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	<title>Movielicious &#187; Kim Rossi Stuart</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Tommaso</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 15:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Kim Rossi Stuart]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia73]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
Italia, 2016<br />
Regia: Kim Rossi Stuart<br />
Cast: Kim Rossi Stuart, Cristiana Capotondi, Camilla Diana, Jasmine Trinca<br />
Uscita: 8 settembre 2016<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_Cristiana_Capotondi_Kim_Rossi_Stuart_foto_dal_film_8.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53907" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_Cristiana_Capotondi_Kim_Rossi_Stuart_foto_dal_film_8.jpg" alt="Tommaso_Cristiana_Capotondi_Kim_Rossi_Stuart_foto_dal_film_8" width="650" height="370" /></a></p>
<p>C&#8217;è voluto un decennio netto dall&#8217;esordio registico di <em>Anche libero va bene</em> e dal suo inatteso trionfo per portare <strong>Kim Rossi Stuart</strong> a stendere il bilancio di una carriera fortunatissima ed eclettica costellata di riconoscimenti ed evoluzioni, un irresistibile percorso in crescendo che ha portato l&#8217;imberbe <em>ragazzo dal kimono d&#8217;oro</em> all&#8217;affermazione definitiva fra palcoscenico e cinema d&#8217;essai.</p>
<p>Dopo tre anni di relativa inattività e di semiritiro a vita privata, l&#8217;interprete romano decide di mettersi a nudo con le velleità autobiografiche di <em><strong>Tommaso</strong></em>, annoverando in prima persona un catalogo di paure, idiosincrasie e difficoltà intime e professionali cercando di esorcizzarle con il tono trasparente e schietto della confessione: il risultato, però, al di là dell&#8217;audacia e della buona fede, è uno sfrontato e incontrollato atto di narcisismo ai confini del suicidio artistico e umano con cui, consciamente o meno, Rossi Stuart si espone costantemente agli strali del ridicolo involontario e dell&#8217;irricevibilità, prodigandosi in una sorta di imitazione dei tic morettiani di <em>Sogni d&#8217;oro</em> privati della loro imprescindibile componente autoironica e del modello impossibile del labirintico immaginario femminile felliniano, di cui Rossi Stuart finisce solo per replicare il fondo misogino dimenticandosi di tutto il resto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53908" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Tommaso_1.jpg" alt="Tommaso_1" width="655" height="437" /></a></p>
<p>Si passa così attraverso un caravanserraglio di situazioni che oscillano fra il penoso (gli sbraiti del protagonista, che culminano in quel &#8220;sono un criceto&#8221; urlato a pieni polmoni già diventato cult), il pretenzioso (l&#8217;allucinazione durante il coma del prefinale, che risolve in una botta sola complesso materno negativo e ricerca del bambino interiore con una serie di simbolismi sfrenati) e l&#8217;imbarazzante (i degradanti incontri erotici con la giovane Sonia), trasformando un tentativo di autoanalisi in un risibile soliloquio sui massimi sistemi &#8211; la donna, la coppia, la famiglia, la vecchiaia, e via così &#8211; di cui lo stesso Rossi Stuart sembra essere l&#8217;unico possibile destinatario interessato, un discorso tanto chiuso e avvolto su se stesso da rasentare l&#8217;autismo.</p>
<p>Una spropositata catastrofe, inclassificabile tanto sul piano della scrittura, innaturale fino al nonsense, quanto su quello della messinscena, sciatta, sgraziata e sbrindellata come la peggior fiction, che rischia di gettare l&#8217;autore in un abisso profondissimo di indifferenza e isolamento.</p>
<p>Voto <strong>2</strong></p>
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		<title>Maraviglioso Boccaccio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 10:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[I fratelli Taviani portano sullo schermo un Decameron dalla confezione impeccabile ma poco licenzioso]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 26 febbraio 2015<br />
Regia: Paolo Taviani, Vittorio Taviani<br />
Con: Kim rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/maraviglioso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41399" title="maraviglioso" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/maraviglioso.jpg" alt="" width="500" height="274" /></a></p>
<p>A due anni dal trionfo berlinese con <em>Cesare deve morire</em>, <strong>Paolo e Vittorio Taviani</strong> tornano a imporsi come (f)autori dell&#8217;arte e della fuga.<br />
