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	<title>Movielicious &#187; Nathalie Baye</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>È solo la fine del mondo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/05/e-solo-la-fine-del-mondo-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 18:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[È solo la fine del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Garpard Ulliel]]></category>
		<category><![CDATA[Juste la fin du monde]]></category>
		<category><![CDATA[Lea Seydoux]]></category>
		<category><![CDATA[Marion Cotillard]]></category>
		<category><![CDATA[Nathalie Baye]]></category>
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		<category><![CDATA[Xavier Dolan]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Juste la fin du monde, Canada, Francia 2016)<br />
Uscita: 7 dicembre 2016<br />
Regia: Xavier Dolan<br />
Con: Garpard Ulliel, Nathalie Baye, Léa Seydoux, Vincent Cassel, Marion Cotillard<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuzione: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-Only-the-End-of-the-World.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54665" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-Only-the-End-of-the-World.png" alt="Its-Only-the-End-of-the-World" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Con <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> – suo sesto film in sette anni di attività registica –<strong> Xavier Dolan</strong> rimescola le carte del proprio cinema partendo da un testo altrui (nello specifico una pièce di <strong>Jean-Luc Lagarce</strong>, morto di AIDS nel ‘95) e il risultato è, paradossalmente, quanto di più dolaniano fosse lecito aspettarsi.<br />
La matrice teatrale è infatti utile all’enfant prodige canadese per asciugare i tempi di un racconto che proprio nella secchezza linguistica trova il suo pregio maggiore e concentrare l’azione in un’unità di spazio oggettivamente troppo angusta per riuscire a contenere tutti i sentimenti in gioco. Lo spazio in questione è quello di una casa in cui il giovane scrittore di successo Louis (un <strong>Gaspard Ulliel</strong> di straordinaria intensità) manca da dodici anni e torna per comunicare una notizia importante alla sua famiglia.<br />
Ad accoglierlo trova il grande amore di sua madre e dei suoi fratelli, ma l&#8217;evento diventa ben presto un&#8217;occasione in cui emergeranno non solo i reciproci sentimenti ma anche i più profondi rancori, le questioni irrisolte e una serie di dubbi accumulati nel tempo.<br />
Il tempo è il concetto attorno al quale sembra ruotare tutto il film. Il troppo tempo passato dall’ultima visita del protagonista a casa, certo, ma anche il poco tempo a disposizione per riuscire a dire tutto ciò che non si è mai stati capaci di dire. Quello stesso tempo scandito con ostinata precisione dall’uccellino di un orologio a cucù che un autentico colpo di genio rende protagonista dell’emblematica scena finale del film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-only-the-end-of-the-world_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54666" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-only-the-end-of-the-world_2.png" alt="Its-only-the-end-of-the-world_2" width="936" height="509" /></a></p>
<p>È un tempo che Louis subisce e contemporaneamente prova a bloccare, nel tentativo di non perdersi nel vortice di malcelati risentimenti e nevrosi messo in scena da Dolan. Cerca così di riempirsi gli occhi dei volti e dei gesti di quelle persone alle quali, per quanto possano apparirgli estranee, sente comunque di appartenere.<br />
C’è spazio per un’ampia gamma di emozioni in <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em>: c’è l’astio urlato a gran voce dal fratello Antoine che, pur essendo il figlio maggiore, si è sempre sentito secondo, la goffa curiosità di Suzanne (<strong>Léa Seydoux</strong>) che, quando Louis è partito, era poco più di una bambina, e una madre amorevole e imperfetta che rivendica con veemenza il proprio diritto di riaccogliere in casa il suo figliol prodigo onde poi rivelarsi del tutto impreparata a esternargli tutto l’amore che ha dentro. Anche se il punto di vista privilegiato è in realtà quello di Catherine (<strong>Marion Cotillard</strong>) che, pur vedendo Louis per la prima volta, riesce a comprenderne appieno le ragioni, forse perché svincolata dai legacci di qualsiasi sentimento pregresso.<br />
Il racconto di questa riconciliazione impossibile diventa così uno sfrenato kammerspiel di nervi tesi e scoperti. Una minuscola apocalisse che ci viene mostrata nell’istante esatto in cui si consuma, attorno a quel focolare domestico che è da sempre sinonimo sia di pace che di sommessi drammi interiori.</p>
