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	<title>Movielicious &#187; Lincoln</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Spielberg presidente di giuria a Cannes</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 12:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
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		<category><![CDATA[Steven Spielberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo Nanni Moretti tocca al regista di E.T. guidare i giurati nell'assegnazione della Palma d'Oro.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/spielberg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-31057" title="spielberg" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/spielberg.jpg" alt="" width="277" height="315" /></a></p>
<p>Uscito moralmente sconfitto dalla Notte degli Oscar 2013 che ha premiato il suo <em>Lincoln</em> (che si è presentato con 12 nomination) solo, si fa per dire, con due riconoscimenti alla scenografia e a Daniel Day-Lewis, Spielberg ora può smettere di tenere il broncio. La direzione del Festival di Cannes ha infatti appena annunciato che sarà lui il presidente della Giuria, nell&#8217;edizione 2013 che si terrà dal 15 al 26 maggio.<br />
&#8220;La mia ammirazione per il modo granitico con cui il Festival difende il cinema internazionale è totale &#8211; ha dichiarato il regista, in un comunicato ufficiale. Dal momento che Cannes è il più prestigioso di tutti i festival, questo gli permette di perseverare nell&#8217;affermazione del cinema come un&#8217;arte che trascende le culture e le generazioni&#8221;. Dopo il nostro Nanni Moretti, il testimonial passa dunque al papà di Indiana Jones e di <em>E.T.</em> premiato a Cannes nel 1974 quando vinse il premio della sceneggiatura per <em>Sugarland Express</em>.</p>
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		<title>Lincoln</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 19:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Day-Lewis]]></category>
		<category><![CDATA[Lincoln]]></category>
		<category><![CDATA[Sally Field]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Spielberg]]></category>
		<category><![CDATA[Tommy Lee Jones]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cast da Oscar per il resoconto preciso, necessario e politico degli ultimi mesi di vita del 16° Presidente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2012)<br />
Uscita: 24 gennaio 2013<br />
Regia: Steven Spielberg<br />
Con: Daniel Day-Lewis, Sally Field, Tommy Lee Jones<br />
Durata: 2 ore e 30 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/lincoln.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30412" title="lincoln" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/lincoln.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mondo, e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta. Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa, e lo so anch&#8217;io</em>&#8220;. (<em>Il Divo</em>)</p>
<p>L&#8217;uomo del 2013 si riscatta dal ruolo di schiavo, se ne affranca senza mezze misure, ne ripudia le mortificazioni e si reinventa uomo libero nonostante un contesto storico-sociale faccia tutto il possibile per impedirlo.<br />
Non si tratta, a differenza della scorsa stagione, di gioghi allegorici, individuali e arbitrari come l&#8217;ipersessualità di Shame, le norme socioreligiose di Una separazione o l&#8217;autorità paterna di The Tree of Life, ma di qualcosa di ben più preciso e inoppugnabile, di una schiavitù che si fa meno astratta e che diventa schiavismo: l&#8217;abbiamo trovato nelle ghignanti guasconate di <em>Django Unchained</em> o nelle note altisonanti e pompose del Jean Valjean de <em>Les Misérables</em>, presto ne avremo traccia nel tribalismo del canadese <em>War Witch</em> e, soprattutto, nel ritorno di Steve McQueen dietro la macchina da presa con l&#8217;ambiziosissimo <em>Twelve Years a Slave</em>.</p>
<p>A ergersi sui divertissements e sulle sovrastrutture finzionali ci ha pensato quest&#8217;anno la rigorosa, formale lezione di storia che Steven Spielberg ha deciso di incentrare sul più emblematico e irreprensibile Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America e sulle battaglie fronteggiate dal Partito Repubblicano per porre fine dogmaticamente e una volta per tutte alla supremazia bianca tanto negli Stati dell&#8217;Unione quanto nei territori riconquistati dei ribelli confederati.</p>
