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	<title>Movielicious &#187; Isabella Ragonese</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il padre d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 08:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 9 marzo 2017<br />
Regia: Fabio Mollo<br />
Con: Luca Marinelli, Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo<br />
Durata: 2 ore e 9 minuti<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/il-padre-ditalia_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55599" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/il-padre-ditalia_1.jpg" alt="il-padre-ditalia_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo aver condannato il Sud Italia a una condizione di arretratezza costante e ineluttabile con la sua pellicola d&#8217;esordio <em>Il Sud è niente</em>, il giovane regista calabrese <strong>Fabio Mollo</strong> alza il tiro e restringe il campo, portando sullo schermo una storia non tanto originale nella forma, quanto nella sostanza, alla quale approccia in modo molto intimo attraverso due interpreti d&#8217;eccezione, nell&#8217;arduo tentativo di far luce su una questione annosa come il concetto stesso di genitore naturale, spingendosi tanto in là quanto basta per toccare il tema dell<strong>&#8216;omogenitorialità</strong>, dimensione relativamente nuova nel nostro contesto sociale. Che cosa è naturale e che cosa, invece, viene definito contro natura?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Il_Padre_DItalia_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55600" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Il_Padre_DItalia_2.jpg" alt="Il_Padre_DItalia_2" width="633" height="350" /></a></p>
<p>Mollo prova a spiegare il proprio punto di vista attraverso il racconto spontaneo e istintivo due vite, quella di Paolo (<strong>Luca Marinelli</strong>) un ragazzo dall&#8217;infanzia travagliata che vive a Torino, lavora in una specie di Ikea ed è da poco stato lasciato dal fidanzato, e quella di Mia (<strong>Isabella Ragonese</strong>) ragazza del sud ribelle, immatura e incinta di non si sa bene chi. Si incontrano per caso in un locale gay di Torino e si imbarcano in un&#8217;avventura on the road attraversando l&#8217;Italia fino a raggiungere la famiglia di lei in Calabria, in un viaggio che, neanche a dirlo, è la perfetta metafora del percorso interiore per arrivare al sé.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa di profondo ne <em><strong>Il padre d&#8217;Italia</strong> </em>e nei concetti che veicola: fregandosene altamente della regola non scritta ma vigente nel nostro cinema, quella del &#8220;<em>ti sforno quelle tre o quattro commedie al mese dai temi triti e ritriti e sempre con gli stessi attori</em>&#8220;, il film di Mollo riesce a evidenziare il <strong>disagio</strong> di una generazione &#8220;precaria&#8221; non solo lavorativamente, ma anche sentimentalmente. Al grido di poche idee ma confuse, Paolo e Mia sono il frutto di un minuzioso lavoro sui personaggi e sono credibili proprio nel momento in cui fanno tutto il contrario, o quasi, di quanto ci si aspetta. Se infatti è Mia l&#8217;anticonformista della coppia, tocca invece al Paolo compiere un&#8217;evoluzione tale, per scelte compiute, da guadagnarsi lo scettro di più ribelle tra i due.<br />
Utilizzando molta camera a mano e un linguaggio essenziale, Mollo conferisce al film un andamento emotivo che funziona proprio perché si poggia su una storia che si posiziona al di fuori del cinema mainstream, lasciando spazio a un cinema &#8220;altro&#8221; che trova nell&#8217;autenticità di una riflessione concreta e attuale, un ottimo motivo per esistere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Luca Marinelli nel trailer di Il padre d&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/16/luca-marinelli-nel-trailer-di-il-padre-ditalia/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 13:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Mollo]]></category>
		<category><![CDATA[Il padre d’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Ragonese]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marinelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall'8 marzo in sala, l'attore in coppia con Isabella Ragonese nel film diretto da Fabio Mollo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/il-padre-ditalia-luca-marinelli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55345" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/il-padre-ditalia-luca-marinelli.jpg" alt="il-padre-ditalia-luca-marinelli" width="620" height="335" /></a></p>
