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	<title>Movielicious &#187; Juan Antonio Bayona</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Jurassic World – Il regno distrutto</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/06/07/jurassic-world-il-regno-distrutto-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2018/06/07/jurassic-world-il-regno-distrutto-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 15:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Bryce Dallas Howard]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Pratt]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Antonio Bayona]]></category>
		<category><![CDATA[Jurassic World – Il Regno Distrutto]]></category>
		<category><![CDATA[Rafe Spall]]></category>

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		<description><![CDATA[Il kolossal diretto da J.A. Bayona torna ad ispirarsi alle origini della saga e si vena di horror.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Jurassic World: Fallen Kingdom, USA 2018)<br />
Uscita: 7 giugno 2018<br />
Regia: Juan Antonio Bayona<br />
Con: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Rafe Spall, Justice Smith, Daniella Pineda, Isabella Sermon<br />
Durata: 2 ore e 8 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/jurassic-fallen-kingdom.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57656" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/jurassic-fallen-kingdom.jpg" alt="jurassic-fallen-kingdom" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Tre anni fa <a href="http://www.movielicious.it/2015/06/10/jurassic-world/" target="_blank"><em>Jurassic World</em></a> si assumeva il difficile compito di traghettare nel nuovo millennio un brand diventato, nel frattempo, un classico di quegli anni 90 che oggi il cinema di area più mainstream sembra considerare sempre di più come un bacino aureo al quale attingere ogni qual volta si sia a corto di idee originali. Il film di Colin Trevorrow accettava così di buon grado il suo essere subalterno rispetto a una matrice invecchiata benissimo (soprattutto in termini tecnici), ponendosi come riuscito omaggio non solo a <em>Jurassic Park</em> ma un po’ a tutto l’universo di riferimento del suo autore/demiurgo Steven Spielberg. Era quindi con curiosità mista a un livello di aspettative mediamente alto che ci si approcciava a questo sequel per il quale Trevorrow, pur mantenendo il proprioruolo sia come produttore che in sede di scrittura, cede il posto in cabina di regia allo spagnolo <strong>Juan Antonio Bayona</strong>, pupillo di Guillermo Del Toro e già autore di <em>The Orphanage</em>, <em>The Impossible</em> e, un paio d’anni fa, dello splendido e sottovalutato <a href="http://www.movielicious.it/2017/05/18/sette-minuti-dopo-la-mezzanotte-recensione/" target="_blank"><em>Sette minuti dopo la mezzanotte</em>,</a> forse uno degli esempi più alti di meccanismi perturbanti legati all’immaginario infantile degli ultimi tempi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/Jurassic_World.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57655" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/Jurassic_World-1024x512.jpg" alt="Jurassic_World" width="1024" height="512" /></a></p>
<p><em><strong>Jurassic World – Il regno distrutto</strong></em> inizia tre anni dopo la fine del suo predecessore, con il parco, ormai abbandonato,dell’isola di Isla Nubar,dove i dinosauri hanno continuato a vivere liberamente e ora vedono la propria sopravvivenza minacciata dall’imminente eruzione del vulcano Sibo. Claire Dearing (<strong>Bryce Dallas Howard</strong>), passata da cinica direttrice di Jurassic World a fondatrice di un gruppo in difesa dei dinosauri, viene contattata per guidare una spedizione che ha lo scopo di prelevare gli animali dall’isola e portarli in un rifugio sicuro. Owen Grady (<strong>Chris Pratt</strong>), sulle prime riluttante, si unisce alla missione nella speranza di ritrovare Blue, il raptor che egli stesso ha cresciuto e al quale è rimasto particolarmente legato. Una volta sull’isola, però, i due scoprono che l’intera spedizione è in realtà la copertura di un ben piùpericoloso piano militare.<br />
Se il concetto alla base dell’operazione rimane una sostanziale amplificazione degli ingredienti originali &#8211; quindi più dinosauri geneticamente modificati, tutti ancora più intelligenti e pericolosi che nel primo capitolo – va però detto che stavolta il risultato convince molto di meno. Non basta infatti la buona mano di Bayona a risollevare le sorti di un progetto che, dietro il solito pistolotto sui molteplici rischi della sperimentazione genetica, non fa nulla per distaccarsi da un intrattenimentofracassone – anche se, va detto, di lusso –che di certo non annoia, ma perde di vista quasi subito qualsiasi forma di appiglio a una realtà seppure distopica per perdersi dietro a inseguimenti (anche troppo) rocamboleschi e salvataggi in extremis ai limiti del ridicolo involontario.</p>