<p>Lontano dal tradizionale cursus honorum di Abramo Lincoln o dall&#8217;aneddotica mitografica di Alba di gloria, l&#8217;approccio di Spielberg tralascia licenze drammatiche o speculazioni biografiche per concentrarsi su uno spassionato impianto saggistico dove la concessione al racconto è rara e giustapposta quasi a forza: dopo le mistificazioni romantiche e stucchevoli del malriuscito <em>War Horse</em>, la guerra si riaffaccia nel suo degradante, paritario, fangoso realismo, ma è solo questione di minuti perché il campo di battaglia si sposti dal fronte ai salotti, perché l&#8217;arma di riferimento non sia più il fucile ma la parola: dal momento che il Presidente entra in scena, di spalle, assiso su una panca come il suo equivalente marmoreo al Lincoln Memorial, prefigurazione iconica del monumento che sarà, la guerra rimarrà sullo sfondo, come un alibi, un&#8217;ombra, il male necessario, sofferto, opprimente per il conseguimento del giusto. E&#8217; un discorso che sembra venire dritto dai sospetti più o meno leciti di guerrafondismo di Salvate il soldato Ryan, ma che si colora qui di sfumature meno approssimative e soprattutto di un&#8217;intensa, tormentosa ambiguità: il fine che giustifica i mezzi &#8211; tema presente anche nei contemporanei <em>Zero Dark Thirty</em> e, per certi versi, in <em>Argo</em> &#8211; non è più l&#8217;acrimoniosa, machista reazione di un&#8217;America post-9/11 (cfr. <em>Black Hawk Down</em>), ma una conclusione tanto dolorosa quanto inevitabile, in quanto foriera di questioni morali insolubili.</p>
<p>Il <em>Lincoln</em> di Spielberg &#8211; anzi, meglio, dello sceneggiatore ultra-liberal Tony Kushner &#8211; ancorché ben lungi dal raggiungere carature elisabettiane e dal trasformarsi in una figura nettamente controversa, è disposto a ricorrere alla compravendita, all&#8217;inganno, al machiavellismo, ma non con le finalità ad personam dei suoi equivalenti contemporanei, bensì per il raggiungimento di uno status quo superiore, e pare addirittura consapevole di una fine incombente, quasi martirizzante, trascinato nei suoi progetti dall&#8217;impellenza e dalla fretta di chi sa che gli è rimasto poco da vivere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/lincoln2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30414" title="lincoln2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/lincoln2.jpg" alt="" width="500" height="287" /></a></p>
<p>Risulta così fuori luogo interrogarsi dietrologicamente sulle reali intenzioni dello Zio Abe, sul peso effettivo del tredicesimo emendamento nella vita quotidiana di una popolazione a nettissima maggioranza bianca, quando la Guerra Civile Americana e i suoi protagonisti, nella loro caratterizzazione, finiscono per essere più archetipi che personaggi, incarnazioni tradizionali e convenzionali &#8211; come i soggetti biblici della pittura rinascimentale &#8211; di cui ci si serve per parlare dell&#8217;oggi, dell&#8217;impossibile esistenza di un bene assoluto, della necessità lancinante del compromesso, lo stesso a cui, esemplarmente, scende lo strenuo oppositore dello schiavismo Thaddeus Stevens (un ottimo Tommy Lee Jones), costretto a ridimensionare le proprie posizioni nella speranza che il provvedimento passi.</p>
<p>E&#8217; anche vero che l&#8217;autore de Il colore viola, seppur narratore perfetto, a volte non sappia resistere alla sferzata retorica, come quando, invece di filmare l&#8217;esito della votazione restando sulla sintetica, eloquentissima, serena solitudine di Lincoln rintanato nel suo studio mentre fuori si scatena il giubilo, alla fine preferisce renderci inutilmente partecipi del trionfo, o come quando, subito dopo, con tanto di enfatico motivo di John Williams in sottofondo &#8211; fra le più scomode eredità dello Spielberg più tronfio &#8211; ci viene mostrata la piccola celebrazione privata di Stevens e della sua governante/compagna afroamericana Lydia Smith. Sono piccole sbavature, sia chiaro, ma che, insieme ad altre, contribuiscono a indebolire &#8211; non diversamente dal monologo finale di Liam Neeson in <em>Schindler&#8217;s List</em> &#8211; l&#8217;apparato sobrio e già notevolmente denso di Lincoln: è lo Spielberg più maturo, più sostanziale e meno faceto &#8211; quello di Munich, per intenderci -, e di conseguenza è anche lo Spielberg che rischia di più e che può suscitare i maggiori dissensi, ma che ha molto più senso del bambinone dell&#8217;ultimo Indiana Jones o di <em>Tintin</em>.</p>
<p>Se quindi possono apparire sfiancanti quasi centocinquanta minuti prettamente parlati, è proprio in questo linguaggio dell&#8217;intelligenza che si rivela la grandezza del film, cui il cineasta di Cincinnati infonde soprattutto il proprio mestiere più che la propria &#8211; a questo punto piuttosto discorde &#8211; poetica, e per certi versi è bene che sia così: è un cinema in via di estinzione, l&#8217;ultimo baluardo del classicismo dei Ford e dei Capra che, a costo di rivelarsi anacronistico (specie nella fotografia del solito Janusz Kaminski, tutta aure e chiaroscuro), conferma di avere molto più da dire dei post-moderni, sterili coevi massacri tarantiniani.</p>
