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	<title>Movielicious &#187; Laura Linney</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Sully</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 17:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Torino Film Festival 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[Tom Hanks rientra nei panni dell'eroe solo contro tutti, questa volta per Clint Eastwood. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2016)<br />
Uscita: 1 dicembre 2016<br />
Regia: Clint Eastwood<br />
Con: Tom Hanks, Laura Linney, Anna Gunn, Aaron Eckhart<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Sully.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54591" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Sully.jpg" alt="Sully" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Gran parte della carriera di <strong>Clint Eastwood</strong>, già dai tempi de <em>Lo straniero senza nome</em>, può riassumersi nel conflitto fra l&#8217;iniziativa del singolo e l&#8217;ottusità dell&#8217;establishment, un colpo di frusta assestato contro la debolezza della società civile e l&#8217;ipocrisia della convenzione. Dal revisionismo anarcoide de <i>Il texano dagli occhi di ghiaccio </i>alla crociata anti-istituzionale de <em>Il cavaliere pallido</em>, dalla corsa disperata di<i> Un mondo perfetto</i> alla rivincita degli emarginati di <em>Million Dollar Baby</em>, la sua produzione ha visto (e vede tutt&#8217;ora) nell&#8217;impulso individuale, quasi sempre contrapposto all&#8217;oppressione legittimata &#8211; ora esplicitamente politica, ora diffusamente sociale &#8211; del sistema dominante, l&#8217;epicentro morale e narrativo delle proprie storie e dei propri personaggi, perlopiù combattenti solitari guidati da un&#8217;inarrestabile senso di giustizia.</p>
<p>Ora suggellata dall&#8217;acclamazione e dal trionfo &#8211; il sergente Highway di <em>Gunny</em>, gli arzilli astronauti di terza fascia di <em>Space Cowboys</em> &#8211; ora dietro una mesta, insignificante vittoria che, sotto sotto, cela la sconfitta &#8211; il William Munny de <em>Gli spietati</em>, i commilitoni dimenticati di <em>Flags of Our Fathers</em> -, il percorso dell&#8217;ottuagenario cineasta californiano è sostanzialmente una pluridecennale esegesi dell&#8217;Eroe Americano attraverso la Storia, dai cattivi umori della recessione carteriana di <em>Bronco Billy</em> all&#8217;edonismo reaganiano di <em>Firefox</em>, dall&#8217;ipocrisia clintoniana di <em>Potere assoluto</em> fino alle speranze infrante della presidenza Obama di <em>Gran Torino</em>.</p>
<p>Ed è proprio a partire da quest&#8217;ultimo, testamento spirituale e punto di non ritorno della poetica del suo autore, che qualcosa sembra drasticamente cambiato: dall&#8217;agiografia di <em><a href="http://www.movielicious.it/2010/02/25/invictus/" target="_blank">Invictus</a> </em>al posticcio chiaroscuro di <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/12/29/j-edgar/" target="_blank">J. Edgar</a></em>, culminando con il becero propagandismo di <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/12/30/american-sniper/" target="_blank">American Sniper</a></em>, l&#8217;antieroismo eastwoodiano ha smarrito via via il suo tratto caratteristico, quella problematicità di fondo capace di dare vita a una disamina morale fatta di sfumature e di contraddizioni.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/sully.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54593" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/sully.png" alt="sully" width="780" height="503" /></a></p>
<p><em><strong>Sully</strong></em>, prevedibilmente, è quindi l&#8217;ultima tappa di una nuova fase celebrativa che al beneficio del dubbio preferisce la facile consolazione della sentenza, un discorso irrefutabile che non devia mai verso la possibilità, anzi, il valore dell&#8217;incertezza. Gli strascichi esistenziali e giuridici del pilota civile Chesley Sullenberg (<strong>Tom Hanks</strong>) a seguito di una sua azzardata ma pienamente riuscita manovra d&#8217;emergenza &#8211; quel &#8220;miracolo sull&#8217;Hudson&#8221; che scosse e appassionò mezza New York nel gennaio 2009 &#8211; vorrebbero proporsi come una parabola sull&#8217;importanza del fattore umano e sul suo ruolo determinante nell&#8217;imprevedibilità del quotidiano, ma finisce per limitarsi a ribadire, senza la sensibilità, l&#8217;intelligenza e soprattutto l&#8217;ambiguità di un tempo, le solite tesi libertariane alla base del pensiero di Eastwood, trasformatesi nel frattempo nell&#8217;elogio incondizionato &#8211; e per certi versi pure santificante &#8211; dell&#8217;azione singolare come antidoto all&#8217;incompetenza della classe dirigente.</p>
