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	<title>Movielicious &#187; Pastorale americana</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>American Pastoral</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 13:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[American Pastoral]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[Ewan McGregor]]></category>
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		<category><![CDATA[Pastorale americana]]></category>

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		<description><![CDATA[Ewan McGregor regista e interprete dell'adattamento del romanzo Premio Pulitzer di Philip Roth.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 20 ottobre 2016<br />
Regia: Ewan McGregor<br />
Con: Ewan McGregor, Jennifer Connelly, Dakota Fanning<br />
Durata: 2 ore e 6 minuti<br />
Distribuzione: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/American_Pastoral_1.jpg"><img class="size-full wp-image-54354" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/American_Pastoral_1.jpg" alt="AP_D11_04689.ARW" width="650" height="370" /></a></p>
<p>L’esordio alla regia di <strong>Ewan McGregor</strong>, <em><strong>American Pastoral</strong></em>, riapre per l’ennesima volta il discorso relativo alla necessità di certi adattamenti cinematografici di capolavori della letteratura.<br />
Indipendentemente infatti dal coraggio mostrato dall’attore scozzese nel decidere di portare sullo schermo un libro non solo complesso ma anche così profondamente americano come il romanzo (Premio Pulitzer) di <strong>Philip Roth</strong>, le difficoltà erano molteplici.<br />
Perché<em><strong> American Pastoral</strong></em> rientra a buon titolo in quel novero di libri la cui traccia narrativa risulta poco più che un pretesto per parlare in realtà d’altro. In questo caso della definitiva morte del Sogno Americano sotto il peso di una contestazione giovanile che, in seguito al fallimento del “make love, not war” sessantottino, si scopriva capace di ripagare la violenza subita con la stessa moneta. In tal senso un romanzo che molto si avvicina al capolavoro di Roth per come cerca di leggere gli Stati Uniti di oggi andando a ritroso fino al momento in cui tutto è cambiato è <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/24/vizio-di-forma/" target="_blank"><em>Vizio di forma</em> </a>di Thomas Pynchon. Laddove però P.T. Anderson, nel trasporre quest’ultimo in immagini, decide di dare forma visiva &#8211; o almeno una sua interpretazione &#8211; allo stile di Pynchon prima ancora che limitarsi a raccontare una storia, McGregor procede in maniera esattamente opposta.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/American-Pastoral_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54355" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/American-Pastoral_2-1024x576.jpg" alt="American Pastoral_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Ecco dunque che il suo film si concentra quasi solo sull’amore di un padre per una figlia che, a un certo punto, molto semplicemente si perde mentre il coté più profondamente politico della matrice letteraria (il terrorismo in casa propria, gli scontri razziali) rimane invece come sfondo.<br />
La storia di Seymour Levov (Ewan McGregor), conosciuto da tutti come “lo Svedese”, che dalla vita sembra avere avuto tutto: bellezza, un buon lavoro e una moglie bellissima (<strong>Jennifer Connelly</strong>). Ma il destino ha in serbo una sorte ben più amara per l’uomo che, in seguito a una scelta radicale quanto tragica compiuta dalla figlia adolescente (<strong>Dakota Fanning</strong>) assiste alla rovina di tutto il proprio mondo.<br />
Ovvio che un processo di così estrema semplificazione del testo porti con sé anche il rischio di assottigliare il valore metanarrativo di <em>Pastorale americana</em> fino a snaturarne il senso.<br />
Fortuna vuole che lo script (opera di John Romano, autore attivo finora principalmente in TV) si fermi giusto un attimo prima che ciò accada e riesca comunque a restituire allo spettatore la cifra inquieta dello stile dell’autore de <em>Il lamento di Portnoy</em>.<br />
McGregor mostra tutta la sua buona volontà con una regia assai curata, sempre attenta a non strafare nel tentativo di definire un suo stile visivo, come fatto, ad esempio, da George Clooney ai tempi del suo esordio <em>Confessioni di una mente pericolosa</em>.<br />
Anche la ricostruzione storica risulta impeccabile, con una particolare attenzione dedicata ai costumi e agli interni.</p>
<p><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/04/ewan-mcgregor-presenta-pastorale-americana/" target="_blank">L&#8217;INTERVISTA A EWAN MCGREGOR</a></strong><br />
