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	<title>Movielicious &#187; Gilles Lellouche</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>French Connection</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 07:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cédric Jimenez]]></category>
		<category><![CDATA[Céline Sallette]]></category>
		<category><![CDATA[French Connection]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Lellouche]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Dujardin]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean Dujardin giudice incorruttibile nella Marsiglia degli anni Settanta in un Romanzo criminale à la]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(La French, Francia, Belgio 2014)<br />
Uscita: 26 marzo 2015<br />
Regia: Cedric Jimenez<br />
Con: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Céline Sallette<br />
Durata: 2 ore e 15 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41830" title="french-connection_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Alla fine degli anni Settanta Marsiglia si ritrova ad essere il centro nevralgico di un contrabbando di eroina che, dal Vecchio Continente, arriva fino agli Stati Uniti.<br />
La città è letteralmente in mano a un gruppo mafioso (la French Connection del titolo appunto) che controlla il business della droga in maniera pressoché incontrastata, grazie anche al posizionamento strategico di alcuni suoi uomini all&#8217;interno delle istituzioni.<br />
Il giovane e integerrimo magistrato Pierre Michel (<strong>Jean Dujardin</strong>) sembra essere l&#8217;unico disposto a opporsi in maniera decisa allo strapotere dell&#8217;intoccabile padrino Gaëtan Zampa (<strong>Gilles Lellouche</strong>) e a pagarne le conseguenze.<br />
Inviso a colleghi e superiori per lo zelo con cui persegue il suo obiettivo, l&#8217;uomo arriva a sacrificare, trascurandoli, anche gli affetti familiari in nome di una missione che non considererà compiuta fino a quando Zampa non verrà assicurato alla Giustizia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41831" title="french-connection" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/french-connection.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Progetto ambizioso questa opera seconda di <strong>Cédric Jimenez </strong>, qui anche autore della sceneggiatura insieme alla sua compagna Audrey Diwan.<br />
Il regista infatti, forte di un budget importante (circa 21 milioni di euro) e di due star (con questo film Dujardin fa il suo ritorno in patria dopo le trasferte americane con Scorsese e Clooney seguite al trionfo di <em>The Artist</em>) prova a rinverdire i fasti del polar classico di Melville e Deray premurandosi però di ibridarlo sia con suggestioni mutuate dal moderno noir a stelle e strisce &#8211; basti pensare al confronto a distanza tra i due protagonisti e al loro incrociarsi fisicamente solo un paio di volte che non può non riportare alla mente <em>Heat</em> di Michael Mann &#8211; che con il cinema cosiddetto civile.<br />
Quest&#8217;ultimo elemento, in particolare, è assicurato dal fatto che le vicende narrate siano basate su eventi realmente accaduti e che il Giudice Michel rappresenti, per i nostri cugini d&#8217;oltralpe, un simbolo di rettitudine morale molto vicino a quanto incarnato in Italia da figure come Falcone e Borsellino.<br />
L&#8217;idea &#8211; vincente, seppur rischiosa, sulla carta &#8211; si rivela però più insidiosa del previsto una volta trasferita su pellicola e il film palesa, quasi subito, alcune crepe.<br />
Al netto di una perfetta ricostruzione storica della Marsiglia dell&#8217;epoca e delle ottime performance degli attori coinvolti, il principale problema di <em><strong>French Connection</strong></em> è uno script che, forse un po&#8217; schiavo del crossover di generi di cui si parlava poc&#8217;anzi, si mostra perennemente indeciso su quale strada prendere, finendo col diluire troppo la tensione sul versante noir per offrire allo spettatore una cronistoria, a tratti anche avvincente ma nel complesso un po&#8217; anodina, dei fatti.<br />
Non aiuta una regia priva di guizzi che cade spesso in lungaggini di stampo para-televisivo e che sembra adagiarsi troppo sulla presenza scenica dei suoi due magnifici protagonisti, elemento quest&#8217;ultimo che serve al film per portare a casa il risultato.</p>
