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	<title>Movielicious &#187; Pietro Bartolo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Fuocoammare</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 08:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino66]]></category>
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		<description><![CDATA[Lampedusa terra promessa nel toccante documentario di Gianfranco Rosi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia/Fracia 2016)<br />
Uscita: 18 febbraio 2016<br />
Regia: Gianfranco Rosi<br />
Con: Samuele Pucillo, Mattias Cucina, Samuele Caruana<br />
Durata: 1 ora e 47 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Fuocoammare_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52075" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Fuocoammare_1.jpg" alt="Fuocoammare_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Difficile vedere tanta verità su uno schermo che in genere veicola sogni. Invece te la ritrovi lì, chiara e inequivocabile.<br />
Dopo il successo di <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/09/06/venezia-70-day-9/" target="_blank">Sacro Gra</a></em>, (premiato nel 2013 con il <a href="http://www.movielicious.it/2013/09/09/venezia-70-i-vincitori/" target="_blank">Leone d’Oro</a> alla Mostra del Cinema di Venezia), il ritorno al cinema di <strong>Gianfranco Rosi</strong> passa attraverso un docu-film su <strong>Lampedusa</strong> e sulle sue storie di mare e migrazione. Il metodo adottato è sempre lo stesso: viaggiare e sostare nei luoghi che intende raccontare, come ha già fatto per <em>Boatman</em> (India), per <em>Below Sea Level</em> (Stati Uniti), per<em> El Sicario</em> <em>Room</em> <em>164</em> (Messico). Questa volta il regista di Asmara si è trasferito per un anno intero sull’isola siciliana per raccontare dall’interno la tragedia dei migranti e per poter osservare da vicino cosa significhi abitare in una terra di confine in un momento storico drammatico e delicato come quello che stiamo vivendo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Fuocoammare_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52076" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Fuocoammare_2.jpg" alt="Fuocoammare_2" width="599" height="337" /></a></p>
<p>E&#8217; un film di conrasti <em><strong>Fuocoammare</strong></em>, scisso e dicotomico, perché Lampedusa non è solo l&#8217;isola dei migranti, così come non è esclusivamente di chi la abita. Ed è anche un film estremamente furbo che è riuscito ad arrivare nel posto giusto al momento giusto. La sua partecipazione In Concorso al Festival di Berlino, nel cuore di una Germania in cui la questione accoglienza dei rifugiati è più attuale che mai, è riuscita a imporre una volta di più e in modo non tradizionale l&#8217;attenzione dei media su questa tragedia affiancabile solo all&#8217;Olocausto che non accenna ad esaurirsi, mostrando una verità tanto scomoda quanto drammatica e in un modo talmente schietto che è impossibile girare la testa dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Anche nello stabilire la forma da dare al racconto Rosi si affida al contrasto: da una parte il documentario incentrato sui migranti, in cui assistiamo a tentativi di soccorso da parte delle forze dell&#8217;ordine, ai commoventi istanti dell&#8217;accoglienza da parte di eroi, loro malgrado, come <strong>Pietro Bartolo</strong>, direttore sanitario della Asl locale che da anni si occupa di curare coloro che sbarcano sull’isola e a micro storie di cui non sapremo mai l&#8217;epilogo. Dall&#8217;altra il resoconto diretto della vita del piccolo Samuele (<strong>Samuele Pucillo</strong>) e della sua famiglia, tra un pomeriggio passato a giocare con una rudimentale mazzafionda e una visita oculistica che gli diagnostica un occhio pigro, metafora sin troppo chiara del &#8220;chiudere un occhio&#8221; davanti a migliaia di persone che si riversano sulle nostre coste in cerca della sopravvivenza dopo un viaggio affrontato in condizioni disumane tra ustioni causate dalla nafta, disidratazione e denutrizione, nel migliore dei casi. Lontano dall&#8217;essere un fim perfetto <em>Fuocoammare</em> riesce ad essere però una perfetta testimonianza di quanto accade su un&#8217;isola che c&#8217;è e che appartiene, meglio ricordarlo, a un concetto ancora piuttosto evanescente che prende il nome di Europa.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p>&nbsp;</p>
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