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	<title>Movielicious &#187; Haley Bennett</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>I magnifici sette</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 13:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antoine Fuqua]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Pratt]]></category>
		<category><![CDATA[Denzel Washington]]></category>
		<category><![CDATA[Ethan Hawke]]></category>
		<category><![CDATA[Haley Bennett]]></category>
		<category><![CDATA[I magnifici sette]]></category>

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		<description><![CDATA[Antoine Fuqua dirige Denzel Washington e Chris Pratt  nel remake del celebre film di John Sturges del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
The Magnificent Seven, USA 2016<br />
Regia: Antoine Fuqua<br />
Cast: Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Haley Bennett<br />
Uscita: 22 settembre 2016<br />
Durata: 2 ore e 13 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54063" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7.jpg" alt="I_Magnifici_7" width="904" height="660" /></a></p>
<p>Se lo scorso anno aveva dato uno scossone ai canoni tradizionali del western e restituito visibilità al suo immaginario con i capovolgimenti formali di <em>Slow West</em>, le estremizzazioni orrorifiche di <em>Bone Tomahawk</em> e le eccentriche reinterpretazioni di <em>Revenant</em> e di <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/01/the-hateful-eight-recensione/" target="_blank">The Hateful Eight</a></em>, il 2016 pare registrare una nuova, intempestiva battuta d&#8217;arresto per il genere cinematografico americano per eccellenza, cominciando dai clamorosi insuccessi del travagliatissimo <em>Jane Got a Gun</em> e dell&#8217;ambizioso <em>Free State of Jones</em>, fallimentari rentrées post-Oscar rispettivamente per Natalie Portman e per Matthew McConaughey, per arrivare ai tronfi sbrodolamenti grandguignoleschi di <em>Brimstone</em>, l&#8217;abisso del Concorso di <a href="http://www.movielicious.it/2016/08/31/venezia-73-il-live-blog-dal-lido/" target="_blank">Venezia73</a>.</p>
<p>Non risolleva più di tanto la media l&#8217;altra incursione nella Frontiera inclusa nella vetrina lidense, posta emblematicamente in chiusura di rassegna a smorzare la tensione del clima festivaliero col suo piglio da blockbuster delle grandi occasioni: per descrivere il rifacimento de <em><strong>I magnifici sette</strong></em>, infatti, più che di &#8220;film&#8221; sarebbe opportuno parlare di &#8220;operazione&#8221;, il nuovo capitolo, non molto diverso dal <em>Ghostbusters</em> di Feig e del <em>Ben Hur</em> di Bekhmambetov, di una tendenza con cui Hollywood, con l&#8217;alibi più o meno pretestuoso dell&#8217;aggiornamento sociotecnologico, si ripiega su se stessa cercando di capitalizzare sul suo splendore passato col minimo dispendio di idee e col massimo coefficiente di glamour.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54064" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7_2.jpg" alt="I_Magnifici_7_2" width="644" height="361" /></a></p>
<p>Per attualizzare e rendere appetibile ai giorni nostri l&#8217;omonimo capolavoro del 1960, a sua volta &#8211; assai più puntuale &#8211; radicalizzazione occidentale de <em>I sette samurai</em> di Kurosawa di appena un lustro prima, la Metro-Goldwyn-Mayer si affida ai nomi di grido di turno, dallo sceneggiatore più chiacchierato della serialità contemporanea, il <strong>Nic Pizzolatto</strong> di <em>True Detective</em> &#8211; al debutto sul grande schermo &#8211; al più gestibile mestierante dell&#8217;action del nuovo millennio, l&#8217;<strong>Antoine Fuqua</strong> di Training Day e di <em>Attacco alla Casa Bianca</em>, infiocchettando il tutto con l&#8217;altisonanza di un cast per tutte le fasce soppesato con calcolo praticamente industriale, dall&#8217;inossidabile <strong>Denzel Washington</strong> al divetto in ascesa <strong>Chris Pratt</strong>, dall&#8217;eclettico <strong>Ethan Hawke</strong> al televisivamente resuscitato <strong>Vincent D&#8217;Onofrio</strong>, affiancati per l&#8217;occasione da un manipolo di comprimari di secondo piano, che annovera il coreano <strong>Lee Byung-hun</strong>, pupillo di Kim Jee-woon, etnicamente diversificato e composito.</p>
