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	<title>Movielicious &#187; Pierfrancesco Favino</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Moglie e marito</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 13:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Steigerwalt]]></category>
		<category><![CDATA[Kasia Smutniak]]></category>
		<category><![CDATA[Moglie e marito]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Godano]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Aprea]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 12 aprile 2017<br />
Regia: Simone Godano<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Valerio Aprea<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie-e-marito-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55883" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie-e-marito-1.jpg" alt="Moglie-e-marito-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p><em>Tutto accadde un venerdì</em>, <em>Tale padre tale figlio</em>, <em>30 anni in un secondo</em> e <em>17 Again – Ritorno al liceo</em> sono solo alcuni dei titoli attraverso i quali il cinema americano di area leggera ha esplorato, nel corso degli ultimi quattro decenni, le svariate possibilità comiche dello scambio di corpo o, se vogliamo, della temporanea trasmigrazione delle anime da un corpo all’altro.<br />
Addirittura lo scorso anno Kevin Spacey si è reso protagonista, con <a href="http://www.movielicious.it/2016/12/06/una-vita-da-gatto-recensione/" target="_blank"><em>Una vita da gatto</em></a>, anche di un pessimo esempio di scambio interspecie.<br />
Questo per dire di come il filone, ormai da tempo, desse tutta l’impressione di avere ampiamente esaurito ogni sua ragion d’essere. Almeno oltreoceano.<br />
E poiché intuizioni anche notevoli, una volta usurate, finiscono con il diventare per lo più schemi stanchi e risaputi, la notizia di un film italiano – l’ennesima commedia poi –  in cui un marito e una moglie in crisi (<strong>Pierfrancesco Favino</strong> e <strong>Kasia Smutniak</strong>) si ritrovano d’improvviso l’uno nei panni dell’altra non sortiva particolare stupore né, tanto meno, contribuiva ad alimentare chissà quali aspettative.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie_e_Marito_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55884" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie_e_Marito_2.jpg" alt="Moglie_e_Marito_2" width="660" height="441" /></a></p>
<p>Ma, sin dalle prime battute, l’esordiente <strong>Simone Godano</strong> dimostra di non avere alcun interesse per le dinamiche più farsesche che il materiale a disposizione pure gli consentirebbe e costruisce invece con <em><strong>Moglie e marito</strong></em> un piacevole meccanismo in cui abbiamo due attori in stato di grazia che non si limitano a esasperare, magari scimmiottandoli, pattern comportamentali dell’altro sesso, ma recitano ognuno il ruolo dell’altro esattamente come lo farebbe l’altro. In buona sostanza Favino interpreta la Smutniak e viceversa.<br />
E se il primo è al solito straordinario nel suo generare pura commedia (dell’arte) in gesti anche minimi e si dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, davvero l’unico erede accreditato di una tradizione attoriale che sembrava estinta, la vera sorpresa del film è l’attrice polacca, per la prima volta utilizzata come reale significante comico e non solo come “moglie/fidanzata di”.<br />
Su una base strutturale di tale livello, Godano ha la possibilità di lavorare di cesello a una storia che pur giocandosi a tratti la carta di certo umorismo grossier (vedi la scena, comunque assai divertente, delle mestruazioni) non dimentica mai la delicatezza dei tratti.</p>
<p>Si evince dal modo in cui inquadra i due coniugi in crisi, tra gli imbarazzi di lui e i silenzi accusatori di lei, ma in maniera ancora più netta nella sequenza forse più riuscita dell’intero film. Quella in cui, riavvicinati umanamente dal provare ognuno le emozioni dell’altro, Andrea e Sofia – questi i nomi dei due personaggi – si trovano a fare l’amore per la prima volta a ruoli invertiti.<br />
Ecco che un momento che potrebbe facilmente sconfinare nella macchietta triviale diventa l’inaspettata chiave di volta di un’opera prima che, sebbene abbia i piedi ben saldi in certi luoghi comuni a tema “guerra dei sessi”, con lo sguardo arriva altrove, fino a lambire una sophisticated comedy che predilige la situazione alla battuta, anche a costo di rinunciare a qualche risata.<br />