<p>È il riflesso di una nuova epoca di cui il regista di <em>Bird</em>, da outsider che fu, si ritrova oggi non solo il più rappresentativo degli alfieri, ma anche il vero e proprio maitre à penser, l&#8217;esplosione di quella carica revanscista che, nel brodo di cottura di quasi una decade di ribollente opposizione e con i primi vagiti dell&#8217;Era Trump, ha infuso nuova linfa al suo cinema, banalizzandolo e facendolo girare a vuoto. Basti pensare agli antagonisti, figurine unidimensionali in tenuta da burocrate &#8211; nello specifico, la commissione di inchiesta della National Transportation Safety Board &#8211; su cui il protagonista<br />
facilmente impone le proprie ragioni, o al tentativo, volenteroso ma impacciato, di attorniare la vicenda principale con quell&#8217;America autentica, ovviamente bianca e nazionalpopolare, (quella che, in fin dei conti, è stata decisiva la scorsa settimana nel riconsegnare<br />
il Paese ai repubblicani), abbozzando sottotrame e situazioni che non vanno da nessuna parte.</p>
<p>Hanks, incanutito e raggrinzito quanto basta per fungere da alter ego del vecchio Clint, è d&#8217;altro canto una scelta di casting funzionale e programmatica che, sulla carta, intenderebbe riconfermarlo, dopo<a href="http://www.movielicious.it/2015/12/12/il-ponte-delle-spie-recensione/" target="_blank"> <em>Il ponte delle spie</em></a>, nelle vesti di classico paladino dell&#8217;<em>american way of life</em> à la James Stewart dei nostri giorni, ma che, negli effetti, patisce i limiti di un personaggio monocorde e noioso dalla vaga aurea cristologica. E di certo non aiuta il fatto che a firmare lo script, basato sulle memorie dello stesso Sullenberger, sia un cristiano rinato saltuariamente prestato al cinema come <strong>Todd Komarnicki</strong>, che nell&#8217;arco di una risicata ora e mezza (record di brevità per il regista, abituato a prendersi i suoi tempi superando le due ore) rimane in superficie tanto nella sezione dedicata all&#8217;incidente &#8211; nulla che non si sia già visto in un film assai più complesso come <em>Flight</em>), tanto in quella giudiziaria, statica e protocollare fino all&#8217;anonimità, capace di riassumere nell&#8217;affrettatissima chiosa, una spiritosata con cui il co-pilota (<strong>Aaron Eckhart</strong>) suggella il processo, seguita da un&#8217;immediata dissolvenza in nero, quanto arrogante e facilone si siano fatti il linguaggio e la filosofia dell&#8217;Eastwood autore.</p>
<p>Fa male dirlo, ma, soprattutto oggi, questo è il cinema americano di cui meno abbiamo bisogno.</p>
<p>Voto <strong>5</strong></p>
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		<title>Genius</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/11/08/genius-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 09:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jude Law e Colin Firth sono Thomas Wolfe e il suo editore nella teatralissima prima regia di Michael]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, UK 2016)<br />
Uscita: 10 novembre 2016<br />
Regia: Michael Grandage<br />
Con: Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuzione: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Genius_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-54511" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Genius_1.jpg" alt="Genius_1" width="650" height="287" /></a></p>
<p>Il debutto alla regia di <strong>Michael Grandage</strong> (un nome di assoluto rilievo del teatro inglese, che ha diretto la Donmar Warehouse fino al 2012 ed è attivo con una sua compagnia) è un film che ce la mette tutta per staccarsi dal linguaggio teatro che il suo autore si porta inevitabilmente dietro, ma che non riesce a spiccare il volo e a farsi largo all&#8217;interno di un medium differente, che ha fatto della dinamicità la sua peculiarità più rappresentativa.<br />
