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	<title>Movielicious &#187; Peter Berg</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Boston – Caccia all’uomo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/04/19/boston-caccia-alluomo-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 13:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Boston – Caccia all’uomo]]></category>
		<category><![CDATA[J.K. Simmons]]></category>
		<category><![CDATA[John Goodman]]></category>
		<category><![CDATA[Kevin Bacon]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Wahlberg]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Berg]]></category>

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		<description><![CDATA[Peter Berg porta al cinema gli attentati terroristici di Boston del 2013. Protagonisti Mark Wahlberg,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Patriot’s Day,  USA 2016)<br />
Uscita: 19 aprile 2017<br />
Regia: Peter Berg<br />
Con: Mark Wahlberg, Kevin Bacon, John Goodman, J.K. Simmons<br />
Durata: 2 ore e 13 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Boston_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55938" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Boston_1.jpg" alt="Boston_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Terzo capitolo di una trilogia con cui <strong>Peter Berg</strong> e <strong>Mark Wahlberg</strong> celebrano l’eroismo dell’uomo comune traendo spunto da fatti realmente accaduti, <em><strong>Boston – Caccia all’uomo</strong></em> ne rappresenta anche una sorta di ideale ritorno a casa.<br />
Dopo i quattro marine dispersi in Afghanistan di <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/18/lone-survivor/" target="_blank"><em>Lone Survivor</em></a> e la piattaforma petrolifera in fiamme nel Golfo del Messico di <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/06/deepwater-inferno-sulloceano/" target="_blank">Deepwater – Inferno sull’Oceano</a></em>, l’autore e l’attore/producer tornano in America, dove ricostruiscono con dovizia di particolari l’attentato terroristico che, il 15 ottobre del 2013, sconvolse l’intera città di Boston facendo esplodere due bombe durante la tradizionale maratona che vi si svolge in occasione del Patriot’s Day e uccidendo tre spettatori e ferendone alcune centinaia.<br />
Il film risulta diviso in due parti ben distinte: la prima, più breve e concitata, procede spedita per accumulo di elementi di tensione fino alla violenta deflagrazione che, di fatto, rallenta il ritmo e introduce a una seconda parte tutta incentrata sull’identificazione dei due attentatori e la conseguente caccia all’uomo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Boston_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55939" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Boston_2-1024x683.jpg" alt="Boston_2" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>Se da un punto di vista contenutistico l’opera non nasconde in alcun modo il proprio <strong>patriottismo</strong> di fondo contro una minaccia inevitabilmente di matrice islamica, il principale motivo d’interesse appare la gestione, da parte di un regista muscolare e in genere poco incline ai chiaroscuri come Berg, di un materiale delicato perché legato a una tragedia recente, non ancora del tutto metabolizzata dalla coscienza collettiva.<br />
Lo sforzo maggiore è quindi quello di evitare il pamphlet, coniugando il thriller a un tono più elegiaco e meditativo di quanto non ci si aspetterebbe, che, per molti versi, avvicina <em><strong>Boston – Caccia all’uomo</strong></em> a forme di classicismo eastwoodiane, pur senza mai raggiungerne la lucidità teorica.<br />
E, proprio come nell’ultimo capolavoro del vecchio Clint, <em>Sully</em>, anche qui emerge forte l’idea di un Paese che, di fronte alle difficoltà, mostra una velocità di reazione invidiabile.</p>
<p>La macchina da presa non si stacca quasi mai dai volti di un’umanità che, sebbene stordita e dolente, non smette per un attimo di fare il proprio dovere. Malgrado la presenza nel cast di una star solitamente accentratrice, il film mantiene infatti una sua coralità, tesa a glorificare la comunione d’intenti (polizia, pompieri ed FBI, ma soprattutto i cittadini) in nome di una causa superiore.<br />
Lo stile è volutamente freddo, ai limiti del documentaristico e, fatta eccezione per alcuni close-up di bandiere a stelle e strisce, Berg tiene a bada certi eccessi commemorativi per concentrarsi su una storia più forte di qualsiasi filtro che ne amplifichi la drammatizzazione.<br />
