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	<title>Movielicious &#187; Gaetano di Vaio</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; Giorni 8 e 9</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 16:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Black and White]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Noce]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano di Vaio]]></category>
		<category><![CDATA[Jake Gyllenhaal]]></category>
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		<category><![CDATA[La foresta di ghiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Largo baracche]]></category>
		<category><![CDATA[Nightcrawler]]></category>
		<category><![CDATA[Octavia Spencer]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bel doc Largo baracche di Gaetano Di Vaio, un Jake Gyllenhaal che spacca in Nightcrawler e, naturalmente,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA FORESTA DI GHIACCIO di CLAUDIO NOCE</strong></p>
<div id="attachment_39377" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/la_foresta_cast.jpg"><img class="size-full wp-image-39377" title="la_foresta_cast" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/la_foresta_cast.jpg" alt="Il cast de La foresta di ghiaccio" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast de La foresta di ghiaccio</p></div>
<p>Niente da fare per <em><strong>La foresta di ghiaccio</strong></em>, terzo film italiano presentato al Festival, thriller dimenticabile firmato da <strong>Claudio Noce</strong> (<em>Good Morning Aman</em>) con <strong>Emir Kusturica</strong>, <strong>Adriano Giannini</strong> e <strong>Ksenija Rappoport</strong>. La pellicola, girata interamente tra i boshi del Trentino, vorrebbe portare sullo schermo una storia sporca e torbida, con personaggi da noir (purtroppo solo nelle intenzioni dell&#8217;autore), con un passato da dimenticare e loschi traffici su cui indagare. Spunto interessante e drammaticamente legato all&#8217;attualità (se vedrete il film capirete il perché), ma a parte la sempre brava Rappoport &#8211; qui alle prese con un personaggio legnosetto &#8211; e un convincente Giannini Jr., è un brodino insipido che aspira ad essere una pietanza da chef stellato. Pretenzioso senza motivo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4<br />
<strong><br />
LARGO BARACCHE di GAETANO DI VAIO</strong></p>
<div id="attachment_39378" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/largo-baracche.jpg"><img class="size-full wp-image-39378 " title="largo-baracche" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/largo-baracche.jpg" alt="Tony D'Angelo, Nino D'Angelo e Gaetano Di Vaio per Largo baracche" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Tony D&#8217;Angelo, Nino D&#8217;Angelo e Gaetano Di Vaio</p></div>
<p>Nella serata di ieri, poi, abbiamo assistito all&#8217;anteprima del bel documentario <em><strong>Largo Baracche</strong></em> diretto e prodotto da <strong>Gaetano Di Vaio</strong>.<br />
Filmare una città complessa e connotata come Napoli attraverso il suo disagio è cosa complessa e perennemente a rischio retorica. Di Vaio (anche tra gli interpreti del riuscitissimo<a href="http://www.movielicious.it/2014/10/01/take-five/"> <em>Take Five</em></a> di Guido Lombardi, visto lo scorso anno qui a Roma e uscito recentemente nelle sale) aggira questo ostacolo con facilità perché parla di cose che ha evidentemente vissuto in prima persona.<br />
L&#8217;autore infatti ha un passato &#8211; all&#8217;inizio del film ne parla approfonditamente &#8211; di droga e criminalità che lo ha portato anche a vivere l&#8217;esperienza del carcere e, forse proprio grazie a questo curriculum di strada, non ha alcun problema a guadagnarsi il rispetto e la fiducia dei sette ragazzi di cui ci mostra un pezzetto di vita.<br />
Storie semplici, di un gruppo &#8211; o una &#8220;batteria del bene&#8221;, come loro stessi si definiscono &#8211; di bambini diventati uomini troppo presto loro malgrado e dei tentativi, spesso vani, di sottrarsi a un destino che sembra impresso a fuoco sulla pelle di chiunque nasca nel posto sbagliato.<br />
Il posto sbagliato, in questo caso, è rappresentato dagli strettissimi vicoli dei Quartieri Spagnoli, un dedalo di strade che si intersecano senza soluzione di continuità, a solo pochi passi da Piazza del Plebiscito.<br />
Per sessanta minuti vediamo &#8211; e soprattutto ascoltiamo &#8211; questi scugnizzi parlare di disoccupazione, politica, disparità sociali, camorra e anche d&#8217;amore con una lucidità e un livello di consapevolezza che forse non ci si aspetterebbe nemmeno di trovare in contesti urbani così disagiati.<br />
Di Vaio invece è bravo nel far emergere la voglia di riscatto di un gruppo di giovani che non si rassegna al grande nulla e che magari non riuscirà ad andar lontano, ma almeno ci prova.<br />
Bello e necessario.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><strong>NIGHTCRAWLER di DAN GILROY</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/nightcrowler.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39379" title="nightcrowler" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/nightcrowler.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p><strong>Dan Gilroy</strong> (sceneggiatore di <em>The Bourne Legacy</em>) fa il suo esordio alla regia con <em><strong>Nightcrawler</strong></em>, potentissimo e lucido apologo sulle possibili derive della TV verità abilmente travestito da thriller e presentato oggi al Festival nella sezione Mondo Genere.<br />
