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	<title>Movielicious &#187; Ivano De Matteo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La vita possibile</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 06:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pittorino]]></category>
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		<description><![CDATA[Il coraggio delle donne nel nuovo film di Ivano De Matteo con Margherita Buy e Valeria Golino.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 22 settembre 2016<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Margherita Buy, Valeria Golino, Andrea Pittorino, Bruno Todeschini<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/vita_possibile_12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54048" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/vita_possibile_12.jpg" alt="vita_possibile_12" width="655" height="435" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Immagino che molti, parlando de <em><b>La vita possibile </b></em>e del difficile tema trattato, tireranno in ballo il cosiddetto “cinema necessario”. Ora, volendo proprio associare l’aggettivo “necessario” alla settima arte, più che su un singolo film &#8211; che a parere di chi scrive rimane una questione di bello o brutto o, tutt’al più, di giusto o sbagliato &#8211; magari sarebbe il caso di concentrarsi un po’ di più sui registi. E, in una ideale lista di registi necessari, credo che<strong> Ivano De Matteo</strong> un posticino lo meriti senz’altro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Perché, indipendentemente dalla loro riuscita, i suoi film possiedono una coerenza interna invidiabile. La sua filmografia è inquadrabile infatti come un corpus unico in cui vengono scandagliate le crepe di una borghesia di fronte alle quali molto cinema italiano &#8211; soprattutto quello più dichiaratamente di sinistra &#8211; sembra sentire il bisogno di voltarsi da un’altra parte, verso problematiche di area magari più macro (quasi sempre la <strong>disoccupazione</strong> in realtà) che però accontentino un po’ tutti. De Matteo invece no, lui è uno che ti racconta come un padre di famiglia possa trovarsi a dormire in macchina in seguito a un divorzio difficile o di una coppia di radical-chic che salva una ragazza dell’Est dalla strada per poi metterla a fare le pulizie nella casa al mare.</span></span></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/La-vita-possibile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54049" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/La-vita-possibile.jpg" alt="La-vita-possibile" width="660" height="440" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E lo fa nel modo più semplice in cui si possa raccontare una storia, senza arzigogoli o ricercare a tutti i costi l’artificio che la renda in qualche modo universale. Ne <em><b>La vita possibile</b></em>, ad esempio, si parla di Anna (<b>Margherita Buy</b>), una donna in fuga da un marito violento insieme al figlio Valerio (<b>Andrea Pittorino</b>) e di come i due cerchino di rifarsi una vita altrove, grazie all’ospitalità dell’amica di vecchia data Carla (<b>Valeria Golino</b>)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">L’autore de <i>Gli equilibristi</i> ha la felice intuizione di non indulgere nella violenza dalla quale la protagonista si trova a scappare (presente solo nella durissima sequenza che apre il film) ma di focalizzarsi invece su tutto ciò che avviene dopo che una donna sia riuscita ad allontanarsi da un presente fatto di maltrattamenti. Questo marito così brutale quasi non lo si vede neanche, sostituito dal senso di vuoto e dalla mancanza di punti di riferimento che iniziare una nuova vita inevitabilmente comporta. È una presa di posizione radicale quella di De Matteo (e di Valentina Ferlan, compagna del regista e sceneggiatrice di ogni suo film) che decide, in questo modo, di costruire tutto il suo film sul processo di ricostruzione, laddove le sue precedenti opere mostravano invece la caduta verticale verso il basso da una posizione di relativo benessere. Peccato che a questo impianto teorico e soprattutto morale non corrisponda poi un’eguale attenzione verso la tenuta del risultato finale. