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	<title>Movielicious &#187; Isabella Rossellini</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Io sono Ingrid</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 17:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Ingrid Rossellini]]></category>
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		<category><![CDATA[Pia Lindström]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Rossellini II]]></category>
		<category><![CDATA[Stig Björkman]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film-documentario di Stig Björkman che racconta un'inedita Ingrid Bergman, nelle sale il 19 e il]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Jag är Ingrid, Svezia 2014)<br />
Uscita: 19 e 20 ottobre 2015<br />
Regia: Stig Björkman<br />
Con: Isabella Rossellini, Ingrid Rossellini, Roberto Rossellini II, Pia Lindström<br />
Durata: 1 ora e 56 minuti<br />
Distribuzione: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/io_sono_ingrid_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44933" title="io_sono_ingrid_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/io_sono_ingrid_slide.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>&#8220;Non rimpiango nulla. Non avrei vissuto la mia vita come l&#8217;ho vissuta se mi fossi preoccupata di quello che pensava la gente&#8221;.</p>
<p>Chi era a Cannes, nel maggio scorso, ha potuto ammirare il suo sorriso che illuminava il Palais des Festival. Avrebbe festeggiato i suoi 100 anni lo scorso 29 agosto, <strong>Ingrid Bergman</strong>, diva passionale e schiva, dotata di una personalità forte e tenace che nella vita le portò sì un successo planetario ma anche tanti momenti difficili e pieni di malinconia. E&#8217; una Ingrid inedita quella che impariamo a conoscere nel documentario del regista, sceneggiatore, scrittore e critico cinematografico danese <strong>Stig Björkman</strong>, al quale si è rivolta<strong> Isabella Rossellini</strong> per realizzare &#8220;un film su mamma&#8221;. <em>E</em><strong><em> Io sono Ingrid</em></strong> è un prodotto davvero particolare, realizzato con filmati inediti molti dei quali girati dalla stessa attrice, inframezzati dalle numerosissime foto che la imortalano in momenti di vita sia pubblica che privata, dai pensieri che era solita appuntare sul suo inseparabile diario e dalle preziose testimonienze dei suoi quattro figli Pia, Robertino, Isabella e Isotta Ingrid.</p>
<p>Quello che ne viene fuori è un ritratto intimo e dettagliato della vita  di una donna che, nonostante sia scomparsa da più di trent’anni,  continua a incarnare il prototipo dell’interprete moderna. Apolide, alla  continua ricerca di qualcosa di nuovo pronto a scuoterle l&#8217;esistenza,  che Ingrid Bergman avesse una personalità inconsueta, soprattutto per  l&#8217;epoca, è cosa nota, ma da tutto questo materiale inedito egregiamente  gestito da Björkman, emerge anche molto altro: un amore viscerale per il  lavoro, che affrontava con impegno e nordico rigore, il mancato  desiderio di mettere radici in un determinato luogo, ma anche la  necessità di circondarsi degli affetti a lei più cari e quel continuo  andare a caccia di nuove sfide, sia personali che lavorative.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/io_sono_ingrid_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44934" title="io_sono_ingrid_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/io_sono_ingrid_2.jpg" alt="" width="500" height="348" /></a></p>
<p>I primi passi Ingrid li mosse da giovanissima, nel cinema svedese degli anni Trenta, un periodo culminato con l&#8217;incredibile successo di <em>Intermezzo</em> (1936) che conquistò il tycoon americano <strong>David O&#8217;Selznick</strong> che la volle a Hollywood per un remake del film (1939), proponendole un contratto di sette anni secondo il quale avrebbe potuto scegliere personalmente copioni, partner e persino il regista dei film che avrebbe girato. La Bergman, appena sposata con il neurochirurgo <strong>Peter Lindstrom</strong> e con una bambina (Pia) di un anno, firmerà per soli 12 mesi con la clausola di poter tornare a Stoccolma dalla famiglia se <em>Intermezzo</em> non avesse avuto successo. Invece fu un trionfo, anche se solo l&#8217;anticamera dell&#8217;ondata di popolarità che di lì a poco l&#8217;avrebbe travolta. Gli americani la vedevano come la diva acqua, sapone e carattere che avevano amato nei panni della giovane prostituta in <em>Dottor Jekyll e mr. Hyde</em>, nella Isla di <em>Casablanca</em>, nella