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	<title>Movielicious &#187; Francesco Mandelli</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Pets &#8211; Vita da animali</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 08:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessandro Cattelan]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Mandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Illumination Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Chiatti]]></category>
		<category><![CDATA[Lillo]]></category>
		<category><![CDATA[Pets – Vita da Animali]]></category>
		<category><![CDATA[The Secret Life of Pets]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Secret Life of Pets, USA 2016)<br />
Uscita: 6 ottobre 2016<br />
Regia: Chris Renaud, Yarrow Cheney<br />
Con le voci di: Lillo, Francesco Mandelli, Laura Chiatti, Alessandro Cattelan<br />
Durata: 1 ore e 27 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures Italy</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Pets_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54203" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Pets_1.jpg" alt="Pets_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Bisogna riconoscerlo: quello della <strong>Illumination Entertainment</strong>, seppur ancora alle prime battute e a mira non ancora pienamente aggiustata, è finora un percorso che pare procedere ai margini della matta competizione, Pixar in testa, per l&#8217;egemonia qualitativa nel campo dell’<strong>animazione</strong> statunitense mainstream.<br />
Non ci si aspetti, dunque, dall&#8217;equipe di <strong>Chris Meledandri</strong>, quel corrispettivo zoologico di <em>Toy Story</em> che i presupposti lasciavano intendere o quella svolta della maturità con cui disintossicarsi dagli effetti asfissianti della <em>Minions</em>-mania, bensì il primo stadio di quella lenta, graduale convergenza con la declinante Dreamworks Animations che, dallo scorso agosto, è diventata effettiva con l&#8217;acquisizione di quest&#8217;ultima da parte di mamma Universal.</p>
<p>È con le prime produzioni degli studios di Jeffrey Katzenberg, infatti, che <em><strong>Pets &#8211; Vita da animali</strong></em> vorrebbe quasi cercare un discorso di continuità, ricalcandone i punti di forza (la predisposizione alla serialità, il ricorso a doppiatori di grido, il tono spigliato e marcatamente frivolo d&#8217;insieme) ma evitando il confronto diretto con l&#8217;oggi irraggiungibile colosso disneyano: se lo spunto iniziale e le dinamiche fra i due protagonisti suggeriscono più di un debito nei confronti delle avventure di Woody e Buzz, il termine di paragone più diretto è in realtà quello sfortunato <em>Giù per il tubo</em> che sancì la fine della collaborazione della Dreamworks con i colleghi britannici della Aardman e di cui vengono riproposte diverse intuizioni, a partire dal variopinto, &#8220;civilizzato&#8221; microcosmo bestiale che agisce all&#8217;insaputa dei suoi proprietari e dalla contrapposizione netta fra la sua componente casalinga, ingenua e sprovveduta, e quella randagia, feroce e vendicativa.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Pets2.jpg"><img class="alignnone wp-image-54204" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Pets2-1024x554.jpg" alt="Pets2" width="650" height="351" /></a></p>
<p>Se il precedente del 2006, però, rimaneva sommerso dalla sua cascata citazionistica &#8211; un elemento fra tutti, la mal gestita struttura da spy story &#8211; e penalizzato da un comparto personaggi assai limitato e di scarso appeal, <strong><em>Pets – Vita da animali </em></strong>batte una strada forse più abusata, ma di certo più efficace, attingendo a piene mani dall&#8217;universo sovversivo e scombiccherato dei Looney Tunes, trasformando il film in un coloratissimo e scatenato fuoco d’artificio slapstick mirato &#8211; come suggerisce, in fin dei conti, il nome stesso della compagnia &#8211; al puro e semplice intrattenimento privo di pretese, una sequela ininterrotta di gag che gioca per accumulo e che, a costo di patire una certa disomogeneità di fondo, non si concede pause, fra una rissa di strada fra cani e gatti che sfida le leggi della gravità e una scorreria in una fabbrica di würstel che si trasforma in un allucinato numero musicale à la Busby Berkeley, fino all&#8217;immancabile inseguimento risolutivo a rotta di collo sopra e sotto il ponte di Brooklyn.</p>