<p>Perché sarebbe ingeneroso parlare di <em>French Connection</em> come di un progetto non riuscito in toto.<br />
Il rapporto dicotomico tra eroe e villain, ad esempio, funziona bene, grazie a una caratterizzazione molto poco stereotipata dei due antagonisti nel suo mettere in evidenza luci e ombre di entrambi (la sete di giustizia di Michel diventa ben presto un&#8217;ossessione che lo aliena del tutto dalla dimensione familiare mentre il boss Zampa viene, in più di una scena, descritto come un padre amorevole e attento) così come funziona Marsiglia, protagonista quasi assoluta del film.<br />
Jimenez è bravo a trasferire in immagini quel senso di romantico pericolo che da sempre connota il capoluogo della Provenza come una delle città francesi più iconiche da un punto di vista cinematografico e letterario e che si respirava appieno, ad esempio, nella trilogia marsigliese di Jean-Claude Izzo.<br />
Laddove invece il regista riesce meno bene è nel combinare cinema di genere e pretese autoriali con la stessa fluidità mostrata nel recente passato da Olivier Marchal negli ottimi<em> 36 Quai des Orfèvres</em> e <em>L&#8217;ultima missione</em> o, per guardare un po&#8217; anche a casa nostra, da Michele Placido in <em>Romanzo criminale</em> e nel bellissimo e sottovalutato <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/21/vallanzasca-gli-angeli-del-male/" target="_blank"><em>Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male</em></a>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Gli infedeli</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/05/04/gli-infedeli/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Pecori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Lellouche]]></category>
		<category><![CDATA[Gli Infedeli]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Dujardin]]></category>
		<category><![CDATA[Michel Hazanavicious]]></category>

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		<description><![CDATA[Sette registi per sette storie di tradimento.  L'adulterio visto dagli uomini, tra fragorose risate e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Les Infidèles, Francia 2012)<br />
Uscita: 4 maggio 2012<br />
Regia: Jean Dujardin, Gilles Lellouche (Las Vegas), Emmanuelle Bercot (La question), Fred Cavayé (Prologo), Alexandre Courtès (Bernard, Thibault, Simon, Infedeli anonimi), Michel Hazanavicius (La bonne conscience), Eric Lartigau (Lolita)<br />
Con: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Guillaume Canet<br />
Durata: 1 ora e 49<br />
Distribuito da: BIM</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26474" title="13" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/13.jpg" alt="" width="500" height="309" /></a></p>
<p>I favolosi anni Sessanta non finiscono mai, anche nel cinema e anche in Francia, specialmente per la commedia-frammento. Un occhio alla realtà circostante, basta attingere la penna all’inchiostro (sì, viene da pensare che nemmeno l’inchiostro abbia intenzione di finire) dei costumi – colorato e trasparente – e appuntare a mano (l’idea di immediatezza) su un foglio volante piccoli fatti di vita quotidiana. Certo, poi, una qualche differenza la faranno anche il trasferimento inevitabile sul file di un computer e le capacità espressive del regista: noi italiani, dopo Dino Risi, non abbiamo avuto da imparare granché da alcuno. Ma è certo che i piccoli raccontini/verità provocatori e simbolici faranno ancora da specchio molto gradito allo spettatore in cerca di giustificazioni e risarcimenti per i propri difettucci. Possiamo dire che i due attori-guida (Jean Dujardin e Gilles Lellouche) dei nove episodi dedicati all’infedeltà formano una coppia di “nuovi-nuovi mostri” dei nostri giorni. Rispetto alla “cattiveria” satirica degli archetipi Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, i due francesi se la battono per simpatia e sfacciataggine, ma la carica critica del racconto è molto più leggera e la complicità del pubblico è data più per scontata.</p>