Basato sulla biografia <em>Max Perkins: Editor of Genius</em> di Scott Berg e adattato per lo schermo da<strong> John Logan</strong> (lo sceneggiatore di <a href="http://www.movielicious.it/2012/10/26/skyfall/" target="_blank"><em>Skyfall</em>)</a>, <em><strong>Genius</strong></em> si affida prevalentemente alle prove dei suoi protagonisti, con un <strong>Colin Firth</strong> (nei panni del celebre editor Max Perkins) che ne esce sicuramente meglio di un sovraeccitato <strong>Jude Law</strong> nei panni dello scrittore Thomas Wolfe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Genius_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54512" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Genius_2.jpg" alt="Genius_2" width="655" height="368" /></a></p>
<p>Max Perkins ha curato per anni le edizioni di tutti i classici della letteratura americana degli anni Venti, da Francis SCott Fitzgerald a Ernest Hemingway, perfezionando e limando i loro romanzi affinché risultassero perfetti una volta sul mercato. Un giorno, inaspettatamente, si presenta alla sua porta uno scrittore dalla spiccata personalità, <strong>Thomas Wolfe</strong>, in possesso di un lunghissimo manoscritto intitolato <em>Angelo, guarda al passato.</em> Tra i due nascerà un rapporto di profonda amicizia, inizialmente incoraggiata e successivamente ostacolata dalle rispettive famiglie, che li accompagnerà per molti anni.</p>
<p>I personaggi di Grandage si muovono sullo sfondo di una New York dai toni seppia, su scenografie che sembrano quinte di un teatro, in un&#8217;opera che non fa mistero di voler puntare tutto sui suoi protagonisti. Ma se la pacatezza e il rigore formale di un Colin Firth che ha giustamente impostato il suo Max Perkins lavorando di sottrazione, rimangono una delle cose più riuscite di <em><strong>Genius</strong></em> (anche <strong>Nicole Kidman</strong> se la cava nei panni di Aline Bernstein, folle musa e amante di Wolfe), la straripante prova di Jude Law riesce a rovinare anche quelle poche scene che avrebbero potuto staccarsi dal rigido impianto per dare la possibilità alla storia di volare un po&#8217;.<br />
Thomas Wolfe, con i suoi testi fiume e i romanzi dall&#8217;ambizione folle da autore eccessivo e indisciplinato, costantemente intrappolato in una gabbia di smania creativa, era indubbiamente un personaggio traboccante e completamente fuori dagli schemi, ma quel produttore torrenziale di pagine, romantico nel senso più stretto del termine, in <em><strong>Genius</strong></em> finisce quasi per diventare una macchietta.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Il trailer di Genius con Jude Law e Colin Firth</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 10:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[Michael Grandage racconta l'amicizia tra lo scrittore Thomas Wolfe e l'editore Max Perkins.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Genius.jpg"><img class="size-full wp-image-54221" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Genius.jpg" alt="7X2A4831.cr2" width="1000" height="675" /></a></p>
<p>La <em>Eagle Pictures</em> ha diffuso il trailer italiano di <em><strong>Genius</strong></em>, opera prima di <strong>Michael Grandage</strong> incentrata sul rapporto di amicizia tra lo scrittore Thomas Wolfe (<strong>Jude Law</strong>) e l’editore Max Perkins (<strong>Colin Firth</strong>).</p>
<p><span lang="it">Basato sulla biografia <em>Max Perkins: Editor of Genius</em> di A. Scott Berg, la pellicola racconta la controversa amicizia lavorativa tra due. </span><span title="(Firth).">Perkins è uno degli editori letterari più conosciuti e rispettati di tutti i tempi. Nella sua lunga carriera ha infatti scoperto talenti letterari del calibro di </span>Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway. Wolfe fu invece uno scrittore che trovò fama e successo già in giovane età.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/OLBWqYEEBys" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nel cast di <em><strong>Genius</strong></em>, che sarà presentato all&#8217;11° edizione della <strong>Festa del Cinema di Roma</strong> nei prossimi giorni e nelle sale dal 10 novembre,  ci sono anche <strong>Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce </strong>e<strong> Dominic West</strong>.</p>