Merito di una sceneggiatura ben scritta (opera della giovane <strong>Giulia Steigerwalt</strong>) e di un notevole lavoro sugli attori, non solo quelli protagonisti, che garantisce al risultato finale una coralità inaspettata. Basti pensare all’ottimo <strong>Valerio Aprea</strong> che, lavorando di sponda, si smarca agilmente dal ruolo di semplice spalla comica di Favino fino a diventare motore di alcune delle scene più comiche di tutto il film.<br />
Ora, sia chiaro, <em><strong>Moglie e marito</strong> </em>è ben lungi dall’essere il capolavoro che risolleverà le sorti della commedia tricolore ma, se non altro, ha il merito di provare ad alzare un po’ l’asticella.<br />
Speriamo solo che il pubblico se ne accorga.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak nel primo trailer di Moglie e marito</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/03/19/pierfrancesco-favino-e-kasia-smutniak-nel-primo-trailer-di-moglie-e-marito/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 17:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Kasia Smutniak]]></category>
		<category><![CDATA[Moglie e marito]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Godano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella commedia di Simone Godano, lui diventa lei e lei diventa lui. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Moglie-e-Marito.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55678" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Moglie-e-Marito.jpg" alt="Moglie-e-Marito" width="800" height="400" /></a></p>
<p>È stato diffuso il trailer di <em><strong>Moglie e Marito</strong></em>, opera prima di <strong>Simone Godano</strong>, con protagonisti <strong>Pierfrancesco Favino</strong> e <strong>Kasia Smutniak</strong>. La commedia sarà nelle sale dal 12 aprile, distribuito da Warner Bros. Pictures.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/FWZEcO2qquA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi: <em>Andrea e Sofia sono una bella coppia, anzi lo erano. Sposati da dieci anni, in piena crisi, pensano al divorzio. Ma a seguito di un esperimento scientifico di Andrea si ritrovano improvvisamente l’uno dentro il corpo dell’altra. Letteralmente. Andrea è Sofia e Sofia è Andrea. Senza alcuna scelta se non quella di vivere ognuno l’esistenza e la quotidianità dell’altro. Lei nei panni di lui, geniale neurochirurgo che porta avanti una sperimentazione sul cervello umano, lui nei panni di lei, ambiziosa conduttrice televisiva in ascesa.</em></p>
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		<title>Le confessioni</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/04/19/le-confessioni-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 20:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Andò]]></category>
		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., Italia, Francia 2016)<br />
Uscita: 21 aprile 2016<br />
Regia: Roberto Andò<br />
Con: Toni Servillo, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Daniel Auteuil<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52757" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni.jpg" alt="Le_Confessioni" width="650" height="433" /></a></p>
<p>A tre anni da <a href="http://www.movielicious.it/2013/02/08/servillo-e-il-suo-doppio-le-videointerviste/" target="_blank"><em>Viva la libertà</em></a>, <strong>Roberto Andò</strong> torna a riflettere sulle possibili rappresentazioni della <strong>politica</strong> nel cinema con <em><strong>Le confessioni</strong></em>.<br />
E se a tracciare un ideale fil rouge tra le due opere provvede il <strong>Toni Servillo</strong> protagonista di entrambe, qui il processo analitico si fa più sottile, spostandosi dall’altro da sé (il tema del doppio trattato nel film precedente) all’altrove da qui.<br />
Un altrove racchiuso nei corridoi di un hotel di lusso in cui gli otto ministri dell’economia delle maggiori potenze mondiali soggiornano in attesa di un summit durante il quale verranno decise le sorti del mondo occidentale.<br />
Completano il quadro il Direttore del Fondo monetario internazionale Daniel Roché (<strong>Daniel Auteuil</strong>) e un terzetto di ospiti estranei al mondo della politica composto da una scrittrice di best seller per bambini, una matura rockstar e Roberto Salus, un taciturno quanto misterioso monaco.<br />