<p>Trascinato dal superbo, ricchissimo script di Tony Kushner, che riduce considerevolmente le consuete tentazioni manichee del regista de Lo squalo ed offre ad ogni personaggio la sua porzione di luce ed ombra, il cast è sfruttato al meglio, a partire da un David Strathairn meticoloso e sussiegoso nei panni del Segretario di Stato William Seward, autentico grillo parlante del Presidente, passando per un vegeto e agguerrito Hal Holbrook, che fu Lincoln in una riduzione televisiva degli anni Settanta e che qui invece interpreta l&#8217;influente, paterno politico repubblicano Francis Preston Blair, senza dimenticare un inedito, grossolano James Spader, che ruba la scena nel ruolo spassosamente sopra le righe del lobbista William N. Bilbo. Venendo al contributo di Daniel Day-Lewis, su cui si sono spesi elogi ancor prima che le riprese partissero, ogni aggiunta appare superflua: mimetizzatosi maniacalmente e giunto a combaciare psicosomaticamente al profilo del presidente americano, il prossimo vincitore del Premio Oscar per la miglior interpretazione maschile non si abbandona a birignao e scene madri ma, sul livello della leggendaria interpretazione di Raymond Massey, conferisce al Presidente americano tutte le contraddizioni, i conflitti e gli affanni che fino ad oggi gli erano stati plenariamente negati, non, come sarebbe facile intuire, un protagonista assoluto, ma la prospettiva sfaccettata ai limiti del cubismo di un idolo fino ad oggi considerato intoccabile.</p>
<p><em>Lincoln</em>, in definitiva, non è la celebrazione agiografica che era lecito aspettarsi, ma un pregevole, sagace esercizio di dialettica cinematografica dove il linguaggio della fiction e le fondamenta della non-fiction raggiungono un equilibrio sopraffino, forse il punto più alto e sorprendentemente audace toccato dall&#8217;arte di Spielberg negli ultimi quindici anni, di sicuro un esperimento tutt&#8217;altro che fallito che richiede impegno, dedizione e una naturale predisposizione a lasciarsi investire dalle parole.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
<p>Recensione a cura di Andrej Bosco<br />
<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a></p>
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		<title>Doppiaggio? No, grazie</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 15:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco perché guardare i film in lingua originale è molto meglio che vederli doppiati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/casablanca.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30308" title="casablanca" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/casablanca.jpg" alt="" width="500" height="326" /></a></p>
<p>Avete mai sentito la voce di Humphrey Bogart, ad esempio in <em>Casablanca</em>? Non quella dell&#8217;edizione italiana, in cui l&#8217;attore viene doppiato da Bruno Persa, ma la vera voce di Bogart? Ecco la scena finale del film diretto da Michael Curtiz nel 1942.</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pa-dGYjSq5k?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/pa-dGYjSq5k?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p>E questa è la stessa scena doppiata, con le voci di Bruno Persa e di Giovanna Scotto, su quella Ingrid Bergman. Le differenze sono evidenti e saltano tanto agli occhi quanto alle orecchie.</p>
<p><object width="420" height="315"><param name="movie" value="//www.youtube.com/v/_Wl9p12hXOU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="//www.youtube.com/v/_Wl9p12hXOU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p>Ma come, e soprattutto per quale motivo è nata l&#8217;esigenza di dover <strong>doppiare gli attori</strong>? Se ci pensate un attimo il far parlare qualcuno in una lingua diversa dalla propria e in più con una voce di un altro, non è affatto un passaggio lineare, ma piuttosto qualcosa di &#8220;contorto&#8221; e assolutamente indotto. Per dare una spiegazione a tutto ciò dobbiamo tornare alla fine degli anni Trenta, quando i film sonori che arrivavano nel nostro paese erano soggetti a restrizioni piuttosto pesanti sia tecnicamente (le sale fino a quel periodo avevano trasmesso solo film muti e non erano logisticamente pronte ad accogliere pellicole dotate anche di sonoro) che politicamente (le leggi del regime fascista proibivano la circolazione di film stranieri in una lingua diversa dall&#8217;italiano). Così si pensò di prendere i film sonori americani e di &#8220;risonorizzarli&#8221; ossia proiettarli muti ma con l&#8217;aggiunta di suoni e musiche, oltre all&#8217;inserimento delle didascalie, ormai sdoganate da tanti anni di muto.<br />
