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	<title>Movielicious &#187; Margherita Buy</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Piccoli crimini coniugali</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 07:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Infascelli]]></category>
		<category><![CDATA[Eric-Emmanuel Schmitt]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli crimini coniugali]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Castellitto]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 6 aprile 2017<br />
Regia: Alex Infascelli<br />
Con: Sergio Castellitto, Margherita Buy<br />
Durata: 1 ora e 25 minuti<br />
Distribuito da: Koch Media</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Piccoli_Crimini_Coniugali_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55829" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Piccoli_Crimini_Coniugali_1.jpg" alt="Piccoli_Crimini_Coniugali_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Due attori, <strong>Sergio Castellitto</strong> e <strong>Margherita Buy</strong>, insieme per quattordici giorni &#8211; tanto sono durate le riprese di questo <em><strong>Piccoli crimini coniugali </strong>&#8211;</em>, all&#8217;interno della casa che appartenne (davvero) a Silvana Mangano.<br />
Adattamento cinematografico dell’omonimo best seller ispirato all’opera teatrale <em>Petits Crimes Conjugaux</em> di <strong>Eric-Emmanuel Schmitt</strong>, la pellicola di <strong>Alex Infascelli</strong> inizia con un uomo (Castellitto) che torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria a causa di un incidente. La moglie (Buy) cercherà di aiutarlo a ricostruire il suo passato e la sua identità, ma via via che i serrati dialoghi tra i due riportano alla luce informazioni dimenticate, iniziano a manifestarsi alcune crepe nel racconto della donna.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/piccoli_crimini_coniugali_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-55830" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/piccoli_crimini_coniugali_2.jpg" alt="piccoli_crimini_coniugali_2" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Dopo un inizio di carriera a dir poco promettente (correva l&#8217;anno 2001 e il suo primo lungometraggio <em>Almost Blue</em>, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Carlo Lucarelli, fu un piccolo caso cinematografico), solo altri due film, meno riusciti del primo, e un documentario (questo sì notevole,<em> S is for Stanley</em>). Nel mezzo ci sono stati alcuni cortometraggi e tanti videoclip. Una premessa necessaria a spiegare che Alex Infascelli è uno di quei registi che non tocca la macchina da presa se non ha una storia di cui si è innamorato. E la piéce teatrale di Schmitt effettivamente è uno di quei testi da cui si viene rapiti, per le contraddizioni che contiene, per il modo genuino e diretto con cui racconta la coppia e per la presenza di un testo &#8220;altro&#8221;, oltre a quello scritto, che risuona tra lo schermo e la platea, anche se non c&#8217;è nessuno a recitarlo.</p>
<p>E se l&#8217;associazione più semplice da fare passa per <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/" target="_blank">Carnage</a></em> o per <em>Chi ha paura di Virginia Woolf?</em> giocato a due invece che a quattro, è altrettanto vero che l&#8217;aspetto che rende tanto appetibile questa brillante <strong>commedia nera</strong>, almeno sulla carta, è lo stesso che la condanna all&#8217;insidioso gorgo del non del tutto riuscito. Nonostante la bravura della coppia Buy-Castellitto, infatti, quei dialoghi tanto profondi, passando attraverso lo schermo, risultano anche tremendamente letterari, tanto da creare una rottura significativa con lo spettatore. In un film girato in un unico ambiente e basato sulla riproposizione piuttosto pedissequa di uno scritto, tutta questa finzione scenica tangibile sarebbe dovuta soccombere davanti alle spirali emotive e ai vortici sentimentali che il testo sprigiona. E dispiace perché, al di là di tutto, <em><strong>Piccoli crimini coniugali</strong> </em>è un film ben recitato (nonostante in alcuni passaggi un po&#8217; forzati l&#8217;accademia si veda, eccome) e anche ben girato, che analizza l&#8217;amore coniugale sotto una luce diversa, pur rimanendo vittima della propria aulicità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Piccoli crimini coniugali: l&#8217;incontro con Alex Infascelli, Margherita Buy e Sergio Castellitto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 17:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Infascelli]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli crimini coniugali]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Castellitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Regista e attori alla presentazione del film questa mattina a Roma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_crimini_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55703" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_crimini_1.jpg" alt="Piccoli_crimini_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> è un fiume in piena di parole. È</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> evidente l’urgenza che ha di raccontare questo suo </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Piccoli crimini coniugali</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, kammerspiel sulla fine di un amore (o su un nuovo inizio) tratto dall’omonimo romanzo di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Eric-Emmanuel