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	<title>Movielicious &#187; Maya Sansa</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La verità sta in cielo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 06:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Orlandi]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[La verità sta in cielo]]></category>
		<category><![CDATA[Maya Sansa]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Scamarcio]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle mani di Roberto Faenza il caso Orlandi diventa fiction di basso livello. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 6 ottobre 2016<br />
Regia: Roberto Faenza<br />
Con: Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54181" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_1.jpg" alt="La_verità_sta_in_cielo_1" width="670" height="368" /></a></p>
<p><strong><em>La verità sta in cielo</em></strong> è il film con cui <strong>Roberto Faenza</strong> vorrebbe ricostruire gli eventi che, nel giugno del 1983, portarono alla sparizione, in pieno centro di Roma, di <strong>Emanuela Orlandi</strong>, figlia quindicenne di un funzionario vaticano. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo perché Faenza non solo non aggiunge nulla al triste caso di cronaca che non sia già stato ripetuto più e più volte negli ultimi trent’anni, ma si rivela carente anche nell’unica cosa che poteva fare (anzi doveva) in assenza di risvolti inediti, ossia ricostruire in modo quanto più verosimile l’inquietante vaso di Pandora colmo di intrecci di potere che quello che sembrava un semplice rapimento andò poi a scoperchiare.<br />
Invece l’autore riesce a toppare su tutto, ma andiamo per gradi.<br />
Il film si apre infatti sull’unico personaggio fittizio della storia, una giornalista inglese di origini italiane (<strong>Maya Sansa</strong>) inviata in Italia per indagare sul caso Orlandi alla luce delle connessioni tra questo e lo scandalo di Mafia Capitale. Una volta giunta a Roma, la giovane reporter riesce ad entrare in contatto con Sabrina Minardi, ex fidanzata di Enrico “Renatino” De Pedis (<strong>Riccardo Scamarcio</strong>) decisa, dopo anni, a rivelare tutto ciò che sa sul coinvolgimento del boss della banda della Magliana nel caso Orlandi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-54182" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_2-1024x540.jpg" alt="La_verità_sta_in_cielo_2" width="650" height="343" /></a></p>
<p>Ora, a parte capire quale folle scelta di casting abbia portato a prendere anche solo in considerazione Shel Shapiro per il ruolo di un direttore di un giornale britannico, non si comprende la necessità di scritturare Greta Scarano &#8211; attrice di appena trent’anni &#8211; per poi riempirle la faccia di silicone fino a renderla irriconoscibile e costringerla a recitare nei panni di una Minardi ormai sessantenne.<br />
Lungi dall’essere elementi periferici e quindi non suscettibili di compromettere la riuscita del film, questi sono due esempi di come il lavoro sulla ricostruzione anche solo estetica di un periodo chiave della nostra storia recente sia stato svolto in maniera approssimativa, per non dire raffazzonata. Che poi un regista di esperienza decennale, sebbene dai risultati alterni, costruisca un film dichiaratamente di fiction come una mera sequela di scene a due in cui un personaggio racconta all’altro una parte della (sua) verità è inaccettabile, sia da un punto di vista stilistico che etico. Complici forse i limiti di budget, ne La verità sta in cielo quasi nulla viene mostrato, con un risultato che, lontano anni luce anche dalla peggiore serialità nazionalpopolare, si avvicina pericolosamente alle ricostruzioni filmate di programmi come <em>Chi l’ha visto?</em> o <em>Blu notte</em>.</p>
<p>Ora, non c’è alcun dubbio che gli ultimi cinquant’anni della <strong>storia criminale italiana</strong> rappresentino una fonte inesauribile di materiale (lo sa bene Giancarlo De Cataldo che, su questo, ci ha costruito una carriera) e la nostra cinematografia, in passato, vi ha giustamente attinto scrivendo pagine memorabili di cinema civile.<br />
Senza neanche andare a scomodare Francesco Rosi o Elio Petri, basterebbe ricordare il dignitosissimo lavoro svolto da Giuseppe Ferrara (da <em>Il sasso in bocca</em> fino a <em>Il caso Moro</em>) o da Marco Tullio Giordana con <em>Pasolini, un delitto italiano</em> e l’ingiustamente snobbato <a href="http://www.movielicious.it/2012/03/28/romanzo-di-una-strage/" target="_blank"><em>Romanzo di una strage</em></a>.<br />
