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	<title>Movielicious &#187; Hugo Weaving</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La battaglia di Hacksaw Ridge</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 08:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Garfield]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Weaving]]></category>
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		<description><![CDATA[A dieci anni da Apocalypto, Mel Gibson torna alla regia e va alla guerra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Hacksaw Ridge, Australia-USA, 2016)<br />
Uscita: 2 febbraio 2017<br />
Regia: Mel Gibson<br />
Con: Andrew Garfield, Teresa Palmer, Hugo Weaving, Sam Worthington<br />
Durata: 2 ore e 11 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/la-battaglia-hacksaw-ridge-1.jpg"><img class="alignnone wp-image-55169" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/la-battaglia-hacksaw-ridge-1-1024x576.jpg" alt="la-battaglia-hacksaw-ridge-1" width="650" height="366" /></a></p>
<p>Mette molta tristezza il fatto che l’inservibile e, ahinoi, riuscitissimo rilancio fuori tempo massimo di una stella al tramonto come <strong>Mel Gibson</strong>, carnefice e vittima di un <a href="http://www.movielicious.it/2010/07/10/mel-gibson-insulta-la-sua-ex/" target="_blank">suicidio mediatico</a> senza precedenti, abbia avuto come prima tappa la più antica rassegna cinematografica del mondo, una Mostra di Venezia in grado di presentare in sordina gli esempi più audaci e avanguardistici della cinematografia contemporanea e di esibire in pompa magna il nuovo capitolo, a un impercettibile decennio di distanza dall’ultimo delirio, del suo becero, bigotto e retrogrado vaniloquio.</p>
<p>Perché dietro gli elogi smodati tributati a <em><strong>La battaglia di Hacksaw Ridge</strong></em> dall&#8217;America revanscista e retriva dei nostri giorni, la sola che, in fin dei conti, poteva decretarne il successo, e confermati da quella medesima critica che, in uno slancio di presunta onestà intellettuale, portò in gloria la spazzatura propagandistica di <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/12/30/american-sniper/" target="_blank">American Sniper</a></em>, si cela soltanto la trita, triviale e trionfante tribolazione cristologica, intrisa di fanatismo e di viscere a favore di macchina, che dall&#8217;exploit dietro la macchina da presa di <em>Braveheart</em> costituisce il canovaccio gibsoniano e che si ripresenta oggi travestita da edificante favoletta a sfondo bellico su una specie di <em>Sergente York</em> indifeso e misticheggiante che mise in salvo 75 commilitoni durante la <strong>Battaglia di Okinawa</strong> senza neanche sparare un colpo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Hacksaw-Ridge-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55171" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Hacksaw-Ridge-2.jpg" alt="Hacksaw-Ridge-2" width="800" height="333" /></a></p>
<p>L&#8217;unico modo che il cineasta australiano trova per dare forma all&#8217;irrisolvibile ambiguità del suo atipico eroe a stelle e strisce è infatti lo stesso utilizzato per cantare le gesta di William Wallace, di Gesù e del Zampa di Giaguaro di <em>Apocalypto</em>, ossia ridurre il tutto a un didascalico e sermoneggiante preambolo di episodi da abbecedario del genere (il trauma infantile, l&#8217;innamoramento, l&#8217;addestramento e il giudizio della Corte Marziale) seguito da un crescendo di insistita e compiaciuta ferocia visiva, due sezioni complementari dello stesso, rozzo immaginario lontano anni luce dall&#8217;evocato classicismo dei Ford e assai più vicino alla cafoneria dei Bay.<br />
È come se Gibson, da autentico populista della Settima Arte qual è, si rivolgesse consapevolmente alla pancia di un pubblico abituato a un linguaggio-cinema elementare e grossolano &#8211; quello del &#8220;Make America great again&#8221;, per capirci -, convinto che sguazzare nella bassa macelleria e nel predicume sia l&#8217;atteggiamento più efficace per dimostrare le proprie tesi e per suscitare l&#8217;interesse di chi guarda.</p>
