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	<title>Movielicious &#187; Richard Gere</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gli invisibili</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/15/gli-invisibili-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 06:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Danielle Brooks]]></category>
		<category><![CDATA[Gli invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[Jena Malone]]></category>
		<category><![CDATA[Oren Moverman]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Gere]]></category>
		<category><![CDATA[Time Out of Mind]]></category>

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		<description><![CDATA[Richard Gere clochard gentiluomo nel film di Oren Moverman sul dramma dei senzatetto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Time Out Of Mind, USA 2014)<br />
Uscita: 15 giugno 2016<br />
Regia: Oren Moverman<br />
Con: Richard Gere, Jena Malone, Danielle Brooks,<br />
Durata: 1 ora e 57 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind.jpg"><img class="alignnone wp-image-53291" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind-1024x711.jpg" alt="Time_Out_Of_Mind" width="650" height="451" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2014/10/19/festival-di-roma-2014-giorno-4/" target="_blank">Ne avevamo parlato nel 2014</a> dopo averlo visto alla Festa del Cinema di Roma, ma torniamo a farlo, a distanza di due anni, in occasione dell&#8217;uscita nelle sale. Nel frattempo <em><strong>Time Out of Mind</strong></em> nel nostro paese è diventato <strong><em>Gli invisibili</em></strong>. Il titolo originale, come spesso accade, è decisamente più calzante e appropriato e rimanda, almeno in quanto a considerazioni amare e una buona dose di disillusione, all&#8217;omonimo album pubblicato nel 1997 da Bob Dylan (quello che ha sancito il ritorno in pompa magna di Mr. Zimmerman, dopo un periodo piuttosto buio).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-53292" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind_2-1024x428.jpg" alt="Time_Out_Of_Mind_2" width="1650" height="690" /></a></p>
<p>Firmato dal regista dei notevoli <em>The Messenger</em>, <em>Rampart</em> e del più recente <a href="http://www.movielicious.it/2016/03/30/love-and-mercy-recensione/" target="_blank"><em>Love &amp; Mercy</em></a>, <strong>Oren Moverman</strong>, con <strong>Richard Gere</strong> protagonista assoluto e incentrato sulla vita, o meglio su quel che ne rimane, di George Hammond, un senzatetto di New York di cui non sappiamo praticamente nulla, <em><strong>Gli invisibili</strong></em> è più uno studio sociologico che non un film vero e proprio, animato com&#8217;è da un singolare intento informativo e documentaristico sin dalle prime scene. Il desiderio di descrivere paure, angosce e sensazioni di uno di quei 20.000 homeless che vivono a <strong>New York</strong> e il tentativo di rendere ancora più tangibile il senso di solitudine e spaesatezza che attanaglia le persone come George Hammond, Moverman compie una scelta estrema e discutibile come il non voler raccontare praticamente nulla del passato dell&#8217;uomo o il restituire attraverso dei monotoni campi lunghi alternati a strettissimi primi piani, la solitudine e l&#8217;inadeguatezza che questo inusuale clochard indossa, proprio come un vecchio e logoro cappotto.</p>
<p>Vediamo Hammond/Gere vagare per le strade senza una meta, passare da un centro di accoglienza a una mensa per disagiati, in una peregrinazione mesta e disillusa che dura per tutto il film, addolcita solo dal desiderio di potersi ricongiungere con la sua unica figlia. Tolte le lodevoli intenzioni e qualche interessante guizzo registico, purtroppo del film non si salva altro. <em><strong>Gli invisibili</strong> </em>finisce così per girare a vuoto per le quasi due ore di durata, privo com&#8217;è di un supporto drammaturgico più strutturato e di un più ampio respiro narrativo e la prova di Gere non gli è d&#8217;aiuto. Assolutamente non in grado di portare sulle proprie spalle il peso di uno script in cui, di fatto, accade poco o niente, l&#8217;attore americano viene surclassato dalle meno ambiziose performance dei suoi compagni di cast: <strong>Jena Malone</strong> <strong>Kyra Sedgwick</strong> e <strong>Ben Vereen</strong>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Franny</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/12/22/franny/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[Franny]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Gere]]></category>
