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	<title>Movielicious &#187; John Turturro</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gloria Bell</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 14:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle sale il profondissimo ritratto di signora di Sebastián Lelio con una Julianne Moore radiosa, che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Gloria, USA 2018)<br />
Uscita: 7 marzo 2019<br />
Regia: Sebastián Lelio<br />
Con: Julianne Moore, John Turturro, Caren Pistorius, Michael Cera<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuzione: Cinema</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Gloria_Bell_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-58087" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Gloria_Bell_1.jpg" alt="Gloria_Bell_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Ci vuole del coraggio per copiare se stessi. Coraggio che non sembra mancare al regista cileno <strong>Sebastián Lelio</strong> (vincitore dell’Oscar 2018 per il Miglior film straniero con <em>Una donna fantastica</em>), che firma la versione americana di <em>Gloria</em>, pellicola presentata a Berlino nel 2013, premiata con l&#8217;Orso d&#8217;argento per la Miglior interpretazione femminile, andato a Paulina García, con il quale si è imposto all’attenzione internazionale. <em><strong>Gloria Bell</strong> </em>(una <strong>Julianne Moore</strong> magnetica), è una donna americana che ha superato i cinquanta, divorziata e dallo spirito libero, che passa le sue giornate in ufficio e la sera sulle piste da ballo in giro per Los Angeles alla ricerca di una second chance. L’incontro con l&#8217;affascinante Arnold (<strong>John Turturro</strong>) le farà vivere in una storia d’amore inaspettata, piena di gioia ma anche di complicazioni.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Gloria_Bell.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-58088" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Gloria_Bell.jpg" alt="Gloria_Bell" width="700" height="370" /></a></p>
<p>Gloria ha dei sogni grandi almeno come gli occhiali che indossa e che non la rendono meno attraente. Il suo canto libero e buffo che allontana la malinconia in auto, con la radio a tutto volume, è quello di una donna che ha bisogno di riempirsi la vita. Il divorzio è lontano e i suoi due figli sono ormai adulti. Ma lei sembra esserne perfettamente consapevole, guarda avanti e non spreca nessuna occasione, mentre accetta di buon grado i cambiamenti, così come l&#8217;età che avanza.</p>
<p>In una storia che vanta un respiro più internazionale rispetto all&#8217;originale &#8211; Los Angeles è molto più vicina a noi culturalmente di quanto non lo sia Santiago del Cile &#8211; i protagonisti sono decisamente più in forma di quelli del film primigenio (anche se il personaggio interpretato da John Turturro indossa una pancera che non vedremo mai dopo aver seguito una dieta che gli ha fatto perdere molti chili). Ma l&#8217;aspetto che colpisce di più del film è che iniziamo a seguire la storia di <em><strong>Gloria Bel</strong><strong>l</strong></em> senza conoscere nulla del suo passato, eppure ci sembra di conoscerla da sempre e, a sipario chiuso, continuiamo a immaginare quello che farà. Sebastián Lelio conferisce alla vicenda la solidità necessaria per resistere al tempo perché riesce nel non facile compito di cogliere la vita della sua protagonista esattamente mentre accade, né un attimo prima, né uno dopo.</p>
<p><strong>Julianne Moore</strong> che, a 58 anni, non è mai stata tanto bella, merita una menzione a parte. Il film è lei, con le sue fragilità messe a nudo, l&#8217;ironia sottile e la velata malinconia che infondono nella sua Gloria una luce unica e indimenticabile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Mia madre</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 08:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Nanni Moretti]]></category>