<p>Basterebbe anche solo l&#8217;incipit in flash-forward del film, una plongée totale su un gruppo di corpi trucidati e un pot-pourri, rigorosamente a ralenti, di soldati dilaniati dal piombo e dal fuoco contrappuntato da una voce che cita il Libro di Isaia, per rendersi conto che, dietro il pretesto pacifista dell&#8217;assunto, spunta il solito feticista del sangue di sempre, il cinico affabulatore della sevizia sicuro di poter sommergere la propria mancanza di etica &#8220;sorprendendoci con gli effetti speciali&#8221; di una rappresentazione che, invece, stupisce per approssimazione e dozzinale spettacolarità, nulla che non si sia già visto in altri saggi di ignoranza militarista come il <em>Windtalkers</em> di John Woo o il <em>We Were Soldiers</em> dell&#8217;amico <strong>Randall Wallace</strong>, di cui <em>La battaglia di Hacksaw </em><em>Ridge</em> è sostanzialmente un rifacimento e di cui Gibson in persona fu protagonista.</p>
<p>E proprio al clericofascista Wallace, già co-sceneggiatore di <em>Braveheart</em> e di <em>Pearl Harbor</em> e qui responsabile della riscrittura &#8211; nonché regista inizialmente designato &#8211; si deve il tono insostenibilmente declamatorio e messianico dell&#8217;insieme, che culmina in scene madri senza vergogna, come il salvataggio del ruvido sergente Howell (un <strong>Vince Vaughn</strong> mai così posticcio e fuori parte) o il recupero della Bibbia dal campo di battaglia alternato al seppuku del generale nipponico ormai conscio della sconfitta, un&#8217;attitudine che ben si accompagna alla mano pesantissima con cui Gibson dà loro vita, un&#8217;ottica iperrealista che non lascia nulla alla sensibilità dello spettatore e che si trasforma in pura pornografia della violenza, in un tourbillon acrobatico di cadaveri che alletta gli occhi con il suo studiato disegno coreografico per poi costringerli sadicamente a chiudersi di fronte a una repentina esplosione di grand guignol.</p>
<p>Ha ben poco senso, quindi, tentare di giustificare con infondati alibi artistici e con una supposta perizia tecnica un cinema così impoverito, pedestre e capace di svilire tutto ciò che lo compone, a partire da un soggetto ricco di spunti lasciati cadere e da un cast sfruttato al peggio delle sue potenzialità (si stenta a riconoscere nello pseudo-Forrest Gump smorfiosetto e bamboleggiante di <strong>Andrew Garfield</strong> l&#8217;interprete maturo e misurato di <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/10/silence-recensione/" target="_blank">Silence</a></em>), un cinema così disgustosamente fascista non nella sua discutibile ma ammissibile presa di posizione ideologica &#8211; la stessa che, adottata da acclarati reazionari come Cimino o Milius, trascendeva il discorso politico e si traduceva in poetica -, ma nel suo farsi sguardo, oppressivo, inequivocabile e proselitistico sulle storie che intende raccontare, un cinema &#8211; che noi,<a href="http://www.movielicious.it/2016/08/31/venezia-73-il-live-blog-dal-lido/" target="_blank"> a Venezia</a>, avevamo definito con malaugurata lungimiranza &#8220;il biglietto da visita dell&#8217;Era Trump&#8221; &#8211; in difesa di una guerra che (ancora?) non esiste e che si configura come quanto di più pericoloso e corrotto il cinema statunitense abbia attualmente da offrire.</p>
<p>Voto <strong>3</strong></p>
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		<title>Kate Winslet mozzafiato in The Dressmaker</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/03/29/kate-winslet-mozzafiato-in-the-dressmaker/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 06:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Weaving]]></category>
		<category><![CDATA[Joicelyn Moorhouse]]></category>
		<category><![CDATA[Judy Davis]]></category>
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		<category><![CDATA[Liam Hemsworth]]></category>
		<category><![CDATA[The Dressmaker – Il Diavolo è Tornato]]></category>

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		<description><![CDATA[La pellicola diretta da Joicelyn Moorhouse sarà nelle sale a fine aprile. Il trailer.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/the_dressmaker_kate_winslet.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52519" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/the_dressmaker_kate_winslet.jpg" alt="the_dressmaker_kate_winslet" width="621" height="375" /></a></p>