Film medio e americano fino al midollo che, accorciando i tempi classici di elaborazione cinematografica del lutto, a tratti si scontra con i limiti dell’instant movie (vedi, ad esempio, le immagini dei veri protagonisti sui titoli di coda),  <em><strong>Boston – Caccia all’uomo</strong></em> si salva attraverso un processo di desaturazione retorica non comune in prodotti di questo tipo.<br />
Pistolotto di Wahlberg su come l’amore vinca sempre su ogni forma di violenza a parte, ovvio.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Deepwater – Inferno sull’Oceano</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/10/06/deepwater-inferno-sulloceano/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 11:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Deepwater – Inferno sull’oceano]]></category>
		<category><![CDATA[John Malkovich]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Hudson]]></category>
		<category><![CDATA[Kurt Russell]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Wahlberg]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Berg]]></category>

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		<description><![CDATA[Mark Wahlberg eroe nel buon disaster movie diretto da Peter Berg.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Deepwater Horizon, USA 2016)<br />
Uscita: 6 ottobre 2016<br />
Regia: Peter Berg<br />
Con: Mark Wahlberg, Kurt Russell, John Malkovich, Kate Hudson<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/deepwater-horizon.jpg"><img class="alignnone wp-image-54208" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/deepwater-horizon-1024x660.jpg" alt="deepwater-horizon" width="650" height="419" /></a></p>
<p>A distanza di due anni da <em>Lone Survivor</em>, <strong>Peter Berg</strong> e <strong>Mark Wahlberg</strong> tornano a collaborare per questo <em><strong>Deepwater – Inferno sull’Oceano</strong></em>, spettacolare cronistoria di quello che viene tristemente ricordato come il peggior disastro petrolifero nella storia degli Stati Uniti, ovvero la devastante esplosione di una piattaforma trivellatrice &#8211; la <strong>Deepwater Horizon</strong> appunto &#8211; avvenuta nel 2010 al largo del Golfo del Messico, in cui persero la vita ben undici dei 126 lavoratori a bordo.<br />
Il film, tratto da un’inchiesta del New York Times, è da intendersi prima di tutto come un sentito omaggio a ognuna di quelle vittime e un elogio degli eroici componenti dell’equipaggio, costretti a dar fondo a tutto il loro spirito di sopravvivenza per cercare di salvarsi a vicenda e uscire vivi da quell’inferno di fiamme e fumo.<br />
I protagonisti vengono presentati come persone assolutamente normali, ordinari working class hero che vogliono solo fare il proprio lavoro per poi tornare a casa da moglie e figli.<br />
Non stupisce neanche tanto, quindi, l’estrema accuratezza dei primi passaggi, quelli in cui si descrive con estrema minuziosità la catena di evitabilissimi errori umani che condussero alla tragedia, il primo dei quali inevitabilmente legato all’avidità di un management che pretendeva di risparmiare proprio sui controlli di sicurezza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/DEepwater_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-54209" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/DEepwater_2-1024x512.jpg" alt="DEepwater_2" width="650" height="325" /></a></p>
<p>Pur essendo di base un disaster movie che più classico non si può (la struttura è grossomodo quella di Trappola di cristallo) <em><strong>Deepwater – Inferno sull’Oceano</strong></em> è quasi atipico nel suo indugiare più sulle cause tecniche dell’esplosione e sui suoi numerosi segnali premonitori che non sul disastro vero e proprio.<br />
E Berg è abile nel costruire tensione attraverso un accumulo progressivo di elementi fatto soprattutto di continui stacchi di montaggio inframezzati da riprese della trivella subacquea, a evidenziarne la relativa fragilità strutturale contrapposta all’ingente numero di vite in gioco in superficie.<br />
La porzione più corposa del film è quindi tutta incentrata sul presentimento dell’ineluttabile.<br />
Poi, con la prima violenta fuoriuscita di liquido infiammabile e il divampare delle fiamme, inizia tutto un altro film e, per mezzora, il regista azzera qualsiasi distanza tra la sala cinematografica e l’azione, teletrasportando letteralmente lo spettatore tra le fiamme.<br />
Le inquadrature si fanno sempre più strette, a braccare i corpi e farci percepire in maniera assai vivida la sensazione di claustrofobia che indicativamente si deve provare nel trovarsi su una inferno galleggiante in mezzo all’Oceano.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/03/mark-wahlberg-a-roma-per-deepwater-inferno-sulloceano/" target="_blank"><strong>QUI LA NOSTRA INTERVISTA A MARK WAHLBERG</strong> </a></p>