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		<title>Sully: la prima immagine del film di Clint Eastwood</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/29/sully-la-prima-immagine-del-film-di-clint-eastwood/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 17:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tom Hanks, Aaron Eckhart e Laura Linney nella pellicola in arrivo a settembre negli States.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53415" style="width: 690px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Hudson.jpg"><img class="wp-image-53415 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Hudson.jpg" alt="Hudson" width="680" height="380" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine scattata subito dopo l&#8217;ammaraggio del volo US Airway 1549 sul fiume Hudson</p></div>
<p>Arriverà nei cinema americani il 9 settembre <em><strong>Sully</strong></em>, il nuovo film diretto da <strong>Clint Eastwood</strong>. Nei panni del protagonista, <strong>Tom Hanks</strong> nel ruolo del Capitano Chesley &#8220;Sully&#8221; Sullnberger, che nel 2009 divenne improvvisamente un eroe, quando realizzò un miracoloso ammaraggio di emergenza sul fiume Hudson, a New York, riuscendo a riprendere il controllo del volo US Airway 1549 messo in difficoltà da uno stormo di uccelli che colpì il motore dell&#8217;aereo poco dopo il decollo dall&#8217;aereoporto LaGuardia, e riuscendo a salvare tutti i 155 passeggeri. Qui in basso, la prima immagine ufficiale del film, pubblicata da <em>People</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Sully_Movie.jpg"><img class="alignnone wp-image-53416" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Sully_Movie.jpg" alt="Sully_Movie" width="650" height="488" /></a></p>
<p>La sceneggiatura, tratta dal libro libro <em>Highest Duty: My Search for What Really Matters, </em>è stata scritta da <strong>Todd Komarnicki</strong>. Nel cast di <em><strong>Sully</strong></em>, anche <strong>Aaron Eckhart</strong>, nei panni del co-pilota di Sullenberger, e <strong>Laura Linney</strong> in quelli di Lorraine Sullenberger.</p>
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		<title>Mr. Holmes &#8211; Il mistero del caso irrisolto</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 06:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Bill Condon]]></category>
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		<category><![CDATA[Milo Parker]]></category>
		<category><![CDATA[Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ian McKellen in un'insolita versione nonagenaria del detective londinese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Mr. Holmes, USA-U.K. 2015)<br />
Uscita: 19 novembre 2015<br />
Regia: Bill Condon<br />
Con: Ian McKellen, Milo Parker, Laura Linney<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Videa-CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50868" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_1.jpg" alt="Mr_Holmes_1" width="794" height="441" /></a></p>
<p><em>&#8220;I&#8217;ve spent much of my life outrunning the past, and now it floods all over me&#8221; </em>&#8211; <em>Demoni e dei</em></p>
<p>Archiviata la parentesi puramente alimentare del <a href="http://www.movielicious.it/2012/11/14/the-twilight-saga-breaking-dawn-parte-2/" target="_blank">capitolo conclusivo della saga di <em>Twilight</em> </a>e metabolizzato brutalmente il disastro de <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/10/24/il-quinto-potere/" target="_blank">Il quinto potere</a></em>, alla carriera altalenante e mai pienamente decollata di un onesto mestierante come <strong>Bill Condon</strong> serviva quanto mai urgentemente un impellente ritorno sui propri passi, un contesto più personale e congeniale rispetto alle prestazioni di mercenariato successive all&#8217;exploit di <em>Dreamgirls</em>.</p>
<p>In questo senso, <em><strong>Mr. Holmes &#8211; Il mistero del caso irrisolto</strong></em><strong> </strong>altro non è che la riproposizione remissiva e conciliante dell&#8217;apparato del precedente <em>Demoni e dei</em>, complice la convergenza tanto tematica, dalla necessità della bugia come antidoto contro la banale miseria dei fatti alla riflessione sul binomio malattia/vecchiaia &#8211; già parole chiave della lettera d&#8217;addio di James Whale &#8211; quanto personaggistica, con la rassegnazione della senilità a confrontarsi con il richiamo della coscienza (la burbera governante che fu di Lynn Redgrave qui &#8220;reinterpretata&#8221; da <strong>Laura Linney</strong>), con il potere rinvigorente della gioventù (il risveglio dionisiaco provocato dall&#8217;attrazione per il prestante giardiniere interpretato da Brendan Fraser, qui traslato nell&#8217;innocua, zuccherosa confidenza transgenerazionale con il piccolo Roger) e, per estensione, con l&#8217;ombra di un passato che incombe ipocrita e posticcio a coprire verità inconfessate (la maschera meschina dello star system della Hollywood anni &#8217;30 come la leggenda iconica edulcorata e fasulla alimentata dagli aggiustamenti e dagli abbellimenti delle cronache di Watson).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50869" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_2.jpg" alt="Mr_Holmes_2" width="656" height="343" /></a></p>