Schmitt</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. Ed è giustificato se pensiamo che, sperimentazioni (</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>H2Odio</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">) e documentari (</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>S is for Stanley</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">) a parte, il suo ultimo lungometraggio risale ormai al lontano 2004, anno d’uscita del sottovalutato </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il siero della vanità</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. Oggi come allora sua compagna di viaggio è </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Margherita Buy</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, protagonista di questo gioco al massacro da camera dalle venature polanskiane insieme a </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Il film arriva in sala il 6 aprile, distribuito da </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Koch Media</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, e questo è il resoconto del nostro incontro con il regista e i “suoi” due attori.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex, cosa ti ha colpito del romanzo di Schmitt tanto da spingerti a realizzarne un film.</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Vedo che vai dritto al punto. In realtà credo che chiunque faccia il mio mestiere sa di avere la possibilità di scegliere un argomento e metterlo in scena in un setting osservando quello che succede quasi come si fa con gli animali. Così, attraverso i personaggi che muovi, crei uno specchio in cui si riflette anche la tua realtà. In questo caso l’occasione era resa ancora più ghiotta perché sono pochi i testi che raccontano in maniera così particolare la coppia, soprattutto se consideri come il cinema attuale tenda o verso il realismo oppure, all’opposto, verso forme di fantasia troppo lontane dalla realtà. Il punto di partenza è come in ogni relazione amorosa si metta in moto una rappresentazione teatrale vera e propria: si indossano dei costumi e si scelgono dei personaggi che abiteranno con noi per tutta la durata di un rapporto. Leggendo il libro di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Eric-Emmanuel Schmitt </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">ho capito che aveva molto a che fare con il mio modo di vedere la coppia, soprattutto nel particolare periodo in cui l’ho letto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Margherita e Sergio, quali sono le caratteristiche che vi hanno intrigati maggiormente nei vostri ruoli?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Margherita Buy: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Per lo più mi ha colpito la complessità del mio personaggio, soprattutto nel suo essere legato ad un contesto noir, in cui ci sono segreti da scoprire. Una donna che aveva delle velleità artistiche a cui ha dovuto rinunciare per stare accanto a un uomo più importante di lei. Una donna che ama a tal punto questo marito da arrivare a compiere gesti folli per timore di essere abbandonata. Oltre al fatto che mi sembra ci siano tante donne rappresentate in questa figura così affascinante. Sono stata molto contenta di interpretarla, così come sono contenta che Alex e </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Francesca Marciano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> (coautrice della sceneggiatura) abbiano accentuato certi lati della personalità del mio personaggio rispetto al romanzo in cui era un po’ più marginale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto:</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> Io definirei questo film come “l’amore ai tempi del rancore” o “l’amore ai tempi del rimpianto”. Del non rassegnarsi all’idea che l’amore possa finire. Un C</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>arnage</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> dove due reduci del loro stesso amore tornano da una guerra e si ritrovano in questa casa che, esteticamente, ha la forma di mausoleo, quasi fosse la tomba del loro amore. Ecco quindi che i vetri sono tutti completamente oscurati e non si vede l’esterno, perché forse l’esterno non c’è. Forse è la loro casa o forse, chissà, è un ospedale psichiatrico o addirittura la casa del </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Grande Fratello</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. E secondo me noi siamo stati gli attori giusti e Alex il giusto narratore, perché siamo riusciti a non rinunciare a quel gelo e, allo stesso tempo, a non negare a quel gelo un’ipotesi di disgelo fatto di umanità.</span></span></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_Crimini_Coniugali_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55704" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_Crimini_Coniugali_2.jpg" alt="Piccoli_Crimini_Coniugali_2" width="1000" height="666" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vi siete dati degli spazi per l’improvvisazione?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">L’improvvisazione è una delle partiture del testo e non passa necessariamente dalle parole, ma anche attraverso il comportamento. Quando un attore, recitando, va a destra invece che a sinistra sta già suggerendo – o addirittura imponendo – al regista un certo movimento di macchina.