Si trattava di ricostruzioni fedeli, del tutto prive delle inspiegabili velleità investigative di autentici pastrocchi come questo di faenza o il recente <a href="http://www.movielicious.it/2016/03/22/la-macchinazione/" target="_blank"><em>La macchinazione</em></a> di David Grieco. Di fronte a una tale pochezza di messa in scena si sarebbe preferito di gran lunga assistere a una docufiction (che pure il film di Faenza, a tratti, sembra simulare) o a libera rilettura in chiave di genere, una di quelle che avrebbe potuto fare il Michele Placido di <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/21/vallanzasca-gli-angeli-del-male/" target="_blank"><em>Vallanzasca – Gli angeli del male</em> </a>con una buona sceneggiatura per intenderci.<br />
Stupisce, più che altro, la decisione di un’attrice brava come Maya Sansa e di uno lanciato come Riccardo Scamarcio di essere associati a un film di qualità così risibile.<br />
Roba da prima serata su Rai 1, a riempire lo spazio rimasto vuoto in palinsesto tra una stagione e l’altra di <em>Don Matteo</em>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 2</p>
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		<title>Rendez-Vous 2014: quest&#8217;anno il cinema francese attraversa l’intera penisola</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 06:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Frezza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Bertrand Tavernier]]></category>
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		<category><![CDATA[Thierry Lhermitte]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent Macaigne]]></category>

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		<description><![CDATA[In arrivo per il pubblico italiano, il meglio del nuovo cinema d'oltralpe. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/rendez-vous-cinema-francese-2014.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36170" title="rendez-vous-cinema-francese-2014" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/rendez-vous-cinema-francese-2014.jpg" alt="" width="336" height="336" /></a></p>
<p>E&#8217; stato inaugurato ieri a Roma e proseguirà nella capitale sino a domenica 6 aprile, con la proiezione ad inviti del film <strong><em>Quai d’Orsay</em></strong>, ultimo lavoro di <strong>Bertrand Tavernier</strong>, la quarta edizione di <strong>Rendez -Vous, Appuntamento con il nuovo cinema fracese</strong>, la kermesse dedicata al nuovo cinema d’Oltralpe che nell’arco di più di un mese, toccherà le città di: Palermo, Bologna, Torino, MIlano e, da quest&#8217;anno, anche Napoli.</p>
<p>Ciascuna ripresa accoglie parte della programmazione romana e un focus dedicato a un ospite speciale. Iniziativa dell’<em>Ambasciata di Francia </em>in Italia, la manifestazione è realizzata dall’<em>Institut français Italia</em>, in collaborazione con <em>Unifrance films</em>, con la partecipazione dell’<strong><em>Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</em></strong>. La direzione del progetto è affidata a <strong>Alix Davonneau</strong>, responsabile dell’audiovisivo dell’Ambasciata di Francia e la direzione artistica del festival a <strong>Vanessa Tonnini</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/quai-dorsay-11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36171" title="quai-dorsay-11" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/quai-dorsay-11.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ad aprire il festival, la commedia brillante, popolare e politica a firma Bertrand Tavernier: <em>Quai d’Orsay </em>adattamento del graphic novel di grande successo <em>I segreti del Quai d’Orsay </em>di Christophe Blain e Abel Lanzac, premio speciale della giuria per la sceneggiatura al Festival di San Sebastián. A 72 anni, Tavernier ci regala un ritratto satirico del Gabinetto del Ministro degli Esteri Alexandre Taillard, interpretato da un vulcanico <em>Thierry Lhermitte</em>, cui fa controcanto Niels Arestrup, il direttore di Gabinetto – insignito del Premio César 2014 come miglior attore non protagonista. Tavernier esplora i retroscena della vita diplomatica per un flm corale, malizioso e divertente sul culto del potere e della parola. A presentare il film a Roma, in anteprima nazionale, oltre al regista, l’attore Raphael Personnaz che interpreta il ruolo del giovane enarca Arthur Vlaminck.</p>
<p>Quaranta titoli circa, per un viaggio alla scoperta della ricchezza del cinema francese, con una programmazione che attraversa tutti i generi, dalla produzione popolare a quella più sofisticata, dai campioni di incasso alle pellicole indipendenti. A Roma tre programmazioni per le quattro sedi della manifestazione: il CINEMA QUATTRO FONTANE e la CASA DEL CINEMA ospitano la SEZIONE NOVITÀ E ANTEPRIME, panoramica completata da CINEASTI DEL PRESENTE, sezione curata dall’ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA – VILLA MEDICI, mentre il MAXXI – MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO, sarà sede di un evento dal titolo: VISIONI TRA CINEMA E FOTOGRAFIA IN FRANCIA E IN ITALIA: LA POSA E IL MOVIMENTO, che mette a confronto artisti italiani e francesi.</p>
