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	<title>Movielicious &#187; Jack Fisk</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Revenant &#8211; Redivivo</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 12:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alejandro González Iñárritu]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Revenant, USA 2015)<br />
Uscita: 16 genaio 2016<br />
Regia: Alejandro González Iñárritu<br />
Con: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson<br />
Durata: 2 ore e 36 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/The_Revenant_1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-51574" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/The_Revenant_1.png" alt="The_Revenant_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Cambia decisamente aria, Iñárritu e dopo gli angusti dietro le quinte di un teatro di Broadway utilizzato come set per <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank"><em>Birdman</em></a>, ci porta nell&#8217;America della frontiera, sconfinato campo di battaglia che fu teatro dell&#8217;epopea coloniale in cui negli anni Venti dell&#8217;Ottocento i trappers, i cacciatori di pelle d&#8217;orso, nativi americani e i migranti europei, si contendevano quell&#8217;immenso territorio con spietata efferatezza. Ispirato al libro scritto da Michael Punke sulla vita di Hugh Glass, già al centro di <em>Uomo bianco, va’ col tuo dio</em>, pellicola diretta nel 1971 da Richard C. Sarafian, <em><strong>Revenant &#8211; Redivivo</strong></em> racconta l&#8217;incredibile avventura dell&#8217; uomo (<strong>Leonardo DiCaprio</strong>) che, durante una battuta di caccia, viene brutalmente attaccato da un orso e dato per spacciato dai membri del suo stesso gruppo. Tradito da uno dei suoi compagni (<strong>Tom Hardy</strong>) e abbandonato in mezzo al nulla senza viveri né armi, Glass affronterà una sanguinosa e disperata ricerca della sopravvivenza mosso dal desiderio di vendetta nei confronti di chi gli ha voltato le spalle e lo ha privato dell&#8217;unico affetto rimastogli accanto.<br />
Curioso come il percorso artistico di <strong>Alejandro González Iñárritu</strong>, con sei lungometraggi all&#8217;attivo, appaia perfettamente diviso a metà: se i primi tre film (<em>Amores Perros</em>, <em>21 grammi</em> e <em>Babe</em>l, che vanno a comporre la &#8220;trilogia sulla morte&#8221;) marchiati a fuoco dalle sceneggiature esistenzialiste di Guillermo Arriaga, erano storie corali, gli ultimi tre (<em>Biutiful</em>, <em>Birdman</em> e questo <em>Revenant</em>), realizzati dopo il divorzio artistico dallo scrittore messicano, raccontano invece l&#8217;epopea di un solo personaggio nel momento più critico della sua vita mentre è impegnato a combattere strenuamente per sopravvivere. A unire i due periodi, una sottile linea tesa tra due elementi che hanno caratterizzato la filmografia di Iñárritu: la provvidenza, che si manifesta attraverso passaggi onirici intrisi di realismo magico e il caso, la fatalità, entità totalmente opposta alla prima e ben più terrena, che non fa altro che ostacolare il percorso dei personaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Revenant_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51575" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Revenant_2.jpg" alt="Revenant_2" width="620" height="372" /></a></p>
<p>Quello di Iñárritu è un cinema totalizzante, che non scende a compromessi e che vuole tutto e subito e <em>Revenant</em> non fa eccezione. Girato in sequenza utilizzando solo la luce naturale, il film ha avuto un iter produttivo ai limiti del drammatico con sforo di tempo e di budget, licenziamenti in tronco sul set e condizioni climatiche proibitive (con temperature che hanno sfiorato i -40°) che non hanno aiutato, per non parlare dei frequentissimi cambi di idea del regista che ha voluto girare più volte e in modo differente un&#8217;infinità di scene. Ma il risultato lascia davvero senza fiato. Il regista messicano sceglie di affrontare la natura selvaggia come lo avrebbe fatto Terrence Malick e per essere sicuro di riuscire nell&#8217;ardua impresa si affida ai collaboratori più stretti dell&#8217;autore de <em>La sottile linea rossa</em>: non c&#8217;è solo <strong>Emmanuel Lubezki</strong> come direttore della fotografia, ma anche lo scenografo <strong>Jack Fisk</strong> e <strong>Jaqueline West</strong> ai costumi (tutti e tre candidati all&#8217;Oscar). Ma nel suo cinema c&#8217;è anche tanto Herzog e quella ricerca costante di filmare l&#8217;infilmabile, di spingersi sempre oltre il limite del possibile (la scena dell&#8217;aggressione dell&#8217;orso ne è un perfetto esempio). Per raccontare uno degli episodi più crudi e sanguinosi nella storia della frontiera americana senza alimentarne il mito, poi, Iñárritu sceglie due interpreti come Leonardo DiCaprio, il buono, e Tom Hardy, il cattivo, quest&#8217;ultimo con tanto di cicatrice sullo scalpo bene in vista. Il primo, alle prese con la prova più straziante della sua carriera, ha un copione tutto mugolii, rantoli e respiri e incarna perfettamente lo spirito della Vendetta. Il secondo gli tiene testa egregiamente e adatta ai suoi tratti la figura di un villain basso e volgare, disposto a tradire il Paese e i compagni per un pugno di dollari.</p>
<p>Due ore e trentasei minuti di virtuosismi registici e inquadrature mozzafiato, tripudio di obiettivi grandangolari (Welles, dove sei?) e piani sequenza, di alternanza tra campi così stretti da far appannare le lenti della mdp col respiro degli attori e così lunghi da sottolineare l&#8217;inconsistenza dell&#8217;uomo di fronte alla natura. <em>Revenant</em> è puro godimento che non concede tregua, spazio, respiro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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