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Perché <em><b>La vita possibile</b></em> si perde quasi subito nelle pastoie tipiche di chi vuole dire molto ma è indeciso sulla direzione da intraprendere. Da un lato abbiamo quindi il piccolo Valerio (un intenso e notevole Andrea Pittorino) alle prese con un suo personale <i>coming of age</i> fatto di giri in bici in solitaria e di un amore platonico per una ragazza che si guadagna da vivere battendo la strada e dall’altro c’è invece il melodramma di Anna che trova lavoro come donna delle pulizie e vive sulle sue spalle tutto il peso di una scelta obbligata il cui prezzo è costretta a dividere con il figlio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">In mezzo più o meno tutti i problemi che da anni attanagliano il cinema italiano di taglio più intimista e appesantiscono non poco quella che sulla carta vorrebbe essere una storia di rinascita, quindi la lentezza pachidermica di una sceneggiatura che, una volta scelto un tema, non si premura di renderlo cinematograficamente appetibile e la sensazione costante che, a questi personaggi, nulla di bello (ma neanche di appena carino) possa accadere. D’altronde per De Matteo il mondo è un brutto posto e con nessuna delle sue opere precedenti ne ha mai fatto mistero, solo magari avrebbe potuto spingere di più sul pedale dell’ottimismo, se non altro trattandosi del suo primo film che mostri una qualche speranza in una vita migliore e, per l’appunto, possibile. Restano però l’interpretazione azzeccatissima di Valeria Golino &#8211; tanto che la si vorrebbe ancora più presente in scena &#8211; e il rigore etico di cui si parlava a inizio articolo. Resta il fatto che, nonostante questo sia il meno riuscito dei suoi film, sia bello sapere che Ivano De Matteo è vivo e lotta insieme a noi. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>Voto</strong> 5,5</span></span></span></p>
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		<title>La bella gente</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/08/26/la-bella-gente/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 14:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Iaia Forte]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano De Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[La bella gente]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Guerritore]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Ferlan]]></category>

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		<description><![CDATA[Ipocrisia, perbenismo e solidarietà mancata nell'opera seconda di Ivano De Matteo. Realizzata nel 2009,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2009)<br />
Uscita: 27 agosto 2015<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Monica Guerritore, Antonio Catania, Elio Germano, Iaia Forte<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Cinecittà Luce</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/la-bella-gente_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44038" title="la-bella-gente_3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/la-bella-gente_3.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Alfredo (<strong>Antonio Catania</strong>) e Susanna (<strong>Monica Guerritore</strong>) sono una coppia di cinquantenni dall&#8217;aria giovanile.<br />
Colti, agiati e di ampie vedute, i due vivono a Roma ma trascorrono l&#8217;estate nella loro casa di campagna all&#8217;interno di una tenuta privata.<br />
Un giorno Susanna, di ritorno dal paese vicino, resta turbata alla vista di una giovane prostituta umiliata e picchiata da un uomo sul ciglio di una stradina che porta alla statale.<br />
Alla donna basta un attimo per capire che non può girarsi dall&#8217;altra parte e fare finta di nulla. Dopo averne discusso con Alfredo, Susanna decide di accogliere in casa Nadia &#8211; questo il nome della ragazza &#8211; per tentare di salvarla dalla strada.<br />
Inizialmente la convivenza scorre serena, con Susanna pienamente compiaciuta del suo ruolo di eroina, ma tutto cambia con l&#8217;arrivo in villa del figlio Giulio (<strong>Elio Germano</strong>) con viziatissima fidanzatina al seguito.<br />
A quel punto gli equilibri saltano e il progressismo radical chic ostentato fino a quel momento dalla donna inizia a vacillare, soppiantato ben presto da un geloso attaccamento a una serie di privilegi che considera suoi di diritto e che non ha alcuna intenzione di condividere con quella che, alla fine dei giochi, resta pur sempre una &#8220;puttana dell&#8217;Est&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/la-bella-gente.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44039" title="la-bella-gente" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/la-bella-gente.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Il motivo per cui <em><strong>La bella gente</strong></em> abbia dovuto aspettare sei anni per trovare la via delle sale, rimarrà  uno dei tanti misteri della distribuzione italiana, ma la sua uscita dal dimenticatoio, seppure tardiva, merita comunque un plauso.<br />
Perché si tratta di un film notevolissimo, sia da un punto di vista squisitamente stilistico che testuale.<br />