La morte improvvisa di Roché getta un’ombra sinistra sull’intero consesso e lascia i partecipanti privi di una guida &#8211; morale prima ancora che tecnica &#8211; e di fronte al dilemma di proseguire o meno il varo della manovra in esame. Ago della bilancia sarà proprio il monaco, l’ultimo tra gli ospiti ad aver visto Roché vivo, oltre che il depositario della sua ultima confessione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52758" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Le_Confessioni_2.jpg" alt="Le_Confessioni_2" width="655" height="436" /></a></p>
<p>È uno scenario assai cupo quello in cui Andò cala lo spettatore fin dalle prime immagini della pellicola, pieno com’è di possibili letture metafisiche sulla cui pertinenza l’autore sembra lasciare completa libertà allo sguardo altrui. Ci si chiede, in sostanza, se l’hotel sia un luogo reale oppure una sorta di metaforico <strong>purgatorio</strong>, se Roché sia stato vittima di un omicidio mascherato da suicidio o se, in preda ai sensi di colpa per una manovra che lascerà buona parte del mondo in ginocchio, abbia semplicemente deciso di farla finita.<br />
In base a come si scelga di interpretarne la prima mezzora, <em>Le confessioni</em> diventa automaticamente un cupo giallo a chiave in cui il monaco potrebbe avere il ruolo di ipotetico deus ex machina o una metafora di come le leggi della moderna economia globale non possano, in ogni caso, mai prescindere da ciò che Nietzsche definiva “Umano, troppo umano”.<br />
E per quanto molti elementi spingano di più verso la seconda ipotesi &#8211; non ultimi lo stile visivo scelto dall’autore, tendente all’onirico e memore di certe suggestioni sorrentiniane (il resort svizzero che fa da location rimanda sia all’albergo de Le conseguenze dell’amore che alla Spa di <a href="http://www.movielicious.it/2015/05/20/youth-la-giovinezza/" target="_blank"><em>Youth &#8211; La giovinezza</em></a>) e la materia criptica di cui la maggior parte dei dialoghi risultano composti &#8211; c’è da dire però che, indipendentemente dalla strada interpretativa che si scelga di percorrere, il film in buona parte fallisce.</p>
<p>Fallisce innanzitutto come ipotetico giallo, in quanto non sfrutta le infinite possibilità drammaturgiche del canovaccio “gruppo di persone in un interno”, caricando quasi tutto il peso del plot sulle spalle del monaco di Servillo per relegare invece gli otto ministri al ruolo di semplici figurine di contorno.<br />
Il discorso non cambia anche qualora si propenda per una lettura allegorica, resa oltremodo ostica dal ritmo lento &#8211; a tratti quasi pachidermico a dispetto dei suoi cento minuti scarsi di durata &#8211; di un film che, non appena scopre le proprie carte, inizia inesorabilmente ad annoiare.<br />
In definitiva Andò si rivela inadatto a ibridare le proprie velleità autoriali con le suggestioni di genere, e anche le interessanti atmosfere pre apocalittiche da lui costruite nell’incipit finiscono per crollare sotto il peso di una storia perennemente indecisa su quale direzione imboccare.<br />
Non è difficile che, durante la visione, torni alla mente la ben più riuscita rappresentazione del disfacimento morale del potere tratteggiata da Sollima in <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/14/suburra/" target="_blank">Suburra</a></em>, per non parlare poi di <em>Todo Modo</em>, a cui Andò sembra ispirarsi esplicitamente pur senza seguirne l’esempio in termini di distorsione grottesca del reale.<br />
Resta la delusione per quello che, almeno sulla carta, sarebbe potuto essere ben altro film e l’ennesima maiuscola interpretazione di un Toni Servillo che, sebbene ritorni a tratti sui medesimi passi del Titta Di Girolamo de <em>Le conseguenze dell’amore</em>, rappresenta uno dei pochi valori aggiunti di un film per il resto abbastanza prescindibile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Toni Servillo e Pierfrancesco Favino nel trailer di Le confessioni</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/03/17/toni-servillo-e-pierfrancesco-favino-nel-trailer-di-le-confessioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 12:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Auteuil]]></category>
		<category><![CDATA[Le Confessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo film di Roberto Andò arriverà nelle sale a fine aprile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Le_Confessioni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52408" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Le_Confessioni.jpg" alt="Le_Confessioni" width="1280" height="853" /></a></p>