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		<description><![CDATA[Moretti firma la pellicola più personale dell'ultima fase della sua carriera e vi concentra un'insospettabile]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, Francia, Germania 2015)<br />
Uscita: 16 aprile 2015<br />
Regia: Nanni Moretti<br />
Con: Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/mia_madre_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42186" title="mia_madre_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/mia_madre_1.jpg" alt="" width="500" height="266" /></a></p>
<p>La dolcezza.<br />
Un concetto che difficilmente in passato il cinema di <strong>Nanni Moretti</strong> avrebbe potuto richiamare e che invece, durante la visione di questo suo nuovo, dodicesimo film, ricorre più volte.<br />
Il rigore, sia formale che narrativo, de <em>Il caimano</em> e di <em>Habemus Papam</em> qui si stempera in una dolente malinconia che è sì figlia di un lutto tanto importante quanto ineluttabile (la scomparsa della madre, avvenuta solo quattro anni fa) ma soprattutto di una maturità autoriale ormai pienamente raggiunta e, in qualche modo, sintesi di tutti i Moretti finora conosciuti.<br />
Il coinvolgimento personale è tale da spingere l&#8217;autore a scegliere di defilarsi come attore senza però rinunciare alla centralità del suo ruolo, per cui quello che un tempo era Michele Apicella qui diventa Margherita (<strong>Margherita Buy</strong>), regista in piena crisi creativa e personale, alle prese con un film sull&#8217;occupazione di una fabbrica in crisi e con la fine di una relazione che molto semplicemente &#8220;non andava&#8221;.<br />
A questo si aggiunge la lenta presa di coscienza del fatto che sua madre (una straordinaria <strong>Giulia Lazzarini</strong>), sta per morire.<br />
La vita di Margherita si divide così tra il capezzale dell&#8217;anziana donna &#8211; per lei un vero e proprio faro, umano e intellettuale, che a breve smetterà di brillare &#8211; e un set reso particolarmente complesso dalle bizze della star americana Barry Huggins (<strong>John Turturro</strong>).<br />
A sostenerla un fratello (Nanni Moretti), anch&#8217;egli in crisi dal punto di vista professionale, anche se apparentemente più consapevole della grave perdita che sta per colpirli.</p>
<p>In <em>Mia madre</em> confluiscono tutte, o quasi, le istanze portate avanti, con rara pervicacia, da Moretti nell&#8217;arco di una carriera ormai quarantennale.<br />
C&#8217;è innanzitutto una riflessione sul proprio ruolo di cineasta, resa più acuta (e meno autoreferenziale che in passato) proprio dalla pudica scelta di evitare per sé il centro della scena.<br />
Battute come &#8220;il regista è solo uno stronzo a cui date sempre ragione&#8221; o i momenti in cui Margherita si rivolge agli interpreti del suo film dicendo che &#8220;accanto al personaggio voglio vedere anche l&#8217;attore&#8221; sono forse le concessioni più immediate a chi sia in cerca di facili &#8220;morettismi&#8221;, ma testimoniano anche una lucidità inedita nel rifiuto di un ruolo che, da <em>La messa è finita</em> ad <em>Habemus Papam</em>, è centrale nella sua filmografia.<br />
Ma è chiaro fin dalle primissime immagini come il giochino metacinematografico del film nel film non rappresenti affatto il fulcro di un&#8217;opera che, paradossalmente, è situato più a latere, in un dolore incarnato appieno proprio dal ruolo secondario dello stesso Moretti che, lasciata alla Buy la responsabilità di &#8220;fare Moretti&#8221; e a Turturro il ruolo comico, suggerisce il vero mood di un lavoro totalmente incentrato sull&#8217;accettazione della morte (si badi bene, non sull&#8217;elaborazione del lutto) come atto doloroso e necessario della crescita personale.<br />
Nulla a che vedere quindi con l&#8217;emotività insistita e, per molti versi, violenta de <em>La stanza del figlio</em>.<br />
Di quel film infatti, più che la riflessione sulla morte in senso stretto, <em>Mia madre</em> eredita il cotè psicanalitico (presente nel perenne stato di confusione tra ricordo e realtà in cui versa Margherita) e il discorso sulla persistenza della memoria negli oggetti.<br />
