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	<title>Movielicious &#187; Herman Melville</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Heart of the Sea &#8211; Le origini di Moby Dick</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 22:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Ben Whishaw]]></category>
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		<description><![CDATA[Ron Howard svela la genesi dietro al mito del romanzo di Melville.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Heart of the Sea, USA 2015)<br />
Uscita: 3 dicembre 2015<br />
Regia: Ron Howard<br />
Con: Chris Hemsworth, Benjamin Walker, Cillian Murphy<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/In-the-Heart-of-the-Sea.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-51154" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/In-the-Heart-of-the-Sea-1024x576.jpg" alt="In-the-Heart-of-the-Sea" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Nonostante un Oscar in saccoccia e una carriera quasi quarantennale dietro alla cinepresa, viene ancora difficile immaginare <strong>Ron Howard</strong> come qualcosa di più di uno Spielberg dei poveri. Fra gli innocui pruriti <em>fantasy</em> degli esordi (<em>Splash</em>, <i>Cocoon</i>, il disastroso <em>Willow</em>), le parabole sulle varie declinazioni del Sogno Americano (<em>Cuori ribelli</em>, <em>Cinderella Man</em>, ma anche la satira di <em>EdTV</em>) e i fenomeni da box office dai fini prettamente imprenditoriali (gli asfittici adattamenti dell&#8217;opera di Dan Brown), l&#8217;attività dell&#8217;ex-divo televisivo di <em>Happy Days</em> e della sua Imagine Entertainment continua a incarnare l&#8217;emblema di un establishment inseguito, raggiunto e mantenuto a fatica, spesso al prezzo di qualche défaillance al botteghino (il tracollo di <em>The Missing</em>, l&#8217;immeritato insuccesso di <em><a href="http://www.movielicious.it/2009/02/02/frostnixon/" target="_blank">Frost/Nixon</a></em>) e di brutti colpi alla reputazione (lo spudorato <em>sellout</em> de <em>Il Grinch </em>e l&#8217;inspiegabile virata comica de <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/05/20/il-dilemma-la-verita-fa-male/" target="_blank">Il dilemma</a></em>, oltre alle già menzionate indagini esoteriche di Robert Langdon).</p>
<p>Si finisce in questo modo per dimenticarsi del lato più genuino e meno pretenzioso di una galleria così variegata e incongrua, ossia quello capace di applicare all&#8217;impianto dell&#8217;epica e della tradizione hollywoodiane un focus caratterizzante sull&#8217;azione e sulle sue dinamiche, senza spingersi &#8211; per ovvie cause e lacune &#8211; alle vette della poesia zemeckisiana, ma traducendosi in risultati impeccabili come l&#8217;ancora oggi imponente <em>Fuoco assassino</em> e, soprattutto, il recentissimo <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/" target="_blank">Rush</a></em>, probabilmente l&#8217;apice della sua produzione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Heart_Of_The_Sea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51155" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Heart_Of_The_Sea.jpg" alt="Heart_Of_The_Sea" width="800" height="400" /></a></p>
<p>È in questo filone, fortunatamente, che va a inserirsi <em><strong>Heart of the Sea</strong></em>, nuova peripezia action a rotta di collo che, insieme ai due progetti di cui sopra e all&#8217;avventura spaziale di <em>Apollo</em><em> 13</em>, arriva a comporre un&#8217;ideale tetralogia elementale sui limiti del coraggio e sull&#8217;ansia della perdita. Dopo pompieri &#8220;cavallereschi&#8221;, cosmonauti alla deriva e temerari delle quattro ruote, completa il quadro l&#8217;equipaggio della baleniera Essex, fonte di ispirazione &#8211; come inopportunamente svelato dal sottotitolo italiano &#8211; del capolavoro letterario di <strong>Herman Melville</strong> e ulteriore teatro di quel discorso sul dualismo e sull&#8217;antitesi che Howard pare aver assimilato dalle sue precedenti collaborazioni con lo sceneggiatore <strong>Peter Morgan</strong>.</p>
<p>Come nel caso della rivalità Lauda-Hunt (e pure, in un certo senso, del confronto fra l&#8217;ex-presidente USA e il giornalista britannico), a rappresentare il fulcro drammatico della storia è prima di tutto uno scontro di natura sociale e archetipica, qui personificato dalla freddezza aristocratica del capitano Pollard (<b>Benjamin Walker</b>) e dall&#8217;impeto proletario del primo ufficiale Chase (<strong>Chris Hemsworth</strong>, in un ruolo pressoché speculare a quello di <em>Rush </em>e ancora una volta valorizzato in una performance tutta muscolare), due prospettive uguali e contrarie sulla sfida Uomo-Natura analogamente impotenti e fragili di fronte all&#8217;ignoto</p>
<p>Li circonda un inventario marinaresco mutuato fedelmente, oltre al riferimento diretto, da molta memoria ottocentesca, dal paesaggismo romantico di Turner (la scena della burrasca) e di Danby (l&#8217;affondamento, forse il picco immaginifico del film) all&#8217;umanità dei libri di Kipling (<em>Capitani coraggiosi</em>, nella fattispecie), con il giovanissimo mozzo Nickerson (<b>Tom Holland</b>, futuro Spider-man) a fungere da ago della bilancia e da perno narrativo delle vicende, e nella scelta di impostare come cornice del tutto il colloquio fra il ragazzo ormai fattosi anziano (<strong>Brendan Gleeson</strong>) e lo stesso Melville (<strong>Ben Whishaw</strong>) in cerca di un nuovo soggetto per la stesura del suo romanzo si intravede quell&#8217;apologo &#8211; già reso con troppa leggerezza nel per alcuni versi affine <em>Mr. Holmes</em> &#8211; sull&#8217;etica della dissimulazione e sulle responsabilità di chi racconta (si pensi anche al problema giuridico del prefinale), che costituisce la ragion d&#8217;essere di <i>Heart of the Sea</i>, non la banale <em>origin story </em>di <em>Moby Dick</em>, bensì una riflessione sullo storytelling di gran lunga più lucida e meno consolatoria di molti suoi contemporanei (torna alla mente in particolare, specie per il secondo atto, la fiaba new age <em>Vita di Pi</em>).</p>
<p><em>Heart of the Sea</em> è quindi un&#8217;operazione che conferma l&#8217;abilità, purtroppo sottoutilizzata, di Howard di misurarsi con la grammatica del Mito, cinema virile &#8211; come quello di Walsh e di Curtiz, di cui Hemsworth sarebbe potuto essere efficacissimo interprete &#8211; orgogliosamente vecchio stampo che non si lascia vampirizzare dalle moderne tecnologie ma che ne fa uso, seguendo l&#8217;esempio virtuoso degli infiniti, impossibili punti macchina di <em>Rush</em>, per realizzare un&#8217;odissea dello sguardo (cui gioverebbe la visione non tanto in 3D, quanto in IMAX) di grande coinvolgimento e di immediata classicità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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