<p>La <strong>01Distribution</strong> ha rilasciato il teaser trailer ufficiale di <em><strong>Le Confessioni</strong></em>, la nuova pellicola di <strong>Roberto Andò</strong> con protagonisti <strong>Toni Servillo, Daniel Auteuil, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Marie-Josée Croze, Moritz Bleibtreu</strong>. L’uscita è fissata per il 21 Aprile.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/FTOnWuPXLZU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Siamo in Germania, in un albergo di lusso dove sta per riunirsi un G8 dei ministri dell’economia pronto ad adottare una manovra segreta che avrà conseguenze molto pesanti per alcuni paesi. Con gli uomini di governo, ci sono anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Daniel Roché, e tre ospiti: una celebre scrittrice di libri per bambini, una rock star,e un monaco italiano, Roberto Salus. Accade però un fatto tragico e inatteso e la riunione deve essere sospesa. In un clima di dubbio e di paura, i ministri e il monaco ingaggiano una sfida sempre più serrata intorno al segreto. I ministri sospettano infatti che Salus, attraverso la confessione di uno di loro, sia riuscito a sapere della terribile manovra che stanno per varare, e lo sollecitano in tutti i modi a dire quello che sa. Ma le cose non vanno così lisce: mentre il monaco – un uomo paradossale e spiazzante, per molti aspetti inafferrabile – si fa custode inamovibile del segreto della confessione, gli uomini di potere, assaliti da rimorsi e incertezze, iniziano a vacillare…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Suburra</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/10/14/suburra/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 06:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 14 ottobre 2015<br />
Regia: Stefano Sollima<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/suburra.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44911" title="suburra" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/suburra.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>Il 2 novembre del 2011 è una data importante.<br />
Silvio Berlusconi rassegna infatti le sue dimissioni da Presidente del Consiglio.<br />
Appena una settimana prima, Benedetto XVI inizia a ragionare sulla possibilità di abbandonare anzitempo il seggio papale.<br />
Incastrata tra questi due eventi c&#8217;è un&#8217;umanità allo sbando che, senza neanche rendersene conto, paga lo scotto di una totale mancanza di punti di riferimento e si insinua, strisciando sotto una pioggia incessante, tra gli ingranaggi di un Sistema che non fa più alcuna distinzione tra buoni e cattivi.<br />
C&#8217;è il politico corrotto Malgradi (<strong>Pierfrancesco Favino</strong>) che si caccia in un guaio più grosso di lui a causa della sua malsana passione per le escort minorenni. C&#8217;è Numero 8 (<strong>Alessandro Borghi</strong>) giovane boss della mala di Ostia disposto a tutto pur di riuscire nel suo piano per trasformare il litorale laziale in una moderna Las Vegas. C&#8217;è poi Sebastiano (<strong>Elio Germano</strong>), viscido organizzatore di festini per VIP del tutto privo di spina dorsale. E c&#8217;è il Samurai (<strong>Claudio Amendola</strong>), un ex componente della banda della Magliana oramai diventato tramite occulto negli affari tra mafia e Stato.<br />
Suburra è la cronistoria nerissima della settimana in cui i destini di questi quattro uomini senza qualità si incrociano quasi per caso, dando vita a una lotta senza quartiere in cui istituzioni e criminalità organizzata si svelano esattamente per come sono, così indissolubilmente legate le une all&#8217;altra.<br />
Ognuno di questi quattro personaggi, in fondo, cerca solo di raggiungere il proprio obiettivo, che sia il varo di una legge o semplicemente il riuscire a restare vivo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/suburra_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44912" title="suburra_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/suburra_2.jpg" alt="" width="500" height="325" /></a></p>
<p>Ormai dovrebbe essere chiaro un po&#8217; a tutti: il futuro del cinema, come del resto anche buona parte del suo passato, è nel genere.<br />
Uno dei primi a capirlo è stato evidentemente Quentin Tarantino che, riscrivendone le regole dall&#8217;interno, è riuscito addirittura a cambiare la storia, lasciando morire Hitler alla fine del suo <em>Bastardi senza gloria</em>, in una delle scene iconicamente più forti del cinema di tutti i tempi.<br />