<p>È stato diffuso in rete il trailer ufficiale de <strong><em>Il padre d’Italia</em></strong>, film diretto da <strong>Fabio Mollo</strong> con protagonisti <strong>Luca Marinelli</strong> e <strong>Isabella Ragonese</strong>. La pellicola arriverà nelle sale l&#8217;8 marzo.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/75LQVbtlyaE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi: <em>Paolo è un trentenne solitario e introverso che lavora come commesso in uno store di Torino. Accetta la sua omosessualità ma non tutto ciò che questa comporta. Mia invece è una ragazza esuberante e fuori dagli schemi, incinta al sesto mese. I due si incontrano casualmente in un locale gay torinese e da quel momento, nonostante le diversità caratteriali, non si separeranno mai. Paolo e Mia intraprendono un lungo viaggio, attraversando tutta l’Italia, alla ricerca del padre del futuro nascituro. Il viaggio per loro sarà un momento di scoperta di se stessi, del futuro e di cosa vuol dire diventare adulti.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; Giorno 7</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/22/festival-di-roma-2014-giorno-7/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 15:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Aleksej Fedor?henko]]></category>
		<category><![CDATA[Angeli della rivoluzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli angeli della rivoluzione di Fedor?henko, il gothic-thriller di Brad Anderson Stonehearst Asylum e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ad accompagnare il primo giorno di un autunno che mai come quest&#8217;anno si è fatto attendere, al <strong>Festival Internazionale del Film di Roma</strong> sono sbarcati tre titoli che hanno davvero poco o nulla in comune.</p>
<p><strong>STONEHEARST ASYLUM di BRAD ANDERSON</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/stonehearst_asylum.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39338" title="stonehearst_asylum" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/stonehearst_asylum.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Come già aveva fatto co il suo lungometraggio d&#8217;esordio, <em>Session 9</em> e nei successivi <em>L&#8217;uomo senza sonno</em> e <em>Transsiberian</em>, <strong>Brad Anderson</strong> torna a trattare il tema della malattia mentale e delle illusioni con <strong>Stonehearst Asylum</strong>. Liberamente tratta da<em> Il sistema del dr. Catrame e del prof. Piuma</em>, un racconto di Edgar Allan Poe, la pellicola (prodotta da <strong>Mel Gibson</strong>) è ambientata in Inghilterra nell&#8217;inverno del 1899, e precisamente all&#8217;interno dello Stonehearst Asylum, l&#8217;ospedale psichiatrico presso il quale il neo laureato dott. Edward (<strong>Jim Sturgess</strong>) si reca per iniziare il suo apprendistato. Ad assisterlo troverà il dott. Lamb (<strong>Ben Kingsley</strong>), che lo presenta ai pazientitra i quali c&#8217;è anche l&#8217;affascinante Eliza Graves (<strong>Kate Beckinsale</strong>), ricoverata a causa di una grave forma di isteria. I sistemi considerati medievali sono stati recentemente aboliti e i malati sono lasciati liberi all&#8217;interno dell&#8217;istituto. Il giovane Edward scoprirà tuttavia che tra quelle mura si nascondono minacciosi segreti.</p>
<p>Impossibile, con una trama del genere, non pensare allo <em>Shutter Island</em> scorsesiano o a <em>The Ward </em>di John Carpenter, anche se gli elementi riconducibili ai suddetti titoli purtroppo si esauriscono con l&#8217;ambientazione. Indeciso se firmare un horror gotico, un thriller a sfondo psichiatrico o un dramma sentimentale, Anderson sembra aver perso di vista il suo obiettivo: <em>Stonehearst Asylum</em> rimane prigioniero della propria ibridità nonostante si avvalga di cast, scenografie e costumi di livello, rimanendo del tutto privo di appeal e suspense. La trama si sviluppa attraverso una prima parte più gotica e decisamente più riuscita, e una seconda i cui i tasselli del puzzle vanno esattamente dove ci si aspetta che vadano. La traccia del melò, dopo una partenza in sordina, finisce per prendere il sopravvento sulle altre e non è sufficiente la presenza di due Premi Oscar quali Ben Kingsley e <strong>Michael Caine </strong>a risollevare le sorti del film. Peccato perché il racconto di Poe da cui trae spunto possiede un potenziale che non meritava di andare sprecato in questo modo.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>ANGELI DELLA RIVOLUZIONE di ALEKSEJ FEDOR?HENKO</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/aleksej-fedorcenko.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39339" title="aleksej-fedorcenko" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/aleksej-fedorcenko.jpg" alt="" width="396" height="594" /></a></p>
<p>Ma oggi è l giornata di <strong>Aleksej Fedor?henko</strong>, il cineasta russo produttore di oltre venti film, sceneggiatore e scrittore che stasera riceverà il Marc’Aurelio del Futuro dalle mani del Direttore artistico del Festival Marco Müller. Per l&#8217;occasione il regista di <em>Silent Souls</em> e <em>Spose celestiali dei mari di pianura</em> ha portato a Roma in prima mondiale il suo ultimo lavoro, <strong><em>Angeli della Rivoluzione</em></strong>, presentato nella sezione Cinema d’Oggi.<br />
