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	<title>Movielicious &#187; Matilda De Angelis</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il premio</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 08:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Foglietta]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Proietti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Premio]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Zitelli]]></category>
		<category><![CDATA[Matilda De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandro Gassmann dirige e interpreta uno strampalato road-movie con Gigi Proietti, Anna Foglietta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 6 dicembre 2017<br />
Regia: Alessandro Gassmann<br />
Con: Gigi Proietti, Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Matilda De Angelis<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Vision Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_Slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56864" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_Slide.jpg" alt="Il_Premio_Slide" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Alla seconda regia di un lungometraggio di finzione dopo l&#8217;interessante esordio avvenuto nel 2013 con <em>Razzabastard</em>a, <strong>Alessandro Gassmann</strong> cambia del tutto genere e si lancia in una commedia il cui fulcro sembra voler affrontare, una volta per tutte, uno degli aspetti che hanno caratterizzato la sua esistenza: il rapporto con un padre tanto carismatico quanto ingombrante la cui fama e talento avrebbero irrimediabilmente influito sulla vita dei figli. <em><strong>Il Premio</strong></em>, scritto insieme a <strong>Valter Lupo</strong> e <strong>Massimiliano Bruno</strong>, è un road movie su un viaggio strampalato da Roma a Stoccolma che due figli distanti e non all&#8217;altezza del talento paterno (Alessandro Gassmann e <strong>Anna Foglietta</strong>) intraprendono insieme con il loro genitore geniale, Giovanni Passamonti (<strong>Gigi Proietti</strong>), insignito del Nobel per la letteratura, e con il suo segretario tuttofare (<strong>Rocco Papaleo</strong>), per andare a ritirare il prestigioso riconoscimento.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56865" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_2-1024x682.jpg" alt="Il_Premio_2" width="1024" height="682" /></a></p>
<p>Parte da uno spunto non proprio originale Alessandro Gassmann e cerca, strada facendo, di portare avanti contemporaneamente due filoni narrativi: quello più riflessivo e quello più marcatamente brillante. Purtroppo, però, Il premio non riesce a spiccare né all&#8217;interno dell&#8217;uno, né dell&#8217;altro e quello che, almeno nelle intenzioni, sarebbe dovuto essere un ampio racconto intimo e personale, non riserva altro che battute già sentite e personaggi poco più che bidimensionali. Anche un gigante come Gigi Proietti mostra una certa fatica nel tentare di arricchire di sfumature il suo Giovanni Passamonti per  elevarlo il più possibile (in fondo, è pur sempre un Premio Nobel), riuscendo nell&#8217;impresa solo a metà.</p>
<p>Così si va avanti per <strong>cliché</strong>: la limitatezza di Oreste (Gassmann), il cui sogno è aprire una palestra, che si scontra con la ben più elevata caratura culturale di suo padre Giovanni (Proietti), il continuo confronto tra un Nord Europa civilissimo raffrontato puntualmente con l&#8217;Italietta più gretta e incivile, ma anche tanto più sanguigna, e così via. Il resto è tutta una storia di corna e incesti, di rapporto genitori-figli che da disastroso diventa dignitoso e di piccoli, divertenti episodi che, in parte, vanno a colmare i troppi momenti di stanca in un film che si tiene su solo ed esclusivamente grazie a un cast di livello tra cui spicca un&#8217;avvenente e talentuosa <strong>Matilda De Angelis</strong>, già vista e apprezzata in <a href="http://www.movielicious.it/2016/04/05/veloce-come-il-vento/" target="_blank"><em>Veloce come il vento</em></a>, qui nei panni di una cantante in stile Björk con una voce dolce e suadente.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Veloce come il vento</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 06:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Matilda De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Rovere]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Accorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Veloce come il vento]]></category>

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		<description><![CDATA[Azione e dramma nel film sulle corse diretto da Matteo Rovere con uno Stefano Accorsi degno di nota.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 7 aprile 2016<br />
Regia: Matteo Rovere<br />
Con: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei<br />