Se nella pellicola vincitrice dell&#8217;Orso d&#8217;oro, perfetto connubio di cinema e documentario umano e raffinato, l&#8217;arte veniva infatti vista come una forma di redenzione e la fuga, non ineluttabilmente fisica, un mondo di evasione necessario, anche in <em><strong>Maraviglioso Boccaccio</strong></em> questi due temi ricorrono, quasi a volerne sottolineare, ancora una volta, il valore salvifico, soprattutto in un momento di dolore.<br />
Per farlo gli autori di <em>Allosanfan</em>, <em>Padre padrone </em>e <em>Le affinità elettive </em>attingono ancora una volta dalla tradizione letteraria, in questo caso da uno dei testi fondamentali della nostra cultura, il <em>Decameron</em>, le cui novelle sono state più volte adattate per il cinema, (il primo film sull&#8217;opera di Boccaccio fu diretto e interpretato da Gennaro Righelli nel 1912) e il cui picco più alto è tuttora rappresentato dalla trasposizione che ne fece Pasolini nel 1971 (puntando tutto sull&#8217;aspetto vitalistico, libertario e culturalmente eversivo della raccolta e sfruttando al meglio le innovazioni linguistiche e di costume boccaccesche come strumento per squarciare il velo di ipocrisia e di moralismo che attanaglia la società).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/maraviglioso_boccaccio_la_peste.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41400" title="maraviglioso_boccaccio_la_peste" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/maraviglioso_boccaccio_la_peste.jpg" alt="" width="500" height="274" /></a></p>
<p>Completamente diverso, ma c&#8217;era da immaginarselo, l&#8217;approccio dei Taviani alle novelle predilige la strada del classicismo e del rigore stilistico e formale. Cinque compongono il loro <em>Maraviglioso Boccaccio</em>: quella di Messer Gentil de’Carisendi e Monna Catalina, di Calandrino e l’elitropia, dell’amore tra Ghismunda e Ghisardo contrastato dal padre di lei, della badessa e le brache del prete e di Federigo degli Alberighi e del suo fedele falcone. Le raccontano, alternandosi, dieci ragazzi, tre uomini e sette donne, in fuga dalla peste nera che sta divorando Firenze e dalla quale i giovani cercano di trovare scampo recandosi in una villa in campagna fuori dalle mura cittadine. I ruoli dei protagonisti delle novelle sono affidati a numerosi volti noti del cinema italiano (<strong>Kim rossi Stuart</strong>, <strong>Riccardo Scamarcio</strong>, <strong>Vittoria Puccini</strong>, <strong>Lello Arena</strong>, <strong>Paola Cortellesi</strong>, <strong>Carolina Crescentini</strong>, <strong>Kasia Smutniak</strong>, <strong>Jasmine Trinca</strong>, <strong>Michele Riondino</strong>), quelli dei giovani in fuga, da una rosa di &#8220;nuove proposte&#8221; del cinema italiano.</p>
<p>In un&#8217;opera che si fa traghettatrice del bello in ogni sua forma e in cui la cura del dettaglio rasenta la maniacalità (le location mozzafiato, la confezione degli abiti, il mobilio, i lini, i capelli intrecciati che incorniciano i volti botticelliani delle protagoniste), rimane sicuramente l&#8217;inizio la parte più riuscita: la peste che sta falcidiando la popolazione e disgregando il tessuto sociale della città viene infatti rappresentata in modo impeccabile dai Taviani. Poi la messa in scena compie una virata improvvisa e assume i connotati di uno sceneggiato televisivo. Il fil rouge del film è rappresentato dai giovani, sono loro i depositari della speranza contro ogni tipo di pestilenza, sia essa fisica che morale e su questo non possiamo che essere d&#8217;accordo, ma la scelta di affrontare il gigante Boccaccio senza un preciso punto di vista, rende la narrazione particolarmente stantia in alcuni tratti ed è un gran peccato. Perché la trasposizione del <em>Decameron</em> da parte dei Taviani poteva diventare il simbolo definitivo del connubio tra i due autori di San Miniato e la letteratura, connubio che si trova alla base del loro percorso artistico (celebre il loro legame con Tolstoj, Pirandello e Goethe), sempre coerente e affiatato, ma questa volta più per telespettatori che per spettatori.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Maraviglioso Boccaccio, il trailer del film dei fratelli Taviani</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 16:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paola Cortellesi, Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio e le altre stelle di Paolo e Vittorio, in sala]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/maraviglioso_boccaccio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40851" title="maraviglioso_boccaccio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/maraviglioso_boccaccio.jpg" alt="" width="500" height="312" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2014/06/03/olivia-musini-la-produttrice-in-cerca-di-storie-lintervista/" target="_blank"><em><strong>Maraviglioso Boccaccio</strong></em></a>, il nuovo atteso film di <strong>Paolo e Vittorio Taviani</strong>, arriverà in sala il 26 febbraio con un cast d’eccezione: <strong>Lello Arena, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Flavio Parenti, Vittoria Puccini, Michele Riondino, Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Jasmine Trinca, Josafat Vagni, Melissa Anna Bartolini, Eugenia Costantini, Miriam Dalmazio, Camilla Diana, Nicolò Diana, Fabrizio Falco, Beatrice Fedi, Ilaria Giachi </strong>e<strong> Barbara Giordano</strong>.</p>