Da sempre interessato al recupero delle tradizioni fra le popolazioni che ancora resistono al dominio della cultura prevalente, anche questa volta Fedor?enko racconta una storia, basata su fatti realmente accaduti, di diversità e di accettazione all&#8217;interno degli immensi territori dell&#8217;ex Unione Sovietica, ambientato in piena epoca stalinista. Siamo nel 1934 e la leggendaria attivista comunista Polina Revoluzia viene incaricata dal neonato governo sovietico di portare ordine nel nord del paese. Con l&#8217;aiuto di cinque amici, ex rivoluzionari diventati artisti d&#8217;avanguardia, dovrà convincere gli sciamani delle popolazioni siberiane di Khanty e Nenets ad accettare la nuova ideologia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/angels-of-revolution.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39340" title="angels-of-revolution" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/angels-of-revolution.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Il regista russo continua a mostrare attraverso il suo personale sguardo come il cinema possa essere insieme poesia e ricerca etno-antropologica, mostrando mondi magici e misteriosi con l&#8217;abilità compositiva che da sempre contraddistingue i suoi lavori. In un continuum di affascinanti invenzioni visive, anche questa volta Fedor?henko comunica con il pubblico servendosi di un linguaggio che si esprime al meglio attraverso delle inquadrature che rasentano la perfezione estetica e rappresentano la vetta più alta del lirismo cinematografico contemporaneo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><strong>FINO A QUI TUTTO BENE di ROAN JOHNSON</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fino-a-qui-tutto-bene.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39341" title="fino-a-qui-tutto-bene" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fino-a-qui-tutto-bene.jpg" alt="" width="500" height="220" /></a></p>
<p>L&#8217;universo idiosincratico dei trentenni, fatto di paura per l&#8217;immediato futuro e camere ammobiliate in affitto, è da sempre argomento piuttosto spinoso da trattare, se non altro in termini cinematografici.<br />
Il rischio di cadere nel luogo comune o nel facile stereotipo è infatti perennemente dietro l&#8217;angolo e l&#8217;ultimo, irritantissimo film di Pieraccioni sta lì a dimostrarcelo.<br />
<strong>Roan Johnson</strong> (già autore, un paio di anni fa, del buon <em>I primi della lista</em>), con <strong><em>Fino a qui tutto bene</em></strong> aggira il problema evitando qualsiasi pretesa di analisi generazionale e concentrandosi invece su una storia piccola: l&#8217;ultimo weekend da coinquilini di cinque ragazzi, alla vigilia dell&#8217;abbandono dell&#8217;appartamento in cui, per anni, hanno condiviso sogni, paure, amori e anche qualche delusione.<br />
Aiutano la buona riuscita del film un cast composto interamente da attori sconosciuti (se si esclude la partecipazione di <strong>Isabella Ragonese</strong>) e dotati della giusta freschezza e un copione tutto sommato ben scritto, molto ironico e poco incline all&#8217;esistenzialismo spinto e al politically correct da fiction TV, ad eccezione giusto di un paio di cadute (l&#8217;amico morto in un incidente e la ragazza incinta sono veri e propri topos di questo genere di film) tollerabili e che non guastano la leggerezza di una visione tutt&#8217;altro che banale e scontata.</p>
<p><strong>Voto </strong>6</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 6</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 15:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giovane favoloso  di Mario Martone sbarca in laguna: e non ce n'è per nessuno. Splendida la performance]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38580" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/terra_battuta.jpg"><img class="size-full wp-image-38580 " title="terra_battuta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/terra_battuta.jpg" alt="Terra battuta" width="500" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Terre battue</p></div>