<p>È un problema soprattutto legato a una scrittura fin troppo svogliata che, se escludiamo la scelta vincente di spostare l’azione dall’ormai usurata isola all’interno di una enorme villa gotica, si limita a riproporre la figurina monodimensionale dell’eroe positivo e solitario – all’inizio del film troviamo il personaggio di Chris Pratt intento a costruirsi, da solo, una casa in legno in mezzo al nulla, come in un qualsiasi episodio de La casa nella prateria– contro una pletora di malvagi tout court che, ormai giunti al quinto film del franchise, sembrano non aver ancora compreso il reale coefficiente di potenza distruttiva di un dinosauro.E spiace, perché il regista spagnolo, di suo, ci mette una serie di pregevoli intuizioni visive, su tutte la scena che vede la piccola <strong>Isabella Sermon</strong> nascondersi a letto, letteralmentesotto le coperte, dal più famelico dei dinosauri presenti in casa. Ecco allora che, quando si focalizza sul mondo dell’infanzia e su come i dinosauri del film incarnino, di fatto, la realizzazione dei peggiori incubi di un bambino (parenti strettissimi del gigantesco uomo-albero di <em>Sette minuti dopo la mezzanotte</em>), <em><strong>Jurassic World – Il regno distrutto</strong></em> qualche punto pure lo acquista. Per il resto, invece, sono continue cadute da altezze dalle quali un qualsiasi essere umano maiuscirebbe illeso (e invece Pratt sì) e una serie di dialoghi che vorrebbero essere brillanti ma non fanno che allontanare il risultato finale dal mutoterrore che ricordiamo di aver provato nel 1993, alla vista del primo <strong>T-Rex</strong> diJurassic Park. Un modello tuttora insuperato di blockbuster intelligente che l’inutile cameo di <strong>Jeff Goldblumnon</strong> basta a evocare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Sette minuti dopo la Mezzanotte</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/05/18/sette-minuti-dopo-la-mezzanotte-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2017 07:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Felicity Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Antonio Bayona]]></category>
		<category><![CDATA[Lewis MacDougall]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Ness]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Sigourney Weaver]]></category>
		<category><![CDATA[Toby Kebbell]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Un monstruo viene a verme, USA/Spagna 2016)<br />
Uscita: 18 maggio 2017<br />
Regia: Juan Antonio Bayona<br />
Con: Lewis MacDougall, Sigourney Weaver, Felicity Jones, Toby Kebbell<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/7_minuti_dopo_la_mezzanotte_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56119" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/7_minuti_dopo_la_mezzanotte_1.jpg" alt="7_minuti_dopo_la_mezzanotte_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Questa è una storia come tante, comincia con un ragazzo troppo grande per essere un bambino e troppo piccolo per essere un uomo</em>&#8220;.</p>
<p>Nonostante sfiorino sempre il dramma (come accadeva nei precedenti <em>The Orphanage</em> e <em>The Impossible</em>), le opere di<strong> Juan Antonio Bayona</strong> esibiscono un fascino gotico e straniante che inquieta e seduce come poche altre. In <em><strong>Sette</strong><strong> minuti dopo la mezzanotte</strong></em> il regista spagnolo adatta l&#8217;omonimo romanzo di <strong>Patrick Ness</strong> (sceneggiatore del film) calibrando con raffinato equilibrio questo racconto dalle rilevanti metafore, puntando sulle atmosfere dark, su una sorprendente potenza visiva e su elementi fantastici funzionali a una storia sull&#8217;elaborazione del lutto e sul passaggio all&#8217;età adulta.<br />
Ispirandosi alle suggestioni del suo padre putativo Guillermo del Toro, ma superandole e arricchendole di escamotage narrativi e nuove fascinazioni visive, Bayona continua dritto per la propria strada, sempre più intenzionato a raccontare storie oscure e incentrate su accadimenti difficili da metabolizzare come può esserlo la morte di una persona cara.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/7_minuti_dopo_la_mezzanotte_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56120" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/7_minuti_dopo_la_mezzanotte_2-1024x428.jpg" alt="7_minuti_dopo_la_mezzanotte_2" width="1024" height="428" /></a></p>