<p>Arriverà nelle nostre sale il prossimo 28 aprile <em><strong>The Dressmaker – Il Diavolo è Tornato</strong></em>, trasposizione cinematografica del romanzo di Rosalie Ham diretto per il grande schermo da <strong>Joicelyn Moorhouse</strong> di cui vi mostriamo il trailer italiano.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/8m7jPjDGIvY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il film, presentato alla scorsa edizione del Torino Film Festival, racconta la storia di Tilly, una stilista che torna nel suo paese natale dopo essere stata cacciata in giovane età perché accusata di omicidio. Nonostante il suo allontanamento dalla comunità, riuscirà a conquistare le donne del posto grazie alle sue creazioni di sartoria ispirate alla moda degli anni ’50 di Madame Vionnet and Balenciaga.</p>
<p>Nel cast, oltre a <strong>Kate Winslet</strong> nei panni della protagonista, anche <strong>Liam Hemsworth, Judy Davis </strong>e<strong> Hugo Weaving</strong>.</p>
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		<title>Lo Hobbit &#8211; La battaglia delle cinque armate</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 11:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cerchio si chiude: l'addio di Peter Jackson alla Terra di Mezzo è cinema di pancia e di mestiere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hobbit: The Battle of Five Armies, USA-Nuova Zelanda 2014)<br />
Uscita: 17 dicembre 2014<br />
Regia: Peter Jackson<br />
Con: Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage<br />
Durata: 2 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/hobbit1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-40137" title="hobbit1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/hobbit1.png" alt="" width="500" height="249" /></a></p>
<p>Dopo <a href="http://www.movielicious.it/2012/12/11/lo-hobbit-un-viaggio-inaspettato/"><em>Un viaggio inaspettato</em></a> (2012) e <a href="http://www.movielicious.it/2013/12/12/lo-hobbit-la-desolazione-di-smaug/"><em>La desolazione di Smaug</em></a> (2013), eccoci arrivati al capitolo finale della trilogia de <strong>Lo Hobbit</strong>, sicuramente il più dilatato e spettacolare. Di certo quello che si distacca maggiormente dalla parte finale della storia raccontata da Tolkien. Non che ad attendere <strong>Peter Jackson</strong> ci fosse una sfida semplice, data la sua decisione di misurarsi con una battaglia che nel libro non viene neanche narrata, ma a parte qualche caduta (alcuni sono veri e propri capitoboli) nello script, la pellicola compie il suo dovere, chiudendo degnamente la storia di <strong>Bilbo Baggins</strong> e riagganciandola circolarmente all&#8217;incipit del <em><strong>Signore degli Anelli</strong></em>.</p>
<p>L&#8217;ultima parte del viaggio, ambientato sessant&#8217;anni prima dei fatti del Signore degli anelli, vede l&#8217;hobbit Bilbo Baggins (<strong>Martin Freeman</strong>) e la Compagnia dei Nani ormai a Erebor sulla Montagna solitaria, dove questi ultimi hanno preteso la restituzione delle vaste ricchezze della loro madre patria. Un tesoro che ha scatenato la paranoia del loro re Thorin Scudodiquercia (<strong>Richard Armitage</strong>), vittima della &#8220;malattia del drago&#8221;. E tocca proprio a<strong> Smaug</strong>, il drago a guardia del tesoro della Montagna e unico fiore all&#8217;occhiello del secondo capitolo di questa trilogia che qui ritroviamo in gran forma, ad aprire le danze con i primi dieci minuti della pellicola in cui è il protagonista malvagio e assoluto.<br />