<p>Dopo un&#8217;ulteriore conferma da parte della Settimana della Critica, il notevole <strong><em>Terre battue</em></strong>, opera prima già matura del francese <strong>Stéphane Demoustier</strong> che schiera in un delicatissimo dramma familiare fra centri commerciali e campi da tennis l&#8217;immenso <strong>Olivier Gourmet</strong>, l&#8217;altrettanto straordinaria <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>, la produzione caratterizzante di <strong>Jean-Pierre</strong> e <strong>Luc Dardenne</strong> (di cui Gourmet è da sempre l&#8217;attore feticcio) e un finale fra i più tesi e memorabili della Mostra, è il turno, con tanto di mamme, papà e bimbi accorsi con biglietti famiglia omaggio, del grande raduno popolare per <strong><em>The Boxtrolls</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls_21.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-38583" title="the_boxtrolls_21" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls_21.jpeg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ll&#8217;ultima creazione Laika, diretta per l&#8217;occasione da una modesta e anonima coppia di mestieranti come <strong>Anthony Stacchi</strong> e <strong>Graham Annable</strong>, è tuttavia una notevole delusione per chi aveva confidato nella maturità, nell&#8217;inventiva e nel coraggio del meraviglioso <em>Coraline e la porta magica</em>, una scoraggiante involuzione puerile e bambinesca dell&#8217;arte della stop-motion, arrivata a inizio millennio a livelli di eccellenza strabilianti.</p>
<div id="attachment_38584" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls.jpg"><img class="size-full wp-image-38584" title="the_boxtrolls" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Anthony Stacchi, Isaac Hempstead Wright, Graham Annable e Travis Knight</p></div>
<p><em>The Boxtrolls</em>, tratto dal best-seller per l&#8217;infanzia <em>Arrivano i mostri!</em> di Alan Snow, si accontenta di un codice ad altezza di fanciullino, con la miliardesima variazione sul tema del diverso che riscopre la sua identità e le solite gag corporali o a base di urletti e capitomboli, ma riesce nel non certo invidiabile primato di avvolgere il tutto in un&#8217;atmosfera visivamente sgradevole, fra personaggi antipatici e privi di appeal (di certo non aiutati da un doppiaggio a briglia sciolta, con un <strong>Ben Kingsley</strong> sopra le righe persino nelle virgole), ambienti e colori a tratti nauseanti, un tono indeciso fra la cinefilia della Aardman e la banalità della Dreamworks pre-<em>Dragon Trainer</em> e un 3D totalmente superfluo, concedendosi un unico colpo di genio &#8211; un esilarante dietro le quinte metacinematografico sulla preparazione dei set &#8211; solo a titoli di coda già iniziati. Non c&#8217;è nulla di male ad abbassare anagraficamente il target della propria arte, per carità, ma quando i risultati sono questi viene per fare di nuovo il tifo per l&#8217;odiosa definizione di &#8220;animazione adulta&#8221;.</p>
<div id="attachment_38585" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/tahar-rahim-e-fatih-akin-the-cut.jpg"><img class="size-full wp-image-38585" title="tahar-rahim-e-fatih-akin-the-cut" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/tahar-rahim-e-fatih-akin-the-cut.jpg" alt="Tahar Rahim e Fatih Akin per The Cut" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Tahar Rahim e Fatih Akin per The Cut</p></div>
<p>Annunciatissimo dai bookmaker come lo scontato trionfatore di quest&#8217;edizione, l&#8217;amburghese <strong>Fatih Akin</strong> torna al Lido a cinque anni dal suo <em>Soul Kitchen</em> (immeritato Gran Premio della Giuria a Venezia67) con una nuova, imponderabile sterzata al suo scatenato universo interculturale. <em><strong>The Cut</strong></em> vira infatti nei territori dell&#8217;epica del viaggio, narrando il decennale percorso dell&#8217;arrotino armeno Nazaret (il <strong>Tahar Rahim</strong> de <em>Il profeta</em>), scampato miracolosamente al genocidio del suo popolo e della sua terra da parte degli ottomani, alla ricerca fra Turchia e America delle due figlie probabilmente sopravvissute, ma l&#8217;esito lascia interdetti, per non dire di peggio.</p>
<p>Il celebrato autore de <em>La sposa turca</em> abbraccia una formula stantia, triviale, imbarazzante e insopportabilmente retorica che sogna l&#8217;esempio irripetibile di David Lean e che riporta invece alla mente il magico universo ultra-manicheo di cialtroni come Renzo Martinelli o il Nikita Mikhalkov post-sovietico, affidandosi costantemente a un linguaggio gridatissimo e declamatorio, all&#8217;esplicitazione della tragedia che trascende in bassa macelleria, se non addirittura in pornografia, a scelte di regia assolutamente imperscrutabili (perché gli armeni si parlano fra di loro in inglese? Perché i reiterati gratuiti e facilissimi, visto il centenario della nascita, riferimenti a Charlot, peraltro filologicamente sbagliati?) e a una confusione avvilente fra grande cinema e grandi mezzi. <em>The Cut</em>, concludendo, aspira all&#8217;epopea universale ma si arena disastrosamente su sponde reazionarie e codine, se non cielline, offrendo alla platea delle sale, dopo una manciata di titoli solo trascurabili, il primo autentico brutto film del Concorso.</p>
<div id="attachment_38586" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/germano_martone.jpg"><img class="size-full wp-image-38586" title="germano_martone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/germano_martone.jpg" alt="Elio Germano e Mario Martone per Il giovane favoloso" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Elio Germano e Mario Martone per Il giovane favoloso</p></div>