<p>Della maturità stilistica del ventisettenne Dolan si dice ormai già da anni, ma qui la sua sensibilità di autore si fa impressionante. È palese nel modo in cui scandaglia gli spazi, filmando la fitta consistenza della polvere sedimentata sui ricordi di bambino del protagonista.<br />
La stessa maturità con cui la macchina da presa, incollata ai personaggi in una serie pressoché ininterrotta di primissimi piani che ne mostrano ogni impercettibile sfumatura espressiva, fa di <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> un film pieno di parole in cui a pesare sono però soprattutto i silenzi.<br />
I topoi di Dolan ci sono tutti, compresi una mamma ingombrante – non a caso interpretata da Nathalie Baye, in una sorta di inevitabile rimando a <a href="http://www.movielicious.it/2016/06/16/laurence-anyways-recensione/" target="_blank"><em>Laurence Anyways</em></a> – e una musica pop decontestualizzata fino ad amplificare il lirismo delle immagini, ma c’è anche molto di più.<br />
Quasi come se questo film si ponesse come un’ideale quadratura di un cerchio in cui convivono tracce di tutte le sue opera precedenti (in fondo cos’è il rabbioso personaggio di <strong>Vincent Cassel</strong> se non una versione adulta del protagonista di <a href="http://www.movielicious.it/2014/12/04/mommy/" target="_blank"><em>Mommy</em></a>?) e i primi e già chiari segnali di quelle che verranno. All’indomani della sua presentazione all’ultimo <strong>Festival di Cannes</strong> (dove comunque è stato premiato con il Gran Premio della Giuria) alcuni critici hanno parlato di <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> come del primo film minore di Xavier Dolan.<br />
Per chi scrive invece è il suo capolavoro.</p>
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		<title>Laurence Anyways</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/16/laurence-anyways-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 11:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Laurence Anyways]]></category>
		<category><![CDATA[Melvil Poupaud]]></category>
		<category><![CDATA[Nathalie Baye]]></category>
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		<category><![CDATA[Xavier Dolan]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver trionfato a Cannes quattro anni fa, finalmente nelle sale l'opera terza di Xavier Dolan.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Canada, Francia 2012)<br />
Uscita: 16 giugno 2016<br />
Regia: Xavier Dolan<br />
Con: Melvil Poupaud, Suzanne Clément, Nathalie Baye<br />
Durata: 2 ore e 48 minuti<br />
Distribuito da: Movies Inspired</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Laurence_Anyways.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53307" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Laurence_Anyways.jpg" alt="Laurence_Anyways" width="650" height="370" /></a></p>
<p>L’estate, per il cinefilo, è proprio una bella stagione.<br />
Lo è anche per chiunque altro, ovvio, ma per motivi diversi.<br />
In questa sede non parliamo infatti di vacanze al mare, ma delle politiche distributive che, libere dai vincoli del blockbuster di turno, possono concedersi &#8211; e, di conseguenza, concedere a chiunque ami il cinema &#8211; uscite tardive da gustarsi spesso nel buio di una sala semivuota.<br />
Il caso di <strong>Xavier Dolan</strong> però è diverso.<br />
Già autore di culto per una cospicua nicchia di fan, l’autore di Mommy è ormai da qualche anno oggetto di un hype che si addice più a una rockstar che non a un cineasta e che travalica i confini spesso labili tra underground e mainstream, generando interesse per qualsiasi cosa egli faccia, videoclip di Adele inclusi.<br />
In attesa quindi di vedere il suo ultimo <a href="http://www.movielicious.it/2016/05/09/prime-clip-da-juste-la-fin-du-monde-di-xavier-dolan/" target="_blank"><em><strong>Juste la Fin du Monde</strong></em></a> (Grand Prix all’ultimo Festival di Cannes e in uscita da noi il 1° dicembre) è assai più che gradita la decisione della Movies Inspired di distribuire in sala <em><strong>Laurence Anyways</strong></em>, opera terza dell’enfant prodige canadese e suo primo capolavoro.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Lawrence_Anyway.jpg"><img class="alignnone wp-image-53308" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Lawrence_Anyway-1024x576.jpg" alt="Lawrence_Anyway" width="650" height="366" /></a></p>
<p>La storia è quella di Laurence (<strong>Melvil Poupaud</strong>) che, nel giorno del suo trentesimo compleanno, rivela ad amici e parenti la sua intenzione di diventare una donna e della sua ragazza Fred (Suzanne Clément) che, pur rimanendone sconvolta, accetta di rimanere al suo fianco per il troppo amore.Da lì per i due ha inizio un percorso ad ostacoli fatto di stigma sociale e ostilità assortite verso una scelta così poco conforme agli st andard del pensare comune.<br />
