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	<title>Movielicious &#187; Johnny Weissmuller</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The Legend of Tarzan</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 11:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un Alexander Skarsgård bidimensionale diventa il signore delle scimmie per David Yates. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 14 luglio 2016<br />
Regia: David Yates<br />
Con: Alexander Skarsgård, Margot Robbie, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-Of-Tarzan_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53515" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-Of-Tarzan_1.jpg" alt="The-Legend-Of-Tarzan_1" width="650" height="370" /></a><br />
È quasi impossibile trovare qualcuno che non conosca <strong>Tarzan</strong>. Chi non ha letto libri e fumetti ha almeno visto uno degli innumerevoli film, telefilm o cartoon sul celebre personaggio nato dalla fantasia di <strong>Edgar Rice Burroughs</strong> e apparso per la prima volta nel 1914.<br />
L’uomo allevato dalle scimmie che si sposta da una parte all&#8217;altra delle lussureggianti foreste dell&#8217;Africa centrale abbracciato a una liana e il cui richiamo metterebbe in riga chiunque, è ormai parte dell’immaginario collettivo. Quando, nel 1971, l’editore Giunti pubblicò in una serie i romanzi di Tarzan in italiano, a introdurli fu Dino Buzzati. «Ora – commentava lo scrittore – nella pagina scritta Tarzan mi sembra un personaggio più interessante e persuasivo che sullo schermo». Al cinema ad interpretare Tar-Zan (che significherebbe “pelle bianca” in una non meglio identificata lingua scimmiesca) nei quasi duecento film a lui dedicati, da <strong>Elmo Lincoln</strong> a<strong> Johnny Weissmuller</strong>, da <strong>Lex Barker</strong> a Gordon Scott, passando per i più recenti Miles O’Keefe e <strong>Christopher Lambert</strong>. E adesso è arrivato anche un fisicatissimo (con gli aggettivi ci fermiamo qui) <strong>Alexander Skarsgård</strong>, figlio maggiore di Stellan e già fascinoso vampiro nella serie <em>True Blood</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-of-Tarzan_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53516" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-of-Tarzan_2.jpg" alt="The-Legend-of-Tarzan_2" width="800" height="451" /></a></p>
<p>Dopo aver visto <em><strong>The Legend of Tarzan</strong></em> diretto da <strong>David Yates</strong> (regista dei quattro film finali della saga di Harry Potter e dell’imminente Animali fantastici e dove trovarli), dobbiamo riconoscere che Buzzati aveva ragione. Tarzan, anche a più di cent&#8217;anni dalla sua nascita, continua a poter offrire il meglio di sé sulla carta. Analizzando infatti quest&#8217;ultima pellicola dedicata al signore delle scimmie, quello che colpisce sin dall&#8217;inizio è la volontà da parte di regista e produttori di aver confezionato intenzionalmente un&#8217;opera mainstream che cerca di accontentare un pubblico più ampio e variegato possibile, con una particolare attenzione ai giovanissimi. È proprio per questi ultimi che Yates ha un occhio di riguardo: il suo non è un Tarzan eroe, ma quasi un<strong> supereroe</strong>: comunica con gli animali, si lancia nel vuoto da altezze impensabili: insomma sembra quasi un Superman della Jungla. Ma c&#8217;è un&#8217;altra novità che riguarda l&#8217;aspetto narrativo del personaggio e va ricercata nella scelta di mostrarci un Tarzan già maturo, tornato dall&#8217;Africa e già da otto anni un perfetto lord inglese che vive a Londra con la sua Jane (<strong>Margot Robbie</strong>).</p>
<p>Ma allora dov&#8217;è la storia? La storia di questo Tarzan sui generis parte da qui, da Londra, procede a ritroso attraverso qualche flashback in cui viene mostrata la sua infanzia, l&#8217;incontro con Jane e qualche altro episodio saliente della sua vita. Poi via, verso il futuro che, neanche a dirlo, porterà Lord Greystoke e la sua bella moglie di nuovo negli inospitali quanto affascinanti territori congolesi, brutalmente colonizzati da belgi e da inglesi nei quali John Clayton III dovrà vedersela con un ometto perfido e criptogay, Leon Rom (nei giorni scorsi girava voce di un bacio tagliato tra lui e Tarzan), che ha le fattezze di <strong>Christoph Waltz</strong> in modalità villain tutto faccette e poco altro. Insomma, se nei film precedenti e anche sulle pagine dei romanzi la sfida era addomesticare un selvaggio, in <strong><em>The Legend of Tarzan</em> </strong>è tutto il contrario: non più da Tarzan a John Clayton, ma da John Clayton a Tarzan, in un tentativo poco riuscito e anche privo di fascino che tenta di raccontare un ritorno dalla civiltà brutta e cattiva, rea di tramutare gli uomini in schiavi e di portargli via le risorse.<br />
Un&#8217;operazione difficile da capire, che probabilmente si è persa un po&#8217; per strada, ma che grazie alla sapiente mano di Yates, in alcuni momenti, riesce ad essere persino godibile. Thumb down per la scelta di realizzare scimmie e altri animali in <strong>CGI</strong>: il paragone con gli empatici scimpanzé in motion capture visti ne <a href="http://www.movielicious.it/2011/08/03/dietro-le-quinte-de-lalba-del-pianeta-delle-scimmie/" target="_blank"><em>L&#8217;alba del pianeta delle scimmie</em> </a>e in <em>Apes Revolution</em> non sta proprio in piedi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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