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Si può dire che, per me, Sergio e Margherita siano stati come una sorta di Università compressa nei quattordici giorni di riprese. Di Margherita, ad esempio, noi conosciamo l’aspetto psicotico, il suo essere una foglia al vento in balia degli eventi mentre invece è una roccia. Allo stesso modo Sergio, che sembra l’archetipo del maschio alfa, ha una tenerezza che tende a nascondere. Ed entrambi, da grandi professionisti quali sono, mi hanno aiutato molto a dirigere questo film. Non imponendomi delle scelte di regia, ma insegnandomi cosa vuol dire dirigere degli attori.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nel film c’è un’idea molto forte di regia, quasi come se si volesse rendere consapevole lo spettatore che, indipendentemente da tutto, sta assistendo ad una rappresentazione che non corrisponde alla realtà. </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>È corretto?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Rendere consapevole magari no, ma senz’altro mettere il dubbio. Una delle prime cose di cui ci siamo resi conto leggendo il testo con Sergio e Margherita è che, più cercavamo di dare un senso alle loro parole, e più lo perdevamo. Il gioco di scatole cinesi e scorciatoie drammaturgiche che ha creato Schmitt in questo testo si poteva riprodurre sullo schermo solo a patto di mantenerne l’ambiguità di fondo e l’assenza di colore presente in ogni battuta. Perché in quell’assenza di colore erano presenti, paradossalmente, tutti i colori e tutte le possibili interpretazioni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Io vorrei sottolineare anche il coraggio dei produttori a realizzare un film di questo tipo in un cinema che si avvia sempre di più ad essere un gesto quasi archeologico. In un cinema italiano disseminato di film comici – bada bene, non commedie che sono una cosa ben più complessa – il più delle volte deprimenti, </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Piccoli crimini coniugali</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> mostra invece la drammaticità di una relazione umana. Ed è un film che, più che visto, andrebbe spiato, quasi come se lo spettatore si nascondesse in quella casa. Come quando sei a casa tua, sul divano, a leggere e senti che dall’altra parte del muro arrivano delle voci e inizi ad ascoltare. Non è un caso che questo film così pieno di parole potrebbe tranquillamente essere ascoltato ad occhi chiusi piuttosto che visto. E io invito gli spettatori ad andare a vedere questo film per rintracciarvi, in qualche misura, qualcosa che riguarda la loro vita. Altrimenti cosa si va a fare al cinema?</span></span></p>
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		<title>La vita possibile</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/09/22/la-vita-possibile-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 06:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pittorino]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Todeschini]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano De Matteo]]></category>
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		<category><![CDATA[Valeria Golino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il coraggio delle donne nel nuovo film di Ivano De Matteo con Margherita Buy e Valeria Golino.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 22 settembre 2016<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Margherita Buy, Valeria Golino, Andrea Pittorino, Bruno Todeschini<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/vita_possibile_12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54048" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/vita_possibile_12.jpg" alt="vita_possibile_12" width="655" height="435" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Immagino che molti, parlando de <em><b>La vita possibile </b></em>e del difficile tema trattato, tireranno in ballo il cosiddetto “cinema necessario”. Ora, volendo proprio associare l’aggettivo “necessario” alla settima arte, più che su un singolo film &#8211; che a parere di chi scrive rimane una questione di bello o brutto o, tutt’al più, di giusto o sbagliato &#8211; magari sarebbe il caso di concentrarsi un po’ di più sui registi. E, in una ideale lista di registi necessari, credo che<strong> Ivano De Matteo</strong> un posticino lo meriti senz’altro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Perché, indipendentemente dalla loro riuscita, i suoi film possiedono una coerenza interna invidiabile. La sua filmografia è inquadrabile infatti come un corpus unico in cui vengono scandagliate le crepe di una borghesia di fronte alle quali molto cinema italiano &#8211; soprattutto quello più dichiaratamente di sinistra &#8211; sembra sentire il bisogno di voltarsi da un’altra parte, verso problematiche di area magari più macro (quasi sempre la <strong>disoccupazione</strong> in realtà) che però accontentino un po’ tutti. De Matteo invece no, lui è uno che ti racconta come un padre di famiglia possa trovarsi a dormire in macchina in seguito a un divorzio difficile o di una coppia di radical-chic che salva una ragazza dell’Est dalla strada per poi metterla a fare le pulizie nella casa al mare.