senso ultimo, che recita &#8220;In amore vince chi inganna&#8221; (ma perché questa ossessione di spiegare ad ogni costo? Passi per una pellicola straniera, in alcuni casi può essere d&#8217;aiuto per indirizzare il pubblico nella scelta, ma questo è un film italiano), di <em>Studio illegale</em> non siamo riusciti a salvare nulla. Da Volo alle prese con l&#8217;ennesimo personaggio rampante, occhiale da sole e macchina fighetta che ne cambia una a sera fino a quando non si innamora di &#8220;quella giusta&#8221; e allora via libera alla faccia da triglia bollita, alla sua compagna di set Zoé Félix, tanto deliziosa in <em><em>Bienvenue chez les Ch&#8217;tis </em>(il Giù al Nord</em> originale), quanto scontata nei panni dell&#8217;avvocatessa parigina bon ton in carriera. Persino un pezzo da novanta del nostro cinema come Ennio Fantastichini esce sconfitto da questo film. La sceneggiatura non regala colpi di scena, se non uno all&#8217;inizio, e la storia procede esattamente come ci si aspetta, sicuri del fatto che: &#8220;mica potrà andare proprio così&#8221;. E invece sì. Va proprio così. Il linguaggio utilizzato, poi, è davvero &#8220;for dummies&#8221;, da fiction televisiva di terz&#8217;ordine. Non si ride, né si riflette, tantomeno ci si diverte. In preparazione c&#8217;è <em>La gente che sta bene</em>, secondo libro di Baccomo divenuto film, questa volta diretto da Francesco Patierno e con Claudio Bisio nei panni del protagonista. Ed è il fatto che peggio di così è difficile che possa andare a lasciarci un velo di speranza.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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		<title>Il giorno in più</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 16:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2011)<br />
Uscita: 2 dicembre 2011<br />
Regia: Massimo Venier<br />
Con: Fabio Volo, Isabella Ragonese, Stefania Sandrelli,<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23910" title="21" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/21.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Il libro più venduto di <a href="http://www.movielicious.it/2011/11/28/un-volo-romantico/">Fabio Volo</a> (e il più citato: sul web ci sono delle pagine piene solo di aforismi tratti dai suoi libri), diventa un film in cui l&#8217;autore è impegnato nella doppia veste di sceneggi-attore. Prima o poi doveva succedere che il Volo cartaceo diventasse di celluloide: allora tanto vale iniziare dal suo successo più grande. E un milione di copie di un libro tradotto in diciotto lingue sono un ottimo punto di partenza.<em> Il giorno in più</em> segue la storia di Giacomo Bonetti (Fabio Volo), un quarantenne che passa di donna in donna, senza riuscire a costruire un rapporto minimamente stabile o che superi i pochi mesi. La sua vita cambia quando incontra una ragazza, Michela (Isabella Ragonese). La vede tutte le mattine sul tram che lo porta al lavoro. Giacomo e Michela si conoscono e trascorrono un po&#8217; di tempo insieme, ma proprio quando tra loro sta per nascere qualcosa, lei si trasferisce a New York per lavoro&#8230;</p>
<p>La vicenda è praticamente identica a quella che Volo racconta nel libro, stessi personaggi (anche se nel film risultano meno particolareggiati e riflessivi di quanto non lo siano sulla carta) e stesse situazioni. Ma la diversità rispetto al romanzo sta nel modo in cui viene reso l&#8217;elemento romantico: la delicatezza della prosa utilizzata da Fabio Volo nelle pagine del libro, morbida e non banale, sullo schermo diventa una glassa zuccherina che avvolge la storia di Giacomo e Michela fino a soffocarla. Gli attori sembrano muoversi assecondando le idee di un regista che non sembra aver colto l&#8217;essenza della storia che sta raccontando; così se sulla carta si percepisce una certa veracità rispetto a quanto accade ai due protagonisti, al cinema diventa l&#8217;ennesima love story nemmeno troppo tormentata che si perde dietro a troppi cliché. Non che lo spunto fosse originale, ma Volo con le parole se l&#8217;era cavata bene riuscendo a rendere partecipe il lettore dei cambiamenti che i suoi personaggi subiscono attraverso le avventure che vivono. Per rappresentare tutto ciò su uno schermo ci vuole una certa sensibilità e una particolare attenzione ai moti spirituali dei protagonisti: Venier sarà anche un bravo regista di commedie (<em>Tre uomini e una gamba</em>, <em>Chiedimi se sono felice</em>, <em>Generazione mille euro</em>), ma questa volta si ha la sensazione che si sia trovato tra le mani una storia che non è riuscito a far sua fino in fondo.</p>