<p>Quello di Berg è cinema orgogliosamente medio, che ha il suo pregio maggiore in una secchezza formale che contribuisce a sottrarre enfasi eccessiva ad una vicenda che è già fin troppo spettacolare di suo. Per dire che il film dura appena un’ora e mezza laddove un qualsiasi Michael Bay ci avrebbe costruito su un blockbuster da quasi tre ore. Se l’apparato tecnico è oggettivamente impeccabile e la struttura solida e rigorosa, qualcosa si potrebbe obiettare invece su uno script che poteva anche osare di più, a partire proprio dagli idealtipi umani utilizzati.<br />
A prescindere da Mark Wahlberg, chiamato a interpretare qualcosa di molto simile a un eroe tout court, il resto della crew è composto da un <strong>Kurt Russell</strong> che fa un po’ troppo vecchio saggio del West (a tratti sembra ancora sul set di <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/01/the-hateful-eight-recensione/" target="_blank">The Hateful Eight</a></em>), una giovane donna fin troppo coriacea &#8211; guarda caso unico elemento femminile dell’equipaggio &#8211; e quella meraviglia di attore chiamato John Malkovich, qui costretto nei panni di un villain forse un tantino troppo monocorde.<br />
Ma d’altronde alla base c’è una storia vera, e che storia, per cui ci piace immaginare che il processo drammaturgico possa aver abdicato di fronte ad una quanto più corretta rappresentazione della realtà.<br />
Una realtà devastante che, ancora una volta, dimostra come qualsiasi battaglia ingaggiata dall’uomo contro gli elementi naturali (in questo caso il petrolio prima ancora che il fuoco) sia per forza di cose condannata alla più atroce delle sconfitte.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Mark Wahlberg a Roma per Deepwater &#8211; Inferno sull&#8217;oceano</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 16:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Deepwater – Inferno sull’oceano]]></category>
		<category><![CDATA[Patriots Day]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Berg]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore protagonista del film sul disastro della British Petroleum.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Mark_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-54165 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Mark_1.jpg" alt="" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Capelli lunghi a parte, <strong>Mark Wahlberg</strong> di persona è esattamente come te lo immagini. Maglietta aderente a coprire due bicipiti talmente grandi quanto persone di media statura, l’occhio curioso e il piglio svelto di chi non è abituato a perdersi in troppe chiacchiere.<br />
L’attore è in Italia per presentare <strong><em>Deepwater – Inferno sull’oceano</em></strong> che lo vede nuovamente diretto da Peter Berg a due anni da Lone Survivor e racconta la tragica cronaca di quello che viene tristemente ricordato come il secondo peggiore disastro ambientale che ha colpito gli Stati Uniti, ossia la fuoriuscita di petrolio che il 20 aprile del 2010 causò l’esplosione della piattaforma di trivellazione Deepwater Horizon e la morte di undici dei suoi lavoratori.<br />
Ne approfittiamo per farci due chiacchiere.</p>
<p><strong>Mark, <em>Deepwater – Inferno sull’oceano</em> è un film tratto da una storia vera.  Qual è il processo che porta una attore e produttore a operare questo tipo di scelta?</strong></p>
<p>Semplicemente il fatto che questo tipo di storie sono quelle che mi attraggono di più, sia come produttore che come spettatore.<br />
Storie di persone comuni in circostanze straordinarie.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Mark_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54169" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Mark_2.jpg" alt="Mark_2" width="532" height="467" /></a></p>
<p><strong>L’eco della triste vicenda della Deepwater Horizon da noi in Italia è stata percepita soprattutto per la sua natura di immane disastro ambientale, mentre l’importanza del film è anche nello spiegare come e perché quel disastro sia avvenuto.</strong><br />
<strong> Come hanno reagito i dirigenti della British Petroleum, veri responsabili di questo disastro, alla notizia che stavate per farne un film?</strong></p>
<p>Malgrado io abbia tentato, attraverso la produzione, di mettermi in contatto con il management della BP, la verità è che non abbiamo ricevuto alcun tipo di sostegno da loro.<br />
Ho provato anche ad avere accesso a una vera piattaforma petrolifera perché ritenevo importante capire come si vive all’interno di una struttura del genere, ma è stato impossibile.<br />
Ma il nostro obiettivo primario non era tanto quello di colpevolizzare i responsabili quanto di rendere omaggio alle undici persone che hanno perso la vita su quella piattaforma e al coraggio degli uomini e delle donne che hanno cercato prima di impedire il blow out e poi di salvarsi a vicenda.<br />