Chi conosce De Matteo per i successivi <em>Gli equilibristi</em> e<em> I nostri ragazzi</em> sa quanto l&#8217;autore sia una delle figure meno allineate nel nostro panorama cinematografico, ma stupisce in ogni caso come al suo secondo film sia stato in grado di esprimere già in maniera così lucida e matura le istanze che avrebbe poi approfondito con le opere a seguire.<br />
Stupisce innanzitutto per una regia assai abile nel nascondere i propri limiti strutturali dietro una serie di invenzioni stilistiche mai banali e, soprattutto, perfettamente funzionali al mood della storia.<br />
Una storia che, va detto, ha il raro pregio di perturbare senza ricorrere in alcun modo al dramma, né declinato in termini strappalacrime né a tinte forti ma anzi, dando a tratti quasi l&#8217;impressione di mostrare senza raccontare nulla di che.<br />
Lo splendido script di <strong>Valentina Ferlan</strong> (moglie di De Matteo e sceneggiatrice di tutti i suoi film) più che raccontare una vicenda, infatti, descrive un fallimento. Quello tutto italiano di una generazione che ha passato gli ultimi trent&#8217;anni a raccontarsi come qualsiasi divisione sociale fosse ormai del tutto superata e  ora cerca di dissimulare il raggiungimento di uno status socioeconomico anche importante, fumando una canna dopo cena o semplicemente calzando un paio di Birkenstock.</p>
<p>Ne <em>La bella gente</em> non si salva nessuno e non c&#8217;è alcuna differenza tra la coppia progressista e solo apparentemente open-minded dei protagonisti e i loro volgari vicini destrorsi. Ciò che cambia semmai è la sottile ipocrisia che porta Alfredo e Susanna a credere di poter salvare qualcuno solo in virtù del loro benessere acquisito, senza accorgersi minimamente di quanto ciò soddisfi un loro bisogno di redenzione piuttosto che quello, ben più materico, della povera Nadia. Quest&#8217;ultima, in un sottile ma inesorabile gioco al massacro dalle venature polanskiane, passa rapidamente dal ruolo di scheggia impazzita e causa principale della caduta delle maschere sociali della coppia a quello di vittima sacrificale, fino a un epilogo amarissimo molto simile, in termini di cinica rassegnazione, a quello di <em>The Dreamers</em> di Bertolucci.<br />
Molto del merito della riuscita del film va indubbiamente ai dialoghi &#8211; quanto di più vicino alla vita reale si sia sentito negli ultimi anni in un film italiano &#8211; e a chi li abita. De Matteo ha infatti dalla sua un cast eccezionale, a partire da Antonio Catania (finalmente protagonista dopo decenni passati a recitare in ruoli di contorno) e una ritrovata Monica Guerritore fino a Elio Germano, qui impegnato in un ruolo leggermente periferico, benché primario nell&#8217;economia del film.<br />
In definitiva è proprio da opere come <em>La bella gente</em> che il cinema italiano dovrebbe ripartire.<br />
Se  solo lo scarto tra anno di produzione e data di uscita del film non rendesse il condizionale già un imperfetto.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><em>La sceneggiatura originale de <strong>La bella gente</strong> di Valentina Ferlan, fa parte della collana &#8220;Cinema da leggere&#8221;, edita da <a href="https://www.facebook.com/pages/NED-Edizioni/918985701506804?fref=ts" target="_blank">NED Edizioni.</a></em></p>
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		<title>I nostri ragazzi</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/04/i-nostri-ragazzi/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 07:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia alle Giornate degli Autori, arriva anche in sala la pellicola diretta da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 5 settembre 2014<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38687" title="i_nostri_ragazzi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Paolo (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>) e Massimo (<strong>Alessandro Gassman</strong>) sono due fratelli con caratteri molto diversi, quasi agli antipodi.<br />
Il primo, chirurgo pediatra, ha una visione della vita in cui bene e male sono distinti in maniera piuttosto manichea, mentre l&#8217;altro è più abituato alle scale di grigi e dotato di tutto il cinismo necessario per svolgere al meglio il mestiere di avvocato.<br />
Nonostante abbiano così poco in comune, Paolo e Massimo conservano ormai da anni l&#8217;abitudine di cenare una volta al mese, nello stesso ristorante, insieme alle rispettive consorti (<strong>Giovanna Mezzogiorno </strong>e <strong>Barbora Bobulova</strong>) che a stento riescono a celare la reciproca antipatia.<br />