<p>Nemmeno il cast riesce a salvare questo film, a cominciare dai due protagonisti. Fabio Volo non diverte né convince nei panni di Giacomo e lo stesso accade per Isabella Ragonese. Va bene la ragazza normale, quella della porta accanto che ognuno di noi può incontrare sul tram, ma un pizzico di verve e di entusiasmo in più nell&#8217;affrontare un ruolo non hanno mai ucciso nessuno. Velo pietoso anche sui comprimari: Stefania Sandrelli che fa la madre di Giacomo e Lino Toffolo nei panni del suo nuovo compagno: situazioni viste e riviste che non portano a nulla. Per non parlare del cameo di Luciana Littizzetto che, nell&#8217;unica scena che ha, ripete sempre e solo un&#8217;unica parolaccia. Forse dovrebbe far ridere, ma con noi non ha funzionato. Fabio, continua a scriverli i tuoi libri che il cinema è un&#8217;altra cosa.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Un Volo romantico</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 19:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Isabella Ragonese]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Venier]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne Il giorno in più l'ex panettiere calcinatese si fa in tre e si innamora di Isabella Ragonese. Le]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/slide-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23847" title="slide-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/slide-2.jpg" alt="" width="500" height="323" /></a></p>
<p>&#8220;Sto scrivendo la sceneggiatura, ma non vorrei né dirigerlo né interpretarlo. Tuttavia credo che mi faranno recitare, perché altrimenti il film non si farà!”. Così tre anni fa Fabio Volo parlava di questo ambizioso progetto che già sapeva lo avrebbe coinvolto sotto diversi aspetti. E aveva ragione. Uscirà infatti il prossimo 2 dicembre in oltre quattrocento copie<em> Il giorno in più</em>, primo adattamento cinematografico dell&#8217;omonimo romanzo dello scrittore, attore, conduttore radiofonico e televisivo bergamasco. Tradotto in diciotto lingue e con oltre un milione di copie vendute solo nel nostro paese, <em>Il giorno in più</em> è il più grande successo editoriale di Volo, che ha firmato anche la sceneggiatura del film insieme a Michele Pellegrini, Federica Pontremoli e al regista Massimo Venier. Quest&#8217;ultimo, storico collaboratore di Aldo Giovanni e Giacomo e autore del divertente <em>Generazione mille euro</em>, firma una storia ricca di sentimenti e al passo coi tempi, ambientata tra Milano e New York.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/214.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23849" title="214" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/214.jpg" alt="" width="294" height="442" /></a></p>
<p>Fabio nel film interpreta Giacomo, trentenne tanto bravo a chiudere contratti per la società milanese per cui lavora, quanto attento a non farsi coinvolgere in relazioni sentimentali che potrebbero sfociare in qualcosa di serio. Un giorno, sul tram, vede una ragazza, Michela (Isabella Ragonese). La incontra anche nei giorni seguenti, tutte le mattine alla stessa ora. Se non è un colpo di fulmine, poco ci manca: i due si conoscono, escono insieme, ma il destino li separa proprio quando tra loro sta per nascere qualcosa: Michela deve trasferirsi a New York per lavoro.</p>