<p>È questa l&#8217;unica sensibile novità attorno alla quale tenta di trovare una ragion d&#8217;essere e una necessità questa seconda versione del classico di John Sturges, la riproposizione di una mitologia consolidata da decenni al netto del multiculturalismo e, come suggerisce il luciferino magnate interpretato da <strong>Peter Sarsgaard</strong>, della deriva imprenditoriale di oggi, ma tutto, oltre a suonare abbastanza implausibile, resta molto poco approfondito e relegato alla superficie: il rapporto fra i membri della comitiva chiamata in soccorso dalla paciosa comunità di Rose Creek non va mai oltre il generico cameratismo e a farne le spese è fatalmente quel misto di tensione e di affiatamento che rendeva così coeso, irresistibile e ben oliato il nucleo originario, di cui sopravvivono forse i caratteri generali (il veterano, il reduce tormentato, il giovane scavezzacollo, il reietto, e così via), ma di cui sfuggono la vera personalità, con il fuorilegge messicano di <strong>Manuel Garcia-Rulfo</strong> e il guerriero Comanche di <strong>Martin Sensmeier</strong> a non esistere al di fuori della loro dichiarata appartenenza minoritaria e, ancor più, l&#8217;interazione col prossimo, limitata da scambi dialogici di poca sostanza e dalla scelta di Fuqua di intervenire con una messinscena e un montaggio che, nelle scene d&#8217;azione, pare isolare ogni personaggio per conto proprio.</p>
<p>La colpa è principalmente di un comparto attoriale male assortito e poco omogeneo, a partire dall&#8217;affidamento del ruolo principale a uno Washington non solo spento e incapace di competere con il magnetismo di Yul Brynner, ma anche &#8211; a differenza del Danny Glover di <em>Silverado</em> o del Morgan Freeman de <em>Gli spietati</em> &#8211; penalizzato da un rimescolamento etnico che suona ingiustificato nei compartimenti relativamente stagni del selvaggio West; se un Hawke definitivamente sfiorito, poi, si conferma, lontano da Linklater, come una specie di John Malkovich dei poveri e Pratt non fa che riproporre ad libitum il prototipo guascone de <em>I guardiani della galassia</em> e di <em>Jurassic World</em>, l&#8217;unica sorpresa &#8211; e forse l&#8217;unico tratto autenticamente pizzolattiano &#8211; è il delirante predicatore di Vincent D&#8217;Onofrio, sconsideratamente sottoutilizzato e liquidato senza troppi complimenti.</p>
<p>Se da buttare è anche il cast di contorno, con l&#8217;antagonista Sarsgaard, tutto occhi spiritati e affettazione dandy, a sfiorare l&#8217;impalpabilità di un qualsiasi villain Marvel e la vedova reclutatrice <strong>Haley Bennett</strong> &#8211; nulla più di una controfigura low-budget di Jennifer Lawrence &#8211; a fare da sfondo fino alla (ridicola) trasformazione in deus ex machina del finale, non resta molto altro da salvare se non il tono consapevolmente scanzonato dell&#8217;insieme, che dimostra però quanto poco Fuqua abbia capito &#8211; o abbia voluto riproporre &#8211; dell&#8217;epica e della nobiltà della pellicola capostipite e del western classico, concentrandosi sugli aspetti più cool, semplicistici e di facile presa, declassando il tutto al livello di un popcorn-movie come tanti altri.</p>
<p>E il leggendario tema musicale di Elmer Bernstein sfoderato a tradimento soltanto sui titoli di coda è lo scatto definitivo e involontario con cui questo inoffensivo remake si inabissa al cospetto dell&#8217;originale.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Hardcore!</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/04/12/hardcore-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2016 07:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Danila Kozlovsky]]></category>
		<category><![CDATA[Haley Bennett]]></category>
		<category><![CDATA[Hardcore]]></category>
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		<category><![CDATA[Sparatutto]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film in prima persona ispirato ai videogiochi che apre la strada a un nuovo modo di fare cinema.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Hardcore Henry, USA/Russia, 2015)<br />
Uscita: 13 aprile 2016<br />
Regia: Ilya Naishuller<br />
Con: Sharlto Copley, Haley Bennett, Danila Kozlovsky<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Hardcore_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52655" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Hardcore_1.jpg" alt="Hardcore_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La riscrittura del <strong>linguaggio cinematografico</strong> attraverso una particolare tecnica narrativa: una disciplina in cui i cineasti russi sono campioni da sempre. Da Ejzenštejn a Vertov, da Tarkovskij a Sokurov passando per Kon?alovskij il cinema russo, quando gli è stato concesso, è sempre andato alla ricerca della <strong>sperimentazione visiva</strong>, adottando soluzioni e trovate a volte estrose che garantissero alle opere freschezza e originalità. Senza il bisogno di dover accostare il nome del giovane <strong>Ilya Naishuller</strong> a quelli sopraccitati, bisogna riconoscere che questo trentenne di origine moscovita ma cresciuto a Londra, ha avuto coraggio a realizzare <em><strong>Hardcore!