<p>E pur senza raggiungere le vette di raffinatezza del tematicamente analogo <em>Shaun – Vita da pecora</em> (sempre della Aardman), che invece dava vita alla medesima fantasia anarchica adottando il linguaggio stralunato e dilatato di Jacques Tati, tanto basta a <strong><em>Pets – Vita da animali</em></strong> per garantirsi un piccolo posto d’onore nella vetrina cartoon di inizio stagione, con il suo soggetto tanto semplice e pieno di cliché &#8211; lo sfrenato pomeriggio di libertà a spasso per New York di una piccola comunità di quartiere di animali, domestici e non &#8211; da coinvolgere qualsiasi fascia d’età, le sue caratterizzazioni bizzarre, su cui primeggiano, ancor più del Jack Russell doppiato nella versione originale da un bravissimo <strong>Louis C.K</strong>., la poiana in via di disintossicazione da carne di <strong>Albert Brooks</strong> e il coniglietto psicopatico anarco-insurrezionalista di <strong>Kevin Hart</strong>, e i suoi sprazzi di eleganza visiva, come l’incipit che attraversa la Grande Mela dall&#8217;alto e penetra pian piano a Central Park, e di inattesa dolcezza (il tenerissimo epilogo, con il simultaneo rientro a casa dei vari padroni).</p>
<p>Sorge, però, lo stesso dubbio provocato dalla visione di <em>Alla ricerca di Dory</em>, e cioè l&#8217;impressione che a una tale cura nel tratteggio dei caratteri non corrisponda la stesura di un intreccio altrettanto avvincente, qui ridotto a poco più di un canovaccio derivativo e a un catalogo di situazioni comiche più o meno eterogenee, una scrittura, in altre parole, che si concentra più sull&#8217;invenzione e sulla trovata che sul racconto.<br />
Ne consegue, quindi, un divertimento immediato e dinamico ma dal respiro molto corto, tarato principalmente sulla lunghezza d&#8217;onda di un pubblico pre-adolescenziale e un po&#8217; meno godibile dal pubblico adulto, l&#8217;equivalente per il grande schermo di un giro sull&#8217;ottovolante, mozzafiato finché si è a bordo, già dimenticato una volta che si è scesi a terra.</p>
<p>È pur sempre un notevole passo in avanti per una casa di produzione che sembrava condannata a non uscire dai dintorni di <em>Cattivissimo</em> <em>me</em> e delle sue mascotte, ma ben poca cosa rispetto all&#8217;innovazione, al coraggio e alla creatività con cui la Disney del notevole <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/zootropolis-recensione/" target="_blank">Zootropolis</a> </em>e ancor più la Laika dell&#8217;imminente <em>Kubo e la spada magica</em> hanno lasciato un segno indelebile nel panorama animato del 2016.</p>
<p>Voto <strong>6,5</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Natale col boss</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/12/17/natale-col-boss-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 07:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Mandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Greg & Lillo]]></category>
		<category><![CDATA[Natale col boss]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ruffini]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino Di Capri]]></category>
		<category><![CDATA[Volfango De Biasi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lillo, Greg e Peppino di Capri nella divertente commedia di Volfango De Biasi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2015)<br />
Uscita: 16 dicembre 2015<br />
Regia: Volfango De Biasi<br />
Con: Greg &amp; Lillo, Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Peppino Di Capri<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Natale_Col_Boss_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51303" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Natale_Col_Boss_1.jpg" alt="Natale_Col_Boss_1" width="640" height="350" /></a></p>
<p>Alla fine deve averlo capito anche Aurelio De Laurentiis che il Natale, al cinema, non tira più come una volta. Ecco allora che &#8211; fatto salvo il copyright legato al titolo &#8211; <em><strong>Natale col boss</strong></em> si svincola definitivamente da una tradizione che ha sempre visto nel cinepanettone null&#8217;altro che una mera cornice all&#8217;interno della quale imbastire esili storielle episodiche ambientate a ridosso del 25 dicembre per diventare invece commedia tout court. Niente vacanze in luoghi esotici quindi, e nemmeno storie di corna.<br />
E la vera novità non sarebbe neanche questa, quanto piuttosto il fatto che il film riesca effettivamente nel suo intento primario, ossia far ridere. Rimarcarlo non è affatto pleonastico visto lo standard a cui siamo abituati, perché qui ci si diverte davvero.<br />
E neanche poco.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/natale-col-boss-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51304" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/natale-col-boss-2.jpg" alt="natale-col-boss-2" width="735" height="400" /></a></p>
<p>Il merito va innanzitutto alla felice idea di costruire l&#8217;intera storia come una parodia del genere poliziesco in cui la trovata comica non si riduce mai a uno sketch fine a se stesso ma funge da ingranaggio per una narrazione che, in qualche strano modo, finisce per assomigliare più a una versione caciarona &#8211; seppure filologicamente molto meno attenta &#8211; di <a href="http://www.movielicious.it/2014/04/16/songe-napule/" target="_blank">Song&#8217;e Napule</a> dei Manetti Bros che non al ciarpame paratelevisivo da cui è evidente la volontà di distinguersi.<br />