		<category><![CDATA[Theo James]]></category>

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		<description><![CDATA[Richard Gere protagonista assoluto e un tantino ingombrante del dramma dell'esordiente Andrew Renzi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Benefactor, USA 2015)<br />
Uscita: 23 dicembre 2015<br />
Regia: Andrew Renzi<br />
Con: Richard Gere, Dakota Fanning, Theo James<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Franny_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-51355" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Franny_1-1024x685.jpg" alt="Franny_1" width="1024" height="685" /></a></p>
<p>Franny (<strong>Richard Gere</strong>) è un simpatico e affascinante miliardario che, privo sia di famiglia che di lavoro, ha trovato nella filantropia e nella morfina le uniche forme di sollievo per il senso di colpa che lo affligge da quando i suoi più cari amici, Bob e Mia, hanno perso la vita in un incidente automobilistico.<br />
Quando, dopo alcuni anni, ritrova Olivia (<strong>Dakota Fanning</strong>), la figlia dei due, in procinto di sposarsi e dare alla luce un bambino, Franny non riesce a fare a meno di aiutarla, regalandole una casa e offrendo addirittura al marito un&#8217;incredibile opportunità lavorativa.<br />
Per la giovane coppia c&#8217;è però un prezzo da pagare che, in questo caso, ha a che fare con la sempre maggiore invadenza del loro benefattore e con un terribile segreto che, una volta esaurite le scorte di morfina, non tarderà a riemergere dal passato.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Franny_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51356" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Franny_2.jpg" alt="Franny_2" width="1000" height="713" /></a></p>
<p>Richard Gere continua, con questo film, il sistematico processo di desacralizzazione della propria immagine di sex symbol, vero leitmotiv di buona parte delle pellicole interpretate dall&#8217;attore nella fase più matura della sua carriera, diciamo in tutto il post-Chicago.<br />
Dopo l&#8217;homeless di <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/19/festival-di-roma-2014-giorno-4/" target="_blank"><em>Time Out of Mind</em> </a>(presentato lo scorso anno alla Festa del Cinema di Roma e tuttora inedito in Italia) tocca quindi a questo malconcio miliardario con seri problemi di dipendenza nell&#8217;opera prima del giovane <strong>Andrew Renzi</strong>.<br />
E, proprio come il succitato film di Oren Moverman, anche <em><strong>Franny</strong></em> risulta interamente costruito attorno alla (onni)presenza di un Gere che, finalmente libero del pesante retaggio di un passato da divo, regala qui una delle sue migliori interpretazioni in carriera.<br />
Lo fa con un attento lavoro di sottrazione che, all&#8217;overacting, preferisce di gran lunga un&#8217;emotività tutta interiore che emerge solo a tratti e, per lo più, attraverso l&#8217;improvviso spegnersi e poi riaccendersi di una particolare luce negli occhi e le esplosioni repentine di un entusiasmo bambino con cui il ricco Franny cerca di mascherare malamente l&#8217;inferno che lo abita.<br />
Ruolo tanto più difficile proprio perché associa il disagio a uno status socio-economico tutt&#8217;altro che infelice, che il divo americano incarna però in maniera assai efficace.<br />
Il problema semmai è a monte ed è che &#8211; alla stregua di altri film troppo focalizzati sulla star chiamata a interpretarli &#8211; anche questo <em>Franny</em> mostra alcune importanti lacune narrative che, di fatto, lavorano in senso esattamente contrario a tutto l&#8217;impegno profuso dal volenteroso Gere.<br />
La falla più macroscopica è in una sceneggiatura che inventa poco o nulla, per limitarsi a tornare ciclicamente, attraverso un flashback sempre troppo uguale a se stesso, al tragico evento che, anni prima, ha inesorabilmente mutato il corso degli eventi.</p>
<p>Stesso discorso per una regia pigramente adagiata su uno standard di cinema indipendente fuori tempo massimo di almeno trent&#8217;anni con cui Renzi (un cognome indicativo anche da noi di quanto si possa essere vecchi a dispetto della giovane età) si limita a osservare la sofferenza senza però contrappuntarla in alcun modo con un&#8217;intuizione visiva che sia una che ne accentui o che, al limite, ne smorzi la portata.<br />
Il risultato è un film che, a dispetto di un minutaggio contenutissimo (appena novanta minuti), annoia fin da subito e riesce nella rara impresa di non deviare mai, neanche per un attimo, dai rigidi binari di ciò che ci si aspetta che accada.<br />