<p>Lo sfondo, come vuole la tradizione, è quello della Firenze trecentesca colpita dalla peste che spinge dieci giovani a rifugiarsi in campagna e a impiegare il tempo raccontandosi delle brevi storie. Drammatiche o argute, erotiche o grottesche, tutte le novelle hanno in realtà un unico, grande protagonista: l’amore, nelle sue innumerevoli sfumature.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/GlCxgln82QA?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il film, prodotto da <strong>Donatella Palermo </strong>e<strong> Luigi Musini</strong>, è una produzione Stemal Entertainment, Cinemaundici e Barbary Films con Rai Cinema, ed è distribuito da Teodora Film.</p>
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		<title>Kim Rossi Stuart al lavoro a torso nudo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/10/21/kim-rossi-stuart-al-lavoro-a-torso-nudo/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 13:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Luchetti]]></category>
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		<category><![CDATA[Micaela Ramazzotti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia mitologica della mia famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con lui sul set del nuovo film di Daniele Luchetti, Micaela Ramazzotti e una due cavalli azzurra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart-open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28871" title="kim-rossi-stewart-open" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart-open.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Il Freddo di <em>Romanzo criminale</em> è tornato, e in gran forma, ma questa volta interpreta un marito in crisi. Le immagini dal set di <em>Storia mitologica della mia famiglia</em>, prossima pellicola diretta da Daniele Luchetti, ci mostrano, oltre al petto villoso di Kim, anche Micaela Ramazzotti con un nuovo taglio di capelli e una splendida due cavalli Citroën.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28872" title="kim-rossi-stewart1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart1.jpg" alt="" width="266" height="401" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28873" title="kim-rossi-stewart2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart2.jpg" alt="" width="266" height="401" /></a></p>
<p>Il film, che uscirà nel 2013, è ambientato a Roma nell’estate del 1968 e narra la crisi di una famiglia con la conseguente rottura del matrimonio, dopo che la moglie si innamora di un altro uomo. Il tutto visto con gli occhi di un bambino di dieci anni.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart-micaela-ramazzotti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28874" title="kim-rossi-stewart-micaela-ramazzotti" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/kim-rossi-stewart-micaela-ramazzotti.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
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		<title>Vallanzasca: Gli angeli del male</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 13:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Filippo Timi]]></category>
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		<category><![CDATA[Michele Placido]]></category>
		<category><![CDATA[Vallanzasca: Gli angeli del male]]></category>

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		<description><![CDATA[Romanzo criminale del bel René e della Banda della Comasina. Lo spaghetti gangster è servito.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2010)<br />
Uscita: 21 gennaio 2011<br />
Regia: Michele Placido<br />