Il film arriva in Italia dopo essere stato presentato all’ultimo Toronto International Film Festival, forte anche dell’endorsement dello stesso Roth che ha dichiarato di ritenere il film di McGregor come il migliore tra gli adattamenti tratti finora dalle sue opere.<br />
C’è da dire che, alla luce della mediocrità di film come <em>La ragazza di Tony</em> a <em>The Humbling</em>, passando per il pessimo <em>La macchia umana</em>, un’affermazione del genere può apparire come un’arma a doppio taglio. Ma sarebbe ingiusto affermare che quella di Pastorale Americana sia un’operazione poco riuscita, perché è un film che si lascia guardare, appassiona quando deve appassionare e commuove quando vuole commuovere.Semmai Ewan McGregor paga il prezzo di aver osato troppo senza essere P.T. Andreson.<br />
<em><strong>American Pastoral</strong></em> risulta così, per certi versi, simile alla trasposizione de <em>La versione di Barney</em> girata nel 2010 da Richard J. Lewis. Se non altro per la correttezza formale con cui entrambi approcciano dei modelli letterari forse davvero troppo alti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ewan McGregor presenta Pastorale americana</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 06:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[American Pastoral]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[Ewan McGregor]]></category>
		<category><![CDATA[Pastorale americana]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Roth]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore a Roma per  il suo primo film da regista. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american-pastoral.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54174" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american-pastoral.jpg" alt="american-pastoral" width="650" height="370" /></a></p>
<p><strong>Ewan McGregor</strong> è di passaggio in Italia per presentare <em><strong>Pastorale americana</strong></em> un <strong>film</strong> importante per vari motivi.<br />
Innanzitutto perché è tratto da uno dei romanzi più difficilmente traducibili in immagini che si possa immaginare, quel <em>Pastorale Americana</em> con cui <strong>Philip Roth</strong> vinse il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1998.<br />
E poi perché segna l’esordio di McGregor alla regia dopo un quarto di secolo in cui l’attore è passato agilmente dai primi film di Danny Boyle (per chi scrive è e rimane il Renton di <em>Trainspotting</em>) a Hollywood.<br />
E per quanto possa apparire strano che un attore scozzese approcci, per la sua prima prova da regista, il capolavoro del più americano degli scrittori viventi, si rimane conquistati dall’entusiasmo con cui McGregor parla di questa rischiosissima scommessa.</p>
<p><strong>Allora Ewan, come è andata questa tua prima volta dietro la macchina da presa?</strong></p>
<p>Non poteva andar meglio.<br />
È stata un’esperienza che mi ha radicalmente cambiato e mi ha fatto crescere come essere umano.<br />
Un’esperienza che, tra l’altro, sognavo di fare da molti anni.<br />
Mi interessava tutto il processo che sta dietro la realizzazione di un film, dalle prime discussioni con lo sceneggiatore fino alla post-produzione.<br />
Ovviamente, essendo io prima di tutto un attore, ero anche curioso di capire come avrei costruito le scene insieme agli altri interpreti.<br />
Inoltre ho scoperto tutti quegli aspetti da cui gli attori vengono in genere tutelati durante le riprese di un film, come i possibili dissidi all’interno della troupe o l’attività più propriamente manageriale che c’è dietro.<br />
Ho scoperto infatti che buona parte del lavoro del regista è di tipo gestionale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american_pastoral.jpg"><img class="alignnone wp-image-54175" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american_pastoral-1024x576.jpg" alt="american_pastoral" width="650" height="366" /></a></p>
<p><strong>E non avevi paura di affrontare un romanzo così complesso?</strong></p>
<p><em>American Pastoral</em> è senza dubbio un romanzo straordinario ma, nel momento in cui sono stato coinvolto nel progetto io non lo avevo ancora letto.<br />
Ho letto infatti prima lo script di John Romano. Una sceneggiatura che mi ha toccato nel profondo e commosso, cosa non comune quando si legge una sceneggiatura.<br />
Immagino che c’entri anche il fatto che io sia padre di quattro figlie e questa sia la storia di una famiglia che perde una figlia in modo così estremo.</p>
<p><strong>Quindi il tuo essere genitore ti ha aiutato nell’interpretare questa figura così complessa di padre?</strong></p>