Il ricordo della madre, professoressa di lettere al liceo, è tutto nei suoi libri e nella percezione di quanto, dopo un&#8217;intera vita spesa a leggerli e a studiarli, alla fine poco o nulla rimanga.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/mia_madre_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42187" title="mia_madre_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/mia_madre_2.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p>Film incentrato sull&#8217;assenza che, dell&#8217;assenza, fa la sua ragione d&#8217;essere, <em>Mia madre</em> è un&#8217;opera composta di tanti spazi vuoti, giustapposti e abilmente  disseminati da Moretti lungo un percorso solo apparentemente lineare.<br />
Il  senso infatti, più che in una struttura narrativa che di fatto è  minima, andrebbe ricercato negli angoli, nei brandelli di conversazione a  tavola o anche solo nelle scene che ritraggono Margherita Buy  (trattandosi di una delle attrici italiane più blasonate è quasi  pleonastico a dirsi, ma la sua prova è davvero magistrale) cercare  invano di spiegare alla figlia adolescente perché il Latino sia una  materia importante e insegnarle a guidare lo scooter.<br />
Lo stile  minimale e privo di fronzoli del Moretti regista si sposa alla  perfezione con l&#8217;intimità del racconto, tanto che l&#8217;impressione, a  tratti, è di trovarsi a spiare un dolore privato attraverso una porta  lasciata inavvertitamente socchiusa.<br />
Ed è strano se si considera che  l&#8217;invito a farlo provenga da un autore certo egocentrico, ma anche  oltremodo geloso della propria sfera personale.<br />
Con <em>Mia madre</em> invece Moretti si ammorbidisce e firma il film più personale della fase matura della sua carriera.<br />
Non il suo capolavoro &#8211; non raggiunge le vette di <em>Habemus Papam</em> &#8211;  ma di sicuro il più sentito.<br />
E il più dolce.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Exodus: Dei e Re</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 09:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Exodus: Gods and Kings, USA/Regno Unito/Spagna 2014)<br />
Uscita: 15 gennaio 2015<br />
Regia: Ridley Scott<br />
Con: Christian Bale, Joel Edgerton, Aaron Paul<br />
Durata: 2 ore e 30 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/exodus_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40642" title="exodus_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/exodus_1.jpg" alt="" width="499" height="258" /></a></p>
<p>Dopo il dimenticabile <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/14/the-counselor-il-procuratore/"><em>The Counselor</em></a>, <strong>Ridley Scott </strong>torna su un terreno a lui decisamente più congeniale, quello del peplum, genere che nel 2000 ha saputo rilanciare con uno dei kolossal di maggior successo di sempre,<em> Il Gladiatore</em>. Ed è proprio alla luce della pellicola con Russell Crowe che <em><strong>Exodus: Dei e Re</strong></em> va inquadrato. E&#8217; chiaro sin dalla prima scena infatti che Scott non aveva alcuna intenzione di raccontare l&#8217;Esodo a modino, riportando fedelmente quello che è scritto nella Bibbia, ma che piuttosto voleva trovare un nuovo ambizioso progetto da dirigere, che fosse in grado di rievocare e, perché no, anche di bissare, il successo ottenuto con <em>Il Gladiatore</em>: la storia di un personaggio forte ma modesto, leader carismatico e leale in grado di guidare le masse alla ribellione nei confronti di un tiranno.</p>
<p>Mosè (<strong>Christian Bale</strong>), principe d’Egitto, ebreo di nascita, cresciuto e allevato nella casa del faraone Sethi assieme al figlio legitimo, nonché futuro faraone Ramses (<strong>Joel Edgerton</strong>), scopre di essere il condottiero che realizzerà il più grande progetto divino della storia dell’umanità: l’esodo del popolo ebraico, schiavo da 400 anni, verso la terra promessa. Un viaggio che porterà Mosè a scontrarsi ripetutamente contro quello che prima era per lui come un fratello, affrontando pericoli, guerre, carestie e pestilenze. La fuga dall’Egitto sterminato dalle piaghe attraverso il deserto e le acque del Mar Rosso, fino ad arrivare alla consegna delle tavole dei dieci comandamenti sul monte Sinai.</p>