E al netto delle migliori intenzioni &#8211; che pure riconosciamo all&#8217;autore &#8211; immaginiamo che anche lo sceneggiatore più inesperto non possa non sapere che, procedendo per accumulo progressivo di tensione lungo tutto l&#8217;arco della storia, a un certo punto qualcosa di rilevante si dovrà pur farla accadere.<br />
In caso contrario il rischio è che il film imploda sotto il peso di un&#8217;emotività che si è incapaci di gestire.<br />
Questo per quanto riguarda la struttura in termini generali ma, se ci si avvicina un po&#8217; di più, il quadro appare costellato di piccole ingenuità che, messe insieme, lo affossano definitivamente.<br />
In definitiva si riesce anche a comprendere l&#8217;esigenza di Richard Gere di essere perennemente al centro della scena (saranno giusto un paio le sequenze in cui non viene inquadrato) ma forse sarà il caso che, nell&#8217;immediato futuro, qualcuno lo informi che un ruolo secondario in un film riuscito può essere molto più utile di una sfilza di parti principali in produzioni mediocri.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Franny, il trailer del nuovo film con Richard Gere</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/11/23/franny-il-trailer-del-nuovo-film-con-richard-gere/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 14:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[Franny]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Gere]]></category>
		<category><![CDATA[Theo James]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore nei panni di un eccentrico filantropo nelle sale a Natale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Franny.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50941" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Franny.jpg" alt="Franny" width="620" height="400" /></a></p>
<p>Arriverà nelle sale a Natale Franny, dramedy diretta da <strong>Andrew Renzi</strong> (qui al suo esordio nel lungometraggio dopo aver firmato alcuni corti) di cui vi mostriamo il trailer, che ha come protagonisti <strong>Richard Gere</strong>, <strong>Dakota Fanning</strong> e  <strong>Theo James</strong> (visto nella <em>serie di</em> <strong><em>Divergent</em></strong>).</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/5leGX1C-Tgo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi: <em><strong>Franny</strong> (<strong>Gere</strong>) è un filantropo miliardario che perde i suoi migliori amici in un incidente stradale. Stravolto da questo tragico evento, la sua vita va a rotoli e comincia a fare abuso di alcol e droghe. Qualche anno dopo, l&#8217;uomo si rimette in contatto con la figlia dei suoi amici (<strong>Fanning</strong>), che si è da poco sposata e adesso aspetta un bambino. Franny si intrometterà nella vita di questa giovane coppia cercando di rivivere il suo passato.</em></p>
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		<title>Richard Gere in vacanza a Taormina con la nuova, giovane compagna</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/06/24/richard-gere-in-vacanza-a-taormina-con-la-nuova-giovane-compagna/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 06:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandra Silva]]></category>
		<category><![CDATA[Govind Friedland]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Gere]]></category>
		<category><![CDATA[Taormina]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43316" title="richard_gere_alejandra_silva_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><strong>Richard Gere</strong> ha un nuovo, giovane amore. L&#8217;attore, che è stato avvistato in questi giorni a<strong> Taormina</strong> in occasione del Festival, ha unito lavoro e piacere, concedendosi anche una vacanza nel nostro paese con la sua nuova compagna, la mondanissima spagnola 32enne <strong>Alejandra Silva</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43317" title="richard_gere_alejandra_silva_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Gere sta finalizzando il divorzio dalla seconda moglie, la modella e attrice <strong>Carey Lowell</strong> dopo 12 anni di matrimonio e, secondo quanto riporatato da alcune fonti, avrebbe iniziato ad uscire insieme ad Alejandra da circa un anno, mantenendo la loro storia segreta fino ad ora.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43318" title="richard_gere_alejandra_silva_3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_3.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Pochi i dettagli sulla donna,<strong> </strong>ex moglie di <strong>Govind Friedland</strong>, figlio del magnate minerario americano Robert Friedland, da cui ha avuto un figlio, Albert. Tra le protagoniste della vita mondana madrilena, frequentatrice dell&#8217;aristocrazia spagnola, la socialite Alejandra vive tra la capitale spagnola e New York ma, a detta degli amici, trova sempre il tempo per vedersi con Richard.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_0.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43319" title="richard_gere_alejandra_silva_0" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/richard_gere_alejandra_silva_0.jpg" alt="" width="500" height="515" /></a></p>