<p>Rendez-vous propone quest’anno un focus sull’attore <strong>Vincent Macaigne</strong>, apprezzato dal pubblico al Festival di Cannes nel 2013. Macaigne sarà protagonista di tre film del festival, tra cui <strong><em>2 Automnes 3 Hivers</em></strong> di Sébastien Betbeder e <strong><em>La Bataille de Solférino </em></strong>di Justine Triet che vengono mostrati in questa sezione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/grand-central-tahar-rahim.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36172" title="grand-central-tahar-rahim" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/grand-central-tahar-rahim.jpg" alt="" width="500" height="301" /></a></p>
<p>Vedremo anche <strong><em>Grand Central</em></strong> di Rebecca Zlotowski che ancora non è uscito in Italia, con la talentosa coppia d’eccezione <strong>Léa Seydoux</strong> (<em>La vita di Adèle</em>)  – <strong>Tahar Rahim</strong> (<em>Il profeta</em>). Tra le opere prime, citiamo <em>Des étoiles</em> della cineasta franco-senegalese Dyana Gaye che vede tra gli interpreti la nostra Maya Sansa.</p>
<p>Tutti i film verranno proiettati <strong>in versione originale</strong> <strong>con sottotitoli in italiano </strong>e presentati da registi ed attori francesi.</p>
<p>Per il programma dettagliato dell’evento, <a href="http://institutfrancais-italia.com/it/cinema-e-tv/festival/festival-rendez-vous-appuntamento-con-il-nuovo-cinema-francese-2014"><strong>QUI</strong></a> trovate tutti i dettagli. Ecco le città toccate da Rendez-Vous 2014:</p>
<p>NAPOLI (7 aprile 2014)| Institut français di Napoli</p>
<p>BOLOGNA (dal 10 aprile 2014)| Cineteca Nazionale</p>
<p>PALERMO (12-13 aprile 2014)| Cinema le Rouge et le Noir</p>
<p>TORINO (15-17 aprile 2014)| Museo Nazionale del Cinema</p>
<p>MILANO (7-10 maggio 2014)|Institut français Milano</p>
<p><em>(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</em></p>
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		<title>Molière in bicicletta</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 13:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrice Luchini]]></category>
		<category><![CDATA[Lambert Wilson]]></category>
		<category><![CDATA[Maya Sansa]]></category>
		<category><![CDATA[Molière in bicicletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Philippe LeGuay e la sua rilettura moderna (e un po' troppo leggera) de Il Misantropo molieriano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Alceste à bicyclette, Francia 2013)<br />
Uscita: 12 dicembre 2013<br />
Regia: Philippe Le Guay<br />
Con: Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/moliere-in-bicicletta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33817" title="moliere-in-bicicletta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/moliere-in-bicicletta.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Gauthier Valence (Lambert Wilson) e Serge Tanneur (Fabrice Luchini) sono due vecchi amici. Entrambi attori, nel corso degli anni, hanno intrapreso strade professionali e umane diametralmente opposte. Se Gauthier infatti ha trovato fama e successo interpretando il ruolo di un chirurgo in un medical drama televisivo, Serge ha abbandonato le scene al culmine della sua carriera, ritirandosi in una sorta di esilio dorato su un&#8217;isoletta francese.<br />
Quando Gauthier decide di tentare la svolta del teatro impegnato, parte alla volta di Île de Ré per tentare di convincere Serge a rompere il suo isolamento e a tornare sulle scene per recitare insieme in un adattamento del <em>Misantropo</em> di Molière.<br />
Quest&#8217;ultimo, dopo un&#8217;iniziale ritrosia, chiederà all&#8217;amico una settimana di tempo per decidere.<br />
Tra prove infinite, passeggiate in bicicletta e l&#8217;incontro con Francesca (Maya Sansa), un&#8217;affascinante ragazza italiana, la convivenza tra i due attori si rivelerà più complessa di quanto Gauthier non avesse previsto.</p>
<p>Complice il passaggio all&#8217;ultimo Torino Film Festival, questa raffinata commedia, campione d&#8217;incassi in patria, trova la strada della distribuzione italiana. Ed è una curiosa coincidenza quella che porta nelle sale, a poche settimane di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, due film francesi che del rapporto tra teatro e vita reale: Mòliere in bicicletta, per l&#8217;appunto, e <em>Venere in pelliccia</em> di Roman Polanski.</p>