Il risultato fu un disastro, e non solo per lo stravolgimento narrativo a cui un film doveva sottostare, ma anche per una durata spesso raddoppiata a causa dell&#8217;inserimento delle didascalie. Considerato che l&#8217;Italia, in quegli anni, era un ottimo cliente per Hollywood, per non perderlo la Metro-Goldwyn-Mayer nel 1931 iniziò la pratica del doppiaggio più o meno come lo conosciamo ora. Fu un successo. Soprattutto perché una fetta consistente della popolazione era analfabeta e non potendo leggere le didascalie, perdeva molto nella fruizione.</p>
<p>A distanza di ottant&#8217;anni, per noi, andare al cinema a vedere un film straniero, doppiato, è la cosa più normale del mondo. Stiamo parlando di una tecnica utilizzata praticamente in ogni adattamento di produzioni straniere, dai documentari alle serie televisive, con risultati vari: possono esserci ottimi adattamenti o, in alcuni casi, versioni radicalmente diverse dall&#8217;originale, con interi dialoghi riscritti di sana pianta per il pubblico italiano (pensate, per esempio, a quanto sia difficile, se non impossibile,  adattare le pellicole dei <em>Monthy Python</em>). Ma al di là di tutto, quando guardiamo un film doppiato, ci troviamo di fronte a un falso, anche quando i testi sono fedeli il più possibile ai dialoghi originali. Su questo c&#8217;è poco da discutere. E non se ne può più di sentir dire che i doppiatori italiani sono i migliori del mondo o che la lettura dei sottotitoli distrae lo spettatore dalle immagini sullo schermo. La realtà è un&#8217;altra: siamo semplicemente abituati a sentire film stranieri in italiano, e per questo motivo non ci rendiamo neanche conto di quello che perdiamo.</p>
<p>In primis, il poter apprezzare il vero talento di un attore. Per quanto un doppiatore possa essere valido nel proprio lavoro, la sua performance è comunque un elemento aggiuntivo che si pone tra l&#8217;attore e il pubblico. Andare a vedere un film come <em>Lincoln </em>in cui Daniel Day Lewis parla con la voce di Pierfrancesco Favino, equivale a non andare a vedere <em>Lincoln</em>, ma l&#8217;edizione italiana del film di Spielberg. Favino è un attore strepitoso, uno dei migliori del nostro cinema, ma mai e poi mai riuscirà a restituire le emozioni e le sensazioni percepite e trasmesse da Day Lewis (il cui lavoro sul personaggio in questo film è qualcosa di estremamente profondo e strabiliante) sul set, nei panni del sedicesimo Presidente degli Stati Uniti.<br />
E poi c&#8217;è l&#8217;aspetto culturale. La pratica del doppiaggio ha in sé qualcosa di terribilmente provinciale. In un&#8217;era in cui la contaminazione e la mescolanza rappresentano un&#8217;indiscussa fonte di ricchezza, un paese che traduce e doppia il materiale audiovisivo proveniente dai paesi stranieri, per forza di cose viene percepito come ottuso e chiuso in se stesso, oltre che disinteressato a farsi veicolo di culture &#8220;altre&#8221;. E&#8217; ampiamente dimostrato, inoltre, che i bambini abituati sin da piccoli ad ascoltare suoni diversi da quelli nella loro lingua madre, riescono ad imparare più velocemente altri idiomi, oltre ad essere più predisposti ad accogliere e ad interessarsi alle altre culture. Un altro punto a favore della lingua originale.</p>
<p>Questo post non vuole essere un attacco ai doppiatori, assolutamente. E&#8217; un bene che il doppiaggio esista e tra l&#8217;altro è utilissimo per facilitare la fruizione di film d&#8217;animazione e per alcuni prodotti televisivi. Il problema che stiamo sollevando, invece, riguarda la difficoltà che abbiamo qui in Italia nel trovare sale cinematografiche che proiettino film in<strong> lingua originale</strong>. Ed è un problema che riguarda l&#8217;intero territorio nazionale. In una città come Roma, i cinema che offrono questo servizio sono due o tre, e nel resto del paese la situazione è anche peggiore, soprattutto nelle province e nei piccoli centri.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/inglourious-basterds1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30309" title="inglourious-basterds1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/inglourious-basterds1.jpg" alt="" width="500" height="217" /></a></p>