<p>Ad arricchire il cast, oltre ai due protagonisti, ci sono Stefania Sandrelli, Lino Toffolo e Luciana Littizzetto, in un cameo. Oggi Fabio ha presentato<em> Il giorno in più</em> alla stampa romana durante la conferenza che ha seguito la proiezione del film. Eccone un estratto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zgiIVC1k1Do?version=3&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/zgiIVC1k1Do?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Figli delle stelle</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/10/20/figli-delle-stelle/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 21:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Pandolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Volo]]></category>
		<category><![CDATA[Figli delle stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Pellegrini]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>

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		<description><![CDATA[Precariato, delusione e un pizzico di (in)sana follia: ecco la vicenda dolceamara di questi novelli Soliti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2010)<br />
Uscita: 22 ottobre 2010<br />
Regia: Lucio Pellegrini<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Claudia Pandolfi<br />
Durata: 1 ora e 42  minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/29.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-17048" title="29" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/29.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il riferimento al cinema di Monicelli forse non è giustificato, ma vedendo <em>Figli delle stelle</em> è impossibile non pensare almeno per un attimo alla banda più nota della nostra cinematografia, quella dei <em>Soliti ignoti</em>. Ed è sulle note della canzone di Alan Sorrenti (&#8220;Noi siamo figli delle stelle, senza storia senza età eroi di un sogno&#8221;), che Lucio Pellegrini torna al cinema dopo la positiva parentesi televisiva de <em>I liceali, </em>forte di<em> </em>un cast valido ed eterogeneo. Pepe (Pierfrancesco Favino,), Toni (Fabio Volo), Ramon (Paolo Sassanelli), Bauer (Giuseppe Battiston) e l&#8217;impacciata giornalista Marilù (Claudia Pandolfi), uniti da un forte disagio sociale,  si improvvisano sequestratori del politico sbagliato (Giorgio Tirabassi). Sono tutti lavoratori precari che trovano nel folle gesto un modo per uscire da una realtà che non sembra volerli accettare. Un gesto, però, dai risvolti nobili  e che li porterà  ad essere davvero &#8220;eroi di un sogno&#8221;, dato che con i soldi del riscatto, hanno intenzione di risarcire la vedova di un operaio morto sul lavoro.</p>
<p>Guidando lo spettatore tra una caotica Roma e le imponenti e silenziose montagne della Val d&#8217;Aosta, Pellegrini fa luce su argomenti che difficilmente avrebbero potuto essere più attuali: il mancato impegno da parte delle istituzioni, le morti sul lavoro e le intercettazioni telefoniche. La banda di imbranati che tenta di fare &#8220;qualcosa&#8221; per dare uno scossone al sistema politico e sociale del paese, che li rende precari tanto nel lavoro quanto nella vita, è un modo divertente e tragico allo stesso tempo per portare a galla la realtà di un sistema che lascia il tempo che trova.</p>
<p>Un&#8217;alone vintage, poi, attraversa ostentatamente la pellicola: dal modo in cui sono trattati i personaggi, al loro abbigliamento, fino agli ambienti in cui si muovono. Per non parlare dei rimandi alla lotta armata, ripresa dal gruppo di improvvisati terroristi, che ha già fatto scattare più di una polemica: c&#8217;è chi ha detto che trent&#8217;anni sono pochi, per poter scherzare con immagini che tanto ricordano il caso Moro e gli anni di piombo. Ma il film di Pellegrini è assolutamente spontaneo, coraggioso e dotato di un tale candore di fondo (il cui massimo esponente è rappresentato dal personaggio interpretato da Favino, sempre più bravo) che risulta un po&#8217; forzato gridare all&#8217;inadeguatezza tematica.<em> Figli delle stelle</em> è una commedia fresca e divertente, nella quale non mancano spunti che invitano alla riflessione, e ha un trailer che non le rende affatto giustizia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2010/10/18/una-gang-di-nostalgici-sognatori/">Qu</a>i trovate le videointerviste al cast del film</p>
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