La storia è quella del giovane Lou Bloom (<strong>Jake Gyllenhaal </strong>nell&#8217; interpretazione forse più convincente in carriera) che, non riuscendo a trovare un lavoro, decide di munirsi di una videocamera e di passare le notti accorrendo sui luoghi delle emergenze per riprendere, spesso addirittura in anticipo sull&#8217;arrivo dei soccorsi, immagini cruente da vendere alle emittenti televisive per le news del mattino.<br />
Il successo immediato rende Lou sempre più insensibile e spietato e lo porta ad interferire con l&#8217;arresto di due pericolosi criminali pur di ottenere un ulteriore e remunerativo scoop.<br />
Film riuscitissimo sin dalle sue sequenze iniziali (una Los Angeles notturna e cupa come non la si vedeva dai tempi di <em>Collateral</em>) <em>Nightcrawler</em> convince su tutti i fronti e, anche laddove prende una posizione molto forte sulla questione etica del filmabile e del punto oltre il quale non ci si dovrebbe mai spingere, non lo fa attraverso il classico e abusato meccanismo della parabola di redenzione.<br />
Il protagonista infatti perde gradualmente umanità, ma l&#8217;autore ci tiene a suggerire allo spettatore come imboccando certe strade, il più delle volte il ritorno non sia contemplato.<br />
Lo stesso vale per il sistema dei network televisivi, descritti come covi di sciacalli all&#8217;interno dei quali i pochi refrattari a certi metodi di sfruttamento del dolore vengono prima ridotti in minoranza e poi al silenzio.<br />
Piace inoltre il nervosismo controllato di una regia che non indugia mai sui particolari più raccapriccianti e forse, proprio in virtù di questa scelta, scuote e turba di più di chi certe scene le mostra.<br />
Senza ombra di dubbio, uno dei migliori film visti nel corso di questa edizione del Festival.</p>
<p><strong>Voto </strong>8</p>
<p><strong>BLACK AND WHITE di MIKE BINDER</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin-e-lily-costner.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39380" title="kevin-e-lily-costner" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin-e-lily-costner.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>E oggi al Festival è arrivato anche <strong>Kevin Costner</strong>, nella capitale con sua figlia Lily per presentare il film di <strong>Mike Binder</strong> di cui è protagonista, oltre che produttore.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39381" title="kevin_costner_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_slide.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>In <em><strong>Black and White</strong></em> ritroviamo l&#8217;attore in versione nonno, impegnato in una battaglia legale per la custodia della nipotina. La figlia di Elliott Anderson (Costner), un brillante avvocato, perde la vita dando alla luce una bambina, Eloise, che è cresciuta con i nonni materni. Quando Elliot perde anche sua moglie, la nonna paterna della piccola (Octavia Spencer) si farà avanti, rivendicando il diritto del figlio di crescere la bambina. E&#8217; a questo punto che l&#8217;uomo si troverà coinvolto in una dura battaglia legale per la custodia della nipote.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39383" title="kevin_costner_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_2.jpg" alt="" width="265" height="398" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39382" title="kevin_costner" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner.jpg" alt="" width="266" height="398" /></a></p>
<p>Finalmente un bel personaggio per Kevin Costner, dopo le sue recenti incursioni in ruoli di contorno (<em>Man of Steel</em>) o comunque non indimenticabili (<a href="http://www.movielicious.it/2014/06/04/3-days-to-kill/"><em>3 Days to Kill</em></a>). Nell&#8217;interpretare un uomo devastato dalla vita, che gli ha portato via quasi tutto, lasciandogli tuttavia un motivo per cui continuare a combattere, l&#8217;attore ci mette mestiere e tenerezza. <em>Black and White</em> è un dramma familiare nel quale emergono problematiche drammaticamente attuali come la lotta di classe e il razzismo, che lo stesso Costner, durante la conferenza stampa di questa mattina, ha tenuto a sottolineare: &#8220;L&#8217;odio razziale è ancora una piaga della società americana, ma &#8211; assicura &#8211; nel mio film c&#8217;è molto di più&#8221;.</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/baMogiNsjw8?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/baMogiNsjw8?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p>&#8220;<em>Il film è ambientato in due realtà differenti all&#8217;interno della stessa città, Los Angeles. A Compton e a Beverly Hills. Io sono nato a Compton. Credo che una degli aspetti più significativi del film risieda nel fatto che la piccola Eloise passi del tempo con l&#8217;altra famiglia, quella di suo padre, e che trascorra le giornate sia a Compton che a Beverly Hills. Credo che Black and Wite sia una grande sceneggiatura americana, perché racconta una storia molto americana con l&#8217;augurio che riesca ad essere universale. Il razzismo è una piaga con cui ci troviamo a combattere ogni giorno. Nel film c&#8217;è una parte in cui il mio personaggio dice che la prima cosa che vede in una donna è il decolletè. E&#8217; la verità. Ma questo non fa di lui un maniaco o un pervertito. Con il colore della pelle è lo stesso. Non è il primo pensiero che conta, ma il secondo, il terzo&#8230; Quando ho letto quella parte dello script ho capito che quelle parole erano geniali</em>&#8220;.</p>