Ma torniamo all&#8217;ossessione di Thorin, che lo porta in contrasto con gli Elfi, capitanati da re Thranduil (<strong>Lee Pace</strong>), padre di Legolas (<strong>Orlando Bloom</strong>) e con la popolazione di Pontelagolungo, guidata da Bard L’arciere (<strong>Luke Evans</strong>). Presto Nani, Elfi e Umani si troveranno ad affrontare un pericolo ancora più temibile di Smaug: l’orda di Orchi inviata da Sauron, affrontato da Gandalf (<strong>Ian McKellen</strong>), Galadriel (<strong>Cate Blanchett</strong>) ed Elrond (<strong>Hugo Weaving</strong>). E uniranno le forze nell&#8217;epica battaglia per la conquista della Montagna.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the_hobbit_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40138" title="the_hobbit_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the_hobbit_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Il primo aspetto che salta agli occhi ne <em><strong>La battaglia delle cinque armate</strong></em> è l&#8217;inversione di tendenza operata da Jackson rispetto ai due film precedenti: se nei primi capitoli della trilogia infatti il regista neozelandese si era soffermato sulla narrazione e, aveva lasciato un po&#8217; troppo spazio all&#8217;introspezione dei personaggi, qui molla le briglie e punta tutto sulla spettacolarità delle battaglie e delle scene corali. La componente action qui è la vera protagonista, con un&#8217;accuratezza di dettagli che rasenta la maniacalità. Osservando le varie fasi degli scontri, si coglie la cura che c&#8217;è dietro i vari stili di combattimento che contraddistinguono ciascuna razza: gli algidi Elfi, gli irruenti Nani, i brutali Orchi visti dall&#8217;occhio demiurgico di Jackson che frequentemente ricorre a riprese dall&#8217;alto per conferire maestosità alle scene, sono un vero spettacolo. Di contro, l&#8217;austerità con cui <strong>Tolkien</strong> ha sempre descritto i legami sentimentali tra i personaggi, nel film viene meno e le vicende di caratteri estranei al racconto originale si chiudono (in particolare il triangolo tra Legolas, l&#8217;elfa Tauriel e il nano Kili) con una dose eccessiva di romanticismo e inutili smancerie che non sarebbero piaciute a Tolkien, soprattutto perché alcuni di questi personaggi non probvengono dalle pagine del suo racconto.</p>
<p>A incombere sul film, però, c&#8217;è soprattutto il pesante lavoro di taglio, che fa emergere le forzature di un&#8217;operazione studiata a tavolino (Lo Hobbit è stato girato tutto insieme e inizialmente doveva essere diviso in soli due capitoli e non in tre) per cercare di &#8220;allungare il brodo&#8221; senza che ce ne fosse un reale bisogno, se non per motivi di marketing. Con 17 Oscar vinti e un incasso globale di tre miliardi di dollari dalla trilogia del <em>Signore degli Anelli</em> e i due miliardi raggiunti dai primi due film de <em>Lo Hobbit</em>, è lecito aspettarsi almeno un altro miliardo per <em><strong>La battaglia delle cinque armate</strong></em>. Dal canto suo, Peter Jackson si dice convinto che non vedremo altri suoi film tratti dalle opere di Tolkien per un motivo strettamente legale: <em>Il Signore degli Anelli</em> e<em> Lo Hobbit</em> sono gli unici due libri dello scrittore dei quali sono stati venduti i diritti e senza la collaborazione della Tolkien Estate (che amministra i diritti dell&#8217;autore) non ci saranno altri film&#8221;. Quindi siamo davvero alla fine dei giochi, ed è giusto così.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the-hobbit-the-battle-of-the-five-armies.png"><img class="alignnone size-full wp-image-40139" title="the-hobbit-the-battle-of-the-five-armies" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the-hobbit-the-battle-of-the-five-armies.png" alt="" width="500" height="332" /></a><br />
Nonostante chi scrive non sia mai stata una grande fan della deriva fantasy intrapresa da Jackson, preferendo di gran lunga le sue incursioni nel cinema di genere, questa volta deve ammettere che la linea emotiva di valutazione ha prevalso su quella puramente obiettiva e che la pellicola che rappresenta il congedo del regista dalla Terra di Mezzo ha un enorme merito, nonostante i tanti difetti: quello di essere il capitolo più &#8220;di pancia&#8221;, in cui si scorge tutta la passione e l&#8217;impegno che Jackson ha riversato in questi anni nei suoi ambiziosi progetti traspositivi, spingendosi tecnologicamente sempre più in là e sperimentando l&#8217;inverosimile. Esaltante e coinvolgente in alcune sue parti, piuttosto indigeribile in altre, tecnicamente ed emotivamente <strong><em>La battaglia delle cinque armate</em></strong> vince e convince.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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		<title>Cloud Atlas</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 16:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tom Tykwer e i Wachowski Bros. firmano un kolossal destrutturato che oscilla tra passato e futuro, finendo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Germania &#8211; Hong Kong &#8211; Singapore 2012)<br />