<p>(<em>Daily Mail</em>)</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; Giorno 4</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/19/festival-di-roma-2014-giorno-4/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 16:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Piva]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Stefano]]></category>
		<category><![CDATA[Benicio Del Toro]]></category>
		<category><![CDATA[Escobar: Paradise Lost]]></category>
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		<category><![CDATA[Time Out of Mind]]></category>

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		<description><![CDATA[Richard Gere barbone in Time Out of Mind, Benicio Del Toro in Escobar:Paradise Lost e I MIlionari di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TIME OUT OF MIND di OREN MOVERMAN</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/richard_gere.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39287" title="richard_gere" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/richard_gere.jpg" alt="" width="500" height="293" /></a></p>
<p>Era una delle pellicole più attese di questa edizione del Festival di Roma, <em><strong>Time out of Mind</strong></em>. Sì, proprio come l&#8217;album di Bob Dylan. Firmata dal regista dei notevoli <em>The Messenger </em>e <em>Rampart</em>, <strong>Oren Moverman</strong>, con <strong>Richard Gere</strong> protagonista assoluto, è incentrata sulla vita, o meglio su quel che ne rimane, di George Hammond, un senzatetto di New York di cui non sappiamo praticamente nulla. Sarà così per quasi tutto il film per una scelta piuttosto estrema dell&#8217;autore il cui insolito tocco registico rimane l&#8217;unico elemento convincente dell&#8217;opera. Nel tentativo di rendere ancora più tangibile il senso di solitudine e spaesatezza che attanagliano le persone in condizioni estreme come George Hammond, la pellicola gira a vuoto per le quasi due ore di durata, e la prova di Gere non aiuta. Assolutamente non in grado di portare sulle proprie spalle il peso di uno script in cui, di fatto, accade poco o niente, l&#8217;attore americano viene surclassato dalle performance dei suoi compagni di cast: <strong>Jena Malone</strong> <strong>Kyra Sedgwick</strong> e <strong>Ben Vereen.</strong></p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p><strong>I MILIONARI di ALESSANDRO PIVA</strong></p>
<div id="attachment_39291" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/i-milionari.jpg"><img class="size-full wp-image-39291" title="i-milionari" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/i-milionari.jpg" alt="Photocall sui generis per il cast de I Milionari" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Photocall sui generis per il cast de I Milionari</p></div>
<p>Ad Alessandro Piva (<em>La CapaGira</em>, <em>Mio cognato</em>) il compito di rappresentare l&#8217;Italia in questa quarta giornata di Festival.<br />
Con<em><strong> I Milionari</strong></em> Piva rivendica le proprie origini campane e, per la prima volta, abbandona la &#8220;sua&#8221; Bari per raccontare ascesa e caduta di un clan camorristico napoletano vista attraverso gli occhi di uno dei suoi membri, Marcello Cavani detto &#8220;Alen Delòn&#8221; (<strong>Francesco Scianna</strong>), cresciuto all&#8217;ombra di un fratello dedito all&#8217;illecito fin dall&#8217;adolescenza ma, a differenza di quest&#8217;ultimo, più interessato agli aspetti economici e sociali derivanti dalla criminalità che non al semplice potere della sopraffazione sull&#8217;altro.<br />
Film contraddistinto da una forte sensazione di medietà, accentuata forse dall&#8217;occorrenza che lo vede uscire in sala così a ridosso dalla ben più riuscita serie TV <em>Gomorra</em> che, sull&#8217;argomento, sembra aver detto e mostrato davvero già tutto.<br />