Maria di <em>Per chi suona la campana</em>, nella Paula di <em>Angoscia</em>, (film con il quale conquista il suo primo Oscar) e nella Alicia di  <em>Notorious</em>. Così quando Ingrid scrisse la famosa lettera a <strong>Roberto Rossellini</strong> (&#8220;Se ha bisogno di un&#8217;attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ti amo, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei&#8221;) regista con cui intrecciò una relazione che durò diversi anni, dalla quale nacquero tre figli e che le costò una la denuncia da parte del senato americano per facili costumi, dovette attendere non poco per riconquistare la fiducia del pubblico d&#8217;oltreoceano, visto che aveva infranto quel mito di algida purezza con cui si era imposta. Ma nel 1956, con il kolossal <em>Anastasia</em>, Ingrid vince il secondo Oscar e viene riammessa nel pantheon hollywoodiano.</p>
<p>La vera Bergman, quella che emerge da <em>Jag är Ingrid</em>, alla fine è una figura tanto solare e affascinante quanto, per molti versi, ostica e controversa: madre affet­tuosa e premurosa, ma anche capace di lasciare prima Pia (che non glielo perdonerà) e poi i figli avuti da Ros­sel­lini, per pas­sione, per il lavoro di attrice e per quella istintiva e costante ricerca di libertà che, nonostante gli anni che passano, continua a rimanere ben radicata dentro di lei. Arriva il terzo Oscar, questa volta da Non Protagonista, per <em>Assassionio sull&#8217;Orient Express</em> e poi il suo ultimo film, forse il più difficile, <em>Sinfonia d&#8217;autunno </em>del connazionale Ingmar Bergman, in cui interpreta il ruolo di una madre cinica ed egoista che antepone la sua carriera all&#8217;affetto per i figli. L&#8217;addio alle scene dell&#8217;attrice passa emblematicamente per questo dipinto intenso e lucidissimo sul rapporto conflittuale tra una madre e una figlia e sui vuoti lasciati dalla prima durante le sue improvvise e prolungate assenze. Attraverso questo gioco al massacro tra due solitudini la Bergman, ormai malata, si congeda dal suo pubblico spegnendosi, casualità, nel giorno della sua nascita proprio come quei film dalla struttura circolare, esteticamente impeccabili, rigorosi e perfetti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Un barbutissimo Jake Gyllenhaal ha presentato Enemy a Madrid</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2014 11:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Denis Villeneuve]]></category>
		<category><![CDATA[Enemy]]></category>
		<category><![CDATA[Everest]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Rossellini]]></category>
		<category><![CDATA[Jake Gyllenhaal]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Saramago]]></category>
		<category><![CDATA[L'uomo duplicato]]></category>
		<category><![CDATA[Mélanie Laurent]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore protagonista del thriller di Denis Villeneuve, tratto dal romanzo di Josè Saramago.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/jakegyllenhaalenemypremieresmadrid-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35859" title="jakegyllenhaalenemypremieresmadrid-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/jakegyllenhaalenemypremieresmadrid-1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Lo avevamo lasciato la settimana scorsa mentre <a href="http://www.movielicious.it/2014/03/12/jake-gyllenhaal-si-spoglia-e-balla-sul-set-romano-di-everest/">ballava nudo negli studi di Cinecittà </a>sul set di <strong><em>Everest</em></strong>, ed ecco<strong> Jake Gyllenhaal</strong> di nuovo con i vestiti addosso, per l&#8217;anteprima di Enemy che si è tenuta venerdì a Madrid. E&#8217; evidente che Jake non vede un barbiere da mesi, il tutto per esigenze di copione (in <strong><em>Everest</em> </strong>interpreta l&#8217;alpinista Scott Fischer, che durante una spedizione nel 1996, toccò la vetta della montagna, ma si ammalò e non riuscì più a scendere), ma a parte il look un po&#8217; trasandato, l&#8217;attore mantiene inalterato il suo fascino.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/jakegyllenhaalenemypremieresmadrd-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35861" title="jakegyllenhaalenemypremieresmadrd-3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/jakegyllenhaalenemypremieresmadrd-3.jpg" alt="" width="270" height="404" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/jakegyllenhaalenemypremieresmadrid-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35860" title="jakegyllenhaalenemypremieresmadrid-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/jakegyllenhaalenemypremieresmadrid-2.jpg" alt="" width="270" height="404" /></a></p>
