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	<title>Movielicious &#187; Massimiliano Gallo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La parrucchiera</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 11:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Donadio]]></category>
		<category><![CDATA[La parrucchiera]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefano Incerti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 6 aprile 2017<br />
Regia: Stefano Incerti<br />
Con: Pina Turco, Massimiliano Gallo, Cristina Donadio, Tony Tammaro<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuzione: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Parrucchiera_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55842" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Parrucchiera_2.jpg" alt="La_Parrucchiera_2" width="650" height="370" /></a></p>
<p><em><strong>La parrucchiera</strong></em> del titolo è Rosa (<strong>Pina Turco</strong>), ragazza-madre napoletana che lavora nel salone di Patrizia (<strong>Cristina Donadio</strong>) e Lello (<strong>Tony Tammaro</strong>). Quando le avance di quest’ultimo si fanno troppo pesanti, Rosa è costretta a licenziarsi e Patrizia, che l’ha sempre considerata come una figlia, si sente talmente tradita da prendere le parti del marito.<br />
Rimasta senza lavoro da un giorno all’altro, Rosa tenta la grande scommessa di aprire un salone tutto suo, con l’aiuto delle amiche Micaela, donna passionale e intraprendente, e Carla, trans sensibile e materna. Tra mille difficoltà il sogno alla fine si realizza – anche grazie all’aiuto di Salvatore (<strong>Massimiliano Gallo</strong>), da sempre il grande amore di Rosa – e il negozio non solo si afferma, ma arriva addirittura a rivaleggiare con quello di Lello e Patrizia.<br />
È uno strano cortocircuito quello che vede un pezzo della Gomorra televisiva (la bella protagonista Pina Turco vi recitava il ruolo della moglie di Ciro “l’immortale” e Cristina Donadio quello della cattivissima Scianel) spostarsi da quella Napoli in bianco e neon così stilizzata e iperviolenta ai colori vivaci e sgargianti con cui Stefano Incerti decide di illuminare i <strong>Quartieri Spagnoli</strong>, da sempre crocevia tra l’accezione più fieramente popolare della città e certe sue derive criminali.<br />
In entrambi i casi la costante è l’utilizzo di filtri, non solo cromatici, atti a ridefinire una città più cinematografica del cinema stesso attraverso nuove coordinate sia di significato che di significante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_PARRUCCHIERA_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55843" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_PARRUCCHIERA_3.jpg" alt="La_PARRUCCHIERA_3" width="800" height="489" /></a><br />
Laddove altri avrebbero indirizzato infatti la storia verso lidi ben più drammatici, l’autore de <em>Il verificatore</em> e <em>Gorbaciof</em> abbandona qualsiasi pretesta documentaristica per sposare invece l’estetica del primo Almodóvar in un’operazione in parte già compiuta da <a href="http://www.movielicious.it/2013/04/10/il-volto-di-unaltra/" target="_blank">Pappi Corsicato</a>, solo meno appesantita dal punto di vista poetico-autoriale.<br />
<em><strong>La Parrucchiera</strong></em> inizia quasi come un musicarello in Technicolor, con le canzoni dei Foja a dettare il ritmo di una storia abitata quasi esclusivamente da donne, ognuna delle quali con un sogno da realizzare.<br />
Il pattern narrativo è, in buona sostanza, quello classico che vede dei protagonisti in difficoltà compiere, dal basso, un’impresa che si riteneva impossibile. Ma il senso del film non è da ricercarsi troppo in quello che Incerti racconta, quanto nel modo in cui lo fa. Nella leggerezza complice con cui l’autore osserva questa umanità solidale fatta di donne capaci e testarde ma, allo stesso tempo, anche dolci e fragili, che si barcamenano tra la ribellione e un più quieto spirito di adattamento ad un ambiente che stenta ad inquadrarle se non in relazione a un uomo. Uomini che, al contrario, vengono descritti come un campionario di umana miseria che va dal titolare di bottega con la passione per le ragazzine a un ex bambino prodigio diventato negli anni un acidissimo e vendicativo coiffeur.</p>
<p><em><strong>La Parrucchiera</strong></em> è un film riuscito fin quando sfrutta appieno la sua componente più pop. Perde invece qualche colpo quando, nella seconda parte, Gomorra torna a fare capolino in un contesto fino ad allora amabilmente irreale. E non si tratta, si badi bene, di una supposta difficoltà di Incerti a maneggiare il dramma, tanto più che il regista è alla sua prima commedia in carriera. È più la dissonanza tra due registri antitetici e giustapposti in maniera un po’ forzata che, alla fine, devono trovare un compromesso, e quindi anche una sintesi.<br />
Ne viene fuori un epilogo un po’ tirato via, che non sfrutta appieno le potenzialità dell’universo umano e multiculturale che fa da cornice al tutto. Ed è un peccato, perché se si fosse avuto il coraggio di non lasciare spiragli ad un crimine niente affatto necessario (perpetrato tra l’altro in modo assai poco verosimile), ora staremmo parlando di un <em>Soul Kitchen</em> in salsa partenopea o, al limite, di un nuovo <a href="http://www.movielicious.it/2014/04/16/songe-napule/" target="_blank"><em>Song’ e Napule</em></a>.<br />
Resta comunque il segnale importante di una Napoli – di fatto la vera protagonista del film – capace di produrre immaginari che non si limitino al solo genere.<br />
Per dire che non mi stupirebbe affatto se, a fine visione, a qualcuno venisse la curiosità di farsi un giro nei Quartieri Spagnoli.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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