<p>Nel lavoro di attore devi attingere in egual modo sia dalla tua esperienza che dalla tua immaginazione.<br />
Ovvio che se interpreti il ruolo di un serial killer devi affidarti più alla tua immaginazione.</p>
<p><strong>Come hai scelto la straordinaria bambina che interpreta tua figlia da piccola nel film?</strong></p>
<p>Avevamo bisogno di tre attrici che coprissero lo stesso ruolo all’età di sette anni, tredici e poi dai sedici anni in su.<br />
Sapevamo già che <strong>Dakota Fanning</strong> avrebbe ricoperto questa terza fase anagrafica, per cui il principale criterio di scelta riguardava il fatto che le altre due dovessero essere credibili come bambine che poi sarebbero diventate Dakota.<br />
Ho visionato tantissimi provini &#8211; alcuni di bimbe “adulti” anche vagamente inquietanti &#8211; e, alla fine, ne ho selezionate cinque con cui fare delle letture.<br />
Tra queste ho scelto poi quella maggiormente capace di allontanarsi dalla traccia che si era preparata.</p>
<p><strong>C’è una connessione tra le vicende raccontate nel film e l’attualità statunitense?</strong></p>
<p><em><strong>American Pastoral</strong></em> &#8211; sia il libro che il film &#8211; esplora un momento ben specifico della storia americana, quello in cui la generazione del dopoguerra, quella dell’American Dream, entra in rotta di collisione con la generazione successiva, politicizzata in termini sempre più radicali.<br />
Il film si concentra molto su questo scontro generazionale.<br />
Gli scontri tra polizia e afroamericani che si vedono nel film possono poi, in qualche modo, ricordare vicende più attuali, così come i riferimenti al terrorismo ma non era mia intenzione parlare di attualità</p>
<p><strong>Da Danny Boyle a Polanski passando per Woody Allen, nella tua carriera hai lavorato con alcuni dei registi più importanti al mondo. A chi ti sei ispirato maggiormente per questo tuo primo film da regista?</strong></p>
<p>Nei miei 25 anni di carriera ho avuto la fortuna di venire a contatto con un’ampia gamma di registi, dai più grandi ad alcuni meno bravi e credo di aver preso qualcosa da tutti.<br />
L’attore, in questo senso, si trova in una posizione privilegiata perché può osservare il lavoro del regista svolto da persone diverse.<br />
Quello che capisci, alla fine, è che non c’è un modo giusto e uno sbagliato di dirigere un film, piuttosto ci sono cose che funzionano e altre che funzionano meno in determinate circostanze.<br />
Danny Boyle è stato senz’altro il regista con cui ho iniziato e che mi ha definito in quanto attore nel passaggio da <em>Piccoli omicidi tra amici</em> a <em>Trainspotting</em> e poi a <em>Una vita esagerata</em>.<br />
La cosa più importante di Danny era che ti guardava, coglieva quello che stavi facendo e questa, per un attore, credo sia la soddisfazione più grande.<br />
Altri registi si limitano a darti delle indicazioni e tu realizzi ben presto che non c’è la minima sintonia tra di voi.<br />
Ecco, quello che più spero è di non essermi rivelato di un regista di questo tipo.</p>
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		<title>Il trailer di Pastorale Americana, diretto e interpretato da Ewan McGregor</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/24/il-trailer-di-pastorale-americana-diretto-e-interpretato-da-ewan-mcgregor/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 13:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Philip Roth]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto dal romanzo di Philip Roth.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pastorale_Americana_Trailer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53369" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pastorale_Americana_Trailer.jpg" alt="Pastorale_Americana_Trailer" width="650" height="318" /></a></p>
<p>È stato diffuso online il trailer di <em><strong>Pastorale Americana</strong></em>, primo film da regista di <strong>Ewan McGregor </strong>tratto dall&#8217;omonimo romanzo di<strong> Philip Roth</strong> con il quale lo scrittore vinse il premio Pulitzer nel 1988. Nel cast, oltre a McGregor, <strong>Jennifer Connelly</strong>, <strong>Dakota Fanning </strong>e <strong>David Strathairn</strong> (<em>Godzilla</em>).</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/079zFCh81L4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi del romanzo: <em>Ambientato nel secondo dopoguerra, <strong>Pastorale americana</strong> narra la storia Seymour Levov, giovane ebreo sportivo e affascinante.  