Con: Kim Rossi Stuart, Filippo Timi, Paz Vega<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/27.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-18403" title="27" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/27.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Completamente ignorato da Tarantino durante la scorsa edizione del Festival di Venezia (d&#8217;accordo che era Fuori Concorso, ma qualche premio collaterale avrebbe potuto vincerlo), <em>Vallanzasca</em> arriva nelle sale. E lo fa con clamore, circondato dalle polemiche e seguendo in tutto e per tutto i modi cari al bel René, quello vero: affascinante, furbo, millantatore, violento e gentiluomo e con quel &#8220;lato oscuro un po&#8217; pronunciato&#8221;. Liberamente tratto da <em>Il fiore del male </em>di Carlo Bonini e Renato Vallanzasca e <em>Lettera a Renato</em> di Renato Vallanzasca e Antonella D&#8217;Agostino, il film di Placido ripercorre la vita del Boss della Comasina non tralasciando alcuni particolare della sua infanzia, che hanno contribuito non poco a farlo diventare ciò che è stato. 1985, Renato Vallanzasca, nato a Milano il quattro maggio 1950, è rinchiuso in una cella di isolamento nella casa circondariale di Ariano Irpino. Da lì ripensa la sua vita: la sua propensione per il crimine rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua combriccola di amici  libera una tigre da un circo. Poi si passa agli anni Settanta: Renato e la sua banda iniziano a farsi conoscere per i loro colpi, che poi vanno a smaltire nei locali in della Milano bene, tra donne, champagne e droga. L&#8217;incontro con Francis Turatello, boss incontrastato della malavita locale con cui Renato entra subito in conflitto, e il primo arresto di René, accusato di rapina a un furgone portavalori. La fuga da San Vittore e gli altri colpi messi a segno da lui e dalla sua banda, con il crescendo di efferatezza che le cronache dell&#8217;epoca riportano.</p>
<p>Placido si conferma regista di gangster movie all&#8217;italiana, dopo che cinque anni fa ci ha fatto ricordare uno dei periodi più bui della nostra storia recente con le gesta della Banda della Magliana. Il suo Vallanzasca è un crime movie a tutti gli effetti, che segue perfettamente la scia dei gangster movie d&#8217;oltreoceano senza cadere in scomodi paragoni. Di fatto Placido si impegna a restituire al pubblico la verità storica che riguarda il suo protagonista, farcendola un po&#8217; di elementi romanzeschi funzionali alla fluidità della sceneggiatura. La colonna sonora dei Negramaro funziona, irrompendo con sonorità moderne nelle inquadrature retrò in cui agiscono Vallanzasca e la sua banda, creando un valido connubio. Kim Rossi Stuart nei panni di Renato Vallanzasca (nonché autore della sceneggiatura insieme con Placido) è a una delle sue prove più interessanti. Non tanto perché ha imparato il milanese (anche perché il vero Renato nelle interviste che ha rilasciato, parla un italiano decisamente più forbito rispetto al simil dialetto con cui lo fa parlare Rossi Stuart), quanto per la capacità con cui gioca a far entrare dentro di sé i due aspetti fondamentali e contraddittori della personalità di Vallanzasca: violento ma generoso, despota ma educato, assassino ma guai a chi gli tocca la famiglia o i suoi compagni. Meno riuscita l&#8217;interpretazione di Filippo Timi nei panni di Enzo, l&#8217;amico d&#8217;infanzia di René: superfluamente scatenata e sovrabbondante.</p>
<p>E le polemiche? Hanno accompagnato il film sin da quando è stato presentato a Venezia, e non accennano a diminuire. Giusto o sbagliato che sia, di fatto Placido torna a parlare di un personaggio scomodo, a capo di una banda responsabile di più di settanta rapine,  quattro sequestri di persona, dell&#8217;uccisione di quattro poliziotti, di un impiegato di banca e di un medico, e nel film, in carcere, della barbara uccisione di Massimo Loi, un ragazzo sospettato di tradimento. Certo Vallanzasca non è uno stinco di santo, ma il punto allora è: solo le storie con eroi buoni valgono la pena di essere raccontate? In Francia <em>Nemico pubblico n° </em>1, in cui Vincent Cassel interpretava il gangster francese Jacques Mesrine, vincitore di tre premi César, è stato un film particolarmente apprezzato sia in territorio nazionale che all&#8217;estero. Così come <em>Carlos</em>, il biopic di Olivier Assayas sul terrorista mercenario Ilich Ramírez Sánchez. Insomma, ogni paese ha delle pecore nere nella propria storia, non per questo le loro storie non meritano un racconto. Soprattutto se è ben confezionato come lo è il Vallanzasca di Palcido. Peccato solo che perda un po&#8217; nel confronto con<em> Romanzo Criminale</em> nella consistenza dei personaggi di contorno. La pellicola gira intorno alla figura di Renato, ed è giusto che sia così, ma la coralità con cui erano stati delineati i quattro della Banda della Magliana, in Vallanzasca non si raggiunge. Ed è un peccato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2011/01/17/vallanzasca-secondo-kim-rossi-stuart-e-filippo-timi/">Qui</a> trovate le nostre interviste a Kim Rossi Stuart e Filippo Timi.</p>
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