<p>A esplicitare ulteriormente il parallelo è la scelta di affidare nuovamente il ruolo a <b>Ian McKellen</b>, chiamato a impersonare un&#8217;insolita versione nonagenaria del detective londinese con la stessa cosmica desolazione che affliggeva il papà del Frankenstein della Universal. Ma il risultato, curioso sulla carta, si ferma ai buoni propositi: un conto è infatti il lavoro di decostruzione del genere e del mito come quello operato, per citare l&#8217;esempio più clamoroso ed efficace, da Robert Altman sul Marlowe de <em>Il lungo addio</em>, un altro è invece l&#8217;incapacità di coglierne l&#8217;essenza, riducendone le peculiarità alla semplice apparenza e al feticismo.</p>
<p>Al coraggio di rinunciare, con l&#8217;alibi dell&#8217;integrità filologica, agli elementi superficiali del personaggio (gli immancabili <em>paraphernalia </em>come la pipa e il berretto da cacciatore, a dire il vero quasi assenti nella pagina scritta) e al nutrito universo dei suoi comprimari (Watson e il fratello Mycroft sono presenze praticamente fantasmatiche) non fa eco un tratteggio sufficientemente forte da garantire l&#8217;identificazione del protagonista con la statura dell&#8217;eroe letterario.<br />
Detto più semplicemente, nonostante il mestiere di McKellen, a mancare sono proprio la personalità e lo spirito dello stesso Holmes, gli elementi che hanno contribuito a distinguerlo da decine di suoi succedanei (e il fatto che il film, a differenza del romanzo di partenza, abbia bisogno di ribadirne l&#8217;identità nel titolo suona come l&#8217;esigenza di un guitto di terza categoria di annunciare il nome della celebrità che si appresta a imitare).</p>
<p>Colpa soprattutto dell&#8217;intreccio, spezzettato su tre piani temporali autonomi, lontanissimo dalle suggestioni e dalle atmosfere dei classici e tristemente vicino ai territori della fanfic (il &#8220;caso irrisolto&#8221; di cui si fa cenno, in particolare, sembra provenire dalle <em>ghost stories</em> di Henry James e non dai gialli di Doyle), preoccupato maggiormente di tirare le fila del racconto, con il solito trionfo del valore benefico della menzogna e un lieto fine che più rassicurante non si potrebbe, che non di delinearlo, rendendo Holmes nulla di più di un mero espediente narrativo senza il quale la storia perderebbe ogni motivo di interesse. In nome di un ecumenico &#8220;cinema della nonna&#8221;, Condon privilegia il lato piattamente umano delle vicende, mettendo al centro lo stracco tòpos della redenzione del vecchio fatalista ad opera della vitalità del bambino (aspetto reso ancor più molesto dalla caratterizzazione innaturale del dodicenne <strong>Milo Parker</strong>, <em>child actor</em> di rara antipatia) e centellinando gli spunti più affascinanti, come l&#8217;episodio di puro metacinema in cui Holmes, già in pensione, scopre con sdegno i romanzatissimi adattamenti per il grande schermo delle sue precedenti avventure.</p>
<p>Spogliato tanto del mistero e della tensione della tradizione romanzesca quanto dell&#8217;intenzione di indagare in profondità nello scontro e nella coesistenza tra realtà e finzione, <em>Mr. Holmes</em> si accontenta di fluttuare in una docile dimensione da <em>feel good movie </em>bucolico che restituisce allo spettatore le stesse certezze che aveva all&#8217;inizio e che lo adagia nella più blanda, inoffensiva convenzione. Per una visione davvero radicale e demistificante dell&#8217;investigatore di Baker Street, più che alla riduzione fracassona di Guy Ritchie o all&#8217;inflazionata miniserie firmata BBC, consigliamo di rivolgersi al sottovalutato divertissement <em>Senza indizio </em>o, meglio, all&#8217;elegante malinconia di <em>Vita privata di Sherlock Holmes</em> di Billy Wilder.</p>
<p>Voto 4</p>
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