Questo fragile equilibrio implode la sera in cui la trasmissione &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; manda in onda le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, che mostrano due ragazzi molto simili ai loro figli adolescenti, mentre picchiano selvaggiamente una senzatetto fino a ridurla in coma.<br />
Dopo l&#8217;iniziale e comprensibile incredulità, le due coppie cercano di affrontare, ognuna a suo modo, le conseguenze che quel gesto sconsiderato potrebbe avere sulle loro vite, ritrovandosi a interrogarsi su quanto poco conoscano le rispettive realtà familiari.</p>
<p><strong>Ivano De Matteo</strong>, già autore degli interessanti <em>La bella gente</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/30/winona-ryder-e-valerio-mastandrea-al-lido/"><em>Gli equilibristi</em></a>, adatta liberamente il romanzo di Herman Koch <em>La cena</em> per il grande schermo e produce un&#8217;opera ambiziosa e complessa, anche se imperfetta.<br />
Sin dalle prime scene è infatti evidente come l&#8217;attenzione del regista sia molto più focalizzata sulla descrizione dei contesti sociali e umani in cui i due fratelli si trovano ad agire che non sul plot vero e proprio.<br />
De Matteo, che ha presentato il film alle <strong>Giornate degli Autori</strong> a Venezia 71 nei giorni scorsi, inizia col mostrarci due famiglie solo apparentemente perfette per poi divertirsi a intaccarne dall&#8217;interno la patina, evidenziandone le numerose crepe, fatte di cene sul divano e frasi smozzicate, pronunciate da adolescenti di ritorno da scuola e ormai in totale balìa dei social network.<br />
La tazza sbeccata di cui parlava Moretti ne La stanza del figlio è diventata, a distanza di pochi anni, una voragine incolmabile che si riflette nell&#8217;amara rassegnazione con cui questi &#8220;giovani&#8221; genitori osservano i propri figli come se fossero piccoli sconosciuti con cui è impossibile comunicare, ma di cui andare comunque sempre orgogliosi.<br />
E, in maniera simile, De Matteo è talmente innamorato dei suoi personaggi da dilungarsi forse un po&#8217; troppo ad osservarli vivere, parlare, lavorare per poi rendersi conto, quando il film è ormai quasi finito, di non avere più il tempo necessario a chiudere la storia in modo netto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38690" title="i_nostri_ragazzi_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg" alt="" width="500" height="234" /></a></p>
<p>Ciò non toglie che <em>I nostri ragazzi </em>sia in buona parte riuscito, soprattutto nel suo porre una domanda assai scomoda (sostanzialmente: che faremmo se una cosa del genere accadesse a noi?) e rispondere come in pochissimi sarebbero disposti a fare.<br />
Piace della pellicola lo stile visivo elegante e, al tempo stesso, freddo come gli ambienti in cui abitano i personaggi e pieno di guizzi citazionisti, dal potente prologo che ricorda la scena iniziale de <em>Il maratoneta</em> di John Schlesinger fino a un finale che, senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, rimanda direttamente a <strong>Roman Polanski</strong> e al suo <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/09/luomo-nellombra/"><em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em></a>.<br />
E non appaia peregrino il riferimento al regista polacco in quanto, in più di un&#8217;occasione, il confronto tra i quattro protagonisti del film (tutti molto bravi, con Alessandro Gassman una spanna sopra gli altri) può in effetti riportare alla mente, pur senza toccarne le vette, gli scontri verbali di <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/"><em>Carnage</em></a>.<br />
Ecco, semmai spiace che De Matteo non abbia lavorato maggiormente sulla dimensione orrorifica del racconto (perché in fin dei conti di horror si tratta) e non abbia permesso alle correnti interne al film di deflagrare liberamente piuttosto che ripiegare su un intimismo che, di fatto, contribuisce ad appesantire la seconda parte dell&#8217;opera.<br />
I nostri ragazzi paga inoltre il prezzo di arrivare dopo il bellissimo<em><a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/"> Il capitale umano</a> </em>di Virzì che, partendo da tematiche tutto sommato similari, riusciva a osare di più sia in termini di cattiveria che di critica sociale pura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Winona Ryder e Valerio Mastandrea al Lido</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/08/30/winona-ryder-e-valerio-mastandrea-al-lido/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2012 16:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ariel Vromen]]></category>
		<category><![CDATA[Barbora Bobulova]]></category>
		<category><![CDATA[Gli equilibristi]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano De Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Cimino]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Shannon]]></category>