Dopo il matrimonio con Miss New Jersey si profila per lui una vita tranquilla, fatta di lavoro e piccole occupazioni quotidiane. I primi, veri problemi, arriveranno quando le radicali scelte politiche della figlia Merry minacceranno di distruggere la famiglia. Il clima culturale presentato è quello delle prime proteste politiche che culminarono con le eclatanti manifestazioni contro la guerra del Vietnam, ma il punto di osservazione delle vicende è, come sempre in Roth, quello privato. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I sei libri da leggere sotto l&#8217;ombrellone, prima che diventino film</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/07/21/i-sei-libri-da-leggere-sotto-lombrellone-prima-che-diventino-film/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 11:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle parole allo schermo: i nostri consigli letterar-cinematografici per questa torrida estate.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vi state preparando per andare in vacanza ma in valigia manca ancora qualcosa. Sì proprio lì, in quello spazio tra il costume da bagno e la crema solare. Perfetto per accogliere un bel libro, magari uno di quelli che vi consigliamo di leggere in questo post, ben prima di vederli riadattati per il grande schermo. Il <strong>cinema</strong> guarda da sempre alla<strong> letteratura </strong>come fonte primaria di ispirazione e, ora che la stagione cinematografica langue un po&#8217;, perché non giocare d&#8217;anticipo e prepararsi, magari anche a rimanere un po&#8217; stizziti perché in fondo&#8230; Era meglio il libro!<br />
<strong><em>Una stanza piena di gente</em> &#8211; Daniel Keyes &#8211; Casa Editrice Nord &#8211; Pagine 541</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/una-stanza-piena-di-gente1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43696" title="una-stanza-piena-di-gente1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/una-stanza-piena-di-gente1.jpg" alt="" width="476" height="248" /></a></p>
<p><strong>Leonardo DiCaprio </strong>si fa in 24, è proprio il caso di dirlo! <strong><em>Una stanza piena di gente</em></strong> ruota attorno alle vicende di Billy Milligan, un criminale statunitense affetto da disturbo di personalità multiple (arrivò ad averne 24  diverse) descritte minuziosamente nel 1981 nel libro di Daniel Keyes. Colpevole di aver rapito, rapinato, violentato tre studentesse universitarie negli anni Settanta, Milligan alla fine fu assolto per infermità mentale. Il giudice, pur riconoscendo la colpevolezza dell&#8217;imputato per i reati di cui era accusato, concluse che all&#8217;epoca dei fatti non era nel pieno possesso delle facoltà mentali e, quindi, non era responsabile delle proprie azioni. L’adattamento verrà curato da Jason Smilovic e Todd Katzberg. Noi intanto aspettiamo fiduciosi di vedere lo zio Oscar arrivare finalmente tra le mani di Leo.</p>
<p><strong><em>Inferno</em> &#8211; Dan Brown &#8211; Mondadori &#8211; Pagine 522</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/inferno_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43691" title="inferno_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/inferno_1.jpg" alt="" width="486" height="367" /></a></p>
<p>Terzo film ispirato a un libro dello scrittore americano, dopo <em>Il codice da Vinci</em> e <em>Angeli e Demoni</em>, in Inferno ritroviamo il professor Langdon, interpretato sempre da <strong>Tom Hanks</strong>, pronto a indagare su una serie di misteri che hanno a che fare con un’organizzazione segreta e, in un certo modo con la Divina Commedia di Dante Alighieri. Ambientato tra Firenze, Venezia e Istanbul,<em><strong> <a href="http://www.movielicious.it/2015/05/05/inferno-ron-howard-e-il-cast-a-firenze/" target="_blank">Inferno</a></strong></em> vedrà ancora una volta <strong>Ron Howard</strong> in cabina di regia e avrà come protagonisti anche <strong>Felicity Jones</strong> e <strong>Ben Foster</strong>. Uscita prevista nelle nostre sale, ottobre 2016.</p>
<p><em><strong>Revenant </strong></em><strong>&#8211; Michael Puke &#8211; Einaudi &#8211; Pagine 300</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the-revenant_ok.png"><img class="alignnone size-full wp-image-43692" title="the-revenant_ok" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the-revenant_ok.png" alt="" width="485" height="322" /></a></p>