Il materiale di partenza quindi c&#8217;è, con <strong>Greg e Lillo</strong> per la prima volta liberi di utilizzare appieno lo humour che li contraddistingue (e soprattutto  i loro tempi comici) piuttosto che sacrificarlo sull&#8217;altare della facile gag da &#8220;buccia di banana&#8221; e la presenza dei sopravvalutati <strong>Francesco Mandelli</strong> e <strong>Paolo Ruffini</strong> a infastidire meno che altrove.</p>
<p>Al netto dei pregi effettivi di <em>Natale col boss,</em> c&#8217;è poi da considerare l&#8217;estrema pochezza dei diretti concorrenti attualmente in sala: perché &#8211; tra l&#8217;ultimo Pieraccioni, l&#8217;orripilante <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/11/09/matrimonio-al-sud/" target="_blank">Matrimonio al sud</a></em> e il ritorno alla scatologia dell&#8217;associazione a delinquere Christian De Sica/Neri Parenti &#8211;  non ci voleva chissà quale colpo di genio perché il film di <strong>Volfango De Biasi</strong> (confermato al timone dopo <em>Un Natale stupefacente</em> dello scorso anno) facesse la parte del leone.<br />
Bastava proprio poco in realtà, ad esempio una trama che, sebbene incentrata sul meccanismo ultra-classico dello scambio di persona, riesce a gestirlo nel meno banale dei modi possibili, talvolta anche ricorrendo al demenziale, ma senza mai perdere di vista l&#8217;obiettivo.<br />
Completano il quadro un divertito e divertente <strong>Peppino Di Capri</strong> che, a quasi 80 anni, si riscopre attore addirittura con un doppio ruolo, un contorno di solidi caratteristi (occhio a Gianfelice Imparato, il sarto del <em>Gomorra</em> di Garrone) e la totale assenza di inutili gnocche discinte un tanto al chilo.<br />
Nulla di rivoluzionario, per carità, ma la speranza è che il pubblico natalizio decida di premiare il coraggio della <strong>Filmauro</strong> nello scegliere di divertire senza ricorrere a un cliché che, negli ultimi anni, era diventato realmente offensivo, per gli spettatori prima ancora che per i nomi coinvolti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La solita commedia – Inferno</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/03/18/la-solita-commedia-inferno/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2015/03/18/la-solita-commedia-inferno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 07:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Biggio]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Mandelli]]></category>
		<category><![CDATA[I soliti idioti]]></category>
		<category><![CDATA[La solita commedia – Inferno]]></category>

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		<description><![CDATA[Terzo film per la premiata coppia Biggio-Mandelli de I Soliti idioti, alle prese con un inferno 2.0 tutto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 19 marzo 2015<br />
Regia: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli<br />
Con: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli, Tea Falco, Gianmarco Tognazzi<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/la-solita-commedia-inferno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41751" title="la-solita-commedia-inferno" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/la-solita-commedia-inferno.jpg" alt="" width="499" height="304" /></a></p>
<p>Nel 2015 L&#8217;inferno è in pieno caos.<br />
Troppi peccatori di ultima generazione e troppo poco spazio per farceli stare tutti.<br />
Senza considerare il fatto che le vecchie divisioni per gironi sono ormai diventate obsolete.<br />
A quale girone andrebbe destinato, ad esempio, un hacker? E uno stalker?<br />
Satana, in accordo con un Dio particolarmente dedito ad alcol e psicofarmaci, decide quindi di delegare il solito Dante al lavoro sporco e di inviarlo ventiquattro ore sulla terra per avere un quadro più chiaro delle moderne declinazioni del peccato.<br />
Il compito si rivelerà più arduo del previsto e il sommo Vate si troverà di fronte ad una fiera delle atrocità contemporanee che va dagli scavalcatori di file al supermercato ai maniaci dell&#8217;ordine e della pulizia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/inferno_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41752" title="inferno_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/inferno_2.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Il terzo film della coppia <strong>Biggio/Mandelli </strong>presenta non pochi problemi in sede di analisi, a seconda dell&#8217;angolazione dalla quale si scelga di partire.<br />
Se, ad esempio, dovessimo interrogarci sulla semplice rispondenza dell&#8217;opera allo scopo che evidentemente si prefigge &#8211; ossia il far ridere &#8211; <em><strong>La solita commedia &#8211; Inferno </strong></em>potrebbe anche dirsi un film riuscito. La costruzione a episodi permette infatti alla coppia di procedere per tentativi successivi e, già solo per la semplice legge dei grandi numeri, è piuttosto difficile che nessuno dei tanti segmenti narrativi colga nel segno.<br />