Uscita: 10 gennaio 2013<br />
Regia: Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski<br />
Con: Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent<br />
Durata: 2 ore e 52 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/cloud-atlas.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-30118" title="cloud-atlas" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/cloud-atlas.jpeg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>I Wachowski Bros accettano la sfida lanciata loro da Tom Tykwer (che in un primo momento doveva dirigere il film da solo) e, insieme a quest’ultimo, traducono  in immagini <em>L’atlande delle nuvole</em> di David Mitchell, uno dei romanzi all’apparenza meno filmabili che si riesca a immaginare.<br />
Sono sei storie che s’intrecciano e che, pur essendo ambientate in epoche differenti (si va dalla metà dell’Ottocento al 2321), hanno come trait d’union la lotta del singolo contro un destino/prigione che sembra già scritto e per nulla correggibile.<br />
Per meglio evidenziare le continue connessioni tra le diverse storie gli autori si affidano, oltre che a un uso spettacolare del montaggio, all’utilizzo reiterato di alcuni degli attori del cast in ruoli differenti (Tom Hanks in particolare è straordinario e il suo trasformismo ricorda molto da vicino il Peter Sellers del <em>Dottor Stranamore</em>) con soluzioni di make up talvolta volutamente eccessive, ai limiti del grottesco.</p>
<p>In <em>Cloud Atlas</em> i Wachowski sembrano soffrire della stessa sindrome di cui abbiamo visto cadere vittima Peter Jackson, ossia della difficoltà di voltare artisticamente pagina dopo aver firmato opere dotate di una tale forza simbolica – la trilogia dell’anello e quella di <em>Matrix</em> – da rimanere impresse nell’immaginario collettivo come mondi, prima ancora che come film.<br />
Se Jackson ha risolto la cosa tornando nella Terra di Mezzo, i Wachowski prendono quegli stessi topoi narrativi che permeavano l’intera saga di <em>Matrix</em> (come anche il poco riuscito <em>Speed Racer</em>) &#8211; quindi il manicheismo cristologico “eletto Vs corporazioni cattive” e l’individuazione nell&#8217;amore dell&#8217;unica variabile non soggetta alle leggi del destino &#8211; e, con l’aiuto del sodale Tom Tykwer, lo dilatano nel tempo e nello spazio, costruendo un film &#8220;monstre&#8221; (si sfiorano quasi le tre ore) sulle dure leggi del destino e la sua ciclicità.<br />
La prima ora è piuttosto difficile da seguire, causa un montaggio che ci presenta i personaggi in maniera forse troppo veloce, e si fatica non poco ad entrare nella storia. Poi il film acquista ritmo e procede più spedito verso un finale per niente consolatorio.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/cloud-atlas2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30120" title="cloud-atlas2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/cloud-atlas2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Scommessa vinta solo a metà quindi ed è un vero peccato perché <em>Cloud Atlas</em>, in diversi momenti, ha il respiro e le suggestioni del grande cinema (la scena in cui vengono mostrati i cadaveri delle “operaie” appesi come quarti di bue ad esempio è eccezionale), ma è il film nel suo complesso che, seppur visivamente ricchissimo, gira un po&#8217; a vuoto per gran parte della durata.<br />
E’ evidente la sua natura di opera dalla gestazione lunga e travagliata e ancora più lo sono le differenze stilistiche tra le scene girate da Tykwer e quelle dei Wachowski (questi ultimi, in particolare, si occupano delle storie ambientate nel futuro e la loro Seul post-apocalittica richiama moltissimo Zion).<br />