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		<title>Take Five</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 07:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Gaetano di Vaio]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Lombardi]]></category>
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		<category><![CDATA[Take Five]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 2 ottobre 2014<br />
Regia: Guido Lombardi<br />
Con: Peppe Lanzetta, Salvatore Striano, Gaetano di Vaio<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Microcinema</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39041" title="take_five_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_1.jpg" alt="" width="500" height="285" /></a></p>
<p>Sasà (<strong>Salvatore Striano</strong>), un idraulico col vizio del gioco e debiti che nessun uomo onesto potrebbe pagare, viene chiamato a riparare una perdita fognaria all&#8217;interno di una banca, a pochi metri dal suo caveau.<br />
Da lì a pensare di rapinarla il passo è piuttosto breve.<br />
Coinvolge quindi nel colpo un ricettatore, un fotografo cardiopatico, un pugile squalificato a vita e, dulcis in fundo, un gangster depresso appena uscito di galera conosciuto da tutti come O Sciomèn (<strong>Peppe Lanzetta</strong>).<br />
I cinque non hanno nulla in comune se non la voglia di riscattare vite ai margini attraverso i soldi facili.<br />
Qualcosa però va storto e, quando uno di loro sparisce con la refurtiva, gli altri si logorano nell&#8217;attesa, lasciando che l&#8217;avidità e i reciproci sospetti portino a galla il peggio di loro.<br />
Nasce così un sottile gioco al massacro di alleanze fatte e disfatte nel giro di una notte, complicate dall&#8217;arrivo improvviso di un boss della mala locale, misteriosamente a conoscenza della rapina e desideroso di entrare in possesso del bottino.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39042" title="take_five_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A due anni da<em> Là-bas</em>, <strong>Guido Lombardi</strong> torna a raccontare la Napoli più cupa e criminale con questo bel noir corale, presentato in concorso lo scorso anno al Festival Internazionale del Film di Roma.<br />
Lo fa abbandonando ogni residuo di pretesa documentaristica presente nell&#8217;opera precedente per lasciarsi andare del tutto alle regole di uno dei generi più codificati del cinema classico e il risultato è questo gioiellino di stile ed equilibrio, a cominciare da una sceneggiatura (opera dello stesso Lombardo) ricchissima di colpi di scena e assai abile nell&#8217;alternare registro comico e tragico senza sceglierne mai uno in via definitiva, così costantemente in bilico tra <em>I soliti ignoti</em> e <em>Le Iene</em>.<br />
Uno dei pregi maggiori di <strong><em>Take Five</em></strong> risiede proprio nel suo dichiarare apertamente ogni suo debito, a partire già dal titolo, chiaro riferimento all&#8217;improvvisazione jazzistica (è il titolo di un disco di Dave Brubeck) che qui rivive nella libertà con cui Lombardi permette ai suoi attori di improvvisare su questi personaggi così acciaccati e diversi tra loro &#8211; un po&#8217; come navigati musicisti che salgono su un palco senza avere la piena consapevolezza di ciò che andranno a suonare &#8211; in una sorta di curioso Aspettando Godot partenopeo che scorre sinuoso per tutta la sua durata fino a un tesissimo finale che non si pone alcun problema nel rielaborare l&#8217;epilogo del succitato debutto di Tarantino.</p>
<p>La stessa sicurezza nei proprio mezzi è evidente nello stile di regia, secco per esigenze narrative ma, allo stesso tempo, capace di guizzi notevoli che conferiscono al film una raffinatezza visiva che fa da piacevole contrappunto ai i volti duri dei suoi protagonisti, così segnati e vissuti (alcuni degli attori hanno realmente un passato di vita criminale alle spalle) e regala allo spettatore una Napoli rarefatta e stilizzata, mai oleografica e raramente così inquietante e priva dei suoi più abusati cliché estetici.<br />
E&#8217; un po&#8217; l&#8217;altra faccia &#8211; quella meno leggera per intenderci &#8211; di <a href="http://www.movielicious.it/2014/04/16/songe-napule/"><em>Song &#8216;e Napule</em></a> (curioso che siano stati presentati entrambi nel corso dello stesso Festival) pur con i dovuti distinguo del caso: laddove i riferimenti dei Manetti Bros erano più legati alla tradizione poliziottesca ibridata con la commedia, Lombardi punta più in alto, guarda coraggiosamente oltreoceano e quando strappa una risata (alcune scene, complice l&#8217;uso colorito del dialetto napoletano, sono davvero esilaranti) lo fa attraverso il ricorso al registro grottesco.<br />
Ciò che piace di questo <em>Take Five</em> è il suo cercare una via italiana citando (senza mai scimmiottare) i capisaldi del genere e, cosa ancora più importante, raccontando una semplice storia senza cadere nell&#8217;insidiosissima trappola dell&#8217;analisi sociologica un tanto al chilo in cui autori parecchio più blasonati del bravo Guido Lombardi sovente cadono.</p>
<p>Voto 7</p>
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