<p>Vi portiamo un ulteriore esempio da antologia, che dimostra una volta per tutte quanto un film possa venire letteralmente stravolto, nel momento in cui viene doppiato: <em><a href="http://www.movielicious.it/2009/10/01/bastardi-senza-gloria/" target="_blank">Inglourious Basterds</a></em>, pellicola recente di Quentin Tarantino (uno dei registi i cui film non si prestano affatto ad essere doppiati). Nella versione originale, il cast recita in quattro lingue, mentre nella versione italiana due di queste sono rimaste in sala doppiaggio. Una scena in particolare, in cui il perfido colonnello delle SS Hans Landa (Waltz) si rivolge in italiano al cacciatore di nazisti Aldo Raine (Brad Pitt), ci dimostra fino a che punto si possa modificare un dialogo per adattarlo in un&#8217;altra lingua. In questo caso nel film di Tarantino il personaggio di Pitt viene originariamente presentato come un italiano, mentre nella versione italiana diventa un siciliano, con consistenti modifiche al dialogo e i conseguenti cambi di significato che un simile mutamento porta con sé.</p>
<p>Ecco la scena nella versione originale:<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/krtnt191Drg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/krtnt191Drg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p><strong>V.O.</strong><br />
<em>AR Buongiorno<br />
HL Signori è un piacere. Gli amici della vedetta, ammirata da tutti noi, questa gemma propria della nostra cultura, saranno naturalmente accolti sotto la mia protezione per la durata del loro soggiorno.<br />
AR Grazi<br />
HL Gorlomi? Lo pronuncio correttamente?<br />
AR Sì coretto<br />
HL Per cortesia me lo ripete ancora?<br />
AR Gorlami<br />
HL Scusi come?<br />
AR Gorlami<br />
HL Ancora una volta<br />
AR Gorami<br />
HL E come si chiama lei?<br />
DD Antonio Margariti<br />
HL Ancora<br />
DD Margaritiii<br />
HL Un&#8217;altra volta, ma adesso vorrei proprio sentire la musica delle parole!<br />
DD Margariiiitiiii<br />
HL Margheriti. E lei?<br />
OU Dominic Di Cocco<br />
HL Come?<br />
OU Dominic Di Cocco<br />
HL Bravo! Bravo!<br />
&#8230;<br />
HL Arrivederci<br />
DD e OU Arrivederci<br />
DD Arrivederci<br />
AR &#8216;rirvderci</em></p>
<p>E nella versione doppiata in italiano:</p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kTRdM2DAaQk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/kTRdM2DAaQk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p><strong>V.D.</strong><br />
<em>AR Baciamo le mani<br />
HL Signori è un piacere. Quante estati ho passato nella vostra splendida Sicilia dall&#8217;Etna alle spiegge di Taormina. Sarete naturalmente accolti sotto la mia protezione per la durata del vostro soggiorno.<br />
AR Mizzega<br />
HL Gorlomi? Ed è un cognome di Palermo?<br />
AR Ah sì minchia indovinò<br />
HL Per cortesia me lo ripete ancora?<br />
AR Gorlami<br />
HL Mi scusi come?<br />
AR Garlomi<br />
HL Ancora una volta<br />
AR Gorlomi<br />
HL E lei da dove viene?<br />
DD Strittu di Missina<br />
HL Ripeta<br />
DD Stretto di Messina<br />
HL Un&#8217;ultima volta, ma adesso mi faccia ricordare il profumo della vostra terra!<br />
DD Stretto di Messiiiina<br />
HL Mh alta marea. E lei?<br />
OU Posillipo Basso<br />
HL Da dove?<br />
OU Basso Possillipo<br />
HL Bravo! Bravo!<br />
&#8230;<br />
HL Arrivederci<br />
DD e OU Baciamo le mani<br />
DD Signora<br />
AR Baciamo le mani</em></p>
<p>Si potrebbero fare altri mille esempi per sostenere la tesi per cui è sempre il caso di vedere un film nel modo in cui è stato concepito. Quello che ci auguriamo è di di avervi fornito uno spunto di riflessione sull&#8217;argomento e di avervi fatto prendere coscienza di quanta ricchezza e originalità ci siano state tolte per sostenere un&#8217;abitudine tutta italiana.</p>
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		<title>Oscar 2013: tutte le nomination!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 14:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Amour]]></category>
		<category><![CDATA[Beasts of the Southern Wild]]></category>
		<category><![CDATA[Lincoln]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di Pi]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/oscar-nominees.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30148" title="oscar-nominees" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/oscar-nominees.jpg" alt="" width="500" height="203" /></a></p>
<p>Sono state appena annunciate le nomination all&#8217;85esima edizione degli Academy Awards. Guidano la corsa  Lincoln, con dodici candidature ( tra cui quella come Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attore per Daniel Day-Lewis), <em>Vita di Pi</em> con undici e<em> Il lato positivo &#8211; Silver Linings Playbook</em>, commedia di David &#8216;O Russell con Robert De Niro e Jennifer Lawrence e Les MIsérables a quota otto. Segue <em>Argo</em> con sette, mentre a cinque troviamo <em>Django Unchained, Amour, Argo </em>e <em>Zero Dark Thirty</em>.Ssolo tre, e tutte in ambito tecnico, le nomination per <em>Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato.</em></p>