Durata: 1 ora e 59 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Veloce_come_il_vento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52592" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Veloce_come_il_vento.jpg" alt="Veloce_come_il_vento" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Presentato un po’ superficialmente come il<a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/" target="_blank"><em> Rush</em></a> italiano, <em><strong>Veloce come il vento</strong></em> rappresenta il ritorno alla regia del giovane <strong>Matteo Rovere</strong>, a quattro anni da <em>Gli sfiorati</em> e dopo i successi ottenuti come produttore con <em>Smetto quando voglio</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2016/01/19/the-pills-sempre-meglio-che-lavorare-recensione/" target="_blank"><em>The Pills</em></a>.<br />
Se l’unico trait d’union formale con il bellissimo film di Ron Howard resta infatti il semplice fatto che entrambi siano ambientati nel mondo delle corse automobilistiche, c’è da dire che anche qui si tenta un ardito mix tra intimismo e  genere che, pur non riuscendo appieno, qualche sorpresa pure la riserva.<br />
La prima riguarda proprio il suo protagonista, uno <strong>Stefano Accorsi</strong> alle prese con il ruolo forse più complesso della sua carriera: l’eroinomane Loris, ex leggenda del rally che vede la possibilità di un riscatto tardivo nel talento al volante della sorella adolescente Giulia (<strong>Matilda De Angelis</strong>). La morte del padre dei due lascia infatti quest’ultima completamente sola, con il peso opprimente di un fratellino da crescere e una serie di debiti che solo un primo posto nel campionato italiano di Gran Turismo potrebbe, in qualche modo, saldare.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Veloce_come_il_vento_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52593" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Veloce_come_il_vento_2.jpg" alt="Veloce_come_il_vento_2" width="644" height="377" /></a></p>
<p>Del resto che Matteo Rovere ci sapesse fare con la macchina da presa si era capito sin dal primo, sebbene ancora acerbo, Un gioco da ragazze.<br />
Si intravedevano infatti in nuce una fluidità tecnica e una predisposizione naturale alla costruzione delle inquadrature che sono merce piuttosto rara nel panorama cinematografico italiano. E Veloce come il vento è senz’altro figlio di quello stesso talento, corroborato oggi da una discreta dose di ambizione mista a incoscienza. Un’ambizione che paga per quanto riguarda l’aspetto visivo, con scene ad altissima velocità e che, pur dovendo fare i conti con gli ovvi limiti di budget, coinvolgono lo spettatore e gli restituiscono l’adrenalinica sensazione della velocità, oltre all&#8217;infinita precarietà di chi, trovandosi all’interno dell’abitacolo di un’auto da corsa, lega la propria vita a doppio nodo anche al più piccolo dei possibili errori di traiettoria.<br />
L’ambizione di Rovere, invece, riesce meno laddove si scontra con un altro tipo di limite, meno squisitamente pratico, e cioè in una sceneggiatura (scritta dal regista insieme a <strong>Filippo Gravino</strong> e <strong>Francesca Manieri</strong>) che pecca nel suo voler dire troppo finendo con l’esagerare nell’accumulo di elementi drammatici. Per dire che infilare, nello stesso script, romanzo di formazione, elaborazione del lutto, dramma familiare, <strong>tossicodipendenza</strong> e anche un accenno alle <strong>pari opportunità</strong> forse è oggettivamente troppo.</p>
<p>Il risultato è qualcosa di molto simile a una corsa tra eventi tutti mediamente tragici ma completamete priva di pit stop magari utili a tirare un po’ il fiato. Lo stesso errore commesso da Claudio Cupellini con il suo recente Alaska, anche se Veloce come il vento è aiutato, almeno in parte, dalle scene in pista di cui sopra che se non altro riescono a spezzare, a tratti, la monolitica e cupa aura di disperazione che grava su tutta la storia.<br />
Di fatto il tema “motori”, sebbene centrale nella caratterizzazione dei personaggi, diviene ben presto periferico rispetto ai drammi che questi si trovano costretti ad affrontare. Quasi come se Rovere, a un certo punto, abbia avuto timore di abbandonare del tutto il côté autoriale per dedicarsi piuttosto all’intrattenimento puro.<br />
Al netto però di qualche errore di scrittura che rende alcuni passaggi meno verosimili di altri (è francamente improbabile che una pericolosissima corsa clandestina possa avere luogo per le strade di Matera) il film è ben diretto e (molto) ben interpretato, non solo da Accorsi &#8211; unghie nere, denti marci e una quindicina di chili in meno per sembrare un tossico più credibile &#8211; ma anche dalla giovane e quasi esordiente Matilda De Angelis. E’ un chiaro invito a non abbattersi mai, anche quando le circostanze sembrano più avverse.<br />
E a tagliare le curve, toccando anche un po’ il cordolo, pur di guadagnare in velocità sugli altri.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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