Ma la trama poco importa laddove ogni singolo fotogramma di <em><strong>Laurence Anyways</strong></em> trasuda una maturità di stile e, più in generale, un’idea di cinema che non solo è arduo riscontrare in un autore che, all’epoca, aveva solo 23 anni, ma anche in intere filmografie.<br />
Il tema della transessualità viene qui spogliato di tutti i suoi orpelli teorici e mostrato, con inusitata delicatezza, nella sua più infinita semplicità.<br />
Opera monstre (in primis per la sua durata) il film di Dolan è una storia d’amore che travalica i generi, sia cinematografici che sessuali, e letteralmente ipnotizza con una varietà impressionante di suggestioni visive.<br />
Durante le quasi tre ore di visione si passa infatti da Almodovar a Lynch con un occhio sempre puntato a quegli anni ottanta così fortemente richiamati dalla colonna sonora, in un excursus estetico e testuale che ha tutti i connotati del punto di arrivo artistico piuttosto che di uno dei primi passi di quello che, per molti versi, finirà con l’essere ricordato come l’Orson Welles dei nostri giorni.</p>
<p>QUI L&#8217;ELENCO DELLE SALE IN CUI LAWRENCE ANYWAYS È IN PROGRAMMAZIONE</p>
<p>C’è una sensibilità nel modo che ha Dolan di guardare ai suoi magnifici due protagonisti a cui, da spettatori, non siamo affatto abituati e che ci porta a partecipare ad ogni passaggio del loro calvario d’amore con un trasporto che va oltre il semplice concetto di fruizione cinematografica.<br />
Il giovane autore ha infatti un’innata capacità di utilizzare gli strumenti del melodramma silenziandone i toni e trasformando ogni potenziale scena madre in un compendio di umanità dalla dolcezza quasi insostenibile.<br />
Tutti gli ingredienti che hanno portato i film successivi (<em>Tom à la ferme</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2014/12/04/mommy/" target="_blank"><em>Mommy</em></a> soprattutto) a essere riconosciuti quasi universalmente come pietre miliari del cinema di oggi sono già ben presenti in <em><strong>Laurence Anyways</strong></em> e &#8211; commozione per una delle scene finali più struggenti mai viste al cinema a parte &#8211; il sentimento che pervade lo spettatore una volta uscito dalla sala è per lo più di stupore. Per un film che non si limita a parlare d’amore ma che di amore sembra proprio essere fatto. Amore per il protagonista certo, ma anche per il cinema, vissuto con la serietà di chi sa che, arrivati a questo punto, il gioco si fa serio ma anche con la spensieratezza dei propri vent’anni.<br />
Ora c’è solo da sedersi e aspettare per vedere di quali mirabilie sarà capace questo piccolo e prolifico genio negli anni a venire. Nel frattempo, però, fatevi un regalo e correte a sorridere e a piangere &#8211; insomma, a vivere &#8211;  con questo autentico gioiello di stile e nervi scoperti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Marion Cotillard e Léa Seydoux nel prossimo film di Xavier Dolan</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 16:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gaspard Ulliel]]></category>
		<category><![CDATA[Just La Fin Du Monde]]></category>
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		<description><![CDATA[Il regista di Tom à la ferme e di Mommy presto al lavoro su Just La Fin Du Monde. I dettagli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/marion.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42418" title="marion" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/marion.jpg" alt="" width="499" height="328" /></a></p>
<p>A poche settimane dall&#8217;inizio del Festival di Cannes 2015, dove siederà <a href="http://www.movielicious.it/2015/04/21/cannes-2015-annunciati-i-nomi-dei-membri-della-giuria-ufficiale/" target="_blank">in qualità di giurato</a>, veniamo a sapere che il giovane regista canadese <strong>Xavier Dolan</strong> inizierà a fine maggio le riprese del suo prossimo film. E&#8217; la  Seville Pictures ad annunciarlo. Il titolo sarà  <em><strong>It&#8217;s Only The End Of The World</strong></em>, titolo ufficiale in francese <strong><em>Just La Fin Du Monde</em></strong>. Il cast è stellare e sarà composto da <strong>Marion Cotillard</strong>, <strong>Léa Seydoux</strong>,<strong> Vincent Cassel</strong>, <strong>Nathalie Baye </strong>e <strong>Gaspard Ulliel</strong>. Pochi i dettagli conosciuti riguardanti la trama, si sa che il film prenderà ispirazione da una commedia di Jean-Luc Lagarce e che racconterà la storia di una scrittrice che torna a casa dopo dodici anni di assenza per annunciare la sua morte. Forse  durante il Festival di Cannes il regista di <em>Tom à la ferme</em> e di <em>Mommy</em> si sbottonerà un po&#8217; e rilascerà altri dettagli su un progetto che si preannuncia già molto atteso</p>
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