Poi, certo, c&#8217;è anche un discorso legato alla coerenza narrativa e, in quest&#8217;ottica, la semplice cornice che dovrebbe legare insieme il tutto e che vede Dante inorridire ripetutamente dinanzi all&#8217;odierno squallore umano mostrato nei singoli sketch, dopo un po&#8217;, mostra la corda.<br />
L&#8217;inversione di senso del viaggio dantesco che, di fatto, rende la terra più infernale dell&#8217;inferno stesso, per quanto interessante, alla lunga infatti stanca e rende evidente come gli sforzi di Biggio e Mandelli in sede di scrittura si siano concentrati più nel rimpolpare il loro repertorio di nuovi soliti idioti (già in origine una banalizzazione anni dieci de <em>I mostri </em>di Dino Risi) che non nel tentativo di evolvere il loro stile.</p>
<p>Da questo punto di vista, <em>La solita commedia &#8211; Inferno </em>soffre dello stesso problema di fondo che gravava su <a href="http://www.movielicious.it/2015/01/27/italiano-medio/"><em>Italiano medio</em></a> di Maccio Capatonda e che non gli ha permesso di affrancarsi pienamente dalla sua matrice televisiva.<br />
Solo che, se in<em> Italiano medio</em>, si evinceva se non altro uno sforzo (riuscito solo in parte) di adattare le proprie esigenze narrative al mezzo cinematografico, qui la pigra reiterazione di gag, senza dubbio  simpatiche ma già abbondantemente viste, sembra più il frutto di una scelta comoda e, se vogliamo, un po&#8217; paracula.<br />
Non è tanto questione di pura semantica quanto piuttosto di una mancata comprensione dei limiti di un mezzo (quello televisivo) che, una volta superati, hanno bisogno di nuova linfa per generare contenuti validi, anche se solo a fini di intrattenimento.<br />
Biggio e Mandelli hanno dalla loro il pregio della simpatia (più Mandelli che non Biggio) e di una sana scorrettezza, figlia naturale di una generazione che ai cinepanettoni preferisce <em>Little Britain</em> o <em>The Office</em> e questo un po&#8217; li salva.<br />
Ciò che manca semmai è una cattiveria che faccia realmente male e vada a colpire gli obiettivi giusti, stimolando anche un minimo di riflessione piuttosto che ricercare il paradosso facile facile che, giocoforza, qualche risata la strappa sempre.<br />
Per ora in Italia gli unici a farlo restano Torre, Ciarrapico e Vendruscolo e l&#8217;insuccesso del loro ultimo <a href="http://www.movielicious.it/2014/11/25/ogni-maledetto-natale/" target="_blank"><em>Ogni maledetto Natale</em></a> lo testimonia.<br />
Se poi ciò che si desidera è solo e soltanto ridere, tranquilli, che qui si ride.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Marianna Madia nel cameo di Pazze di me</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 19:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Brizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Mandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Mieli]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna Madia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Gianani]]></category>
		<category><![CDATA[Pazze di me]]></category>
		<category><![CDATA[Wildside]]></category>

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		<description><![CDATA[Il neoministro non smette di far parlare di sé. Eccola in un piccolo ruolo nel film diretto da Fausto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/mariamma-madia-pazze-di-me.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35300" title="mariamma-madia-pazze-di-me" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/mariamma-madia-pazze-di-me.jpg" alt="" width="353" height="263" /></a></p>
<p>Attualmente ricopre la carica di Ministro della Pubblica Amministrazione nel neonato Governo Renzi (anche se presto dovrà abbandonare i palazzi del potere almeno per un po&#8217;, visto che a breve diventerà mamma), ma la 33enne <strong>Marianna Madia</strong>, nei suoi trascorsi, ha anche un passato da attrice. Meglio, da <strong>comparsa</strong>.Eccola in un breve cameo<strong> </strong>all’interno del film di<strong> Fausto Brizzi</strong><em>, Pazze di me, </em>con <strong>Francesco Mandelli</strong>. Il motivo di questa brevissima incursione nel mondo del cinema è presto svelato: il marito della Madia  è  <strong>Mario Gianani</strong>, che figura tra i produttori della pellicola. <strong>Insieme con</strong><strong><strong> Brizzi e Lorenzo Mieli</strong> </strong>(figlio di Paolo Mieli, presidente di RCS libri)<strong> </strong>Gianani figura infatti come socio della società<strong> <strong>Wildside.</strong> </strong>Ma non è finita, perché Pazze di me, o meglio la società che lo ha prodotto,  ha ottenuto un contributo di 315.895 mila euro dalla Regione Lazio, sotto la voce Interventi regionali per il  cinema e l’audiovisivo.</p>
<p style="display: inline !important;">Ma vediamo come se l&#8217;è cavata il nuovo ministro come attrice.</p>
<p style="display: inline !important;">
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<p><em>(Il Fatto Quotidiano)</em></p>
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