<p>La grande sorpresa è stata senza dubbio le quattro candidature dell&#8217;indipendente <em>Beasts of the Southern Wild</em>, del giovane regista esordiente Benh Zeitlin, vincitore al Sundance 2013. Niente da fare per Leonardo DiCaprio, su cui continua ad abbattersi la maledizione dell&#8217;Oscar. In quanto alla regia, oltre alla presenza di Spileberg, va segnalato che sia la Bigelow che Tarantino sono rimasti fuori dalla rosa dei candidati.</p>
<p>Ecco la lista completa dei nominati:</p>
<p><strong>Miglior film</strong><br />
Argo<br />
Beasts of the Southern Wild<br />
Django Unchained<br />
Les Misérables<br />
Lincoln<br />
Il lato positivo – Silver Linings Playbook<br />
Amour<br />
Vita di Pi<br />
Zero Dark Thirty</p>
<p><strong>Migliore attore protagonista</strong><br />
Bradley Cooper <em>(Il lato positivo – Silver Linings Playbook)</em><br />
Daniel Day-Lewis <em>(Lincoln)</em><br />
Hugh Jackman <em>(Les Miserables)</em><br />
Denzel Washington <em>(Flight)</em><br />
Joaquin Phoenix <em>(The Master)</em></p>
<p><em></em><strong>Migliore attrice protagonista<br />
</strong>Jessica Chastain <em>(Zero Dark Thirty)</em><br />
Jennifer Lawrence <em>(Il lato positivo – Silver Linings Playbook)</em><br />
Quvenzhané Wallis <em>(Beasts of the Southern Wild)</em><br />
Naomi Watts <em>(The Impossible)</em><br />
Emmanuele Riva <em>(Amour)</em></p>
<p><strong>Miglior regista</strong><br />
Ben Affleck <em>(Argo)</em><br />
Michael Haneke <em>(Amour)</em><br />
Benh Zeitlin (Beasts of the Southern Wild)<br />
Ang Lee <em>(Vita di Pi)</em><br />
Steven Spielberg <em>(Lincoln)</em><br />
David O. Russell <em>(Silver Linings Playbook)</em></p>
<p><strong>Migliore attore non protagonista</strong><br />
Alan Arkin <em>(Argo)</em><br />
Robert De Niro <em>(Il lato positivo – Silver Linings Playbook)</em><br />
Tommy Lee Jones <em>(Lincoln)</em><br />
Phillip Seymour Hoffman <em>(The Master)</em><br />
Christoph Waltz <em>(Django Unchained)</em></p>
<p><strong>Migliore attrice non protagonista</strong><br />
Sally Field <em>(Lincoln)</em><br />
Anne Hathaway <em>(Les Miserables)</em><br />
Helen Hunt <em>(The Sessions)</em><br />
Jacki Weaver <em>(Silver Linings Playbook)</em><br />
Amy Adams <em>(The Master)</em></p>
<p><strong>Miglior film d’animazione</strong><br />
Ribelle – The Brave<br />
Frankenweenie<br />
Ralph Spaccatutto<br />
ParaNorman<br />
The Pirates! Band of Misfits</p>
<p><strong>Migliore scenografia</strong><br />
Sarah Greenwood and Katie Spencer <em>(Anna Karenina)</em><br />
Dan Hennah, Ra Vincent e Simon Bright <em>(Lo Hobbit)</em><br />
Eve Stewart <em>(Les Miserables)</em><br />
Rick Carter, Jim Erickson &amp; Peter T. Frank <em>(Lincoln)</em><br />
David Gropman, Anna Pinnock <em>(Vita di Pi)</em></p>
<p><strong>Miglior fotografia</strong><br />
Seamus McGarvey <em>(Anna Karenina)</em><br />
Roger Deakins <em>(Skyfall)</em><br />
Claudio Miranda <em>(Vita di Pi)</em><br />
Janusz Kaminski <em>(Lincoln)</em><br />
Robert Richardson <em>(Django Unchained)</em></p>
<p><strong>Migliori costumi</strong><br />
Paco Delgado <em>(Les Miserables)</em><br />
Jacqueline Durran <em>(Anna Karenina)</em><br />
Eiko Ishioka <em>(Biancaneve – Mirror Mirror)</em><br />
Joanna Johnston <em>(Lincoln)</em><br />
Colleen Atwood <em>(Snow White and the Huntsman)</em></p>
<p><strong>Miglior documentario</strong><br />
5 Broken Cameras<br />
The Gatekeepers<br />
How to Survive a Plague<br />
The Invisible War<br />
Searching for Sugar Man</p>
<p><strong>Miglior documentario corto</strong><br />
Inocente<br />
Kings Point<br />
Mondays at Racine<br />
Open Heart<br />
Redemption</p>
<p><strong>Miglior montaggio</strong><br />
William Goldenberg <em>(Argo)</em><br />
Michael Kahn <em>(Lincoln)</em><br />
Dylan Tichenor and William Goldenberg <em>(Zero Dark Thirty)</em><br />
Tim Squyres <em>(Vita di Pi)</em><br />
Jay Cassidy &amp; Crispin Struthers <em>(Il lato positivo – Silver Linings Playbook)</em></p>
<p><strong>Miglior film straniero</strong><br />
<em>Amour</em> di Michael Haneke (Austria)<br />
<em>A Royal Affair</em> di Nikolaj Arcel (Danimarca)<br />
<em>No</em> di Pablo Larraín (Cile)<br />
<em>War Witch</em> di Kim Nguyen (Canada)<br />
<em>Kon-Tiki</em> di Joachim Rønning, Espen Sandberg (Norvegia)</p>
<p><strong>Miglior trucco</strong><br />
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato<br />
Les Miserables<br />