</span></span></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/La-vita-possibile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54049" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/La-vita-possibile.jpg" alt="La-vita-possibile" width="660" height="440" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E lo fa nel modo più semplice in cui si possa raccontare una storia, senza arzigogoli o ricercare a tutti i costi l’artificio che la renda in qualche modo universale. Ne <em><b>La vita possibile</b></em>, ad esempio, si parla di Anna (<b>Margherita Buy</b>), una donna in fuga da un marito violento insieme al figlio Valerio (<b>Andrea Pittorino</b>) e di come i due cerchino di rifarsi una vita altrove, grazie all’ospitalità dell’amica di vecchia data Carla (<b>Valeria Golino</b>)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">L’autore de <i>Gli equilibristi</i> ha la felice intuizione di non indulgere nella violenza dalla quale la protagonista si trova a scappare (presente solo nella durissima sequenza che apre il film) ma di focalizzarsi invece su tutto ciò che avviene dopo che una donna sia riuscita ad allontanarsi da un presente fatto di maltrattamenti. Questo marito così brutale quasi non lo si vede neanche, sostituito dal senso di vuoto e dalla mancanza di punti di riferimento che iniziare una nuova vita inevitabilmente comporta. È una presa di posizione radicale quella di De Matteo (e di Valentina Ferlan, compagna del regista e sceneggiatrice di ogni suo film) che decide, in questo modo, di costruire tutto il suo film sul processo di ricostruzione, laddove le sue precedenti opere mostravano invece la caduta verticale verso il basso da una posizione di relativo benessere. Peccato che a questo impianto teorico e soprattutto morale non corrisponda poi un’eguale attenzione verso la tenuta del risultato finale. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Perché <em><b>La vita possibile</b></em> si perde quasi subito nelle pastoie tipiche di chi vuole dire molto ma è indeciso sulla direzione da intraprendere. Da un lato abbiamo quindi il piccolo Valerio (un intenso e notevole Andrea Pittorino) alle prese con un suo personale <i>coming of age</i> fatto di giri in bici in solitaria e di un amore platonico per una ragazza che si guadagna da vivere battendo la strada e dall’altro c’è invece il melodramma di Anna che trova lavoro come donna delle pulizie e vive sulle sue spalle tutto il peso di una scelta obbligata il cui prezzo è costretta a dividere con il figlio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">In mezzo più o meno tutti i problemi che da anni attanagliano il cinema italiano di taglio più intimista e appesantiscono non poco quella che sulla carta vorrebbe essere una storia di rinascita, quindi la lentezza pachidermica di una sceneggiatura che, una volta scelto un tema, non si premura di renderlo cinematograficamente appetibile e la sensazione costante che, a questi personaggi, nulla di bello (ma neanche di appena carino) possa accadere. D’altronde per De Matteo il mondo è un brutto posto e con nessuna delle sue opere precedenti ne ha mai fatto mistero, solo magari avrebbe potuto spingere di più sul pedale dell’ottimismo, se non altro trattandosi del suo primo film che mostri una qualche speranza in una vita migliore e, per l’appunto, possibile. Restano però l’interpretazione azzeccatissima di Valeria Golino &#8211; tanto che la si vorrebbe ancora più presente in scena &#8211; e il rigore etico di cui si parlava a inizio articolo. Resta il fatto che, nonostante questo sia il meno riuscito dei suoi film, sia bello sapere che Ivano De Matteo è vivo e lotta insieme a noi. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>Voto</strong> 5,5</span></span></span></p>
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		<title>Questi giorni, il trailer del film di Giuseppe Piccioni</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/29/questi-giorni-il-trailer-del-film-di-giuseppe-piccioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 13:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alessandro Averone]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Le Caselle]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Rubini]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia73]]></category>

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		<description><![CDATA[Un assaggio della pellicola che sarà In Concorso a Venezia 73.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Questi_giorni.jpg"><img class="alignnone wp-image-53642" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Questi_giorni-1024x616.jpg" alt="Questi_giorni" width="650" height="391" /></a></p>
<p>È stato rilasciato il trailer di <em><strong>Questi giorni</strong></em>, il film diretto da <strong>Giuseppe Piccioni</strong> che sarà In Concorso al<a href="http://www.movielicious.it/2016/07/28/venezia-73-svelato-il-programma/" target="_blank"><strong> Festival di Venezia</strong></a> e che sarànelle sale dal 15 settembre. Nel cast:<span id="OLK_SRC_BODY_SECTION"><strong> Margherita Buy</strong>, <strong>Maria Roveran</strong>, <strong>Marta Gastini</strong>,<strong> Caterina Le Caselle</strong>,<strong> Laura Adriani</strong>,<strong> Filippo Timi</strong>,<strong> Alessandro Averone</strong>,<strong> Mina Djukic </strong>e<strong> Sergio Rubini</strong>.</span></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/lR_UvWZ76e4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Una città di provincia. Tra le vecchie mura, nelle scorribande notturne sul lungomare, nell’incanto di un temporaneo sconfinamento nella natura, si consumano i riti quotidiani e le aspettative di quattro ragazze la cui amicizia non nasce da passioni travolgenti, interessi comuni o grandi ideali. Ad unirle non sono le affinità ma le abitudini, gli entusiasmi occasionali, i contrasti inoffensivi, i sentimenti coltivati in segreto. Il loro legame è tuttavia unico e irripetibile come possono essere unici e irripetibili i pochi giorni del viaggio che compiono insieme per accompagnare una di loro a Belgrado, dove l’attendono una misteriosa amica e un’improbabile occasione di lavoro.</p>