<p>Massimo Decimo Meridio era il generale che diventò uno schiavo e lo schiavo che diventò un gladiatore, più o meno quello che è Mosè, con i dovuti distinguo. Se lì c&#8217;era l&#8217;imperatore Marco Aurelio che, a un passo dalla morte, decide di affidare il potere nelle mani del generale Maximo, qui c&#8217;è il faraone Seti (<strong>John Turturro</strong>) che confessa a Mosè di preferirlo al figlio legittimo Ramses (un bravissimo Joel Edgerton). Lì l&#8217;allontanamento dell&#8217;eroe dal suo popolo passava attraverso la schiavitù e il successivo addestramento da gladiatore di Massimo, qui invece attraverso il periodo in cui Mosè conosce e sposa Zippora e vive da pastore alle pendici del monte Oreb, immediatamente prima che Dio gli si palesi sotto forma di un bambino capriccioso.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/exodus_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40643" title="exodus_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/exodus_2.jpg" alt="" width="591" height="226" /></a></p>
<p>Nelle due ore e mezza di durata di <em>Exodus</em>, assistiamo ad allestimenti impressionanti, scene mozzafiato (concentrate per lo più nella seconda parte della pellicola), un suggestivo <strong>3D</strong> che non è mero strumento tecnico, ma conferisce profondità e intensità a gran parte della storia e poi a numerose scelte sbagliate che inevitabilmente compromettono il risultato finale. Tra queste un Mosè in piena nevrosi, guidato da un Dio bambino dall&#8217;indole determinata e piuttosto vendicativo e una rappresentazione del popolo egiziano eccessivamente patinata che vira talmente al kitsch da far sembrare <em>I 10 Comandamenti </em>di Charlton Heston una ricostruzione obiettiva di quel periodo storico.<br />
Ma quello che funziona meno in <em>Exodus: Dei e Re </em>sono i dialoghi. Sceneggiata da <strong>Steven Zaillian</strong>, Oscar per <em>Schindler&#8217;s List</em> che già aveva lavorato con Scott per <em>Hannibal</em> e <em>American Gangster</em>, la pellicola da 140 milioni di dollari di budget sprofonda in alcuni punti proprio quando la macchina da presa stringe sui volti degli attori, passando dall&#8217;universale al particolare, soffermandosi su dei siparietti familiari francamente inascoltabili. Ed è un gran peccato perché questa volta speravamo proprio di poter ammirare ancora una volta lo sguardo prezioso, esperto e consapevole del regista inglese al fianco del suo indiscutibile reparto tecnico non solo per venti minuti, ma per tutto il film.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Gigolò per caso</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2014 15:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Turturro e Allen dispensatori di garbo e leggerezza in una New York multietnica colpita dalla crisi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Fading Gigolo USA, 2014)<br />
Uscita: 17 aprile 2014<br />
Regia: John Turturro<br />
Con: John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/gigolo-per-caso-slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36397" title="gigolo-per-caso-slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/gigolo-per-caso-slide.jpg" alt="" width="499" height="266" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2014/03/29/john-turturro-gigolo-per-caso-a-roma/"><strong>QUI </strong></a>la videointervista a John Turturro</p>
<p>Chi l&#8217;ha detto che per essere un tombeur de femmes bisogna essere sexy come Richard Gere? Ne sa qualcosa<strong> John Turturro</strong>, attore, sceneggiatore e regista di origini pugliesi, che in <strong><em>Gigolò per caso</em></strong> tenta, riuscendoci, di rilanciare l&#8217;immagine del gigolò cinematografico, notoriamente tutto muscoli e sex appeal, umanizzandolo e rendendolo più incline a soddisfare quelle che sono le reali richieste delle clienti.</p>