Vedremo poi come reagiranno i vertici della BP una volta visto il film. Magari mi inviteranno a cena.</p>
<p><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/06/deepwater-inferno-sulloceano/" target="_blank">QUI LA NOSTRA RECENSIONE DI DEEPWATER &#8211; INFERNO SULL&#8217;OCEANO</a></strong></p>
<p><strong>Ci parla della complessità emotiva e fisica dell’approcciare un ruolo del genere?</strong></p>
<p>Fisicamente non ho dovuto allenarmi granché.<br />
L’unica cosa che il regista <strong>Peter Berg</strong> mi ha esplicitamente chiesto è stato di mettere su peso e in questo sono stato aiutato dal fatto di girare in Louisiana, forse il posto &#8211; insieme all’Italia &#8211; dove è più facile trovare da mangiare.<br />
Per comprendere invece gli aspetti psicologici del personaggio ho fatto totale affidamento su Mike Williams (il sopravvissuto della Deepwater Horizon che Wahlberg impersona sullo schermo) che è stato con noi per tutta la durata delle riprese.<br />
È stato lui a insegnarmi tutto quello che dovevo sapere.<br />
Mike, d’altronde, non è certo il tipo di persona che si lascia intimidire dal mio curriculum di attore di Hollywood per cui ho dovuto guadagnarmi il suo rispetto e fiducia facendogli capire che non stavamo facendo un semplice blockbuster ma che ciò che ci premeva maggiormente era omaggiare le undici persone che avevano perso la vita in questo disastro e le loro famiglie.<br />
Partecipare attivamente alla realizzazione del film lo ha poi rassicurato sull’accuratezza con cui stavamo rappresentando la terribile realtà che aveva vissuto e, in qualche modo, credo possa essere stato anche terapeutico.<br />
<strong>Una cosa evidente in Deepwater &#8211; ed è bello che ogni tanto accada anche a Hollywood &#8211; è che punta l’attenzione su un gruppo di persone che semplicemente fa il proprio lavoro, non quindi degli eroi o dei supereroi.</strong></p>
<p>Devo dire che gli Studios hanno dimostrato un certo coraggio nel lasciarci fare un film che si concentrasse più sugli esseri umani che non sugli effetti speciali.<br />
Le tipiche persone normali in mezzo alle quali sono cresciuto, che erano i miei vicini di casa.<br />
Quando faccio film più commerciali è anche per crearmi la tranquillità economica necessaria per realizzare progetti di questo tipo, che magari non offrono garanzie da un punto di vista commerciale ma che senz’altro mi coinvolgono di più, oltre a farmi conoscere realtà altrimenti sconosciute come, in questo caso, il lavoro di estrazione del petrolio, uno dei mestieri più pericolosi in assoluto.</p>
<p><strong>Cosa ci puoi dire dell’imminente <em>Patriots Day</em> con cui porti avanti il tuo sodalizio con il regista Peter Berg?</strong></p>
<p><em>Patriots Day</em> parlerà dell’attacco terroristico avvenuto nel 2013 durante la maratona di Boston.<br />
È un film a cui tengo particolarmente perché Boston è la mia città natale e, non essendo una città molto grande, chiunque sia di lì conosce qualcuno che direttamente o indirettamente sia stato colpito da quella tragedia.<br />
Sono inoltre orgoglioso di averne fatto parte perché il suo messaggio è che comunque l’amore vince sempre.</p>
<p>Rimane giusto il tempo per un’altra succulenta preview su un altro film in fase di preproduzione che segnerà invece la quarta collaborazione tra il nostro e David O. Russell e racconterà la storia di Stuart Long, ex giocatore di football che riuscì a diventare sacerdote e ad ispirare un gran numero di persone nonostante fosse affetto da una malattia degenerativa muscolare.</p>
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		<title>Lone Survivor</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/02/18/lone-survivor/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 15:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Foster]]></category>
		<category><![CDATA[emile hirsch]]></category>
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		<category><![CDATA[Peter Berg]]></category>
		<category><![CDATA[Taylor Kitsch]]></category>

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		<description><![CDATA[La guerra secondo Peter Berg.Tra campi stretti e primi piani da pugno nello stomaco e una totale assenza]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2013)<br />
Uscita: 20 febbraio 2014<br />
Regia: Peter Berg<br />
Con: Mark Wahlberg, Emile Hirsch, Ben Foster, Taylor Kitsch<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35085" title="lone-survivor-slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-slide.jpg" alt="" width="500" height="203" /></a></p>