<p>In mattinata, probabilmente anche oltre le già alte aspettative, si assiste al miracolo: <em><strong>Il giovane favoloso</strong></em> di <strong>Mario Martone </strong>chiude sensazionalmente una selezione nostrana panzer a dir poco clamorosa, da tanto tempo mai così compatta e inattaccabile sul fronte dell&#8217;acclamazione. Annunciato come una fedele e completa biografia del nostro Giacomo Leopardi, la nuova fatica dell&#8217;artefice di <em>Noi credevamo</em> è in realtà uno straordinario campionario di evocazioni, di immagini, di spunti e, naturalmente, di poesia di abbacinante attualità, un ritratto della paralisi più o meno forzata della gioventù italiana di oggi incarnata dal suo rappresentante storico per molti insospettabilmente più appassionato, qui reso con insostenibile, commovente e viscerale intensità da un <strong>Elio Germano</strong> mostruoso e dozzine di spanne sopra i suoi contemporanei.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/micheleriondino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38587" title="micheleriondino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/micheleriondino.jpg" alt="" width="191" height="254" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anna_mouglalis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38588" title="anna_mouglalis" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anna_mouglalis.jpg" alt="" width="170" height="254" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/isabella_ragonese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38589" title="isabella_ragonese" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/isabella_ragonese.jpg" alt="" width="180" height="254" /></a></p>
<p><strong>Michele Riondino, Anna Mouglalis e Isabella Ragonese</strong></p>
<p>Scandendo drammaturgicamente la sua opera in cinque sezioni distinte (la giovinezza recanatiana, il fermento accademico fiorentino, la stasi romana, gli ozi napoletani e la morte incombente a Torre del Greco), <em>Martone</em> sfodera inusitate ambizioni e le onora una per una, conferendo, come se non bastasse, un andamento dinamico e avvincente forse insperato per chi era abituato a <em>L&#8217;amore molesto </em>o a <em>Teatro di guerra</em> (<em>The Cut</em> di Akin dura anch&#8217;esso 137 importanti minuti, ma pare il quadruplo), grazie anche al solito, preziosissimo contributo del fedele direttore della fotografia <strong>Renato Berta</strong>, davvero scatenato, e alla straniante, elegiaca colonna sonora IDM del berlinese <strong>Apparat</strong>. Con un terzetto di concorrenti così, culminato con questo capolavoro epocale, sarà praticamente impossibile per noi padroni di casa restare esclusi dal palmarès.</p>
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		<title>La sedia della felicità, il trailer dell&#8217;ultimo film di Carlo Mazzacurati</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2014 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[La sedia della felicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Isabella Ragonese, Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston nella commedia del regista padovano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-sedia-della-felicita.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35819" title="la-sedia-della-felicita" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-sedia-della-felicita.jpg" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p><span><span><span>A due mesi dalla <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/22/addio-a-carlo-mazzacurati/">morte di <strong>Carlo Mazzacurati</strong></a>, il regista padovano autore di <em>Il toro</em> (1994),<em> Vesna va veloce</em> (1996), <em>La giusta distanza </em>(2007)<em> e La passione</em> (2010), è sbarcato in rete il <strong>trailer</strong> del suo ultimo film, <strong><em>La sedia della felicità</em></strong>, che arriverà nelle sale il prossimo 24 aprile. Presentato alla scorsa edizione del </span><span>Torino Film Festival, la pellicola, </span></span></span><span><span><span><span><span><span>Interpretata da<strong> Isabella Ragonese</strong>, <strong>Valerio Mastandrea</strong> e <strong>Giuseppe Battiston</strong>, </span></span></span> </span></span></span>racconta la storia di <span><span><span>un tesoro nascosto in una sedia, di un&#8217;estetista e  un tatuatore che s&#8217;innamorano mentre lo cercano, e di un prete. All&#8217;inizio sono tre rivali che, in seguito, decidono di allearsi,  diventando protagonisti di un&#8217;avventura che si snoda tra la pianura, la  laguna veneta e le Dolomiti. Eccone un assaggio. </span></span></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/tX9fuibjkuE?hl=en_US&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/tX9fuibjkuE?hl=en_US&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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