<em>I Milionari</em> invece, pur essendo privo di sbavature evidenti, non riesce a decollare e si accontenta di essere un mix piuttosto all&#8217;acqua di rose di suggestioni che rimandano ai capisaldi della mitologia criminale (si va da <em>Quei bravi ragazzi</em> a <em>Romanzo Criminale</em>) senza però formulare nulla di nuovo.<br />
Confonde inoltre la scelta di utilizzare, nei ruoli principali, attori non napoletani che, pur mettendocela tutta per introiettare un idioma così connotante (Scianna in primis fa un ottimo lavoro), non riescono a raggiungere la naturalezza necessaria ad allontanare personaggi così connotati dal rischio, perennemente dietro l&#8217;angolo, della caricatura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p><strong>ESCOBAR: PARADISE LOST di ANDREA DI STEFANO</strong></p>
<div id="attachment_39288" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/escobarparadiselost.jpg"><img class="size-full wp-image-39288" title="escobarparadiselost" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/escobarparadiselost.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Escobar: Paradise Lost</p></div>
<p>Ce ne fossero di opere prime come questa, girata con dimestichezza da un attore italiano, <strong>Andrea Di Stefano</strong> (volto noto del cinema e della tv nostrani, visto ne <em>Il principe di Homburg</em> di Marco Bellocchio, <em>Cuore Sacro</em> di Ferzan Ozpetek e in <em>Medicina generale</em>, la fiction di di Renato De Maria). Siamo in Colombia agli inizi degli anni Novanta e due fratelli canadesi decidono di aprire un chiosco sulla spiaggia e di trasferirsi in quel paradiso. Uno di questi è Nick (<strong>Josh Hutcherson</strong>, il Peeta Mellark della trilogia di <em>Hunger Games</em>) che un giorno si innamora della bella Maria, la nipote di uno dei più spietati narcotrafficanti della storia: Pablo Escobar (splendidamente interpretato da <strong>Benicio Del Toro</strong>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/beniciodeltoroescobar.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39289" title="beniciodeltoroescobar" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/beniciodeltoroescobar.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Tratto da una storia vera, <em><strong>Escobar: Paradise Lost</strong></em> si può dire un&#8217;opera riuscita e il merito è soprattutto di una buona regia e dell&#8217;interpretazione di Del Toro, visibilmente ingrassato per vestire al meglio i panni del suo personaggio. Peccato che per il ruolo del protagonista sia stato scelto il giovane Hutcherson, che passa, senza mai cambiare espressione, da una prima parte del film in cui è il Romeo di una love story tutta rose e fiori a una seconda, decisamente più movimentata, in cui dovrebbe adattare la sua graniticità ai toni dell&#8217; action-thriller. Purtroppo non ci riesce, ma il film rimane comunque una buon esordio.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>A presentare <strong><em>Escobar: Paradise Lost </em></strong>sono arrivati al Festival i due protagonisti<strong> Josh Hutcherson</strong> e <strong>Benicio Del Toro</strong>. Ecco che cosa ci hanno raccontato di questa esperienza.</p>
<p>Josh, tu in <em>Hunger Games</em> interpreti un personaggio che fa di tutto per salvare la ragazza di cui è innamorato. E lo fai anche qui.</p>
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<p>&#8220;<em>Sì, è vero. Sono molte le storie in cui i personaggi combattono per amore. Nick e Peeta sono personaggi molto diversi, ma entrambi combattono per quello in cui credono. Su questo non c&#8217;è dubbio</em>&#8220;.<br />
Dopo aver interpretato un&#8217;icona come Che Guevara, come si è preparato per il ruolo del narcotrafficante Escobar?</p>
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<p>&#8220;<em>La fase di studio e di ricerca per me è molto importante. La differenza sostanziale che ho riscontrato nell&#8217;interpretare questi due ruoli sta nel fatto che per Escobar ci siamo concentrati molto sul fattore &#8220;verità&#8221;. Con Andrea (Di Stefano, ndr) abbiamo parlato molto di questo aspetto. Ma anche del dualismo di questo personaggio controverso che da un lato ha aiutato le persone bisognose ma dall&#8217;altro non si è fatto scrupoli uccidendo e spargendo sangue per salvaguardare i propri interessi. Il mio Pablo poi è stato costruito in relazione al Nick interpretato da Josh. Si tratta di un approccio completamente diverso da quello con cui ho preparato il Che, ma non c&#8217;è dubbio che una buona preparazione sia stata la chiave per portare sullo schermo entrambi</em>&#8220;.</p>
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