Alcuni snodi narrativi vengono risolti con troppa naïveté e l&#8217;escamotage della macchia a forma di cometa sulla pelle per legare i personaggi chiave nei diversi piani storici è un po&#8217; grossolano.<br />
E poi c&#8217;è un problema di fondo. Il film è pesante. E troppo lungo.<br />
In pratica impiega tre ore per esprimere un concetto che John Lennon e Paul McCartney anni fa sintetizzarono in una sola frase: &#8220;All You Need is Love&#8221;.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Lo Hobbit &#8211; Un viaggio inaspettato la premiére</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/11/28/lo-hobbit-un-viaggio-inaspettato-la-premiere/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 09:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/peter-jackson-slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29561" title="peter-jackson-slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/peter-jackson-slide.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/lo-hobbit1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29562" title="lo-hobbit1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/lo-hobbit1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Chi di voi è riuscito a rimanere sveglio stanotte per guardare il live streaming dellla premiére de  <em>Lo Hobbit &#8211; Un viaggio inaspettato</em>? Ok, per tutti quelli che non ce l&#8217;hanno fatta o semplicemente per chi non aveva nessuna intenzione di farcela ma è semplicemente cusioso di recuperare l&#8217;evento, ecco che cosa è successo questa notte a Wellington.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/the-hobbit-cast-airplane.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-29563" title="the-hobbit-cast-airplane" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/the-hobbit-cast-airplane.jpeg" alt="" width="499" height="322" /></a></p>
<p>Sono circa le tre del mattino, ora italiana, quando il cast del film arriva all&#8217;aeroporto della città a bordo di un aereo della Air New Zealand che per l&#8217;occasione ha cambiato look.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/cast-by-plane2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29564" title="cast-by-plane2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/cast-by-plane2.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/neil-finn-concert.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29565" title="neil-finn-concert" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/neil-finn-concert.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Poco dopo ha inizio il concerto di Neil Finn, un noto cantante neozelandese, che esegue alcuni brani tra cui <em> Song of the Lonely Mountain</em> che dedica a Peter Jackson, Fran Walsh (moglie di Peter Jackson e sceneggiatrice del film) e Philippa Boyens (sceneggiatrice anche lei).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/the-hobbit.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29572" title="the-hobbit" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/the-hobbit.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Alle quattro e trenta circa ha inizio il red carpet! Cinquecento metri di tappeto rosso. Le star c&#8217;erano davvero tutte, ad eccezione di Sir Ian McKellen, impossibilitato a venire, che però ha mandato un videomessaggio da Londra.  Ecco una carrellata di immagini.</p>
<div id="attachment_29566" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/peter-jackson-with-his-daughter-katie.jpg"><img class="size-full wp-image-29566" title="peter-jackson-with-his-daughter-katie" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/peter-jackson-with-his-daughter-katie.jpg" alt="Peter Jackson e sua figlia Katie" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Peter Jackson e sua figlia Katie</p></div>
<div id="attachment_29567" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/kate-blanchett2.jpg"><img class="size-full wp-image-29567" title="kate-blanchett2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/kate-blanchett2.jpg" alt="Kate Blanchett" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Kate Blanchett</p></div>