		<category><![CDATA[Ray Liotta]]></category>
		<category><![CDATA[The Iceman]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Mastandrea]]></category>
		<category><![CDATA[Winona Ryder]]></category>

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		<description><![CDATA[The Iceman di Ariel Vromen e Gli Equilibristi di Ivano De Matteo. Ma c'è anche Cimino.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-iceman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27924" title="the-iceman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-iceman.jpg" alt="" width="415" height="594" /></a></p>
<p>Abitino nero minimal, occhioni neri quasi sempre spalancati e un sorriso contagioso, è apparsa così Winona Ryder ai fotografi che la aspettavano impazienti. A Venezia per presentare il film drammatico <em>The Iceman</em>, Fuori Concorso, con lei c&#8217;erano il regista Ariel Vromen e gli altri interpreti Michael Shannon e Ray Liotta (assente il resto del cast, tra cui figurano Chris Evans, James Franco e Benicio Del Toro). <em>The Iceman</em> racconta la vera storia di Richard Kuklinski, marito amorevole, padre devoto e spietato killer su commissione (si pensa che tra il 1954 e il 1985 abbia ucciso più di duecento persone).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/winona-ryder.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27925" title="winona-ryder" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/winona-ryder.jpg" alt="" width="406" height="594" /></a></p>
<p>&#8220;Sono stata attratta immediatamente da questa storia &#8211; ha sottolineato Winona Ryder, che nella pellicola interpreta Deborah Kuklinski, moglie di Richard, durante la conferenza stampa di presentazione del film. &#8220;Del resto ho sempre voluto lavorare con Michael (Shannon, ndr), ma sono anche stata attratta dall&#8217;ambiguità del ruolo stesso. Una persona, come la moglie di Kuklinski, che vive di denaro sporco e sembra esserne inconsapevole, senza interrogarsi mai sull&#8217;origine di quei soldi&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/mastandrea-bobulova-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27926" title="mastandrea-bobulova-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/mastandrea-bobulova-1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ma oggi al Lido, nella sezione Orizzonti, è stato presentato anche <em>Gli equilibristi</em>, pellicola di Ivano De Matteo (era Fischio in <em>Velocità massima</em> di Daniele Vicari) con Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova. L&#8217;attore romano questa volta veste i panni di un uomo che, in seguito ad un tradimento, è costretto a separarsi dalla moglie e dai figli e, giorno dopo giorno, scivola in un baratro andando ad affollare l&#8217;esercito dei nuovi poveri dell&#8217;ex ceto medio che mangiano alle mense di Sant&#8217;Egidio e dormono in macchina.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/mastandrea-bobulova.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27927" title="mastandrea-bobulova" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/mastandrea-bobulova.jpg" alt="" width="403" height="594" /></a></p>
<p>&#8220;Le famiglie come quella che ho voluto raccontare io sono tantissime: non arrivano a duemila euro al mese, quando per l&#8217;Istat 2.078 euro è il costo medio di una famiglia. Così, tra affitti o mutuo, spese per i figli, bollette si va sempre in rosso&#8221;, ha spiegato il regista il cui ultimo film, La bella gente, applaudito e premiato in diversi festival europei, non si è ancora mai visto in Italia. &#8220;Dopo la crisi economica &#8211; ha continuato durante la conferenza stampa &#8211; arriva lo scollamento emotivo, come tanti italiani che ho conosciuto in queste mense, c&#8217;è vergogna e imbarazzo di farsi vedere così e quindi ci si isola. Il nostro protagonista rifiuta di incontrare i figli e la moglie, scappa da loro per pudore e questi si convincono che si è rifatto una vita quando in realtà non è così&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/michael-cimino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27928" title="michael-cimino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/michael-cimino.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Tra i protagonisti di questo secondo giorno di Festival, anche Michael Cimino (<em>Il cacciatore</em>, <em>L&#8217;anno del dragone</em>), il regista, sceneggiatore e produttore americano visionario e provocatorio che nel pomeriggio ha ricevuto il Premio Persol, attribuito &#8220;con l&#8217;intenzione di celebrare una leggenda del cinema internazionale&#8221;.</p>
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