</strong></em>, primo action girato interamente in soggettiva. Non è la prima volta che un film viene realizzato utilizzando questa tecnica: lo aveva fatto Robert Montgomery nel 1947 con <em>Una donna nel lago</em>, Aleksandr Sokurov nel 2002 con <em>Arca Russa </em>(un&#8217;ora e quaranta di piano sequenza in soggettiva) e, più di recente, Gaspar Noé con quel melodramma psichedelico che è <em>Enter The Void</em>, solo per citarne alcuni. Ma in <em><strong>Hardcore!</strong></em> il desiderio di sperimentazione è corroborato da un presente che non si accontenta più del 3D per garantire allo spettatore un&#8217;esperienza immersiva al cinema e che guarda alla realtà aumentata come al solo step da compiere (la pellicola di Naishuller è stata realizzata con delle GoPro, come viene spiegato in <a href="http://www.movielicious.it/2016/04/11/hardcore-spiegate-in-un-video-le-tecniche-di-ripresa/" target="_blank"><strong>QUESTO VIDEO</strong></a>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Hardcore_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52656" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Hardcore_2.jpg" alt="Hardcore_2" width="640" height="360" /></a></p>
<p>Nato dal videoclip <em>Bad Motherfucker</em> del gruppo punk Biting Elbows di cui Ilya Naishuller è il frontman, <em><strong>Hardcore!</strong> </em>è stato concepito in ogni suo aspetto per far &#8220;credere&#8221; allo spettatore di essere egli stesso il protagonista. &#8220;<em>Non ricordi nulla. Sei appena stato salvato da tua moglie che ti ha riportato in vita </em>(<strong>Haley Bennett</strong>)<em>. Lei sostiene che ti chiami Henry. Dopo 5 minuti vieni colpito, tua moglie rapita, e forse è il caso che tu vada a riprendertela. Chi l’ha rapita? Il suo nome è Akan </em>(<strong>Danila Kozlovsky</strong>)<em>, un folle personaggio a capo di un gruppo di mercenari e con un piano per dominare il mondo. Ti trovi a Mosca, città a te sconosciuta e tutti intorno vogliono ucciderti. Tutti tranne un misterioso alleato inglese di nome Jimmy </em>(<strong>Sharlto Copley</strong>)<em>. É probabile che lui sia dalla tua parte, ma non ne sei sicuro. Se riuscirai a sopravvivere alla follia, e a risolvere il mistero, potrai probabilmente capire il tuo obiettivo e la tua vera identità. Buona Fortuna. Ne avrai parecchio bisogno</em>&#8220;. Anche la sinossi è in soggettiva!</p>
<p>Naturalmente è tutta un&#8217;illusione. Per ovvie ragioni il protagonista e lo spettatore non possono coincidere. Ma andando oltre l&#8217;aspetto prettamente linguistico, la frenesia ossessiva che attraversa <em><strong>Hardcore!</strong></em> in tutta la sua durata, unita al desiderio di portare l’occhio oltre i confini del filmabile, è sì un&#8217;operazione innovativa e necessaria, ma è anche estremamente faticosa da seguire. Un&#8217;ora e mezza è decisamente troppo per questa sorta di videogame live-action in chiave pop che punta tutto su azione e <strong>violenza</strong>.<br />
Gli appassionati di videogiochi impazziranno nel ritrovare nel film quella sintassi e quella struttura alla base di ogni sparatutto in prima persona che si rispetti, gli altri usciranno dal cinema un po&#8217; più storditi di come erano entrati.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Kristy</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/07/29/kristy/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 06:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ashley Greene]]></category>
		<category><![CDATA[Haley Bennett]]></category>
		<category><![CDATA[Kristy]]></category>
		<category><![CDATA[Lucas Till]]></category>
		<category><![CDATA[Oliver Blackburn]]></category>
		<category><![CDATA[Scott Derrickson]]></category>

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		<description><![CDATA[Un campus universitario deserto fa da cornice a questo onesto prodotto di genere, perfetto per una serata]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(USA 2015)<br />
Uscita: 30 luglio 2015<br />
Regia: Oliver Blackburn<br />
Con: Haley Bennett, Ashley Greene, Lucas Till<br />
Durata: 1 ora e 26 minuti<br />
Distribuito da: The Space Movies</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/kristy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43790" title="kristy" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/kristy.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il campus universitario è, in assoluto, uno dei luoghi più fortemente evocativi da un punto di vista iconico del cinema americano. Dal toga party di <em>Animal House</em> fino ai più recenti<em> Old School</em> e <em>Cattivi vicini</em>, è da sempre rappresentato come un luogo immediatamente associabile alla goliardia più estrema e, più in generale, alla folla. Ma cosa accade quando un campus universitario rimane completamente deserto?<br />