<p>Si fatica a credere che le storie narrate dopo la mezzanotte accadano realmente: le ore buie proiettano la fiaba nel sogno e non si capisce se il gigantesco mostro (<strong>Liam Neeson</strong> nella versione originale) che emerge da un vecchio e imponente albero <em><strong>Sette minuti dopo la mezzanotte</strong></em> sia frutto dell&#8217;immaginazione del dodicenne Conor (<strong>Lewis MacDougall</strong>) oppure no. Eppure il ragazzo è convinto che il gigantesco albero antropomorfo alto 12 metri sia reale, soprattutto perché è stato a lui a evocarlo per sfuggire alla solitudine. E il mostro si presenta, puntuale ogni sera, alla finestra della sua cameretta a raccontare storie fantastiche che Conor ascolta, dimenticando per un attimo la malattia terminale della madre (Felicity Jones), la severità della nonna (<strong>Sigourney Weaver</strong>), la distanza emotiva e geografica del padre (<strong>Toby Kebbell</strong>) e il bullismo di cui è vittima a scuola. Senza tralasciare il fatto che ha stretto un patto col mostro: alla fine del ciclo di fiabe, toccherà a lui raccontare la sua &#8220;verità&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intera trama di <em><strong>Sette minuti dopo la Mezzanotte</strong> </em>(arricchita dalle splendide sequenze animate dale integrazioni di disegni e acquarelli di Jim Kay, già illustratore per Harry Potter) converge verso un esito finale che svela il significato profondo dei racconti notturni dell&#8217;albero. Ci si perde, come accade a Conor, tra ciò che sembra e ciò che è, tra la fantasia e la realtà, mentre si percepisce in modo tangibile tutta la fatica di crescere. È a quel punto che la mente può giocare brutti scherzi, iniziando a credere a bugie confortanti mentre conosce le dolorose verità che rendono necessarie quelle bugie. Niente è come sembra, dalle storie raccontate dal mostro a quello che accade al ragazzo, perché la verità non è mai una sola ed è complessa. Più di quanto immaginiamo. Sempre.<br />
Bayona è un maestro nel ricreare le atmosfere (perfetta la fotografia<strong> Oscar Faura</strong>) e i sentimenti del giovane protagonista imprigionato in una sorta di limbo, uno spazio ibrido della sua vita che sembra stringerglisi al collo togliendogli il respiro, e Lewis MacDougall è di una tenerezza disarmante nell&#8217;interpretarlo. Come anche il resto del cast, da nonna Sigourney Weaver a mamma Felicity Jones. E poi c&#8217;è il mostro, un essere inizialmente distaccato che si fa largo nella storia sempre più, fino a diventare l&#8217;elemento fondamentale nella crescita di Conor.<br />
È un mondo triste, quello di Bayona, sempre pieno di malinconia e di rimpianti, ma è anche un mondo autentico e primigenio in cui è sempre bello perdersi e ritrovarsi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>A Monster Calls: il teaser del film di Juan Antonio Bayona</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 07:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[A Monster Calls]]></category>
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		<description><![CDATA[Liam Neeson e Sigourney Weaver nel fantasy del regista spagnolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/MonsterCalls2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50915" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/MonsterCalls2.jpg" alt="MonsterCalls2" width="403" height="301" /></a></p>
<p>E&#8217; stato diffuso in rete il teaser trailer di <em><strong>A Monster Calls</strong></em>, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Patrick Ness (in Italia <em>Sette minuti dopo la Mezzanotte</em>) diretta da<strong> Juan Antonio Bayona</strong> (<em>The Impossible</em>,<em> The Orphanage</em>).</p>
<p>Il film, sceneggiato dallo stesso Ness e che sarà nelle sale americane a ottobre 2016, vede nel cast <strong>Liam Neeson</strong>, <b>Lewis MacDougall, Felicity Jones, Toby Kebbell</b>, e <b>Sigourney Weaver</b>.</p>
<p>&nbsp;<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/gznBvoDQYLI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi del libro:<em> Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l’orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l’entità fatta di tenebre, di vortici, di urla… No. Questo mostro è un po’ diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.</em></p>
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