<p>In <em><strong>Enemy</strong></em>, pellicola presentata in anteprima alla scorsa edizione del <em>Noir in Festival</em> di Courmayeur la cui uscita in Italia non è stata ancora fissata, Gyllenhaal interpreta un professore di storia che, dopo il divorzio dalla moglie, decide di vivere isolato dal mondo. Un giorno un amico gli consiglia di noleggiare un film in dvd e il professore fa una scoperta sconcertante: una delle comparse presenti nella pellicola è fisicamente identica a lui. Determinato a capire chi sia questo suo doppio, l&#8217;uomo cercherà in tutti i modi di scoprire la sua identità ma la ricerca non sarà così semplice e metterà a repentaglio sia la sua esistenza che quella della misteriosa comparsa.<br />
Tratto dal romanzo <em><strong>L&#8217;uomo duplicato</strong></em> del premio Nobel <strong>Josè Saramago</strong>, <em>Enemy</em> è diretto da <strong>Denis Villeneuve</strong> (che ha già diretto Gyllenhaal nel sorprendente<em> <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/05/prisoners/">Prisoners</a></em>) e nel cast troviamo anche <strong>Mélanie Laurent </strong>e <strong>Isabella Rossellini</strong>. Eccovi un assaggio del film.</p>
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		<title>Pollo alle prugne</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 12:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Poulet aux prunes, Francia 2011)<br />
Uscita: 6 aprile 2012<br />
Regia: Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi<br />
Con: Mathieu Amalric, Chiara Mastroianni, Maria de Medeiros<br />
Durata: 1 ora e 31 minuti<br />
Distribuito da: Officine Ubu</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-26059" title="1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/1.jpeg" alt="" width="360" height="288" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/22.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26060" title="22" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/22.jpg" alt="" width="493" height="327" /></a></p>
<p>La premiata coppia formata da Marjane (si pronuncia Margian) Satrapi e Vincent Paronnaud, quella andata molto vicino a un Oscar nel 2007 per <em>Persepolis</em>, riuscitissimo atto di accusa in animazione contro il fondamentalismo islamico, si cimenta di nuovo con una storia tratta da un&#8217;altra sorprendente graphic novel dell&#8217;artista iraniana. Ma questa volta niente più disegni, si passa al live action, con un cast di attori incredibilmente azzeccati: dal bravissimo Mathieu Amalric a Maria de Medeiros, passando per Isabella Rossellini. Presentato <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/03/venezia-contagiata-da-steven-soderbergh/">In Concorso all&#8217;ultimo Festival di Venezia</a>, <em>Pollo alle prugne</em> è ambientato nella Teheran di fine anni Cinquanta. Durante un’accesa discussione, la moglie di Nasser Alì (Mathieu Almaric), Faringuisse (Maria De Medeiros) spezza il suo prezioso violino. Un gesto esasperato le cui conseguenze sarebbero meno tragiche se il musicista, andando a comprare un nuovo strumento, non incontrasse il suo grande amore di gioventù, Irane (Golshifteh Farahani). L’apparente indifferenza della donna stravolge l’universo interiore del protagonista, spingendolo a ripercorrere le tappe fondamentali della sua esistenza. Svuotato del ricordo di un sentimento d’amore mai vissuto, Nasser Alì non ha più musica da interpretare, né piaceri da vivere. Non gli resta, quindi, che lasciarsi morire. La sua agonia diventa così un lento affiorare di ricordi, alcuni cupi, altri luminosi, tutti trasfigurati in visioni da libro illustrato.</p>
<p>La narrazione di <em>Pollo alle prugne</em> procede attraverso flashback e flashforward, seppure con una certa linearità, e si trasforma sotto gli occhi dello spettatore, da  commedia grottesca a romantica e poetica favola dal timido sottotesto politico. Le immagini scorrono delicate e impalpabili, lontane anni luce dalla realtà, in costante bilico tra comicità e malinconia. Perfetta allegoria della situazione politica iraniana, Pollo alle prugne è un film sulla vita e sulla morte, intesa non tanto come assenza, ma come perdita della capacità di provare gusto e sentimenti. Il pollo alle prugne a cui si riferisce il titolo è il piatto preferito di Nasser Ali. Quando questi decide di lasciarsi morire e di non toccare più cibo, la moglie lo tenta con questo piatto, ma invano. Nasser Ali ne mangia un po&#8217; e subito dopo lo sputa. Non ha più sapore il suo piatto preferito, così come egi stesso non è più in grado di gustare il sapore della vita che una volta amava.</p>