<p>Nella pellicola da lui diretta e interpretata, Turturro è Fioravante, un uomo di mezza età che vive a Brooklyn ed è costretto a fare più lavori per arrivare alla fine del mese. Finché il suo amico Murray (<strong>Woody Allen</strong>), anche lui sommerso dai debiti e costretto a chiudere la storica libreria di famiglia, non lo coinvolge in un curioso affare. Per sbarcare il lunario, i due decidono così di cimentarsi nel mestiere più antico del mondo: Fioravante come gigolò, Murray come pappone. Fra avvenenti signore a caccia di emozioni forti (<strong>Sharon Stone</strong> e <strong>Sofia Vergara</strong>) e incontri ben più casti con Avigal (<strong>Vanessa Paradis</strong>), timida vedova chassidica di un rabbino, Fioravante e Murray capiranno presto che il mondo dei gigolò non è poi così semplice come immaginavano.</p>
<p>Sullo sfondo di una New York multietnica e colorata gentilmente fotografata da <strong>Marco Pontecorvo</strong>, già collaboratore di Turturro in <em>Passione</em>, la vicenda si dipana fluida tra battute divertenti e un pizzico di amara nostalgia, con le vecchie botteghe costrette a chiudere (come la libreria di Murray) divorate dalla crisi e dal nuovo che avanza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/gigolo-per-caso-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36399" title="gigolo-per-caso-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/gigolo-per-caso-2.jpg" alt="" width="500" height="255" /></a></p>
<p>Turturro (al suo quinto film dietro la macchina da presa dopo <em>Mac</em>, <em>Illuminata</em>, <em>Romance &amp; Cigarettes</em> e il succitato  <em>Passione</em>), con una delicatezza e un tatto rari, riesce a infondere nella figura del gigolò, un&#8217;umanità e una dolcezza esemplari. Il suo Fioravante piace alle donne non tanto per l&#8217;avvenenza fisica che, bisogna ammetterlo, non è esattamente la sua principale arma a disposizione , quanto per la capacità di ascoltarle e di farle sentire amate e desiderate. Ma la vera rivelazione di questa piccola deliziosa pellicola è <strong>Woody Allen</strong> che, come è noto, ormai difficilmente si lascia dirigere da altri registi e che trova nel ruolo del libraio furbacchione un personaggio tanto divertente da sembrare uscito da una delle sue migliori commedie. Anche il cast femminile si difende bene con <strong>Sharon Stone</strong>, <strong>Sofia Vergara</strong> e <strong>Vanessa Paradis</strong> (qui al suo primo ruolo in lingua inglese), tutte straordinariamente in parte.</p>
<p><strong><br />
Voto</strong> 7</p>
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		<title>Gigolò per caso, il trailer del film di e con John Turturro</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/01/09/gigolo-per-caso-il-trailer-del-film-di-e-con-john-turturro/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 18:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fading Gigolo]]></category>
		<category><![CDATA[Gigolò per caso]]></category>
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		<description><![CDATA[Il regista di origini italoamericane va a caccia di donne con Woody Allen.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/fading-gigolo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34070" title="fading-gigolo" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/fading-gigolo.jpg" alt="" width="500" height="363" /></a></p>
<p>Arriverà nelle nostre sale il 17 aprile <em>Gigolò per caso</em>, la nuova commedia diretta da John Turturro. Il regista di origini italiane è anche protagonista del film, insieme a Woody Allen, Sharon Stone, Sofia Vergara, Vanessa Paradis e Liev Schreiber. Nella storia Turturro e Allen interpretano una coppia di amici a corto di denaro, che insieme decidono di lanciarsi nel nel giro  d’affari dei gigolò. Vedremo un insolito Allen nelle vesti di pappone che riuscirà a  procurare molti improbabili incontri al suo compare.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/t2epX4tXfic?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/t2epX4tXfic?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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