Quando il dormitorio, la mensa e la piscina si svuotano di tutti i corpi che sono soliti abitarne gli spazi e tornano ad essere null&#8217;altro che anonimi non luoghi semplicemente troppo grandi?<br />
Durante le vacanze del Ringraziamento, Justine (<strong>Haley Bennett</strong>) avrà modo di scoprirlo.<br />
La ragazza infatti non può permettersi il viaggio per tornare a casa e decide, suo malgrado, di passare quei giorni di festa da sola nel campus.<br />
All&#8217;inizio Justine trova questo improvviso isolamento addirittura piacevole.<br />
Fino a quando va in un drugstore a prendere qualcosa da mangiare e fa uno strano incontro con una ragazza che si rivolge a lei in modo inquietante chiamandola insistentemente Kristy.<br />
Una volta rientrata al campus Justine si illude di essere al sicuro, ma non sa di essere stata seguita e che quello è solo l&#8217;inizio di una caccia che durerà tutta la notte e in cui, il ruolo di preda, spetta proprio a lei.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/kristy2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-43791" title="kristy2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/kristy2.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Nel calderone di film horror che hanno invaso le nostre sale a fine stagione, ecco arrivare anche questo <em><strong>Kristy</strong></em>, diretto dal quasi esordiente <strong>Oliver Blackburn</strong> (già autore del discreto <em>Donkey Punch</em>) e prodotto da <strong>Scott Derrickson</strong> (<em>The Exorcism of Emily Rose</em>, <em>Sinister</em>).<br />
E&#8217; importante citare Derrickson perché è sua la mano che si avverte di più durante la visione di questo film in bilico tra il thriller e l&#8217;horror che, almeno per la prima metà di un minutaggio comunque contenuto, si rivela piuttosto abile nell&#8217;evitare le pastoie più abusate del genere.<br />
Lo fa grazie a una serie di rimandi a due dei più notevoli horror visti negli ultimi dieci anni: <em>La notte del giudizio</em> di James DeMonaco e <em>The Strangers </em>di Bryan Bertino dai quali riprende sia il senso di frustrazione dettato dalla reiterazione continua del classico schema del gatto e del topo che la totale mancanza di motivazioni alla base dello stesso.<br />
Peccato solo che, con quei due film, <em>Kristy</em> non condivida anche un finale dotato dello stesso afflato nichilistico.<br />
Se infatti Blackburn è bravo nell&#8217;accumulare elementi perturbanti e dispensarli per tutta la prima parte della storia, quando arriva il momento di tirare le fila e arrivare all&#8217;epilogo, sembra perdere completamente la bussola, rischiando di vanificare quanto di buono fatto fino a quel momento.</p>
<p>Perché ci sta pure che, a un certo punto, la vittima sacrificale si trasformi in carnefice.<br />
Anzi, per molti versi è addirittura auspicabile. Ma non è altrettanto plausibile che uno scricciolo impaurito trasfiguri all&#8217;improvviso in un angelo vendicatore dotato della stessa fisicità di Linda Hamilton in <em>Terminator 2 &#8211; Il giorno del giudizio</em> e dell&#8217;arte di arrangiarsi con ciò che si ha a disposizione di un MacGiver.<br />
Ed è un peccato perché il film, nel complesso, è ben costruito e girato con estrema perizia, soprattutto per quanto riguarda la gestione degli spazi, meccanismo fondamentale per qualsiasi horror.<br />
Ottima comunque la prova di Haley Bennett, che si destreggia assai bene sia quando c&#8217;è da denotare vulnerabilità che quando il suo ruolo le impone invece di prendere in mano la situazione e lottare per la vita.<br />
E&#8217; inoltre l&#8217;unica a contravvenire a quell&#8217;atteggiamento, comune a quasi tutti i film dell&#8217;orrore, che porta gli altri personaggi interni al campus (una guardia e un giardiniere) a fare esattamente quello che nessuna persona sana di mente farebbe in una situazione del genere.<br />
Detto ciò,<em> Kristy </em>rimane un piacevole passatempo, ben fatto e con un paio di salti sulla sedia.<br />
ma, se siete in cerca di brividi di mezza estate fatti bene, forse è il caso di cercare altrove.<br />
Sempre che <a href="http://www.movielicious.it/2015/07/15/babadook/" target="_blank"><em>Babadook</em></a> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/06/09/wolf-creek-2-la-preda-sei-tu/" target="_blank">Wolf Creek 2 &#8211; La preda sei tu</a> </em>siano ancora in sala.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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