Hitchcock</p>
<p><strong>Miglior colonna sonora originale</strong><br />
Alexandre Desplat <em>(Argo)</em><br />
Dario Marianelli <em>(Anna Karenina)</em><br />
Mychael Danna <em>(Vita di Pi)</em><br />
John Williams <em>(Lincoln)</em><br />
Thomas Newman <em>(Skyfall)</em></p>
<p><strong>Miglior canzone originale</strong><br />
“Suddenly” Hugh Jackman (<em>Les Miserables</em>)<br />
“Everybody needs a best friend” Walter Murphy, Seth MacFarlane <em>(Ted)</em><br />
“Skyfall” Adele (<em>Skyfall</em>)<br />
“Before my time” J. Ralph <em>(Chasing Eyes)</em><br />
“Pi’s Lullaby” Mychael Danna, Bombay Jayashri <em>(Vita di Pi)</em></p>
<p><strong>Miglior cortometraggio animato</strong><br />
Adam and Dog<br />
Fresh Guacamole<br />
Head over Heels<br />
Maggie Simpson in “The Longest Daycare”<br />
Paperman</p>
<p><strong>Miglior cortometraggio</strong><br />
Asad<br />
Buzkashi Boys<br />
Curfew<br />
Death of a Shadow<br />
Henry</p>
<p><strong>Miglior sceneggiatura originale</strong><br />
Wes Anderson e Roman Coppola <em>(Moonrise Kingdom)</em><br />
Mark Boal <em>(Zero Dark Thirty)</em><br />
Michael Haneke <em>(Amour)</em><br />
Quentin Tarantino <em>(Django Unchained)</em><br />
John Gatins <em>(Flight)</em></p>
<p><strong>Miglior sceneggiatura non originale</strong><br />
Lucy Alibar, Benh Zeitlin <em>(Beasts of the Southern Wild)</em><br />
Tony Kushner <em>(Lincoln)</em><br />
David O. Russell <em>(Il lato positivo – Silver Linings Playbook)</em><br />
Chris Terrio <em>(Argo)</em><br />
David Magee <em>(Vita di Pi)</em></p>
<p><strong>Migliori effetti speciali</strong><br />
Vita di Pi<br />
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato<br />
The Avengers<br />
Prometheus<br />
Snow White and the Huntsman</p>
<p><strong>Miglior montaggio audio</strong><br />
Argo<br />
Skyfall<br />
Django Unchained<br />
Zero Dark Thirty<br />
Vita di Pi</p>
<p><strong>Miglior missaggio sonoro</strong><br />
Argo<br />
Lincoln<br />
Skyfall<br />
Vita di Pi<br />
Les Miserables</p>
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		<title>BAFTA 2013: le nomination</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/01/09/bafta-2013-le-nomination/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 11:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bafta 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Les Misérables]]></category>
		<category><![CDATA[Lincoln]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Spielberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Lincoln guida la classifica con dieci candidature, seguito da Les Misérables a quota nove.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/bafta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30106" title="bafta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/bafta.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Sono state annunciate questa mattina le candidature per i premi Bafta 2013, l&#8217;equivalente britannico degli Oscar. A farne razzia,<em> Lincoln</em> di Spielberg, che guida la classifica con dieci nomination (fra cui quella per il Miglior Film, Migliore Attore Protagonista Daniel Day-Lewis, Miglior Attore Non Protagonista Tommy Lee Jones e Migliore Attrice Non Protagonista Sally Field). Nove invece per <em>Les Misérables</em> e per <em>Vita di Pi</em>. In attesa della cerimonia di premiazione, prevista  a Londra il 10 febbraio, ecco l&#8217;elenco completo delle candidature.</p>
<p><strong>Bafta 2013, le nomination:</strong></p>
<blockquote><p><strong>MIGLIOR FILM</strong><br />
Argo<br />
Les Misérables<br />
Vita di Pi<br />
Lincoln<br />
Zero Dark Thirty</p>
<p><strong>MIGLIOR FILM BRITANNICO</strong><br />
Anna Karenina<br />
arigold Hotel<br />
Les Misérables<br />
Sette psicopatici<br />
Skyfall</p>
<p><strong>MIGLIOR DEBUTTO DI UN PRODUTTORE/REGISTA/SCENEGGIATORE BRITANNICO</strong><br />
Bart Layton (Director), Dimitri Doganis (Producer) The Imposter<br />
David Morris (Director), Jacqui Morris (Director/Producer) McCullin<br />
Dexter Fletcher (Director/Writer), Danny King (Writer) Wild Bill<br />
James Bobin (Director) The Muppets<br />
Tina Gharavi (Director/Writer) I Am Nasrine</p>
<p><strong>MIGLIOR FILM STRANIERO</strong><br />
Amour<br />
Headhunters<br />
The Hunt<br />
Un sapore di ruggine e ossa<br />
Untouchable</p>
<p><strong>MIGLIOR DOCUMENTARIO</strong><br />
The Imposter<br />
Marley<br />
McCullin<br />
Searching For Sugar Man<br />
West Of Memphis</p>
<p><strong>MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE</strong><br />
Ribelle &#8211; The Brave<br />
Frankenweenie<br />
ParaNorman</p>
<p><strong>MIGLIOR REGIA</strong><br />
Michael Haneke – Amour<br />