<p>Marcus (Mark Wahlberg), Mickey (Taylor Kitsch), Danny (Emile Hirsch) e Axe (Ben Foster) sono quattro Navy Seal di stanza in Afghanistan, alla vigilia di un&#8217;importante missione.<br />
Vengono infatti mandati in ricognizione sulle montagne per localizzare il villaggio dove si nasconde Ahmad Shah, leader talebano responsabile della morte di numerosi marine.<br />
Una volta arrivati sul luogo però le cose non vanno esattamente come previsto.<br />
Perso il contatto radio con la base e imbattutisi in alcuni pastori collaborazionisti, gli uomini si trovano ben presto soli e allo scoperto, costretti a difendersi con le unghie e coi denti  da un piccolo esercito di talebani, nell&#8217;attesa di un appoggio aereo che tarderà ad arrivare.<br />
Il profondo senso di amicizia e di reciproca protezione che li lega e il pensiero rivolto a ciò che li aspetta in patria saranno gli unici valori a cui aggrapparsi nello strenuo tentativo di sopravvivere.</p>
<p><strong>Peter  Berg</strong> (<em>The Kingdom</em>, <em>Hancock</em>) traduce in immagini il libro autobiografico di <strong>Marcus Luttrell</strong>, uno dei protagonisti di questa storia, e pare che il progetto gli fosse così caro da indurlo ad accettare di dirigere il precedente e scialbo <em>Battleship</em> come moneta di scambio per ottenere il giusto supporto produttivo.<br />
Pellicola che, a un occhio distratto (o peggio malizioso) potrebbe apparire come un mero strumento di propaganda interventista o anche solo semplice apologia del superuomo, in realtà <em><strong>Lone Survivor </strong></em>è opera potentissima, per la corretta valutazione della quale è fondamentale spogliarsi di eventuali pregiudizi e prescindere da qualunque tipo di istanza politica.<br />
Questo perché il film di Berg, prima di essere un action movie fondato sul classico meccanismo dicotomico &#8220;America VS cattivi&#8221;, è un lucidissimo apologo sulla lotta per la sopravvivenza.<br />
In maniera non dissimile dal capolavoro dello scorso anno <em>Gravity</em> di Alfonso <span class="st">Cuarón</span> o dal  bellissimo<em> All Is Lost </em>di J.C. Chandor, anche qui si ragiona su cosa sia disposto a fare un uomo che si trovi all&#8217;improvviso in bilico sulla sottile linea che separa la vita dalla morte.<br />
Solo una volta superato il manicheismo di una visione della realtà fatta di soli bianchi e neri, ci si può godere questo intenso spettacolo interamente composto di sfumature di grigi.<br />
L&#8217;approccio di Berg alla guerra è infatti più o meno lo stesso da lui già adottato nel descrivere le dinamiche interne al mondo del football nella serie TV <em>Friday Night Lights</em>, a partire dall&#8217;amicizia virile, concetto già ben presente &#8211; seppure sviluppato in maniera grottesca &#8211; nel suo esordio da regista <em>Cose molto cattive</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35086" title="lone-survivor-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-2.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>Muscolare e visivamente ricchissimo, <em>Lone Survivor</em> immerge da subito lo spettatore in un contesto ostile.<br />
Lo fa aprendo il film in una base militare vissuta come un possibile succedaneo di casa: i soldati chattano con le mogli e parlano di regali di matrimonio, tappezzano le pareti dei propri alloggi con foto di persone care e fanno a gara correndo tra carri armati ed elicotteri, quasi come se non ci si trovasse in guerra dall&#8217;altra parte del mondo ma in un qualsiasi schoolyard di provincia.<br />
Poi, subito dopo, l&#8217;inferno.<br />
Nulla che ricordi la &#8220;guerra intelligente&#8221; vista in <em>Homeland</em> però.<br />
Non ci sono droni in <em>Lone Survivor</em>. Solo quattro uomini armati, di fucili e di tutta la paura del mondo, e il loro calvario di cui nulla ci viene risparmiato.<br />
Neppure una delle rovinose cadute o delle ferite inflitte ai quattro dal fuoco nemico sfuggono alla macchina da presa.<br />
A rendere l&#8217;effetto ancora più straniante contribuisce il supporto musicale degli <strong>Explosions In The Sky </strong>(già autori della colonna sonora di <em>Friday Night Lights</em>) che con il loro estatico post-rock fanno da ideale contrappunto alla concitazione delle (tante) immagini di battaglia.<br />
Felice anche la scelta del cast con un <strong>Mark Wahlberg</strong> (qui anche produttore) perfettamente in equilibrio tra il tormento interiore di <em>Amabili resti</em> e la fisicità tipica dei suoi ruoli abituali e due dei migliori attori di ultima generazione: <strong>Emile Hirsch</strong> e <strong>Ben Foster</strong>, un Ryan Gosling meno fico e più espressivo, di cui sentiremo ancora parlare.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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