<p>Così Marjane Satrapi, iraniana di nascita, fuggita adolescente dal suo paese al tempo di Khomeyni e che vive a Parigi da vent&#8217;anni, si trova a realizzare un film sul suo paese senza parlare direttamente della rivoluzione o della situazione di oppressione che attanaglia le sue connazionali. Non è un caso che l&#8217;amore perduto da Nasser Ali si chiami Irane, simbolo perfetto ed impietoso di un amor fou al quale non si può tornare (l&#8217;Iran per Marjane Satrapi appunto) e di cui rimane solo un ricordo, labile come le tinte pastello che pervadono i sogni del protagonista. Non mancano le stilettate nei confronti di un&#8217;America in cui la cultura dominante sembra essere quella dei grassi saturi, nella quale viene proiettato un momento del futuro del figlio di Nasser Ali. Lo spettatore lasci da parte ogni forma di realismo, prima di entrare in sala, e si abbandoni alla dolce melodia a tinte tenui di questa fantasiosa opera che amalgama cinema, fumetto e animazione. Una vera gioia per gli occhi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>La solitudine dei numeri primi</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 14:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Rossellini]]></category>
		<category><![CDATA[La solitudine dei numeri primi]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Costanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il romanzo di Giordano diventa un film di genere che racconta oppressione e senso di vuoto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2010)<br />
Uscita: 10 settembre 2010<br />
Regia: Saverio Costanzo<br />
Con: Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Isabella Rossellini<br />
Durata: 1 ora e 58  minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/15.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16456" title="15" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/15.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Un milione e mezzo di lettori da non deludere. In questo consiste la sfida di Saverio Costanzo che, con una buona dose di coraggio, ha voluto trasporre il best seller di Paolo Giordano (vincitore del <em>Premio Strega </em>nel 2008) per il Grande Schermo. La storia vede protagonisti Alice e Mattia:  i due si conoscono, potrebbero amarsi ma si separano (lei si sposa e lui si trasferisce all&#8217;estero per lavoro). Si ritrovano più avanti, ormai consci del fatto che hanno molto in comune, ma che allo stesso tempo proprio ciò che condividono li tiene lontani l&#8217;uno dall&#8217;altra. Entrambi segnati da un&#8217;infanzia difficile, vanno avanti per la loro strada, proprio come dei numeri primi, per definizione divisibili soltanto per se stessi e per uno.</p>
<p>E cosa accade quando due numeri primi si incontrano? Nulla di semplice o di prevedibile, almeno nel caso di Alice e Mattia. Saverio Costanzo è un ottimo regista, e con questo film ne dà ulteriore conferma, catapultando lo spettatore in quello che sin dall&#8217;inizio assomiglia molto per taglio di inquadrature e stile narrativo, a un film di genere degli anni Settanta. Un Dario Argento riveduto e corretto (con tanto di utilizzo del tema musicale de <em>L&#8217;uccello dalle piume di cristallo</em>): insomma un hrror a tutto tondo.</p>
<p>La linearità del romanzo viene destrutturata, frammentata, e ricostruita nella mente di chi guarda solo grazie a un particolare utilizzo della grafica. <em>La solitudine dei numeri primi</em> nelle mani di Costanzo prende una piega inaspettata, all&#8217;insegna della teatralità e dell&#8217;artificio: i colori sono cupi e saturi, le sfumature non previste. Un film estremo sotto tutti i punti di vista, con attori validi e letteralmente plasmati nella loro fisicità: la Rohrwacher è dimagrita dieci chili e Luca Marinelli ingrassato di quindici per affrontare al meglio la sfida con i rispettivi personaggi. Un profondo senso di angoscia permea l&#8217;intera pellicola, che sembra voler analizzare il disagio interiore attraverso l&#8217;utilizzo di inquadrature sature che ambiscono alla perfezione formale. Tutto è spiegato nei minimi dettagli, forse troppo. Ma quando uscirete dalla sala, la sensazione di aver visto qualcosa di denso e vischioso non vi abbandonerà tanto facilmente.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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