Ben Affleck – Argo<br />
Quentin Tarantino – Django Unchained<br />
Ang Lee – Vita di Pi<br />
Kathryn Bigelow – Zero Dark Thirty</p>
<p><strong>MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE</strong><br />
Michael Haneke – Amour<br />
Quentin Tarantino – Django Unchained<br />
Paul Thomas Anderson – The Master<br />
Wes Anderson, Roman Coppola – Moonrise Kingdom<br />
Mark Boal – Zero Dark Thirty</p>
<p><strong>MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA</strong><br />
Chris Terrio – Argo<br />
Lucy Alibar, Benh Zeitlin – Beasts Of The Southern Wild<br />
David Magee – Vita di Pi<br />
Tony Kushner – Lincoln<br />
David O. Russell – Silver Linings Playbook</p>
<p><strong>MIGLIOR ATTORE</strong><br />
Ben Affleck – Argo<br />
Bradley Cooper – Silver Linings Playbook<br />
Daniel Day-Lewis – Lincoln<br />
Hugh Jackman – Les Misérables<br />
Joaquin Phoenix – The Master</p>
<p><strong>MIGLIOR ATTRICE</strong><br />
Emmanuelle Riva – Amour<br />
Helen Mirren – Hitchcock<br />
Jennifer Lawrence – Silver Linings Playbook<br />
Jessica Chastain – Zero Dark Thirty<br />
Marion Cotillard –Un sapore di ruggine e ossa</p>
<p><strong>MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA</strong><br />
Alan Arkin – Argo<br />
Christoph Waltz – Django Unchained<br />
Javier Bardem – Skyfall<br />
Philip Seymour Hoffman – The Master<br />
Tommy Lee Jones – Lincoln</p>
<p><strong> MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA</strong><br />
Amy Adams – The Master<br />
Anne Hathaway – Les Misérables<br />
Helen Hunt – The Sessions<br />
Judi Dench – Skyfall<br />
Sally Field – Lincoln</p>
<p><strong>MIGLIOR COLONNA SONORA</strong><br />
Anna Karenina – Dario Marianelli<br />
Argo – Alexandre Desplat<br />
Vita di Pi – Mychael Danna<br />
Lincoln – John Williams<br />
Skyfall – Thomas Newman</p>
<p><strong>MIGLIOR FOTOGRAFIA</strong><br />
Anna Karenina – Seamus McGarvey<br />
Les Misérables – Danny Cohen<br />
Vita di Pi – Claudio Miranda<br />
Lincoln – Janusz Kaminski<br />
Skyfall – Roger Deakins</p>
<p><strong>MIGLIOR MONTAGGIO</strong><br />
Argo – William Goldenberg<br />
Django Unchained – Fred Raskin<br />
Vita di Pi – Tim Squyres<br />
Skyfall – Stuart Baird<br />
Zero Dark Thirty – Dylan Tichenor, William Goldenberg</p>
<p><strong>PRODUCTION DESIGN</strong><br />
Anna Karenina – Sarah Greenwood, Katie Spencer<br />
Les Misérables – Eve Stewart, Anna Lynch-Robinson<br />
Vita di Pi – David Gropman, Anna Pinnock<br />
Lincoln – Rick Carter, Jim Erickson<br />
Skyfall – Dennis Gassner, Anna Pinnock</p>
<p><strong>MIGLIORI COSTUMI</strong><br />
Anna Karenina – Jacqueline Durran<br />
Grandi Speranze– Beatrix Aruna Pasztor<br />
Les Misérables – Paco Delgado<br />
LIincoln – Joanna Johnston<br />
Biancaneve e il cacciatore– Colleen Atwood</p>
<p><strong>MIGLIOR TRUCCO</strong><br />
Anna Karenina – Ivana Primorac<br />
Hitchcock – Julie Hewett, Martin Samuel, Howard Berger<br />
Lo Hobbit &#8211; Un viaggio inaspettato – Peter Swords King, Richard Taylor, Rick Findlater<br />
Les Misérables – Lisa Westcott<br />
Lincoln – Lois Burwell, Kay Georgiou</p>
<p><strong>MIGLIOR SONORO</strong><br />
Django Unchained – Mark Ulano, Michael Minkler, Tony Lamberti, Wylie Stateman<br />
Lo Hobbit &#8211; Un viaggio inaspettato – Tony Johnson, Christopher Boyes, Michael Hedges, Michael Semanick, Brent Burge, Chris Ward<br />
Les Misérables – Simon Hayes, Andy Nelson, Mark Paterson, Jonathan Allen, Lee Walpole, John Warhurst<br />
Vita di Pi – Drew Kunin, Eugene Gearty, Philip Stockton, Ron Bartlett, D. M. Hemphill<br />
Skyfall – Stuart Wilson, Scott Millan, Greg P. Russell, Per Hallberg, Karen Baker Landers</p>
<p><strong>MIGLIOR EFFETTI VISIVI</strong><br />
Il Cavaliere oscuro &#8211; Il ritorno – Paul Franklin, Chris Corbould, Peter Bebb, Andrew Lockley<br />
Lo Hobbit &#8211; Un viaggio inaspettato – Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton, R. Christopher White<br />
Vita di Pi – Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer<br />
Marvel Avengers Assemble – Nominees TBC<br />
Prometheus – Richard Stammers, Charley Henley, Trevor Wood, Paul Butterworth</p>
<p><strong>MIGLIOR CORTO ANIMATO</strong><br />
Here To Fall<br />
I’m Fine Thanks<br />
The Making Of Longbird</p>
<p><strong>MIGLIOR CORTOMETRAGGIO</strong><br />
The Curse<br />
Good Night<br />
Swimmer<br />
Tumult<br />
The Voorman Problem</p>
<p><strong>THE EE RISING STAR AWARD (votato dal pubblico)</strong><br />
Elizabeth Olsen<br />
Andrea Riseborough<br />
Suraj Sharma<br />
Juno Temple<br />
Alicia Vikander</p></blockquote>
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