<div id="attachment_29571" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/martin-freeman.jpg"><img class="size-full wp-image-29571" title="martin-freeman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/martin-freeman.jpg" alt="Martin Freeman" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Freeman</p></div>
<div id="attachment_29568" style="width: 358px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/hugo-weaving.jpg"><img class="size-full wp-image-29568" title="hugo-weaving" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/hugo-weaving.jpg" alt="" width="348" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Hugo Weaving</p></div>
<p>Dopo due ore di sfilata davanti all&#8217;Embassy Theatre, è arrivato il momento dei discorsi. La prima a parlare è il sindaco di Wellington, Celia Wade-Brown, poi è la volta di John Key, Primo Ministro della Nuova Zelanda, ma tutti attendono con ansia Peter Jackson. Ecco il video con il discorso integrale del regista, il videomessaggio di Ian McKellen, e la traduzione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Y6vJK5V3rm0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/Y6vJK5V3rm0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Peter Jackson</strong></p>
<p>&#8220;Grazie a tutti! E’ stato incredibile vedere tutte queste persone riunite per celebrare Lo Hobbit. Come sapete aspettiamo sempre l’ultimo minuto per finire questi film, quindi parlerò un bel po&#8217; perché in effetti… Stanno apportando gli ultimi ritocchi! In genere quando giri un film cerchi di tenere tutti lontano, poi quando lo finisci ti svegli e ti ritrovi con centomila persone che vogliono festeggiare con te. Ringrazio tutti quelli che ci hanno aiutato in questo viaggio difficile, e spero che il film piaccia a tutti quanti. Barry e Gary, grazie mille a voi, sono felice che abbiate trovato il modo per dare il via a questo progetto. La Warner Bros. E&#8217; un ottimo studio, vorrei ringraziare tutti loro che ci sono stati vicini e ci hanno aiutato molto. Anche la New Line Cinema come sempre è stata incredibile, adoriamo lavorare con voi. Vorrei far salire sul palco tre persone con cui lavoro molto vicino: Philippa Boyens, Zane Weiner e Carolynne Cunningham, produttori del film: sono persone fantastiche e mi aiutano sempre. Poi c’è Fran Walsh, che come sapete non ama stare in mezzo alla folla. La ringrazio per la sua pazienza e la sua passione, e per aver cresciuto con me i nostri due figli Billy e Katie: vi voglio bene. Ci sono poi delle persone speciali: Richard, Tanya e il team della WETA , Dan Hennah, Andrew Lesnie, la Weta Digital. Ora vorrei invitare un po’ di vecchi amici: Elrond (Hugo Weaving), Galadriel (Cate Blanchett), Gollum (Andy Serkis), Frodo Baggins (Elijah Wood). Ci sono poi alcuni grandi nuovi attori. Per il grande goblin ci serviva un attore grottesco, e abbiamo guardato all’Australia: ecco Barry Humpries. E poi c’è Radagast il Bruno, Sylvester McCoy.  Ori è Adam Brown, Nori è Jed Brophy, Dori è Mark Hadlow, John Callen è Oin, Peter Hambleton è Gloin, William Kircher è Bifur, Stephen Hunter è Bombur, Jimmy Nesbitt è Bofur, Graham McTavish è Dwalin, Dean O’Gorman è Fili, Aidan Turner è Kili, e Richard Armitage è Thorin. E poi chiamo sul palco Bilbo Baggins, ovvero Martin Freeman.<br />
Un’ultima cosa: vi ringrazio tantissimo per essere venuti, significa davvero tanto per tutti noi. Vorrei chiamare sul palco Ian McKellen non c’è purtroppo, ma lo chiamo sul palco ugualmente&#8221;.</p>
<p><strong>Ian McKellen</strong></p>
<p>&#8220;Sono Ian McKellen da Londra. Il video è in 3D? E’ in 48 fps? Non ci ho mai capito nulla di queste cose. Sono lontano, mi sento proprio come Gandalf. Proprio come nel libro, lascio i nani e lo hobbit a cavarsela da soli. Spero vi divertiate un sacco a vederlo, mi dispiace non esserci anche perché la Nuova Zelanda è diventata la mia seconda casa. Vi voglio bene: Peter, Fran, Philippa e il cast, e il mio nano preferito… Sai che sto parlando di te! Ci rivediamo prestissimo!&#8221;.</p>
<p>Ora non rimane che attendere il 13 dicembre, giono in cui <em>Lo Hobbit</em> arriverà nelle nostre sale.</p>
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