<p>La &#8220;mostruosità&#8221; dei personaggi, il loro rapporto con le donne, la loro mania di &#8220;caccia&#8221; e il sistema di bugie (soprattutto con se stessi) appare piuttosto normale, a patto che si guardi alle loro “abitudini” con occhio maschile. E, se mai, è questa scelta del genere ad apparire oggi meno scontata, o comunque più forte rispetto al contesto in apparenza avviato verso una progressiva omogeneità. Guardando al cinema, c’è traccia nel cast dell’operazione stilistica che ha fruttato il trionfo “muto” dell’Oscar (<em>The Artist</em>) al regista Hazanavicius e al protagonista Dujardin. Specie sul volto dell’attore si direbbe palpabile un&#8217;ansia di &#8220;liberazione&#8221; da quello sguardo fittizio in bianco e nero. Il problema è che pure qui la verità ha l&#8217;aria di restare lontana, in ossequio alle leggi della complicità assolutoria. I due amici nel film, si coprono a vicenda per le fughe verso la conquista dell’eros, un erotismo maniacale e tutto sommato “infelice” a causa del ruolo subordinato della donna. Centrale e narrativamente più riuscito è l’episodio intitolato <em>Thibault</em>, in cui marito (Guillaume Canet) e moglie (Annabelle Naudeau) fanno il gioco pericoloso di rivelare l’uno all’altra e viceversa i propri tradimenti: si esce dalla struttura episodica ed è quasi un altro film, con la sua autonomia. Gustosa e non priva di trasparenza critica (finalmente) la riunione degli <em>Infedeli anonimi</em>. Le loro “confessioni” di gruppo preludono in un certo senso al paradosso finale che ricongiunge i due amici protagonisti in una ulteriore (non diciamo quale) dimensione amorosa.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Jean Dujardin rischia l&#8217;Oscar per un cartellone</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Gilles Lellouche]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Dujardin]]></category>
		<category><![CDATA[Les infideles]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/les-infideles1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24968" title="les-infideles1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/les-infideles1.jpg" alt="" width="400" height="542" /></a></p>
<p>L&#8217;attore che ha incantato il pubblico di mezzo mondo con la sua straordinaria interpretazione in <em>The Artist</em> e per cui è stato candidato all&#8217;Oscar come MIglior Attore, sta rischiando di essere buttato fuori dalla corsa. E tutto per colpa del cartellone della prossima pellicola di cui è protagonista. Il film, come si intuisce dal titolo, parla di infedeltà maschile ed è suddiviso in sette episodi, ciascuno girato da un regista diverso. Tra i protagonisti c&#8217;è anche l&#8217;uomo su cui la Francia puntava il tutto per tutto nella corsa all&#8217;Oscar, l&#8217;affascinante Jean Dujardin. Le cose per l&#8217;attore, si sono complicate nelle ultime ore, dato che  l&#8217;<em>Arpp</em> (Autorité de Régulation Professionnelle de la Publicité, l&#8217;organismo che garantisce controllo e censura alle pubblicità francesi) ha chiesto il ritiro delle locandine di <em>Les infideles</em>, su una delle quali campeggia la sua faccia tra le gambe di una ragazza, sotto la scritta &#8220;Sto entrando in riunione&#8221;. In realtà, però, la pietra dello scandalo è stata lanciata da un altro manifesto in cui Gilles Lellouche, altro protagonista del film, è immortalato mentre parla al cellulare con la nuca di una donna all&#8217;altezzza della cerniera dei pantaloni con la scritta: &#8220;Devo riattaccare, sto entrando in un tunnel…&#8221;. E possiamo asserire con certezza che non si tratta della sarta che gli sta riparando la zip.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/les-infideles2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24967" title="les-infideles2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/les-infideles2.jpg" alt="" width="400" height="542" /></a></p>
<p>A seguire questa improvvisa scia di moralismo, ci si sono messi anche i giornali francesi. <em>Le Parisien</em> ha dubitato del fatto che gli Stati Uniti troveranno queste foto così volgari, divertenti, mentre <em>L&#8217;Express</em> si pone la temuta domanda: queste locandine avranno il potere di arrestare la corsa all’Oscar di Jean Dujardin, sapendo quanto gli americani siano suscettibili al giudizio dell’opinione pubblica su tematiche del genere? Intanto domani i poster incriminati saranno ritirati, vedremo che altro accadrà. Noi, dal canto nostro, tifiamo per Dujardin, sperando che questa faccenda non compromettano il suo imminente viaggio  Los Angeles. E le locandine di <em>Les infideles</em> ci sembrano ironiche più che volgari.</p>
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