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		<title>Nemiche per la pelle</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/04/13/nemiche-per-la-pelle-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 10:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Gerini]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Morelli]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Lucini]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>
		<category><![CDATA[Nemiche per la pelle]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Calabresi]]></category>

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		<description><![CDATA[Claudia Gerini e Margherita Buy  nella commedia al femminile diretta da Luca Lucini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2016)<br />
Uscita: 14 aprile 2016<br />
Regia: Luca Lucini<br />
Con: Margherita Buy, Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Paolo Calabresi<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/nemiche_per_la_pelle_04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52680" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/nemiche_per_la_pelle_04.jpg" alt="nemiche_per_la_pelle_04" width="655" height="436" /></a></p>
<p>E’ altamente improbabile che qualcuno abbia passato anche solo un giorno a strapparsi i capelli per l’assenza dal set del regista di <em>Tre metri sopra il cielo</em>, ma la matematica vuole che <strong>Luca Lucini</strong> non dirigesse un film dal 2010, anno di uscita de <em>La donna della mia vita</em>.<br />
Ora, nonostante il prolungato silenzio &#8211; soprattutto se si considerano i ben sei film girati nei suoi primi sei anni di carriera &#8211; <em><strong>Nemiche per la pelle</strong></em> è ben lungi dal rappresentare uno scarto decisivo rispetto al resto della  sua filmografia. Perché se è vero che il soggetto prova ad alzare un po’ (ma proprio poco poco) il tiro, il risultato è né più né meno la solita commediola italiana che spera di far ridere disseminando sulla sua strada buoni sentimenti misti a facili cliché come se non ci fosse un domani.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Nemiche_perla_pelle.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52681" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Nemiche_perla_pelle.jpg" alt="Nemiche_perla_pelle" width="600" height="400" /></a></p>
<p>La storia è quella di Lucia (<strong>Margherita Buy</strong>) e Fabiola (<strong>Claudia Gerini</strong>), la prima psicologa di animali domestici affetta da tutte le manie e le idiosincrasie che ci si aspetterebbe di trovare in una donna interpretata dalla Buy e la seconda ricca, arrogante e in carriera a capo di un&#8217;importante agenzia immobiliare.<br />
Il solo legame tra queste due donne così diverse è rappresentato da Paolo, ex marito di Lucia e attuale consorte di Fabiola. L’improvvisa scomparsa dell’uomo sembra segnare l’ultimo momento che saranno costrette a condividere, se non fosse che Paolo &#8211; che, con loro due, di figli non ne aveva mai voluti &#8211; lascia al suo amico e avvocato Stefano (<strong>Paolo Calabresi</strong>) una lettera in cui invita le due donne a prendersi cura congiuntamente di Paolo junior, un bambino nato da una relazione extraconiugale. Da questo evento nasce un prevedibile scontro tra le due donne che va da un iniziale e reciproco disinteresse nei confronti del bambino a un progressivo attaccamento che finisce per unirle, portandole a superare giocoforza i conflitti e le divergenze di una vita.</p>
<p>Tutto mediamente edificante e già visto, con l’aggiunta di un timido accenno &#8211; che, per quanto superficiale, immaginiamo Adinolfi gradirà comunque poco &#8211; alla questione che negli ultimi tempi sembra dividere maggiormente l’Italia e cioè se un bambino possa o meno essere cresciuto da due <strong>genitori dello</strong> <strong>stesso sesso</strong>.<br />
Senza dimenticare un parterre maschile di rara pochezza, che sfila in rassegna tutti i più facili stereotipi negativi sull’uomo medio &#8211; che, nel migliore dei casi, è solo vile e menefreghista mentre nei peggiori ha addirittura una famiglia segreta in Cina &#8211; che mai si vorrebbero vedere in un film evidentemente destinato a un pubblico di donne.<br />
A salvare però questo <em><strong>Nemiche per la pelle</strong></em> dal baratro dell’inutilità c’è l’interpretazione di una Claudia Gerini mai così matura, talmente misurata nel suo tratteggiare questa parvenu in bilico tra l’ignoranza un po’ fascia di certa Roma Nord e una tardiva dolcezza materna da sovrastare in più di una scena la performance dell’altra coprotagonista, Margherita Buy, che invece paga lo scotto di un ruolo troppo simile a mille altri già recitati in carriera.<br />
E’ il confronto tra le antitetiche femminilità veicolate dalle due attrici l’unico motivo di interesse di un film che, su questo, sembra appoggiarsi integralmente, senza costruirgli attorno una cornice cinematografica (ma anche solo un minimo approfondimento psicologico non avrebbe guastato affatto) che gli dia il giusto risalto.<br />
Per il resto calma piatta.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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