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	<title>Movielicious &#187; Luigi Fedele</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Piuma</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 09:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Blu Yoshimi]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Fedele]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Cescon]]></category>
		<category><![CDATA[Piuma]]></category>
		<category><![CDATA[Roan John]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Austra, UK 2016)<br />
Uscita: 20 ottobre 2016<br />
Regia: Roan Johnson<br />
Con: Luigi Fedele, Blu Yoshimi, Michela Cescon,<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Piuma_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54414" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Piuma_1.jpg" alt="Piuma_1" width="644" height="379" /></a></p>
<p>C&#8217;è una linea sottile ma molto netta che separa la semplificazione dallo svilimento e la commercializzazione dal gioco al ribasso: la si è oltrepassata tante di quelle volte, nel panorama artistico nostrano, da aver fatto regredire lo standard dell&#8217;intrattenimento di massa al desolato acquitrino paratelevisivo di oggi e da aver generato un&#8217;ambiguità profonda, quasi inestricabile, fra il popolare e il triviale.</p>
<p>E c&#8217;è un confine altrettanto labile ma evidente tra la dichiarazione di intenti e l&#8217;alibi, tra la coerenza e la furbizia, tra la buona fede del cineasta e la sfacciataggine del comune paraculo, un equivoco che, fra sconsolanti commedie da esportazione e incursioni dozzinali nella produzione di genere, ha permesso al 2016 di guadagnarsi la reputazione di sedicente &#8220;anno della rinascita&#8221;.</p>
<p>All&#8217;anglo-pisano <strong>Roan Johnson</strong>, viste le circostanze e il momento favorevole, vanno quindi perlomeno riconosciute una notevole tempestività e una buona conoscenza delle basilari tecniche di promozione, elementi imprescindibili di una strategia senza la quale il suo <strong><em>Piuma</em></strong> avrebbe imboccato immediatamente la via dell&#8217;oblio: questo perché, al di là delle supponenti frasi di lancio &#8211; &#8220;il film più leggero dell&#8217;anno&#8221;, nientemeno -, del martellante tam tam mediatico e dei ridicoli piagnistei contro &#8220;lo snobismo di certa critica&#8221; all&#8217;indomani delle proiezioni stampa, c&#8217;è effettivamente il nulla, o quantomeno l&#8217;assenza di qualunque parametro contenutistico ed estetico su cui spendere due parole.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Piuma_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54415" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Piuma_2-1024x576.jpg" alt="Piuma_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Non molto diversamente dal Muccino del coevo <a href="http://www.movielicious.it/2016/09/18/lestate-addosso-recensione/" target="_blank"><em>L&#8217;estate addosso</em></a>, Johnson confonde la naturalezza con la sciatteria e la disinvoltura<br />
con la superficialità, disseminando il suo canovaccio sul preludio alla genitorialità adolescenziale &#8211; che più che a un <em>Juno</em> all&#8217;amatriciana fa pensare a un parziale remake di <em>Per gioco e per amore</em> di Avildsen &#8211; di vieti e abusati stereotipi, dall&#8217;immaturità e dall&#8217;egoismo delle figure materne e paterne (l&#8217;inguaribile bamboccione di <strong>Francesco Colella</strong> e il frustrato cosmico di <strong>Sergio Pierattini</strong>) alla caricaturalità dei personaggi di contorno (dal nonno sclerotico e complice di <strong>Bruno Sgueglia </strong>alla sciroccata fisioterapista cannettara di <strong>Francesca Turrini</strong>), fino a una coppia di telegenicissimi protagonisti già pronta per il piccolo schermo (il pressoché esordiente <strong>Luigi Fedele</strong> e la <strong>Blu Yoshimi</strong> di <em>Caos Calmo</em>) che snocciola perle di saggezza, preferibilmente in voice-over, degne delle immaginette per quarantenni su Facebook, il tutto con la ferma convinzione di offrire uno spaccato originale e anticonformista su un Paese a metà fra crisi ed evasione.</p>
<p>Col risultato, però, sempre in nome di un&#8217;ostentata spensieratezza, di perdere qualsiasi nesso con la realtà e di negare ogni tipo di coinvolgimento, sciogliendo interi nodi narrativi, conflitti e difficoltà &#8211; non troppi, per carità, ché, a detta di Johnson, &#8220;c&#8217;è bisogno di leggerezza&#8221; &#8211; con la caciara (gli incontri tra i futuri consuoceri) o con la smanceria (l&#8217;mp3 risolutivo che assicura un epilogo tutto tarallucci e vino), adottando costantemente le soluzioni più confortanti con la facile scappatoia programmatica di cui dicevamo in apertura, e la ragion d&#8217;essere di un&#8217;operina come <em>Piuma</em> sta tutta lì, nella compiacenza che si fa cifra stilistica e motore unico delle situazioni, al punto tale da rendere completamente superflua la forma, appiattita al livello della fiction più tirata via e irricevibile quando tenta goffamente di distaccarvisi, come nelle abominevoli digressioni surreali con i due ragazzi a nuoto per le strade di Roma e nell&#8217;ecografia o nell&#8217;aneddoto sulle paperelle di gomma.</p>
<p>Perché l&#8217;autore di<a href="http://www.movielicious.it/2015/03/19/fino-a-qui-tutto-bene/" target="_blank"> <em>Fino a qui tutto bene</em></a>, per quanto indefessamente ci provi, non è il Paolo Virzì genuinamente naif della prima ora e <em>Piuma</em> non è il suo <em>Ovosodo</em>, ma soltanto un cinico esperimento a tavolino in cui ogni apparente ingenuità è frutto di un calcolo preciso che ottiene il solo effetto di ritorcerglisi contro e che va ben oltre il film in sé, a cominciare dalla sua &#8220;irriverente&#8221; inclusione in Concorso (anzi, verrebbe da dire <em>contro</em> Concorso) all&#8217;ultima Mostra di Venezia, che poi è l&#8217;unico motivo per cui la pellicola ha ottenuto i suoi quindici minuti di visibilità e siamo ancora qui a parlarne.</p>
<p>C&#8217;è una differenza sostanziale, insomma, fra la levità e l&#8217;inconsistenza, e l&#8217;esempio, solo per citare le uscite di questa stagione, di <em>Tutti vogliono qualcosa</em> di Linklater e di <em>Microbo &amp; Gasolina </em>di Gondry ci ricorda che il piacere di essere frivoli non corrisponde necessariamente a scadere nel becero e a sacrificare tutto sull&#8217;altare del divertimento a tutti i costi, e in questo senso <em>Piuma</em> nulla aggiunge e nulla toglie a una delle poche certezze che abbiamo entrando e uscendo dalla sala, e cioè che, con questi modelli, con quest&#8217;attitudine e con queste maestranze, il nostro cinema &#8220;medio&#8221; è destinato a non rinascere mai.</p>
<p>Voto <strong>3</strong></p>
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