<strong>Stefano Sollima</strong> &#8211; il cui valore di artigiano di lusso è sotto gli occhi di tutti sin dai tempi di <a href="http://www.movielicious.it/2012/01/23/al-cinema-arrivano-i-poliziotti-bastardi/" target="_blank"><em>A.C.A.B.</em></a> &#8211; attinge più o meno allo stesso tipo di licenza artistica quando mette in relazione, forzandone la prossimità temporale, due assenze istituzionali fondamentali, per costruirvi attorno un affresco apocalittico di sconcertante lucidità che punta dritto al centro del cuore più nero di Roma.<br />
Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di <strong>Giancarlo De Cataldo</strong> e <strong>Carlo Bonini </strong>(anche autori della bellissima sceneggiatura insieme a <strong>Stefano Rulli</strong> e <strong>Sandro Petraglia</strong>) Suburra rappresenta con un realismo ostentato e privo di qualsivoglia coloritura morale una città eterna ormai totalmente asservita alle logiche della connivenza.<br />
Quella di Sollima è una (ex) &#8216;grande bellezza&#8217; in totale balìa dei nuovi poteri forti, bagnata da una pioggia perenne che, biblicamente, non  può che annunciare l&#8217;arrivo di una qualche apocalisse.<br />
Plumbeo de profundis di qualunque residuo di speranza sociale, non è affatto un caso che il film si apra su un politico che, nudo su un balcone che affaccia su Via della Conciliazione, piscia in strada, come a rivendicare il diritto di poter fare della città ciò che vuole senza pagarne alcun prezzo.<br />
E&#8217;, in buona sostanza, il violento nichilismo di <em>Gomorra</em> &#8211; La serie che esce dai vicoli ciechi di Scampia e invade la Capitale con i suoi simboli del potere, primi tra tutti il Vaticano e Montecitorio.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/suburra_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44913" title="suburra_3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/suburra_3.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Costruito come un crescendo di tensione a tratti insostenibile, <em><strong>Suburra</strong></em> è una perfetta sintesi di mestiere e pretese autoriali, con un Sollima autore di sequenze che si pensava impossibili da realizzare in un cinema così tanto compromesso dal politicamente corretto come quello italiano.<br />
Basti pensare alla scena di sesso posta quasi in apertura del film (per trovare qualcosa di ugualmente esplicito bisogna andare a ritroso di almeno quarant&#8217;anni, a <em>Il Boss</em> di Fernando Di Leo) o alla sparatoria che vede coinvolti, in un centro commerciale, Numero 8 e il feroce clan degli Anacleti, zingari alla ricerca di un avanzamento nella scala gerarchica della criminalità romana.<br />
Paradossale semmai che un regista nato e cresciuto in ambito televisivo lavori in maniera così radicale alla demolizione di quel trend che, negli ultimi vent&#8217;anni, ha voluto che qualsiasi rappresentazione del crimine venisse veicolata attraverso gli scialbi e inverosimili significanti delle fiction in prima serata su Canale 5.<br />
In <em>Suburra</em> invece i criminali parlano esattamente come ci si aspetta che parlino nella realtà, senza esagerazioni deformanti né inutili scimmiottamenti dei bravi ragazzi di Scorsese.<br />
Nel montaggio serrato e nelle calibratissime inquadrature di Sollima si respira il pericolo vero e la totale mancanza di vie di fuga che accomuna le parabole di tutti i suoi personaggi, oltre che un&#8217;idea di cinema altissima e lontana anni luce da tutto ciò a cui &#8211; Caligari a parte &#8211; siamo purtroppo abituati a vedere qui da noi.<br />
Il film è impreziosito da un cast perfetto che aderisce al progetto con inusitata generosità, a partire da un Favino letteralmente immenso nel suo incarnare la bassezza più infima del potere, passando dallo sguardo invasato di Alessandro Borghi (ammirato di recente proprio in <a href="http://www.movielicious.it/2015/09/07/non-essere-cattivo/" target="_blank"><em>Non essere cattivo </em></a>di Caligari) fino al laido PR interpretato da Germano.<br />
Un elogio a parte, però, lo merita Claudio Amendola che, con il suo Samurai, riesce a scrollarsi di dosso in un sol colpo almeno un decennio di Cesaroni e di ospitate in TV ricordando(si) di essere un attore e, al contempo, arricchendo quello che &#8211; con buona pace di Garrone, Sorrentino e Moretti &#8211; va considerato come il miglior film italiano del 2015.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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