<p>Una storia di salvezza e avventura, ferocia e redenzione. Una storia di vendetta. Quella di Hugh Glass, un cacciatore di pelli dell’ottocento, che viene attaccato da un orso, rimanendo gravemente ferito. Per riprendersi, paga due uomini per aiutarlo ma i due, convinti che morirà, lo derubano e lo abbandonano. Rimasto solo e senza armi, il cacciatore inizia un difficile viaggio per raggiungere la più vicina zona civilizzata. I presupposti perché, oltre che un bel libro <a href="http://www.movielicious.it/2015/07/17/the-revenant-primo-trailer-del-film-con-leonardo-dicaprio-e-tom-hardy/" target="_blank"><em><strong>The Revenant </strong></em></a>possa essere anche un gran film, non mancano: il Premio Oscar <strong>Alejandro González Iñárritu</strong> alla regia e <strong>Leonardo DiCaprio</strong> nei panni del protagonista insieme a <strong>Tom Hardy</strong> ci sembrano elementi sufficienti a far salire un bel po&#8217; le aspettative. The Revenant uscirà nelle nostre sale il 26 gennaio 2016.</p>
<p><strong><em>L&#8217;uomo di Marte</em> &#8211; Andy Weir &#8211; Newton Compton Editori &#8211; Pagine 380</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/uomo_di_marte.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43693" title="uomo_di_marte" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/uomo_di_marte.jpg" alt="" width="482" height="328" /></a></p>
<p>L&#8217;apprezzato esordio dello scrittore americano <strong>Andy Weir</strong> (che ha optato per il self-publishing nel 2012 e che, dopo aver venduto migliaia di copie in pochi mesi, è diventato un bestseller mondiale tradotto in 30 paesi) ha richiamato l&#8217;attenzione della Twentieth Century Fox che ne ha acquisito i diritti cinematografici. Il prossimo 15 ottobre,<em><strong> L&#8217;uomo di Marte</strong></em> arriverà sul grande schermo diretto da <strong>Ridley Scott</strong> e interprestato da <strong>Matt Damon</strong>,<strong> Jessica Chastain</strong>, <strong>Jeff Daniels</strong> e <strong>Sean Bean</strong> con il titolo di <a href="http://www.movielicious.it/2015/06/08/sopravvissuto-%E2%80%93-the-martian-matt-damon-nel-promo-del-film-di-ridley-scott/" target="_blank"><strong><em>Sopravvissuto &#8211; The Martian</em></strong></a>. Il romanzo racconta la storia dell&#8217;astronauta NASA Mark Watney, tra i primi uomini a camminare su Marte che, creduto morto nel corso della spedizione, viene abbandonato sul pianeta dal resto dell&#8217;equipaggio.</p>
<p><strong><em>Silenzio</em> &#8211; Shusaku Endo &#8211; Corbaccio &#8211; Pagine 211</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/silenzio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43694" title="silenzio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/silenzio.jpg" alt="" width="500" height="302" /></a></p>
<p>Un film dalla storia particolarmente travagliata e in cantiere da circa un ventennio vedrà la luce a novembre, giusto in tempo per partecipare agli Oscar 2016. L&#8217;adattamento del romanzo scritto nel 1966 da Endo ad opera di <strong>Martin Scorsese</strong> è sicuramente una delle pellicole più attese della prossima stagione cinematografica e avrà come protagonisti <strong>Andrew Garfield</strong>, <strong>Adam Driver</strong> e <strong>Liam Neeson</strong>. Ambientato nel Giappone del XVII secolo (ma il film è stato interamente girato a Taiwan), <strong><em>Silenzio </em></strong>racconta la storia di un missionario gesuita portoghese che, dopo essere stato torturato, ha rinnegato la fede cristiana, anche per salvare altri fedeli arrestati con lui. Ben presto però, il gesuita si troverà a perseguitare i suoi ex-correligionari.</p>
<p><strong><em>Pastorale Americana</em> &#8211; Philip Roth &#8211; Einaudi &#8211; Pagine 425</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/pastorale_americana.png"><img class="alignnone size-full wp-image-43695" title="pastorale_americana" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/pastorale_americana.png" alt="" width="500" height="387" /></a></p>
<p>Riprese al via a settembre per un progetto quantomai ambizioso, l&#8217;adattamento cinematografico di una delle più celebri opere di <strong>Philip Roth</strong>, che con questo romanzo vinse il Premio Pulitzer per la letteratura. Pubblicato nel 1997 e primo tassello che compone la trilogia americana (insieme a <em>Ho sposato un comunista</em> e <em>La macchia umana</em>) <em><strong>Pastorale Americana</strong></em> segue Seymour “Swede” Levov, un leggendario atleta liceale che sposa un&#8217;ex reginetta di bellezza e eredita l&#8217;azienda paterna. La sua vita in apparenza perfetta viene distrutta quando la figlia ribelle diventa una rivoluzionaria e compie una letale azione terroristica per protesta contro la guerra del Vietnam. In cabina di regia ci sarà <strong>Ewan McGregor</strong>, alla sua prima prova dietro la macchina da presa, che interpreterà anche il protagonista Levov, mentre <strong>Jennifer Connelly</strong> e <strong>Dakota Fanning</strong> interpreteranno rispettivamente sua moglie e sua figlia.</p>
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