<p>Il paragone non sembri azzardato. Entrambi i film vedono infatti una coppia di protagonisti in qualche modo costretti a coabitare in uno spazio fisico &#8220;chiuso&#8221; &#8211; il piccolo teatro nel caso di Polanski e l&#8217;isola nel film di Philippe Le Guay (<em>Le donne del sesto piano</em>) &#8211; e in tutti e due i casi il teatro diventa ben presto la scusa per riflettere sui ruoli che si recitano nella vita e su come questi, sovente, ci blocchino in posizioni precostituite e non ci permettano di evolvere.</p>
<p>Solo che laddove Polanski parte quasi subito per la tangente &#8211; per lui usuale &#8211; del gioco al massacro onde confezionare un raffinatissimo meccanismo a orologeria, Le Guay si accontenta di firmare una garbata commedia in cui si gioca con le classiche dicotomie &#8220;cultura alta VS cultura bassa&#8221; (la scena in cui i due riesumano un apparecchio TV per guardare una puntata della fiction in cui recita Gauthier è indicativa di questo approccio) e &#8220;grande città VS isola&#8221; per costruire una cornice leggera alle dissertazioni dei due protagonisti sulla figura di Alceste &#8211; protagonista del <em>Misantropo</em> &#8211; e sulla giusta enunciazione dei versi alessandrini.</p>
<p>Anche se contraddistinto da due belle prove attoriali (so che non c&#8217;entra nulla ma la somiglianza fisica tra Lambert Wilson e Rupert Everett è straordinaria) il risultato è lieve e non riesce mai a pungere neanche dove potrebbe osare di più, decidendo invece di restare sempre all&#8217;interno dei lidi inoffensivi di una commedia colta (ma non troppo) che piace agli intellettuali perché &#8220;si ride ma c&#8217;è pur sempre di mezzo Mòliere&#8221; e non scontenta neanche il pubblico meno colto che ha l&#8217;impressione di divertirsi in maniera &#8220;intelligente&#8221;.</p>
<p>In definitiva un film anche piacevole, ma un po&#8217; cerchiobottista.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
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		<title>L&#8217;uomo che verrà</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 15:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Zuccheri Montanari]]></category>
		<category><![CDATA[Maya Sansa]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2009)<br />
Uscita: 22 gennaio 2010<br />
Regia: Giorgio Diritti<br />
Con: Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Greta Zuccheri Montanari<br />
Durata: 1 ora e 57 minuti<br />
Distribuito da: Mikado</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/luomo-che-verra.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11374" title="luomo-che-verra" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/luomo-che-verra.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>Inverno del 1943. La piccola Martina, unica figlia di una famiglia di contadini, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna. Anni prima ha perso un fratellino appena nato, e da allora ha smesso di parlare. La mamma rimane nuovamente incinta e la bimba aspetta con ansia la nascita del fratello. Ma fuori della grande casa di campagna in cui Martina è al sicuro tra l&#8217;affetto dei genitori, la vita diventa sempre più difficile a causa della guerra. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 la mamma di Martina dà alla luce il piccolo, mentre le S.S. scatenano nella zona un pattugliamento senza precedenti, passato tristemente alla storia come la strage di Marzabotto.</p>
<p>Dopo<em> Il vento fa il suo giro</em> (recitato in occitano, italiano e francese), Diritti torna al dialetto e al suo potere agglomerante. Questa volta è un romagnolo stretto che necessita di sottotitoli, ma che conferisce alla storia una veridicità altrimenti irraggiungibile. Poi c&#8217;è il &#8220;non detto&#8221;, che passa attraverso lo sguardo di Martina (una sorprendente Greta Zuccheri Montanari), che assiste con stupore a ciò che le accade intorno. La consapevolezza delle atrocità della guerra si fa concreta negli occhi della piccola e Diritti sceglie di raccontare la sua versione della Strage di Marzabotto, proprio attraverso questa innocenza.</p>
<p>Minuziosa e realistica la fotografia di Roberto Cimatti, che segue gli orrori sottolineati da una narrazione solida e cruda. Tanti i riferimenti cinematografici che appaiono ben chiari nella mente di Diritti: da Olmi ai fratelli Taviani (<em>La notte di San Lorenzo</em> tra tutti). Ma sono solo spunti o ispirazioni, perché il regista bolognese crea una sua personalissima visione degli eventi che ha scelto di raccontare, e senza alcuna retorica. Il risultato è un&#8217;opera densa di contenuti, emozioni e colori che riesce a scavare con dignità e discrezione nell&#8217;animo di chi, in una guerra, non ha voce.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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